Ragioni di coerenza

Ragioni di coerenza

 

Una bella lettera da parte di Giorgio Israel pubblicata qui dal Foglio, che mi spiccio a copiare perché già domani non sarà più on-line (ma vi consiglio di andare comunque sul link, di solito ne vale la pena).

 

Abbiamo visto grandi intellettuali, giornalisti di primo piano, ex presidenti dell’Unione delle comunità ebraiche e tanti altri sezionare rigo per rigo il discorso di Benedetto XVI ad Auschwitz ed emettere una severa sentenza: il Papa ha minimizzato la Shoah, ha assolto il popolo tedesco dalle sue responsabilità, è fuggito nelle nebbie dell’escatologia, ha nascosto le colpe della chiesa. Fino alla condanna più terribile e infamante: il Papa è revisionista. Lasciamo per un momento da parte le diversità di valutazione. Tanta spasmodica attenzione per la Shoah, tanta occhiuta vigilanza affinché nessuno osi sfiorarla in forme non perfettamente confacenti a quelle codificate dalle sue vestali, commuove profondamente. Davvero la memoria ha elevato un impenetrabile ombrello di difesa. E allora non sarà troppo chiedere un piccolo gesto di coerenza, nient’altro che un banale corollario di tanto rigore. Siamo di fronte al più grande negazionista vivente, il presidente iraniano Ahmadinejad. Costui nega la Shoah e la ridicolizza come una montatura, chiede all’Europa di accogliere sul suo suolo sei milioni di ebrei di Israele, altrimenti lui li farà fuori non appena disporrà dell’atomica. Si appresta a venire in Europa per l’inaugurazione dei campionati del mondo di calcio, accolto da un comitato d’onore composto anche da gruppi neonazisti. Il ministro dell’Interno tedesco ha detto che non si potrà non accogliere Ahmadinejad, se vorrà venire, per questioni di “ospitalità”. Non possiamo credere che i paladini della memoria della Shoah di cui sopra taceranno di fronte a un simile affronto, e si limiteranno a guardare lo spettacolo in televisione, distesi in poltrona con un bicchiere di birra in mano, mentre la mente stanca viene attraversata dall’idea di una puntuta freccia polemica che – peccato! – avrebbero potuto aggiungere alla loro requisitoria contro il Papa. Siamo certi che vorranno farsi promotori di un appello vibrato, con tutta l’autorità di cui dispongono, per chiedere che un simile affronto venga evitato all’Europa, vigile custode della memoria della Shoah. Potremmo chiedere molte altre cose. Per esempio, che, prima di promuovere iniziative di dialogo con Hamas, si chieda con pari vigore la cancellazione dalla sua carta costitutiva delle efferate dichiarazioni antisemite e negazioniste di cui è farcita. Ma, una cosa per volta. Per ora ci accontenteremmo dell’iniziativa sul presidente iraniano. Per ragioni di coerenza, si diceva. Oseremmo dire: per ragioni di decenza.


12 responses to “Ragioni di coerenza

  • AnnaV

    Buon giorno Claudio, ho visto che mi hai linkato e ricambio volentieri.
    Questa lettera che riporti è molto interessante e la dice lunga sulla capacità della gente, non solo degli italiani, di autoassolversi dall’ipocrisia dominante.
    Ma guai per il momento chiamarla ipocrisia! tra qualche anno finirà per essere una virtù misconosciuta come la pedofilia…

  • allmysky

    Dio non tace. Ma sinceramente credo che si sia messo le mani sulla faccia e abbia pensato “Ho creato un branco di galline”.
    Tutte queste…stronzate a posteriori…dal Papa che fu soldato nazista a quel cretino di iraniano che non si capisce più cosa voglia, a ‘sti imbecilli di ebrei che vogliono un pezzo di terra e nessuno glielo dà…nazisti,islamici,ebrei,cristiani…sono divisioni ridicole. Uomini, signori. Uomini. Ma non lo capiscono, nè lo capiranno mai.

    Nicco

  • ClaudioLXXXI

    Liberissimo di definire stronzate le parole di Benedetto XVI, mi limito a far notare che dire “il Papa fu soldato nazista” è un po’ riduttivo. Diciamo più precisamente che quand’era un bambino di 14 anni fu messo a forza nella Hitlerjugend: coscrizione obbligatoria, do you know it?

  • allmysky

    no, le stronzate a posteriori non sono le parole del papa…è proprio tutta la situazione. Non abbiamo imparato niente.

  • utente anonimo

    Caro Claudio,

    sai com’è.. è decisamente più facile mettere all’indice il supposto revisionismo del Papa e fare più o meno finta di niente nel caso dell’Iran: sul territorio dello Stato del Vaticano non ci sono pozzi petroliferi (oddio si può sempre provare a fare qualche buco quà e là…magari qualcosa esce).
    Enrico

  • utente anonimo

    L’uomo ripeterà sempre gli stessi errori, ammettere le responsabilità a cose fatte e finite e non fare nulla di concreto per poi evitare altri orrori è inutile.
    Non sono assolutamente contro le parole di Benedetto XVI e l’iraniano dal nome impronunciabile è lontano anni luce dal modello standard di essere umano evoluto. Non voglio giustificare quindi un modo di pensare che approva una doppia etica, ambivalente a secondo della provenienza. Però tutto questo bel parlare alla fine si risolve in uno stare a guardare impotenti altri olocausti.

  • utente anonimo

    Mi firmo in questo nuovo post visto che sopra non è apparso il nome😀
    Stefy

  • EternalFreedom

    …E contro Ahmadinejad non dicono un cazzo ‘sti AntiPapisti FiloIslamici

    E ai loro Berci 10 100 1000 Nassiriya

    NOI GLI RISPONDEREMO:

    10 100 1000 Salamina
    10 100 1000 Poitiers
    10 100 1000 Lepanto

  • Tavorminha

    ciao, grazie della visita, spero di togliermeli presto gli esami, magari ai primi appelli, così da tornare presto al mondo bloggaro.
    ciao e a presto

  • martik

    ciao Cluadio, grazie!
    Spero adesso di essere costante, ma vado e vengo come le nuvole ultimamente. Un caro saluto e un buon fine settimana.
    Marcella

  • enochirios

    Siamo abituati a fare politica con l’uso della storia: si difende la memoria della Shoah( più che cercare di evitarne per sempre le radici ), si difende la tradizione del Pci e della DC, ci si proclama eredi dell’Illuminismo, si indugia a cercare quale sia la “vera” tradizione antifascista…
    Se qualcosa non è accaduto da vent’anni non pare reale: non ci sono mai minaccie o errori attuali.
    Anzi, se si proviene da una di quelle “gloriose tradizioni” si è immuni dall’errore.
    Si espunge così dalla politica tutto ciò che richiede un’analisi immediata e spesso priva di precedenti di paragone.
    Una docente di storia moderna un anno fa concionava in una assemblea pro referendum, parlando della legge sull’aborto, ma la citava male e palesemente non aveva capito né la legge 194 né la legge 40 né il significato di “statuto ontologico dell’embrione”.
    Alle obiezioni, una sua supporter rispose in vece sua: “La professoressa è una femminista da vent’anni ed un’intellettuale antifascista!”
    Embè? Che c’entra, anche se fosse? Vent’anni fa manco c’era la questione bioetica.
    ciao, Eno🙂
    Ps: la medesima supporter della veterofemminista in privato aggiunse: “Inutile propinare questioni sullo statuto ontologico dell’embrione. Kant ha già mostrato che la PROVA ONTOLOGICA DI ANSELMO è errata!”
    Santiddio… Persona laureatasi in filosofia morale…

  • martik

    Ciao Claudio! Mi hai fatto pensare ad una cosa. Credo che entrambi abbiamo ragione. Prendi il senso di tutto in generale e suddividilo in due sottocategorie:
    – da una parte senso della vita nella terra, materiale.
    – dall’altra senso della vita in un’aldilà che in questo mondo sentiamo come qualcosa a cui aspirare, a cui mirare, qualcosa che ci attrae (sempre non tutti, riguardo questo punto, anche se credo che i non credenti pur non sapendo dare un nome sentano dentro un qualcosa che mira al trascendentale)
    Grazie di partecipare e dello spunto. Speriamo bene a Santiago.
    Marce
    Ps ti avevo risposto nel blog ma non sapevo se saresti ritornato.
    Ciauz

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