Libertà e coerenza

Libertà e coerenza

 

A causa dello studio assillante per un esame spaventoso, non aggiornerò il blog fino a metà febbraio almeno. Mi congedo dunque scrivendo questa storia, volutamente irrealistica ma non troppo.

 

L’illustre intellettuale di sinistra rileggeva in metropolitana il quotidiano sul quale scriveva regolarmente, approvando le proprie frasi eleganti con cui aveva ancora una volta difeso la retta ortodossia politica, con una piccola fitta d’invidia quando trovava l’efficace paragrafo di un qualche collega dotato di una penna più abile della sua.

Era sera inoltrata e quella era l’ultima corsa della metropolitana. Era quasi solo nel vagone, e non faceva caso all’unico altro personaggio lì presente, un signore dall’aspetto ordinario assorto anch’egli nei propri pensieri. Si ignoravano a vicenda, come vuole la regola dei rapporti umani su mezzi di trasporto a breve percorrenza. Ma tale regola fu improvvisamente violata quando lo sconosciuto, rivolto all’illustre intellettuale, chiese:

“Mi scusi… ma lei è…” e pronunziò il nome dell’illustre intellettuale. Costui, al quale capitava talvolta di essere riconosciuto per strada (era sì illustre, ma non a livelli ragguardevoli), confermò sorridendo.

“Oh. Molto piacere di conoscerla, io leggo sempre la sua rubrica, la trovo molto intelligente” proseguì il signore, che immediatamente si presentò a sua volta. “Sa, anche io sono di sinistra”.

Nei dieci minuti successivi (pareva che entrambi dovessero arrivare al capolinea e mancasse ancora un bel po’) intrapresero una discussione che toccò in rapida successione i temi portanti dell’attuale politica della sinistra. Ma forse dire che fu una discussione è un eufemismo. La maggior parte delle parole e delle idee furono espresse dall’illustre intellettuale, con occasionali brevi interventi dell’altro che avevano circa la stessa funzione, più propulsiva che interlocutoria, esercitata dai discepoli di Socrate nei dialoghi di Platone. Finché ad un certo punto, mentre perorava solidamente, parve all’illustre intellettuale che il signore suo ammiratore non fosse del tutto d’accordo con ciò che egli diceva. Forse era più di centrosinistra che di sinistra, si disse, e gli chiese dunque per quale partito dell’Unione avesse intenzione di votare.

“Beh, veramente io penso di votare Casa delle Libertà”.

L’illustre intellettuale pensò di aver capito male.


La Cdl
? Vuol dire Berlusconi?”

“Sì, penso di votare di nuovo Forza Italia.”

“Di nuovo? Ma perché, l’ha già votato?”

“Sì, nel 2001…”

“Scusi, ma lei non aveva detto di essere di sinistra?”

“Beh sì, sono comunque di sinistra.”

Ripensando all’episodio, l’illustre intellettuale avrebbe in futuro ricordato con un brivido come tutto a questo punto fosse diventato scivoloso. Gli sembrava che le pareti del vagone oscillassero, le cose perdevano il proprio contorno netto e si perdevano in un’aura vaga di colore indistinto.

Cercò faticosamente di raccapezzarsi.

“In che senso lei dice di essere di sinistra?”

“Mah, dopotutto anch’io sono un po’ marxista… l’uguaglianza, la giustizia sociale, sa… mi piacciono molto i discorsi che fa la sinistra.”

“Però vota Berlusconi!”

“Beh, sì. Penso che in questo momento sia la cosa migliore per l’Italia. Non è ancora riuscito a fare le riforme liberali che ha promesso, però…”

“Ma lei non può!” gridò l’illustre intellettuale. L’altro parve un po’ risentito.

“Come, non posso? Siamo in un paese libero.”

“Sì, ma lei non può dire di essere di sinistra e poi votare Berlusconi! Capisce, Berlusconi!”

“E perché no? C’è la libertà di pensiero, no?”

“Sì, ma…” l’illustre intellettuale si sentì in difficoltà. Se avesse avuto una tastiera davanti avrebbe subito saputo cosa scrivere. Il fatto di dover esprimere le proprie idee a voce, avendo di fronte un interlocutore in carne ed ossa del quale doveva capire la logica contorta, non gli piaceva.

“Ha mai sentito parlare di Epimenide il cretese?”

“No. Chi è?”

“Epimenide il cretese dice che tutti i cretesi dicono sempre bugie. Se lo dice lui, che è di Creta e li conosce bene, dev’essere vero. Capisce?”

“No, guardi, a me non interessano i giochi di parole” disse l’uomo scuotendo la testa “Io faccio un discorso molto più semplice. Senta: io ho il diritto di essere di sinistra?”

“Assolutamente sì, ma…”

“E ho il diritto di votare Berlusconi?”

A denti stretti l’illustre intellettuale rispose di sì.

“Ecco. E allora perché lei vuol limitare la mia libertà?” concluse seraficamente l’uomo.

L’illustre intellettuale era come paralizzato. Il paradosso era così enorme da essere quasi affascinante. Era costretto a dimostrare una cosa che aveva sempre pensato di poter semplicemente mostrare. Adesso capiva come si sentiva la gente quando Cartesio si avvicinava e diceva in tono serio: e se il mondo non esistesse? Prese fiato e cercò di sbrogliare la matassa.

“Guardi. Non è questione di libertà, di diritti, di poter pensare una certa cosa o non poterla pensare. È una semplice questione di coerenza. Il primo principio aristotelico, A diverso da non-A. Se lei è di sinistra non vota Berlusconi, se vota Berlusconi non è di sinistra.”

“E perché no?”

“Ma santo cielo! Perché è contraddittorio! È come se un tale mi dicesse di essere vegetariano mentre mangia una bistecca, come se un liberale fosse anche socialista, come se uno dicesse di essere cattolico e poi non credesse alla comunione e ai dogmi, come se… se…”

“Beh, questi esempi non vogliono dir nulla. Non vedo perché un vegetariano che vuole farsi una fiorentina non dovrebbe mangiarla. Che diritto avrebbe lei di impedirglielo? E poi i radicali e i socialisti hanno fatto un partito assieme, non ci vedo nulla di scandaloso. Quanto ai cattolici, mia suocera va a messa e ha votato quattro sì al referendum, pure il giornale su cui scrive lei chiedeva ai cattolici di votare sì. E anche quel recente sondaggio Eurispes lo dice, molti di loro sono a favore dell’aborto, dunque…”

“Ma questo che c’entra?”

“E che ne so io? Sono esempi che ha fatto lei. Scusi, ma io voglio la libertà di pensare quel che mi pare e votare chi mi pare, i miei nonni hanno combattuto in guerra proprio per la libertà.”

E a questo punto, approfittando dell’apertura delle porte in concomitanza con una fermata (quale, non ci fece neppure caso), l’illustre intellettuale troncò bruscamente la discussione e si precipitò correndo fuori dal vagone. Mentre si allontanava veloce verso l’uscita, sdegnato e col cuore che gli batteva forte, disposto a tornare a casa in taxi e contento che nessuno avesse assistito alla scena, gli parve di sentire la voce dell’uomo rimasto nel vagone che gli gridava contro qualcosa.

“Lei è contro la libertà di pensiero! Sa che le dico? È lei che non è di sinistra!”


23 responses to “Libertà e coerenza

  • utente anonimo

    Realistico, e forse più frequente di quanto ci sia dato conoscere. Anche perchè, se si sostiene che A e not(A) possono, anzi devono obbligatoriamente non essere viste come antitetiche per quanto concerne morale, fede e ad esempio ricerca scientifica, non si può poi strepitare perchè in materia politica si fa’ allo stesso modo. In ogni manuale di logica matematica si dà (o si danno gli strumenti per provare) il seguente teoremino: in una teoria dove è dimostrabile contemporaneamente la verità di un enunciato e del suo negato, allora è possibile dimostrane la contemporanea falsità e lo stesso avviene per tutti gli enunciati appartenenti a detta teoria (che quindi serve a molto poco🙂 ). Ok, ho finito:
    volevo trovare una maniera non banale per augurarti in bocca al lupo per i prossimi esami… Chissà se ci sono riuscito🙂

    Ciao, Daniele

  • ClaudioLXXXI

    Grazie Daniele, il teorema autoconfutante mi ricorda vagamente quel che diceva Godel, ma siccome non ricordo bene quel che diceva Godel forse c’entra ben poco…

    Quindi? Beh, era una storiella per riflettere sulle contraddizioni. Chi deve capire, spero capisca.🙂

  • utente anonimo

    Ciao Claudio, Ciao holdenC,
    scusate il ritardo nella risposta, ma soprattutto perdonate la fretta con cui ho chiuso il commento sopra, senza dare troppe spiegazioni. Quello che volevo dire è che, anche solo dal punto di vista ristretto della logica formale, l’incoerenza non è gratis. Se supponiamo (semplificando all’eccesso) che ogni uomo agisca seguendo principi che si è scelto, e tragga conclusioni “vere” e “false” applicando a questi principi la logica classica, possiamo dire che ognuno vive seguendo una propria “teoria ” dell’esistenza, costituita dal “corpus ” di tutti gli assiomi (leggi principi primi) e le proposizioni “vere” e “false” (leggi conseguenze logiche). Ora, se un uomo accetta come contemporaneamente veri due principi in antitesi, ciò che la logica gli consente di fare è accettare come contemporaneamente “vere” e “false” tutte le conclusioni della “teoria”.
    Continuo sul prossimo🙂

  • utente anonimo

    In altre parole, l’insieme di tutte le conclusioni “vere” e quello di tutte le
    conclusioni “false”, disgiunti in caso
    di teoria coerente, coincidono nel caso di teoria incoerente. Questa persona può quindi in maniera logica compiere delle scelte in contrasto con una parte dei principi che si è dato: in questo contesto, la logica sola non è utile nel guidare la persona. Trasponendo la situazione nel contesto politico italiano attuale, data la coerenza a dir poco debole dei principi a cui le varie componenti dell’arco parlamentare dicono di ispirarsi, questa situazione è esasperata, quindi sono plausibili (e probabilmente ci sono proprio) tutte le combinazioni, compresa quella che hai descritto nel tuo racconto. Spero (anche se sono quasi sicuro che così non è) di avere chiarito un poco quale fosse il mio pensiero… E comunque in bocca al lupo per gli esami, Claudio🙂

    Daniele

    P.S. Claudio, ho visto “Munich” di Spielberg. Bello, ma ne parleremo se posterai qualcosa.

  • utente anonimo

    Altro P.S.
    Il teoremino di cui ho parlato è molto più banale dei teoremi di Godel (sono due): al momento non so indicare un riferimento preciso dove trovarlo enunciato e dimostrato, ma vedrò di postare qualcosa in seguito.
    Countinuo sul post successivo.🙂

  • utente anonimo

    I teoremi di Godel dicono (semplificando un poco) questo:
    1) In ogni teoria assiomatica coerente (nel senso della logica matematica) e sufficientemente ricca di teoremi (leggi non banale) esitono delle proposizioni vere ma la cui verità non si può dedurre a partire dagli assiomi (è “indimostrabile”).
    2) Non è possibile dimostrare la coerenza di una teoria assiomatica non banale in un numero finito di passi.
    Spero di non avervi tediato, e soprattutto chiedo venia ai più esperti per le imprecisioni sicuramente presenti: a mia parziale discolpa aggiungo di non essere un esperto di logica matematica.

    Daniele

  • Angeluss

    caro Claudio, preferisco risponderti qui con calma. Carina la storia che hai riportato..a proposito sai che Berlusconi qualche sera fa in tv si è definito un “liberale di sinistra”?🙂 può sembrare una balla, eppure non ha tutti i torti perché Forza Italia ha ereditato quella parte dello storico elettorato PSI e del centro-sinistra di una volta(il vecchio “pentapartito”).
    Non è questione di coerenza ma di esperienze storiche diverse. Il mondo è bello perché è vario, non è “o bianco o nero” come a volte i mass media lo rappresentano, esistono sfumature che purtroppo l’attuale monopolio dei poteri forti(come il concordato) non permette di riconoscere. Ti invito, senza offesa, ad uscire di più dalla “sacrestia” e accorgerti che il mondo è molto più svariato! Ora se la mia esperienza porta a definirmi cristiano, cattolico, evangelico e liberale vuol dire che sono coerente prima di tutto con la mia storia, il mio percorso di vita. Forse non sono stato molto chiaro nei termini e questo ha provocato confusione, cercherò di chiarire per l’ultima volta..prima di tutto distinguiamo tra FEDE e POLITICA.
    Termini di FEDE sono questi…
    CRISTIANO: chi crede in Gesù Cristo e nella Carità(i fondamenti di tutte le chiese cristiane). vi sono però due “forme” di cristianesimo…
    FEDE ottenuta per GRAZIA dopo aver confessato i propri peccati a Cristo, dopo averlo incontrato e riconosciuto come il proprio personale Signore e Salvatore(cosiddetta “nuova nascita”). i primi cristiani si battezzavano solo dopo tale esperienza, e non da neonati.
    NOTA mia: mai detto di essere “più vicino” a Dio di voi..guai se lo dicessi!! al contrario è Gesù a rivelarsi per grazia se noi lo accettiamo con il cuore, senza alcun merito.
    FEDE tradizionale(tramandata dalla società) basata su opere e funzioni religiose.
    Da notare come in tutte e due le “forme” di fede vi sono cristiani di tutte le confessioni, sono quindi posizioni “trasversali”.
    CATTOLICO ROMANO: chi crede nei precetti principali della chiesa cattolica romana(funzioni religiose, gerarchia, sacramenti, magistero). Tra questi vi è anche chi, pur riconoscendosi nei sacramenti e nella gerarchia, in coscienza sua dissente su alcune questioni. Vi è anche chi chiede riforme(“cattolici progressisti”) in campo teologico.
    CATTOLICO NON ROMANO: chi, come me, si riconosce nella Chiesa universale. Tutti i cristiani battezzati che ritengono di aver ottenuto la FEDE per GRAZIA fanno fin da ora parte di una Chiesa universale che va oltre le denominazioni umane. Tra questi vi è ANCHE CHI COME ME, per un certo rispetto della tradizione in cui è nato e cresciuto, frequenta alcune funzioni cattolico-romane(pur non riconoscendosi più nella gerarchia). Vi è CHI COME ME spera un giorno vi sia ANCHE una sola denominazione umana Cattolica, e non solo una realtà spirituale che esiste già.
    EVANGELICO: cristiano che crede come il fondamento della fede è il Vangelo e la fede ottenuta per GRAZIA, e non il magistero di una chiesa. Tra questi vi sono sia i protestanti storici(come i luterani) sia i nuovi movimenti evangelici(come i pentecostali). Ma come già detto in realtà la fede ottenuta per grazia è un’esperienza vissuta sia da molti protestanti storici che da molti cattolici-romani, se pure con sfumature diverse anche in questi casi(da chi è più “fondamentalista” A CHI COME ME crede nell’ultima parola data alla coscienza).

    …per quanto riguarda l’aspetto culturale e POLITICO:
    CATTOLICO LIBERALE e cattolico democratico: chi si riconosce nella storia del cattolicesimo liberale e popolare europeo, cioè nell’ispirazione alla Dottrina sociale della chiesa, nella mediazione politica e nell’arricchimento reciproco con i laici, nella coscienza formata dal magistero ma alla quale spetta sempre l’ultima parola.
    ORA NOTA BENE IO MI RICONOSCO nel cattolicesimo liberale non in quanto “cattolico romano” ma in quanto mi ritrovo TUTTORA in un pensiero POLITICO che fa parte della mia storia.
    in Italia forse voterei DC-PSI, in Germania la CDU, in Spagna il PP, in Francia i centristi dell’UDF..ti basta?
    CATTOLICO INTEGRALISTA e clericale: chi crede non nell’ispirazione ma nella DETTATURA del Magistero e della Dottrina della chiesa, così come di qualsiasi dichiarazione del clero, sotto forma di programma politico. E’ chiaro che tra questi non mi troverai mai, né mi troverai tra gli EVANGELICI FONDAMENTALISTI che credono nella Bibbia tradotta “letteralmente”.
    Come vedi vi sono tante sfumature diverse, all’interno degli stessi termini che ti ho presentato. Ecco perché, in ordine, mi definisco: cristiano, cattolico(non romano), liberale ed evangelico. Salutoni Angelo

  • holdenC

    claudio, complimenti.

  • ClaudioLXXXI

    Daniele:

    a giudicare da ciò che scrivi non presterei troppo credito alla tua pretesa di non essere un esperto di logica matematica, ma forse sono io che non ho le basi. Comunque credo di aver capito ciò che scrivi, risale tutto ad una antitesi tra i principi primi e perciò la contraddizione palese non è che lo sviluppo “logico” di quell’antitesi remota. Che poi ci siano persone di sinistra decise a votare Berlusconi non saprei, quel che è certo è che ci sono persone di orientamento abbastanza liberale (che già di suo è parola polisemica, con tanti significati diversi stratificatisi nell’esperienza storica) decise a votare il centrosinistra perché in questo momento una vera destra liberale in Italia manca.
    Quasi sicuramente io sarò una di queste persone, per dire.
    Munich non l’ho ancora visto, lo vedrò dopo il mio esame di metà febbraio (grazie per gli auguri). Ma siccome sembri interessato al cinema, nei prossimi giorni posterò la mia interpretazione cristologica della trilogia di Matrix, forse sarà di tuo interesse.
    A proposito di logica matematica, sto pensando anche di postare una confutazione del libercolo del matematico ateo (antiteista) Piergiorgio Odifreddi “Il Vangelo secondo la Scienza”, in cui promette di demolire le religioni con la logica, ma incorre in una serie di imprecisioni e falsità veramente deplorevole.
    Grazie per l’attenzione, a presto

    Holden:

    Grazie!!!🙂

  • ClaudioLXXXI

    Angelo, che dire, ormai abbiamo sparato tutte le nostre cartucce e non possiamo far altro che ripeterci, cosa che onestamente a me pare uno spreco di tempo e quindi vorrei evitare.
    Io capisco che uno può discostarsi da certi limitati aspetti dell’ortodossia, come amici miei cattolici che convivono more uxorio con le proprie ragazze in attesa di sistemarsi lavorativamente e sposarsi in chiesa. Ma nel tuo caso non parliamo di uno scostamento più o meno limitato, ma proprio di una discordanza su certi argomenti fondamentali (sacramenti, sacerdozio) che costituiscono la specificità cattolica rispetto al mondo protestante. Magari a te piace pensare di essere “in un certo senso” cattolico per ragioni affettive, ma come diceva Daniele c’è un’antitesi nei tuoi principi primi. E, aggiungo io, forse anche quella “strategia trozkista” per cui dici di essere cattolico, pur non essendolo, allo scopo di cambiare dall’interno il sistema verso la direzione da te auspicata (che snaturerebbe la Chiesa).
    Vabbè. Ti linkerò come “cristiano evangelico”, che non neghi di essere, e amen. Per il futuro, dopo aver parlato delle cose che ci dividono, preferirei parlare delle cose che ci accomunano. Che Gesù ci aiuti entrambi.

  • Angeluss

    mammamia Claudio..ti ho fatto un DIZIONARIO proprio per eliminare quei fraintesi che senza saperlo magari ho creato..e pure tu insisti su cose che ripeto(spero l’ultima volta!) NON HO MAI DETTO! Non sono più cattolico-romano. Sono cattolico NON romano, se pure..ripeto SE PURE per ragioni affettive frequento in occasioni speciali(come Pasqua e Natale o feste particolari) il culto cattolico romano, a cui comunque dò una grande importanza. Per me Cristo è presente nel Corpo e nello Spirito ovunque viene invocato con il cuore, siamo tutti cattolici(=universali) in questo senso.
    Quindi dimmi tu: sognare e sperare che un giorno(fosse tra 100 anni) questa Chiesa universale che di fatto esiste già(comunità di tutti i credenti) abbia anche una demoninazione UMANA comune, vuol dire forse “snaturarla”? Non fu Lui a dirci che un giorno ci vorrà vedere come “Un solo gregge con un solo Pastore”?
    per il resto mi aggiungo a te: che Gesù ci aiuti entrambi!
    ps: linkami come “cristiano” senza altri aggettivi..e non se ne parla più!:-)

  • Angeluss

    sulle coppie conviventi: esistono anche coppie che, non desiderando figli, rimangono conviventi per tutta la vita. Così come coppie di cattolici separati che vogliono ricominciare un’altra vita con una donna e con altri figli. Esistono anche coppie di gay cattolici che si amano da 10, 20, 30 anni. Non dimentichiamo nemmeno queste realtà “di fatto” tollerate dalla chiesa romana, se pure formalmente condannate.

  • Angeluss

    cattolico-ROMANAMENTE inteso. più chiaro?

  • ClaudioLXXXI

    No, Angelus, cattolico nel senso di universale non è la stessa cosa di cattolico in senso Chiesa cattolica (non lo è più dopo gli scismi e le riforme). Così come ortodosso nel senso “chi ha una retta opinione” non è la stessa cosa di ortodosso nel senso Chiesa ortodossa.
    Parole polisemiche, queste sconosciute.

  • utente anonimo

    Claudio,
    ai compreso esattamente quello che volevo dire. La logica, per quanto univoca e precisa possa essere, non aggiunge né toglie nulla alla non contradditorietà delle premesse. Ho usato un argomento di logica matematica per rendere indipendente questa conclusione dal contesto, esagerando un po’ e perdendo in comprensibilità.
    La voce che militanti delusi abbiano votato per Berlusconi ha circolato un po’ dalle mie parti (vivo in provincia di Bologna): per quanto riguarda il voto, io non ho ancora deciso, e sarebbe molto lungo spiegare il perchè.
    Leggerò sicuramente i tuoi post sull’interpretazione cristologica di MATRIX. Infine, per quanto riguarda il libello di Odifreddi, un post potrebbe essere una buona idea. Non l’ho ancora letto, ma alcuni amici mi hanno riferito che l’uso ivi fatto del concetto di infinito è piuttosto restrittivo, anche matematicamente parlando.

    Daniele

  • utente anonimo

    “cattolico nel senso di universale non è la stessa cosa di cattolico in senso Chiesa cattolica (non lo è più dopo gli scismi e le riforme). ”

    E che dico io da giorni? la Chiesa cattolica(intesa come universale, comunità di tutti i credenti) va al di là dei confini di quella cattolico-romana, ed è in quella che mi riconosco.

  • utente anonimo

    in quella…LA PRIMA(universale) che ho detto, per evitare altri malintesi🙂

  • ClaudioLXXXI

    Temo che non ci intenderemo mai.
    Il significato di cattolico nel senso di “universale” è purtroppo un significato passato, superato, perduto. Perché dopo la divisione della cristianità, NEL LINGUAGGIO CORRENTE cattolico indica la Chiesa romana, mentre protestante indica chi ha seguito le vie della Riforma e in quella tradizione non si riconosce (e suvvia, non mi dire che non te ne sei distaccato, ne contesti i dogmi e il nucleo dell’Eucarestia… andare a Messa ogni tanto non basta, l’adesione interiore è ben altra cosa). Cattolico tornerà ad avere “universale”come significato primario, presente, attuale, soltanto quando saranno ricomposti tutti gli scismi e le divisioni. E io spero vivamente che questo un giorno possa avvenire (alcuni amici miei cattolici lo credono per fede ma io mi limito a sperarlo), ma prima dovremo pensarla più o meno alla stessa maniera. Cosa che adesso non è.
    Ora, quando tu ti qualifichi “cattolico” usando la parola nel significato passato e non in quello presente, e poi dici che non credi in questo e in quest’altro, ottiene di generare confusione nell’uomo medio che assume quella parola NEL LINGUAGGIO CORRENTE e non in quello che fu un tempo. E questa è proprio la “strategia trozkista” di cui parlavo prima.
    Ora, siccome è ingenuo da parte mia credere che tu abbandoni tale strategia trozkista, ti chiedo almeno questo: quando ti qualifichi cattolico, aggiungi immediatamente “non nel senso della Chiesa cattolica, nel senso di cristiano senza ulteriori specificazioni”. Così metterai il tuo prossimo in condizione di capire chi ha di fronte. Almeno questo. Puoi assicurarmelo, per favore?

  • utente anonimo

    caro Claudio,
    a dire il vero io ho conosciuto altre persone che hanno la mia stessa definizione di Cattolico(nel senso universale non romano, ecc ecc), quindi non è assolutamente un termine superato come dici. Quel famoso sondaggio dimostrava come molti credenti italiani, pur non essendo più praticanti cattolico-romani, non si riconoscono in nessuna chiesa particolare, ma solo in quella universale. Lo stesso Compendio riconosce che tutti i cristiani sono “cattolici”, e addirittura in un certo senso tutto “il popolo di Dio” a qualunque confessione appartenga. Far rivivere questo termine e ricordare come la Chiesa universale va oltre le denominazioni umane è il primo passo per l’unità di tutti i cristiani…in caso contrario, se viene messo sempre di mezzo il “primato petrino”, non si farà mai un passo avanti.
    Quanto alla mia adesione ai riti cattolico-romani te l’ho già spiegata: anch’io credo nella presenza di Cristo, nel Corpo e nell’anima, anche nell’eucarestia celebrata in quei riti..ma non nell’ostia in sé per sé.
    credo che i tuoi amici lo credono per fede perché questo sta scritto nel Vangelo: la seconda venuta di Cristo, “le porte degli inferi non prevarranno”.
    ps: trozkista non mi piace, meglio “di frontiera”.🙂

  • utente anonimo

    Quanto all’ostia in sé per sé, qualcun Altro comunque la pensa diversamente:
    -Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo:”Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. (Vangelo di S.Luca capitolo 22 versetto 19).🙂

    Daniele

  • utente anonimo

    Gesù si esprimeva tantissime volte in parabole e simbolismi, lo saprai bene..a proposito dell’interpretazione “letterale”!😉 non disprezzo però chi crede nella presenza REALE nell’ostia, anzi comprendo il valore di questa convinzione se pure non la considero vincolante. Non condivido ad esempio le “adorazioni” e le processioni, non era nell’intenzione di Gesù che si trasportasse il pane e il vino da una parte all’altra di una città, adorare gli strumenti umani con i quali si manifesta piuttosto che Lui in persona. Considero più vincolante la presenza REALE di Cristo nell’assemblea, al momento dello spezzare il pane e il benedire il vino è il riconoscimento, l’aprire i nostri occhi di fronte a questa presenza.

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