Beati i puri di cuore

Beati i puri di cuore 

 

 

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Mi sono sempre chiesto perché, fra tutte le beatitudini, proprio dei puri di cuore si dice che vedranno Dio. Dopotutto, a rigore, vedranno Dio faccia a faccia coloro che si salvano, i quali non è detto che su questa terra abbiano sempre osservato un comportamento irreprensibile, essendo noi tutti peccatori ed essendo preposti appositi sacramenti per la bisogna. Del resto il primo comandamento del cristiano, che sorregge e contiene tutti gli altri, è la carità: a chi ha molto amato, molto sarà perdonato.

Così avevo messo un punto interrogativo sull’argomento, come quando si gioca a campo minato e si segna una casella dubbia. Nella mia personale mappa mentale della fede non mancano punti del genere ad indicare cose che non ho capito, che mi lasciano perplesso; cose su cui ho bisogno di pensare, ponderare, pregare. Forse l’amico Stark ne sarà rassicurato, una cosa del genere magari rientra nella sua definizione di critica (in senso kantiano?). Personalmente falle non ne ho ancora trovate, casomai punti interrogativi che credo prima o poi comprenderò, in questa vita o nell’altra.

Ma della meta-razionalità del cristianesimo si può parlare un’altra volta. La purezza, dicevo: perché saranno proprio i puri di cuore a vedere Dio? Perché non anche i poveri in spirito, gli afflitti, i miti, quelli che hanno fame e sete della giustizia, i misericordiosi, gli operatori di pace, i perseguitati per causa della giustizia? Che forse loro non vedranno Dio? Ma no, come può essere… Un giorno camminavo bel bello per strada, andando all’università e pensando ai fatti miei, quando mi si è accesa una lampadina in testa (sarà stato lo Spirito Santo, sarà stato il mio subconscio che non smette mai di far girare le rotelle?) e mi si è improvvisamente delineata, nitida e luminosa, un’interpretazione sensata del discusso versetto.

 

Il puro di cuore vede le altre persone come persone, non come oggetti sessuali. Ed essendo le persone a immagine e somiglianza di Dio (e qui si potrebbe aprire un lungo discorso su come il significato attuale di questo vocabolo, che per i romani significava maschera, sia il prodotto della riflessione dei Padri della Chiesa), essere puri di cuore è vedere Dio guardando gli altri.

Attenzione: io non credo che la purezza di cuore debba condurre allo spregio per la bellezza, alla demonizzazione di tutto ciò che è carne e materia. Questa è un’accusa che l’edonismo moderno rivolge frequentemente al cristianesimo, eppure si tratta più propriamente di un’idea gnostica (che spesso e volentieri al cristianesimo si è mischiata e confusa). Il cristiano non dev’essere schiavo dei suoi istinti, ma non è il piacere in sé ad essere sbagliato. Lo diventa nel momento in cui se ne abusa e si ha per Dio il proprio ventre (o altra parte del corpo); nel momento in cui siamo così tesi all’ottenimento del piacere da considerare gli altri solo come mezzi per arrivare ad esso (effetto che purtroppo il sesso, per sua particolare natura, è ampiamente capace di provocare in noi).

Se io fossi pienamente puro di cuore (periodo ipotetico…) potrei guardare anche la donna più sexy del mondo, completamente nuda, e pensare non agli squisiti piaceri che potrei trarre dal suo corpo, non a come potrei usarla, ma al fatto che pure lei ha l’infinita dignità di ogni essere umano; che pure lei ha sogni, paure, volontà, debolezze, affetti; che indubbiamente le piace essere desiderata, ma è molto probabile (per quanto magari non lo darebbe a vedere) che voglia ancor di più essere amata; che guardandola non vedo solo un bel seno, un bel didietro, un bel paio di gambe, io vedo una persona fatta a immagine e somiglianza di Dio, io in lei vedo DIO.

 

Dopo aver pensato quanto sopra, ho scoperto che non avevo teorizzato nulla di particolarmente nuovo nella storia dell’umanità, e che i miei interrogativi avrebbero avuto risposta già da tempo se solo mi fossi preso la briga di andare a consultare prima quel che aveva detto in proposito il Magistero della Chiesa. Punto 2519 del Catechismo: “La purezza del cuore (…) ci permette di vedere secondo Dio, di accogliere l’altro come un “prossimo”; ci consente di percepire il corpo umano, il nostro e quello del prossimo, come un tempio dello Spirito Santo, una manifestazione della bellezza divina.


One response to “Beati i puri di cuore

  • EugenioCazzidui

    Solo per dire che ti ho risposto sul mio blos.
    Poi magari datti un’ascoltata alle canzoncine del Concept… d’altronde, il suo scopo, prima del terrore culturale, è soprattutto quello dell’autocreazione antiartistica.

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