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karpe die

oh, cumpa, ke sfiga. cioè ti dico, mio babbo m’ha sgamato ke non ho passato lineamenti di biodiritto, ke gli avevo sbobbato di averlo già’ preso con 24 l’anno scorso, e m’ha fatto il teatro. na scena sturbante. ke mi ero svanito una rata delle tasse di studio, ma stavo tranqui perké’ tanto sto a un pelo di effe dal vincere il fantacalcio e col malloppo ci rimettevo rata e mora, insomma sti spioni fascisti della segreteria studenti mandano una lettera a casa per avvisare e babbo, violando il mio diritto alla praivacy (oh sai mica se posso mettere un avvocato?) apre la busta e ci trova la cosa ke mi sono bussato i soldi della rata, e peggio ancora gli nfami hanno messo pure la lista degli esami ke ho fatto. e di quelli ke non ho fatto. porco il maiale! si è tolto la kravatta e la faccia gli è diventata grossa come ulk e blu come avatar. ho preso il cell per filmarlo ke lo volevo uppare sul tubo, ci facevo un casino di contatti, ma si è strainka e me l’ha tolto di mano e l’ha lanciato sul muro. e avevo pure buttato la garanzia. urlava tipo ke caspio ti ho messo a fare al mondo, non vuoi fare una mazza, ci hai 28 anni e sei ancora a metà’ esami, sei veramente uno sfigato come dice quel tale (questo è ingiusto, co tutta la effe ke vedo io sta kosa a me non me la merito proprio!), lo studio legale mio non lo erediterai mai, ma ke progetti c’hai nella vita, ke cosa vuoi fare, qual’ ’è il tuo scopo??? s’è messo tipo disco a ripetere sta cosa, progetto, scopo, progetto, scopo, e voleva a forza ke gli rispondevo se no andava avanti a botta.
nsomma gli ho ciarlato oh babbo, ma ke te devo dì, io vivo il karpe die.  kogli l’attimo. qua la vita è breve e si skiatta tutti prima o poi, ma ke te stai a fare progetti! la vera saggezza è saper vivere il presente senza angosciarsi per il futuro, ogni giorno ha la sua pena, c’era scritto pure sull’oroscopo. io lo scopo ce l’ho come prima voce del verbo, questo è lo scopo mio, me la godo e quando skiatterò non me ne fregherà un cespio perkè’ avrò fatto tutto quello ke volevo fare e non mi porterò nessun rimpianto. c’ha ragione il figo del cinema ke s’è sfasciato con l’auto, sogna come se vivessi sempre… eh… uh… boh non mi ricordo ma c’ho il poster di là in stanza. komunque karpe die.
è diventato tutto moscio ke non ce l’avevo mai visto. nonn ha detto niente, ha solo biasciato “ma ke davvero?”, e io a fare embè’. poi m’ha guardato tipo ke piangeva, muto, ed è uscito veloce dalla stanza. so andato a vedere come stava il cell ma è tutto scassato, porco il maiale.
poi me ne sono uscito, non ci avevo voglia di stare a cena ke magari ricominciava.
mah.
passa un po’ il fumo, và’, e messaggia a ke ora dobbiamo andare a raccattare le due pelose, ke stasera la notte è tutta nostra.

 ***

“Buonasera, centralino centro di aiuto genitoriale. Mi dica pure come posso aiutarla, sono al suo servizio.”
“Buonasera… ascolti, io non so cosa fare… mio figlio è… è…”
“Malato? Malformato?”
“Non fisicamente, ma lui… non riesco neppure a dirlo. Se solo l’avesse sentito parlare…”
“Sono partecipe del suo dolore. Le tragedie dello spirito sono peggiori di quelle del corpo.”
“Io non avevo mai capito, non avevo mai veramente affrontato il fatto compiuto… non vedevo, non volevo vedere… sapevo che era un po’ pigro, ma…”
“Lei non deve colpevolizzarsi. Lei è la vera vittima di questa tragedia, se lo ricordi. Età?”
“28, no aspetti mi pare 29 anni… un attimo che…”
“No va bene così. Fino ai 30 è comunque codice D.”
“Forse non ho passato abbastanza tempo con lui da bambino… forse se sua madre non se ne fosse…”
“Mi creda, è inutile torturarsi sul perché e il percome. Sono cose che succedono, la colpa è solo del sistema omologato che ci costringe a vivere vite vuote massificate nel conformismo. Se vuole dei colpevoli, se la prenda con i politici che sono tutti corrotti e adulano teocrazie straniere invece di proteggere i suoi diritti civili. Lo ripeta a se stesso tutte le volte che ne avrà bisogno: io sono la vittima.”
“È vero, ha ragione.”
“Qual è la sua autodeterminazione?”
“Io… volevo che prendesse la laurea in giurisprudenza, come me… gli avrei passato il mio studio legale, gli trovavo io i clienti… l’esame di stato si acconciava, qualche amicizia ce l’ho… poteva rendermi tanto orgoglioso… tutti  i miei sogni, i progetti che avevo fatto per lui, per il suo bene…”
“…”
SINGHIOZZI
“…”
“Mi scusi, un momento di debolezza.”
“Ma si figuri.”
“Adesso capisco che è tutto inutile. Lui non ha progetti per il futuro, non ha uno scopo di vita. Pensa solo al sesso disimpegnato, a farsi le canne, a fare sempre tardi la sera…”
“Terribile. Chissà chi gli ha messo in testa queste brutte idee.”
“Dice che vive il carpe diem.”
“Mmm.”
“Dice che vive l’attimo senza pensare al domani, e quando morirà non sarà dispiaciuto perché non avrà rimpianti.”
Mmm.”
“Io… io, mi chiedo…”
Sì, si può fare.”
“Ehm…”
“Lei vuole prenotare una procedura di APP, vero?”
“Beh… sì…”
“Ecco, appunto. Ho analizzato il suo caso e ci sono i presupposti per l’applicazione della disciplina. Ha detto che ha una laurea in giurisprudenza?”
“Sì ma io faccio societario, il biodiritto non è la mia specialità…”
“Guardi, è molto semplice. Basta che lei firmi l’autocertificazione e suo figlio può essere considerato una PP, cioè una post-persona. La normativa è estremamente chiara in merito e stabilisce che per la sussistenza di una persona devono essere presenti due requisiti, ovvero la progettualità e l’autoattribuzione. Per il primo requisito, se «un individuo è capace di fare qualsiasi progetto, allora sarà danneggiato se gli fosse impedito di realizzarlo nel caso in cui venisse…» mmm… sottoposto alla procedura.”
“…”
“ Se invece suo figlio è incapace di fare progetti per il suo futuro, l’APP non gli reca alcun danno, ovviamente. Casomai ci sono i suoi progetti su suo figlio, ma se lei capisce quei progetti sono irrealizzabili, allora diventa una sua decisione, è lei che decide se suo figlio è o non è una persona.”
“E il secondo requisito?”
“Deve considerarsi persona «un individuo che è capace di attribuire alla propria esistenza almeno alcuni valori di base come il ritenere una perdita l’essere privati della propria esistenza». Mi ha detto che suo figlio non ha paura della fine, non ha rimpianti. Con il suo comportamento, di fatto suo figlio mostra di non attribuire valore alla propria vita, dunque…”
“Ma… in concreto come funziona?”
“Semplice. Suo figlio è a casa?”
“No, è uscito anche stasera, a fare chissà cosa…”
“Bene. A che ora torna di solito?”
“Mah, le cinque, le sei, a volte anche…”
“Stasera si presenterà al suo domicilio un nostro funzionario che le farà firmare i moduli. Aspetterà assieme a lei che il soggetto rientri in casa e vada a dormire, dopodiché eseguirà farmacologicamente l’APP. Provvederà poi a chiamare un nostro mezzo di trasporto per lo smaltimento organico. Le garantisco che la procedura è assolutamente indolore, suo figlio non se ne accorgerà neppure. Altrimenti non potremmo farlo ovviamente.”
“Davvero?”
“Certo! La procedura si esegue sempre quando il soggetto è profondamente, quietamente addormentato. Se non si è svegli non c’è consapevolezza, se non c’è consapevolezza non si soffre, se non si soffre non c’è danno, se non c’è danno non c’è male.”
“Giusto. Senta, scusi, mi sono dimenticato di chiedere… quanto…”
“È compreso nel SSN, paga la mutua.”
“Ah bene. Se penso a tutti i soldi che ho speso per mio figlio… la scuola, la macchina, i vestiti, tutti i regali che mi chiedeva… pensavo fosse un investimento per il futuro… e invece…”
“Questo ci porta a un altro argomento. Lei ha già pensato al prossimo?”
“Ehm… prossimo cosa?”
“Prossimo figlio. Naturalmente è una sua decisione, ma i nostri psicologi la raccomandano come ausilio traumatologico. Una ventata di freschezza.”
“Ma io ho 65 anni, forse sono un po’ troppo vecchio per pensare ancora a procreare.”
“Ma no, che dice! Con gli ultimi progressi della gerontologia, lei è appena a metà della sua vita!”
“Lei mi sta dando una nuova speranza…”
“Se prepara un campione di materiale biologico da consegnare al nostro funzionario, possiamo cominciare le procedure immediatamente. Le daremo anche un modulo per indicare le sue opzioni biopsicologiche. Con la selezione genetica mirata, possiamo far emergere la prole con le attitudini precisamente corrispondenti a quelle da lei desiderate, con un altissimo margine di successo. Trent’anni fa la tecnologia non era avanzata come adesso, naturalmente sappiamo per colpa di chi, altrimenti il suo attuale figlio non sarebbe diventato una post-persona. Ma la cosa migliore è che stavolta non ha bisogno di investire al buio, può stare tranquillo sottoscrivendo la polizza assicurativa Safe Child ®.”
“Polizza assicurativa? E che roba è?”
“È l’ultima innovazione del mercato. Come diceva prima, lei ha investito un sacco di soldi nel futuro di suo figlio, che purtroppo adesso andranno sprecati. Con questa polizza invece lei, versando un appropriato premio annuo, ha diritto in caso di ricorso all’APP a recuperare una parte o addirittura tutto il capitale investito, più inflazione e interessi. Ci sono varie formule per calcolare premio e recupero, può scegliere lei la più adeguata alla sua situazione finanziaria.”
“Ma è davvero fantastico! Vorrei averlo fatto trent’anni fa! Io non so come ringraziarla, lei… lei mi sta spalancando una nuova vita! Grazie! Grazie! Grazie!”

 ***

oh, cumpa, bella eh. ke ganja. da sturbo. e pure sta sera ci siamo sbombati la effe. daje daje.
notte raga, se vedemo. io torno a casa a stendermi, ke domani c’ho lezione all’uni.
aaah, ke bello guidare di notte, niente traffico, fai il caspio ke ti pare. autoradio e cannetta, la guida perfetta.
porco il maiale, ma ki è stinfame ke ha parkeggiato al posto mio. non l’ho mai visto prima nel quartiere sto carretto. mo gli lascio un ricordino liquido sulla maniglia. tiè, la prossima volta impari. ah ah.
via libera. minkia, c’avevo la strizza ke babbo stava alzato ad aspettarmi per farmi un altro kazziatone, e invece gnente. luci spente tutto buio e silenzio.
povero babbo. si affanna così tanto, lo vedo sempre preoccupato, sempre di corsa, mai a casa, nervoso a palla, gli atti in scadenza, riffa e raffa. te credo ke mamma se ne è andata. fare l’avvocato, ke vita del caspio, non fa per me. babbo ci sta morendo di tutto sto stress, uno di questi giorni stramazza per terra e banghete. gli devo dire di darsi una calmata, per il suo bene.
toh, prendesse un po’ esempio da te, ggeimsdin. ecco com’era la frase… c’hai raggione, te sì ke sei un dritto: si vive il giorno e basta. karpe die.
aaah, ke sbombata di sonno… buonanotte mondo, buonanotte a tutti. Mo me tocca un pò’ di quiete.

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