A per Anarchia

A per Anarchia

 

 

 

 

 

 

A rovesciarla, infatti, la V di Vendetta sembra davvero il noto simbolo dell’anarchia.

V per Vendetta è un bel film. Non un capolavoro, ma interessante e con qualche trovata molto ben azzeccata. Prodotto e sceneggiato dai fratelli Wachosky (quelli di Matrix), è tratto dal fumetto cult di Alan Moore; il quale però si è dissociato dal film poiché, a suo dire, il plot scritto dal famigerato duo è troppo infedele alla sua graphic novel (ovvero un fumetto autoconclusivo e non seriale, praticamente un libro per immagini).

Per entrambi la trama è grossomodo questa: in un temibile futuro prossimo la Gran Bretagna è diventata uno Stato totalitario, in cui i diversi sono perseguitati e la martellante propaganda governativa (in cui abbondano i riferimenti religiosi) imbonisce costantemente il popolo. Ma ecco che dal passato sorge un terrorista, un eroe mascherato che si fa chiamare V e con l’aiuto di una ragazza da lui salvata (Natalie Portman, brava e bella) combatte senza posa il Grande Fratello.

Orbene, qual è la specificità apportata dai Wachosky alla trama? Senza rivelare troppo, diciamo che i due hanno inserito alcuni luoghi comuni del pensiero no-Bush: ci sono chiari riferimenti alla teoria del complotto sull’11 settembre, all’antislamismo e all’avversione per l’omosessualità (c’è una specie di glorioso inno all’amore saffico di grande forza lirica). Il fumetto di Alan Moore era molto british: i Wachosky lo hanno sostanzialmente americanizzato e fatto diventare il film che un altro Moore (Michael, quello di Fahrenheit 9/11) avrà probabilmente apprezzato entusiasticamente. Il Moore originale invece non ha gradito, anche per alcuni buchi di sceneggiatura poco soddisfacenti, e ha preteso la rimozione del suo nome dai credits.

V indossa (per tutta la durata del film: non vedrete mai il volto di Hugo Weaving) la maschera di Guy Fawkes, il cattolico inglese che tentò di far esplodere il Parlamento nella Congiura delle Polveri del 5 novembre 1605, e il film si apre ricordando quell’episodio e con una voce femminile che recita l’inizio della ballata commemorativa:

         

Remember, remember the fifth of November,

gunpowder, treason and plot,

I see no reason why gunpowder treason

should ever be forgot.

Guy Fawkes, Guy Fawkes,

‘twas his intent

to blow up the King and the Parliament.

Three score barrels of powder below,

Poor old England to overthrow:

By God’s providence he was catch’d

With a dark lantern and burning match.

Holloa boys, holloa boys, make the bells ring.

Holloa boys, holloa boys, God save the King!

Hip hip hoorah!

A penny loaf to feed the Pope.

A farthing o’ cheese to choke him.

A pint of beer to rinse it down.

A faggot of sticks to burn him.

Burn him in a tub of tar.

Burn him like a blazing star.

Burn his body from his head.

Then we’ll say ol’ Pope is dead.

Hip hip hoorah!

Hip hip hoorah!

      

Ora, chiunque può accorgersi che questa nota filastrocca serve per deplorare Guy Fawkes, e celebrare ogni 5 novembre lo scampato pericolo da parte del potere costituito. Le maschere di Guy Fawkes sono applicati su fantocci di paglia da bruciare, per continuare a a punire simbolicamente nei secoli il malfattore. Rovesciandone il significato, operando questa trasvalutazione di valore, il fumetto (leggenda vuole che l’idea sia stata di David Lloyd, disegnatore della graphic novel) mette lo Stato al posto del cattivo e il terrorista al posto del buono. E dunque il risultato è un inno alla libertà che assume appunto le connotazioni anarchiche da cui eravamo partiti.

Del resto, che i Wachosky avessero un retropensiero anarchico lo sapevamo fin dal primo Matrix, il quale oltre a tutti i significati filosofici-cristologici-gnostici che a suo tempo mi sono peritato di trovare possiede innanzitutto un’immediata retorica antisistema. The Matrix is everywhere. It is all around us. Even now, in this very room. You can see it when you look out your window or when you turn on your television. You can feel it when you go to work… when you go to church… when you pay your taxes. It is the world that has been pulled over your eyes to blind you from the truth.Ed il motto di questo nuovo film è al proposito estremamente eloquente: People should not be afraid of their governments. Governments should be afraid of their people.

Insomma: lo Stato è cattivo, il terrorista è buono. Anche la violenza di V, che quando uccide lascia una rosa sul corpo delle sue vittime, è elegante e spettacolare (combattimenti in bullet time, puro stile Wachosky, e poco importa che la regia nominalmente sia di James McTeigue: il tocco dei due fratelli si vede ovunque), in definitiva immediatamente percepibile come giusta da parte dello spettatore.

       

La conclusione è inevitabile: V è tutti, è ciascuno di noi, morto e immortale, e ognuno è Guy Fawkes e insorge contro il potere. In quest’ottimismo utopico (ah, la fiducia nell’uomo destinata a generare atroci eterogenesi dei fini) si evolve la pirotecnica sequenza finale, sottolineata dall’ouverture 1812 di Tchaikovsky. Ma lo spettatore italiano forse ricorderà una canzone di Guccini.


10 responses to “A per Anarchia

  • martik

    Ciao giovane, ho visto che ti sei accorto del mio compleanno e la cosa mi ha fatto tanto piacere.
    Oggi e domani non credo riuscirò a connettermi, perciò buon fine settimana.
    Marce

  • gjiada

    Il film non l’ho visto ma visto l’argomento, immagino che si tratti che si tratti de “La Locomotiva”🙂
    Saluti.

  • ClaudioLXXXI

    Indovinato, e quando lo vedrai capirai perchè proprio questa canzone (oltre all’anarchia).

  • ago86

    Davvero un bel film, non c’è che dire. Quell’inno all’amore saffico però è davvero troppo enfatizzato. Da antologia la sequenza in cui l’alto cancelliere viene messo alla berlina con la musica di Benny Hill.

  • ClaudioLXXXI

    Anche l’inno all’amore saffico fa parte delle aggiunte dei Wachosky alla trama, rispetto al fumetto originale. Considerato che uno dei due fratelli sta diventando donna per vivere con un’altra donna, i conti tornano… :-O

  • stark86

    Ripeto qui, l’inno saffico mi è sembrato troppo tirato per i capelli.

    Io non avevocollegato a “La locomotiva” di Guccini😮
    Forse perché sono l’unico italiano che non lo considera il pezzo capolavoro del cantautore mio omonimo🙂

  • ClaudioLXXXI

    No, ci sono molti altri italiani che non lo considerano un capolavoro… io preferisco “Incontro”.
    La vicenda saffica c’era anche nel fumetto (che ho appena letto), ma meno enfatizzata.

  • stark86

    E non potevo ritornare qui dopo la passione risbocciata per V.😀

    Due cose, giusto per cercare di rianimare la discussione:

    1) solo a me è chiaro il parallelismo V.-Zarathustra e Evey-Oltreuomo? Sono malato?😛

    2) Parlando del bellissimo fumetto, invece: notato come sia molto meno soft rispetto al film? Va bene la politica anti-Bush, sono anche felice che l’essenza sia rimasta immutata, ma i Wacho bros hanno smussato un po’ troppo (vedi lo stesso concetto di Anarchia, molto più approfondito nel fumetto, oppure tutte le morti provocate da V., assolutamente geniali).

  • ClaudioLXXXI

    Me ne sono accorto della tua passione risbocciata. A questo punto pretendo un post a tema (così la smetti di citare canzoni)!

    1) Che tu fossi malato dentro era noto. :p E anche che tu fossi nicciano spinto, alla faccia del “no per carità, de-estremizziamo Nietzsche, prendiamolo col cucchiaino…”
    ‘Sto parallelismo adesso me lo spieghi meglio, perchè non ci ho capito una mazza. Posso capire Evey che si evolve (nel fumetto diventa lei la nuova V), ma Z per Zarathustra donde ti viene?

    2) il fumetto è molto più aggrovigliato a livello di trama, più denso a livello di riflessioni sull’anarchia, più “disturbante” (il poliziotto che si fa di LSD nel campo di concentramento, il sacerdote pedofilo che viene ucciso da V con una particola avvelenata…)
    Forse i fratelli W hanno smussato perchè avevano paura (o sono stati costretti dai finanziatori) di rovesciare su celluloide tutta ma proprio tutta la filosofia del fumetto, dopo la scottante esperienza di Matrix che è stato tragicamente incompreso dal mondo. Se pensi che non hanno neppure firmato con il loro nome la regia, ufficialmente attribuita a James McTeigue (e chi se ne frega, è un film dei W, si vede chiaramente)…

  • stark86

    Il post in tema ci sarà, ma prima devo finire il fumetto😉

    1) Io mi riferisco al film, eh.

    V come distruttore, guida dell’Uomo che deve cambiare rotta e superarsi (“Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole non c’è che da guardarsi allo specchio”: l’Uomo non deve solo superare la parentesi storica, ma anche la propria paralisi, che ha fatto in modo che quella parentesi si aprisse).
    Evey come simbolo dell’Uomo Nuovo, che deve ricostruire tutto da zero.

    2) … non ho niente da dire, devo prima finire il fumetto😛

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: