Esserlo e dirlo

Esserlo e dirlo

 

È meglio essere cristiano senza dirlo che proclamarlo senza esserlo.

È quasi divertente leggere sui giornali i commenti alla prolusione con cui il cardinal Tettamanzi ha aperto il convegno ecclesiale di Verona, specialmente la frase succitata. Sulla Stampa parlano addirittura di una “correzione di rotta” dopo la “dittatura” di Ruini. Gulp. Invece sul Riformista (aridatece Polito!) la buttano sul “cattolicesimo soft”. Il Giulianone nazionale, poi, s’è sentito personalmente chiamato in causa ed in qualità di ateo devoto ha risposto garbatamente ma fermamente a S.E.R. Tettamanzi, per dirgli quant’è brutta l’alternativa secca tra un cristiano muto e un impostore.

Mah. Penso questo: è vero che è meglio essere cristiano senza dirlo che dirlo senza esserlo, ma ci vuole una postilla necessaria. Meglio di tutto, e doveroso per chi prende sul serio la fede e vuole davvero essere “perfetto come il Padre nei cieli” (ah, l’irraggiungibile asintoto dell’iperbole etica), è essere e dirsi cristiani. Praedico ergo sum, e viceversa.

 

P.S. per ulteriori considerazioni sull’argomento, cfr qui sull’Esagono.

 

 

 

 


58 responses to “Esserlo e dirlo

  • berlic

    Ah, se non ci fosse LaSpina a spiegarci che il cattolicesimo è solo politica…
    Concordo e sottoscrivo la conclusione.
    Duc in altum!

  • enochirios

    Asintoto? Non credo, anche se siamo fragili e facciamo fatica.
    Alle creature la loro perfezione, a Dio la sua. Dio fa piovere e sorgere il sole su giusti e ingiusti, noi dovremmo far piovere su di loro noi stessi: questa è perfezione. Secondo me alla fine, poi, gli atti sono diversi, ma la perfezione è la stessa.
    Chissà se si qualcuno ha perso tempo a porsi qualche analoga domanda “profondissima” sul Padre Eterno: meglio essere Dio senza dirlo o rivelarsi senza esserlo?
    La prima è protestante, la seconda è feuerbach…
    Galimberti potrebbe scriverci un libro.
    ciao, Eno😉

  • berlic

    Ah, se non ci fosse LaSpina a spiegarci che il cattolicesimo è solo politica…
    Concordo e sottoscrivo la conclusione.
    Duc in altum!

  • enochirios

    Asintoto? Non credo, anche se siamo fragili e facciamo fatica.
    Alle creature la loro perfezione, a Dio la sua. Dio fa piovere e sorgere il sole su giusti e ingiusti, noi dovremmo far piovere su di loro noi stessi: questa è perfezione. Secondo me alla fine, poi, gli atti sono diversi, ma la perfezione è la stessa.
    Chissà se si qualcuno ha perso tempo a porsi qualche analoga domanda “profondissima” sul Padre Eterno: meglio essere Dio senza dirlo o rivelarsi senza esserlo?
    La prima è protestante, la seconda è feuerbach…
    Galimberti potrebbe scriverci un libro.
    ciao, Eno😉

  • TheCopywriter

    Bene. Io non sono cristiano, nè credo in nulla e lo dico, non mi comporto da cristiano e non mi chiamo tale. Quindi sono assolutamente corretto.

    Però concordo con Claudio…è un pò ridicolo essere cristiani senza dirlo…anche se è una semplice osservazione logica: le azioni prese a modello dalle religioni non hanno alcuna necessità di Dio.

    La Fede è la castrazione del dubbio…(non è polemica, solo osservazione)

  • TheCopywriter

    Bene. Io non sono cristiano, nè credo in nulla e lo dico, non mi comporto da cristiano e non mi chiamo tale. Quindi sono assolutamente corretto.

    Però concordo con Claudio…è un pò ridicolo essere cristiani senza dirlo…anche se è una semplice osservazione logica: le azioni prese a modello dalle religioni non hanno alcuna necessità di Dio.

    La Fede è la castrazione del dubbio…(non è polemica, solo osservazione)

  • holdenC

    altro che feuerbach, eno, la seconda è berlusconi.😉

    bene tettamanzi. con buona pace degli offesi. salutoni

  • ClaudioLXXXI

    No no, caro Eno, proprio asintoto. La santità perfetta è per il cristiano tanto irraggiungibile quanto imprescindibile. Devo puntare a un obiettivo che – e lo so – non potrò mai raggiungere. Tensione etica.
    E se a qualcheduno sembrasse un trucchetto clericale, s’andasse a leggere la metafora dell’arciere di Machiavelli.

    La Fede è la castrazione del dubbio… Talvolta è così, Nic, ma talaltra è la conseguenza del superamento del dubbio. Io su tante cose ho creduto, ho dubitato, ho creduto ancor più fermamente e avendo fatto tesoro dell’esperienza dubitativa. Uh, in effetti sembra una roba hegeliana, qualcuno avvisi Lady che è pane per i suoi denti…
    Il dubbio come condizione permanente lo aborro, ma il dubbio come motore propulsivo per arrivare a verità più convinte è altra cosa, e gli riconosco anche una funzione positiva-dialettica.

  • holdenC

    altro che feuerbach, eno, la seconda è berlusconi.😉

    bene tettamanzi. con buona pace degli offesi. salutoni

  • ClaudioLXXXI

    No no, caro Eno, proprio asintoto. La santità perfetta è per il cristiano tanto irraggiungibile quanto imprescindibile. Devo puntare a un obiettivo che – e lo so – non potrò mai raggiungere. Tensione etica.
    E se a qualcheduno sembrasse un trucchetto clericale, s’andasse a leggere la metafora dell’arciere di Machiavelli.

    La Fede è la castrazione del dubbio… Talvolta è così, Nic, ma talaltra è la conseguenza del superamento del dubbio. Io su tante cose ho creduto, ho dubitato, ho creduto ancor più fermamente e avendo fatto tesoro dell’esperienza dubitativa. Uh, in effetti sembra una roba hegeliana, qualcuno avvisi Lady che è pane per i suoi denti…
    Il dubbio come condizione permanente lo aborro, ma il dubbio come motore propulsivo per arrivare a verità più convinte è altra cosa, e gli riconosco anche una funzione positiva-dialettica.

  • ghazzati

    Il silenzio è la virtù dei vinti.
    Una virtù capitale.

  • TheCopywriter

    Esatto, Claudio…però da una base abbastanza simile siamo arrivati a due verità opposte.

    E non credo la ragione stia nel mezzo!😀

  • ghazzati

    Il silenzio è la virtù dei vinti.
    Una virtù capitale.

  • TheCopywriter

    Esatto, Claudio…però da una base abbastanza simile siamo arrivati a due verità opposte.

    E non credo la ragione stia nel mezzo!😀

  • LadyMachbet

    Asintoto, perfettamente d’accordo con te Claudio.
    Tensione verso… con la consapevolezza dell’ineffabilità dell’obbiettivo.

    E poi Hegel aleggia ovunque, lo disprezzate tutti perchè non vi arrendete all’evidenza che egli abbia ragione.
    Suvvia..pure la Trinità è hegeliana…che vi devo spiegare queste bazzecole? No, vero…

    Il dubbio è metodo e punto di partenza e poi Nic non parte da un dubbio, ma da una certezza assoluta “Dio non c’è” e se non è Fede questa… ^_^

    Infine, bisogna sempre rivelarsi per quello che si è.
    Cattolici, mussulmani, atei, ebrei.
    Dichiariamoci fino in fondo, le cose tiepide non vanno mai bene.

  • LadyMachbet

    Asintoto, perfettamente d’accordo con te Claudio.
    Tensione verso… con la consapevolezza dell’ineffabilità dell’obbiettivo.

    E poi Hegel aleggia ovunque, lo disprezzate tutti perchè non vi arrendete all’evidenza che egli abbia ragione.
    Suvvia..pure la Trinità è hegeliana…che vi devo spiegare queste bazzecole? No, vero…

    Il dubbio è metodo e punto di partenza e poi Nic non parte da un dubbio, ma da una certezza assoluta “Dio non c’è” e se non è Fede questa… ^_^

    Infine, bisogna sempre rivelarsi per quello che si è.
    Cattolici, mussulmani, atei, ebrei.
    Dichiariamoci fino in fondo, le cose tiepide non vanno mai bene.

  • ClaudioLXXXI

    poi Hegel aleggia ovunque, lo disprezzate tutti perchè non vi arrendete all’evidenza che egli abbia ragione.
    Suvvia..pure la Trinità è hegeliana…che vi devo spiegare queste bazzecole? No, vero…

    Non è che disprezzi Hegel, è che credo di essere riuscito a inquadrarlo per quel che sotto sotto è: uno gnostico. Perciò, maneggiare con cautela.
    La Trinità non è hegeliana perchè non c’è scansione triadica tesi-antitesi-sintesi… la Trinità è amore (Deus Caritas Est) perchè ognuna delle tre persone è uno dei momenti costitutivi dell’amore (il Padre è l’amante, il Figlio è l’amato, e lo Spirito che procede da entrambi è l’actus amandi)…
    uhhh, aspettatevi un GROSSO post sull’argomento (see, ma quando lo trovo il tempo?)

    Nic non parte da un dubbio, ma da una certezza assoluta “Dio non c’è” e se non è Fede questa… Appunto, l’unica posizione davvero razionale è un cauto agnosticismo. L’ateismo è già una fede, e perciò chi si dice razionalmente ateo è in contraddizione. Ma andatelo a spiegare a Odifreddi…

  • ClaudioLXXXI

    poi Hegel aleggia ovunque, lo disprezzate tutti perchè non vi arrendete all’evidenza che egli abbia ragione.
    Suvvia..pure la Trinità è hegeliana…che vi devo spiegare queste bazzecole? No, vero…

    Non è che disprezzi Hegel, è che credo di essere riuscito a inquadrarlo per quel che sotto sotto è: uno gnostico. Perciò, maneggiare con cautela.
    La Trinità non è hegeliana perchè non c’è scansione triadica tesi-antitesi-sintesi… la Trinità è amore (Deus Caritas Est) perchè ognuna delle tre persone è uno dei momenti costitutivi dell’amore (il Padre è l’amante, il Figlio è l’amato, e lo Spirito che procede da entrambi è l’actus amandi)…
    uhhh, aspettatevi un GROSSO post sull’argomento (see, ma quando lo trovo il tempo?)

    Nic non parte da un dubbio, ma da una certezza assoluta “Dio non c’è” e se non è Fede questa… Appunto, l’unica posizione davvero razionale è un cauto agnosticismo. L’ateismo è già una fede, e perciò chi si dice razionalmente ateo è in contraddizione. Ma andatelo a spiegare a Odifreddi…

  • stark86

    Concordo, ma aggiungo:

    sono i laici cattolici che dovrebbero dirlo, ma i capoccia della Chiesa dovrebbero sempre autolimitarsi. Dovrebbero farlo TUTTE le persone di potere, capaci di influenzare l’opinione pubblica anche con un tic nervoso.

  • ClaudioLXXXI

    E perchè la Chiesa, anche come episcopato, non dovrebbe avere il pieno diritto d’influenzare l’opinione pubblica (ovvero: convincere, non imporre)?
    Perchè qualcuno può parlare e qualcun altro no?

  • stark86

    Concordo, ma aggiungo:

    sono i laici cattolici che dovrebbero dirlo, ma i capoccia della Chiesa dovrebbero sempre autolimitarsi. Dovrebbero farlo TUTTE le persone di potere, capaci di influenzare l’opinione pubblica anche con un tic nervoso.

  • ClaudioLXXXI

    E perchè la Chiesa, anche come episcopato, non dovrebbe avere il pieno diritto d’influenzare l’opinione pubblica (ovvero: convincere, non imporre)?
    Perchè qualcuno può parlare e qualcun altro no?

  • stark86

    È una mia personalissima opinione, eh. Letto il mio post sui critici letterari? È grossomodo la stessa cosa. Se io fossi in una posizione influente cercherei di autolimitarmi, perché la gente è fondamentalmente stupida e abbocca a tutto.
    E sto parlando sempre di AUTOlimitazione, non di limitazione imposta.

  • LadyMachbet

    Perchè influenzare l’opinione pubblica è eticamente scorretto a prescindere.
    Nessuno dovrebbe parlare e lasciare agire il libero arbitrio di tutti.

  • stark86

    Fa sempre eccezione una dittatura illuminata e superomistica :DD

  • stark86

    È una mia personalissima opinione, eh. Letto il mio post sui critici letterari? È grossomodo la stessa cosa. Se io fossi in una posizione influente cercherei di autolimitarmi, perché la gente è fondamentalmente stupida e abbocca a tutto.
    E sto parlando sempre di AUTOlimitazione, non di limitazione imposta.

  • LadyMachbet

    Perchè influenzare l’opinione pubblica è eticamente scorretto a prescindere.
    Nessuno dovrebbe parlare e lasciare agire il libero arbitrio di tutti.

  • stark86

    Fa sempre eccezione una dittatura illuminata e superomistica :DD

  • utente anonimo

    @Holden: Berlusconi E’ Dio- come osi discuterlo? Un Dio che manco Foierbak riuscirebbe a demitizzare( lo dico anch’io del resto: “Dio, sei mitico! ) Sta’ attento, che hai tempo solo fino al prossimo concilio azzurro per rinunciare alla tua eresiarchia…🙂

  • enochirios

    ( Perché mi ha segnato sopra anonimo? )
    @Claudio: No Claudio, ti assicuro. Non volevo far l’Andreoli di “Ognuno è perfetto così com’è, e non serve sforzo e tensione. Mettetevi quindi in pace la coscienza”, ma proprio nessun asintoto( casomai limite- un asintoto è ateo, un buco vuoto, nun ce sta… ), e soprattutto non “etico”.
    Proprio niet.
    Ma perché questa fretta a convertire sempre il vangelo sotto la categoria della “etica”?
    Non potrebbe parlare di altro, come di quale è lo sguardo del Padre sugli uomini e che cosa vuol dire “giudizio di Dio”?
    Dio c’azzecca con l’etica( http://crepuscolodellescintille.splinder.com/post/7607746, testo di R. Spaemann ), ma di un dio etico Iddio non se ne fa nulla: orrida creatura da cestinare.

    Conosco bene il pezzo di Matteo, e per deformazione professionale anche in greco, con micragnose competenze d’ebraico quanto alle concordanze. Non mi risulta che il greco( ebraizzato o meno ) teleios sia comunemente usato per indicare la perfezione morale, esclusa anche dal contesto.
    Compiuto, assoluto, maturo, portato al suo compimento, completo nel SUO genere, onnipotente( non è il caso )…
    “Perfezione” è una vaghezza dell’italiano, che può portare a sovrapporre idee estrinseche.
    Esempio affine.
    In Matteo 19, al giovane riccastro che dice di avere osservato tutti i precetti, Gesù dice di dare via tutto quello che possedeva per essere perfetto, cioè per portare a compimento e vivificare i precetti che aveva adempiuto nella pura forma.
    Se la perfezione del dare via i beni fosse stato il “limite etico”, davvero sarebbe stato il “l. e. irragiungibile” della tua concezione etica, Claudio…?

    I termini ebraici sottostanti sono vari, ma Zac è ben più esperto di me in materia…
    ciao, Eno!

  • anonimo

    @Holden: Berlusconi E’ Dio- come osi discuterlo? Un Dio che manco Foierbak riuscirebbe a demitizzare( lo dico anch’io del resto: “Dio, sei mitico! ) Sta’ attento, che hai tempo solo fino al prossimo concilio azzurro per rinunciare alla tua eresiarchia…🙂

  • enochirios

    ( Perché mi ha segnato sopra anonimo? )
    @Claudio: No Claudio, ti assicuro. Non volevo far l’Andreoli di “Ognuno è perfetto così com’è, e non serve sforzo e tensione. Mettetevi quindi in pace la coscienza”, ma proprio nessun asintoto( casomai limite- un asintoto è ateo, un buco vuoto, nun ce sta… ), e soprattutto non “etico”.
    Proprio niet.
    Ma perché questa fretta a convertire sempre il vangelo sotto la categoria della “etica”?
    Non potrebbe parlare di altro, come di quale è lo sguardo del Padre sugli uomini e che cosa vuol dire “giudizio di Dio”?
    Dio c’azzecca con l’etica( http://crepuscolodellescintille.splinder.com/post/7607746, testo di R. Spaemann ), ma di un dio etico Iddio non se ne fa nulla: orrida creatura da cestinare.

    Conosco bene il pezzo di Matteo, e per deformazione professionale anche in greco, con micragnose competenze d’ebraico quanto alle concordanze. Non mi risulta che il greco( ebraizzato o meno ) teleios sia comunemente usato per indicare la perfezione morale, esclusa anche dal contesto.
    Compiuto, assoluto, maturo, portato al suo compimento, completo nel SUO genere, onnipotente( non è il caso )…
    “Perfezione” è una vaghezza dell’italiano, che può portare a sovrapporre idee estrinseche.
    Esempio affine.
    In Matteo 19, al giovane riccastro che dice di avere osservato tutti i precetti, Gesù dice di dare via tutto quello che possedeva per essere perfetto, cioè per portare a compimento e vivificare i precetti che aveva adempiuto nella pura forma.
    Se la perfezione del dare via i beni fosse stato il “limite etico”, davvero sarebbe stato il “l. e. irragiungibile” della tua concezione etica, Claudio…?

    I termini ebraici sottostanti sono vari, ma Zac è ben più esperto di me in materia…
    ciao, Eno!

  • ClaudioLXXXI

    No carissimi, influenzare l’opinione pubblica (o quantomeno tentarlo) è un diritto sacrosanto il cui esercizio è essenziale per il funzionamento della democrazia liberale.
    Insomma voi ci state chiedendo, amabilmente e di buon grado, di tornare nelle catacombe (quando poi gli Altri non si fanno certo il problema “uè dovessi mai influenzare qualcuno”). Manco per il cazzo. Scusate tanto ma io parlo, il cardinale Ruini parla, il Papa parla, e chi vuole ascoltare ascolti.
    It’s democracy, baby.

    Caro Eno, apprezzerei vivamente una lezione di esegesi sul testo di Matteo e sulle accezioni semantiche di teleios. Ho capito che tu stai dicendo che la perfezione non è uno stato livellante e uguale per tutti ma l’assolvimento pieno della propria personale specifica “funzione” (chessò: posso essere un laico nel mondo, o un sacerdote, o una suora di clausura – no questo no…), e dunque non ci sono due perfezioni completamente uguali perchè non ci sono due funzioni uguali. Siamo d’accordo.
    Ma resta che le creature umane, tranne una luminosa eccezione femminile che aveva una particolarissima ragion d’essere, sono incapaci di vivere senza cadere periodicamente. La totale impeccabilitas viene dopo. E non lo dico per pessimismo, ma per realismo. Vai a dire a qualunque sacerdote “da ora in poi in confessionale non mi vede più, so di poter essere perfetto in questa vita e di non peccare mai e poi mai”. Vediamo che ti risponde. ‘azzarola, i molti santi tanto più erano santi tanto più frequentemente si confessavano per la piena consapevolezza dei propri peccati…
    Ecco, in questo senso io intendo il concetto di tensione etica: tendo alla perfezione ma non m’illudo di raggiungerla, però se non tendessi ad essa non raggiungerei gli obiettivi intermedi (questa vita è intermedia, preludio propedeutico all’altra) che quotidianamente raggiungo. Mica poco, se uno ha coscienza di essere solo un essere umano, mica poco.

  • ClaudioLXXXI

    No carissimi, influenzare l’opinione pubblica (o quantomeno tentarlo) è un diritto sacrosanto il cui esercizio è essenziale per il funzionamento della democrazia liberale.
    Insomma voi ci state chiedendo, amabilmente e di buon grado, di tornare nelle catacombe (quando poi gli Altri non si fanno certo il problema “uè dovessi mai influenzare qualcuno”). Manco per il cazzo. Scusate tanto ma io parlo, il cardinale Ruini parla, il Papa parla, e chi vuole ascoltare ascolti.
    It’s democracy, baby.

    Caro Eno, apprezzerei vivamente una lezione di esegesi sul testo di Matteo e sulle accezioni semantiche di teleios. Ho capito che tu stai dicendo che la perfezione non è uno stato livellante e uguale per tutti ma l’assolvimento pieno della propria personale specifica “funzione” (chessò: posso essere un laico nel mondo, o un sacerdote, o una suora di clausura – no questo no…), e dunque non ci sono due perfezioni completamente uguali perchè non ci sono due funzioni uguali. Siamo d’accordo.
    Ma resta che le creature umane, tranne una luminosa eccezione femminile che aveva una particolarissima ragion d’essere, sono incapaci di vivere senza cadere periodicamente. La totale impeccabilitas viene dopo. E non lo dico per pessimismo, ma per realismo. Vai a dire a qualunque sacerdote “da ora in poi in confessionale non mi vede più, so di poter essere perfetto in questa vita e di non peccare mai e poi mai”. Vediamo che ti risponde. ‘azzarola, i molti santi tanto più erano santi tanto più frequentemente si confessavano per la piena consapevolezza dei propri peccati…
    Ecco, in questo senso io intendo il concetto di tensione etica: tendo alla perfezione ma non m’illudo di raggiungerla, però se non tendessi ad essa non raggiungerei gli obiettivi intermedi (questa vita è intermedia, preludio propedeutico all’altra) che quotidianamente raggiungo. Mica poco, se uno ha coscienza di essere solo un essere umano, mica poco.

  • stark86

    Tu la chiami democrazia liberale, io la chiamo dittatura intellettuale.
    Il fatto che gli Altri non lo facciano (anche se a me risulta che gli atei non siano rappresentati da una autorità) non dà automaticamente il placet agli uomini di chiesa.
    Gli altri non pagano le tasse, perché dovrei farlo io? Eh, non funziona così😀

  • LadyMachbet

    Ma Claudio qui parliamo tutti, c’è ancora la libertà di espressione e di certo non vorrei mai vedere i cattolici sotto le catacombe ( beh…catacombe minate magari si…scherzooooo ^_^)
    Però è l’intento di influenzare, che io interpreto immancabilmente come manipolare, che mi inquieta e non poco.
    Io sono per la semplice discussione senza aver la pretesa di convincere nessuno a sposare un modello di vita o di etica che non gli appartiene.
    E’ l’essenza della libertà, se permetti.

  • stark86

    Tu la chiami democrazia liberale, io la chiamo dittatura intellettuale.
    Il fatto che gli Altri non lo facciano (anche se a me risulta che gli atei non siano rappresentati da una autorità) non dà automaticamente il placet agli uomini di chiesa.
    Gli altri non pagano le tasse, perché dovrei farlo io? Eh, non funziona così😀

  • LadyMachbet

    Ma Claudio qui parliamo tutti, c’è ancora la libertà di espressione e di certo non vorrei mai vedere i cattolici sotto le catacombe ( beh…catacombe minate magari si…scherzooooo ^_^)
    Però è l’intento di influenzare, che io interpreto immancabilmente come manipolare, che mi inquieta e non poco.
    Io sono per la semplice discussione senza aver la pretesa di convincere nessuno a sposare un modello di vita o di etica che non gli appartiene.
    E’ l’essenza della libertà, se permetti.

  • ClaudioLXXXI

    Io sono per la semplice discussione senza aver la pretesa di convincere nessuno a sposare un modello di vita o di etica che non gli appartiene
    No cara Stefania, è l’essenza del relativismo e un notevole ossimoro. Ma scusa, tu non stai cercando or ora di convincermi che influenzare l’opinione pubblica è scorretto?
    Torniamo sempre allo stesso punto… il paradosso di Epimenide.

    Il fatto che gli Altri non lo facciano non dà automaticamente il placet agli uomini di chiesa
    Ma gli Altri lo fanno eccome. Se Scalfari dal suo giornale può dire ai lettori cosa pensa di questo e di quest’altro, perchè non dovrebbe poterlo fare Ruini? Ma poi perchè mai dovremmo proibirlo? Chi è allora che ha diritto di parola? E se nessuno ha diritto di parola, che fine fa la dialettica intellettuale con cui si forma la volontà della maggioranza democratica?

  • stark86

    Personalmente ti sto *dicendo* che convincere è scorretto, non è che se rimani della tua opinione non ci dormo stanotte😛

    E comunque prima avevo messo un NON in più😛
    Gli Altri lo fanno. Scalfari lo fa.
    Però:
    1) è comunque scorretto (anche se Scalfari è giornalista, se si autolimitasse sarebbe contraddittorio)
    2) Mi vuoi paragonare la spettacolarizzazione che può dare un messaggio papale al misero foglio di giornale di Scalfari?

    La libertà di parola rimane, sempre e comunque. Vietare la parola alla Chiesa sarebbe una bella cazzata. Ecco perché parlo di autolimitazione.

  • ClaudioLXXXI

    Io sono per la semplice discussione senza aver la pretesa di convincere nessuno a sposare un modello di vita o di etica che non gli appartiene
    No cara Stefania, è l’essenza del relativismo e un notevole ossimoro. Ma scusa, tu non stai cercando or ora di convincermi che influenzare l’opinione pubblica è scorretto?
    Torniamo sempre allo stesso punto… il paradosso di Epimenide.

    Il fatto che gli Altri non lo facciano non dà automaticamente il placet agli uomini di chiesa
    Ma gli Altri lo fanno eccome. Se Scalfari dal suo giornale può dire ai lettori cosa pensa di questo e di quest’altro, perchè non dovrebbe poterlo fare Ruini? Ma poi perchè mai dovremmo proibirlo? Chi è allora che ha diritto di parola? E se nessuno ha diritto di parola, che fine fa la dialettica intellettuale con cui si forma la volontà della maggioranza democratica?

  • stark86

    Personalmente ti sto *dicendo* che convincere è scorretto, non è che se rimani della tua opinione non ci dormo stanotte😛

    E comunque prima avevo messo un NON in più😛
    Gli Altri lo fanno. Scalfari lo fa.
    Però:
    1) è comunque scorretto (anche se Scalfari è giornalista, se si autolimitasse sarebbe contraddittorio)
    2) Mi vuoi paragonare la spettacolarizzazione che può dare un messaggio papale al misero foglio di giornale di Scalfari?

    La libertà di parola rimane, sempre e comunque. Vietare la parola alla Chiesa sarebbe una bella cazzata. Ecco perché parlo di autolimitazione.

  • enochirios

    Caro Claudio, il termine teleios/perfetto/tam… era per dire che Gesù non fa Kant ante litteram( l’infinita parabola etica ovvero la Idea di Dio ).
    Prima di mettere in bocca a personaggi, chiunque siano, delle idee- anche giuste- bisogna stare attenti a non far violenza a lui e a ciò che dice.
    O si ascolta la sua voce, oppure noi in realtà stiamo ascoltando ciò che diciamo noi stessi.
    Per i fraintendimenti… La trinità sembra hegeliana solo perché Hegel ha riciclato e rimaneggiato i suoi studi giovanili di teologia( Lady, non mi pare ci sia molto di più dietro… condivido cmnq la stima x Hegel ). Ugualmente Gesù sembra parlare di “tensione etica” solo perché il nostro frasario in materia è basato su secolari strumentalizzazioni e distorsioni del cristianesimo, dal medioevo ad oggi, ad opera di menti speculative cristiane e non.
    Qaunto al vangelo, beh possiamo ovviamnt ascoltare Dio senza cavillosità filologiche. Anzi, lo consiglio.
    Anzi, noi -detto per iperbole -non dovremmo leggere UNA SOLA RIGA di un libro se prima non abbiamo trovato ciò che si lascia scrivere.
    Ma se si fa un riferimento esegetico di un certo peso, come il tuo, non si può poi nascondere la mano dicendo: «Non mi impiccio di questioni “erudite” su quel che ho detto… ». Perché, la citazione e il tuo brevissimo midrash politico-neokantiano che cos’era?
    E’ un vizio dei filosofi vedere a furia di ermeneuticamenti conferme alle speculazioni dove non ce ne sono. Senza polemica: lasciaci quest’onta in esclusiva.
    ciao, Eno!

  • enochirios

    [ A latere.
    Bene, siamo fragili, consci della fragilità e quindi non legittimati ad adagiarci in essa. Vero anche che viviamo sempre protesi ( verso gli altri e verso il Dio vivente, NON verso il concetto di Optimum divinizzato. ). D’accordo che ognuno ha il suo carisma e missione.
    Però, Claudio, io non ho detto niente del genere. Ho ricordato che la differenza tra Creatore e Creatura non è di grado, foss’anche infinito, ma qualitativa e abissale. Cose di ordine diverso- come peso e luce- non possono mettersi una vicino all’altra. Volere tendere ad imitare la “bontà” di Dio non è “asintotico”, ma assurdo se non peggio, perché fraintende chi è Dio. Kant, infatti, era intellettualmente ATEO. bonne nuit! ]

  • enochirios

    Caro Claudio, il termine teleios/perfetto/tam… era per dire che Gesù non fa Kant ante litteram( l’infinita parabola etica ovvero la Idea di Dio ).
    Prima di mettere in bocca a personaggi, chiunque siano, delle idee- anche giuste- bisogna stare attenti a non far violenza a lui e a ciò che dice.
    O si ascolta la sua voce, oppure noi in realtà stiamo ascoltando ciò che diciamo noi stessi.
    Per i fraintendimenti… La trinità sembra hegeliana solo perché Hegel ha riciclato e rimaneggiato i suoi studi giovanili di teologia( Lady, non mi pare ci sia molto di più dietro… condivido cmnq la stima x Hegel ). Ugualmente Gesù sembra parlare di “tensione etica” solo perché il nostro frasario in materia è basato su secolari strumentalizzazioni e distorsioni del cristianesimo, dal medioevo ad oggi, ad opera di menti speculative cristiane e non.
    Qaunto al vangelo, beh possiamo ovviamnt ascoltare Dio senza cavillosità filologiche. Anzi, lo consiglio.
    Anzi, noi -detto per iperbole -non dovremmo leggere UNA SOLA RIGA di un libro se prima non abbiamo trovato ciò che si lascia scrivere.
    Ma se si fa un riferimento esegetico di un certo peso, come il tuo, non si può poi nascondere la mano dicendo: «Non mi impiccio di questioni “erudite” su quel che ho detto… ». Perché, la citazione e il tuo brevissimo midrash politico-neokantiano che cos’era?
    E’ un vizio dei filosofi vedere a furia di ermeneuticamenti conferme alle speculazioni dove non ce ne sono. Senza polemica: lasciaci quest’onta in esclusiva.
    ciao, Eno!

  • enochirios

    [ A latere.
    Bene, siamo fragili, consci della fragilità e quindi non legittimati ad adagiarci in essa. Vero anche che viviamo sempre protesi ( verso gli altri e verso il Dio vivente, NON verso il concetto di Optimum divinizzato. ). D’accordo che ognuno ha il suo carisma e missione.
    Però, Claudio, io non ho detto niente del genere. Ho ricordato che la differenza tra Creatore e Creatura non è di grado, foss’anche infinito, ma qualitativa e abissale. Cose di ordine diverso- come peso e luce- non possono mettersi una vicino all’altra. Volere tendere ad imitare la “bontà” di Dio non è “asintotico”, ma assurdo se non peggio, perché fraintende chi è Dio. Kant, infatti, era intellettualmente ATEO. bonne nuit! ]

  • ClaudioLXXXI

    è comunque scorretto (anche se Scalfari è giornalista, se si autolimitasse sarebbe contraddittorio
    E un cristiano che si autolimitasse sarebbe ugualmente contraddittorio, Frà. Esserlo e dirlo. Che poi il foglio di giornale di Scalfari sia misero, non è (purtroppo?) proprio così… tu chi reputi più assennato e convincente? Ruini o Scalfari? (domanda retorica, so benissimo la risposta)

    Ma se si fa un riferimento esegetico di un certo peso, come il tuo, non si può poi nascondere la mano dicendo: «Non mi impiccio di questioni “erudite” su quel che ho detto… ».
    No no Eno, tranquillo, io di questioni erudite mi impiccio per diritto e per traverso, quando ho scritto che apprezzerei una lezione di esegesi sul teleios scrivevo sul serio!
    tutto il post #23
    Vabbè, siamo a posto. Ci siamo capiti. Ognuno ha il suo carisma, è proteso a realizzarlo, siamo fragili e imperfetti e perciò niente riposo sugli allori. D’altra parte quando Cristo dice “essere perfetti come il Padre” non intende affatto “diventare in tutto e per tutto come il Padre”, perchè resta sempre lo scarto abissale tra Creatore e creatura: siamo mica gnostici antropoteosofici, noi! Amen.

  • ClaudioLXXXI

    è comunque scorretto (anche se Scalfari è giornalista, se si autolimitasse sarebbe contraddittorio
    E un cristiano che si autolimitasse sarebbe ugualmente contraddittorio, Frà. Esserlo e dirlo. Che poi il foglio di giornale di Scalfari sia misero, non è (purtroppo?) proprio così… tu chi reputi più assennato e convincente? Ruini o Scalfari? (domanda retorica, so benissimo la risposta)

    Ma se si fa un riferimento esegetico di un certo peso, come il tuo, non si può poi nascondere la mano dicendo: «Non mi impiccio di questioni “erudite” su quel che ho detto… ».
    No no Eno, tranquillo, io di questioni erudite mi impiccio per diritto e per traverso, quando ho scritto che apprezzerei una lezione di esegesi sul teleios scrivevo sul serio!
    tutto il post #23
    Vabbè, siamo a posto. Ci siamo capiti. Ognuno ha il suo carisma, è proteso a realizzarlo, siamo fragili e imperfetti e perciò niente riposo sugli allori. D’altra parte quando Cristo dice “essere perfetti come il Padre” non intende affatto “diventare in tutto e per tutto come il Padre”, perchè resta sempre lo scarto abissale tra Creatore e creatura: siamo mica gnostici antropoteosofici, noi! Amen.

  • stark86

    La risposta si divide: più assennato Scalfari, più convincente Ruini.
    E la differenza sta tutta qua: Scalfari non è un capo di un qualche movimento ateo, Ruini è uno dei capi di quello cattolico.
    Le parole di un cristiano qualsiasi, il primo venuto, hanno sicuramente un impatto mediatico diverso da quelle di Ruini, non puoi non ammetterlo. Ecco, loro sì che devono esserlo e dirlo.

  • stark86

    La risposta si divide: più assennato Scalfari, più convincente Ruini.
    E la differenza sta tutta qua: Scalfari non è un capo di un qualche movimento ateo, Ruini è uno dei capi di quello cattolico.
    Le parole di un cristiano qualsiasi, il primo venuto, hanno sicuramente un impatto mediatico diverso da quelle di Ruini, non puoi non ammetterlo. Ecco, loro sì che devono esserlo e dirlo.

  • LadyMachbet

    “Ma scusa, tu non stai cercando or ora di convincermi che influenzare l’opinione pubblica è scorretto? ”

    No no, io sto dando la mia opinabile opinione😛
    Non pretendo che sia una verità assoluta.

  • LadyMachbet

    “Ma scusa, tu non stai cercando or ora di convincermi che influenzare l’opinione pubblica è scorretto? ”

    No no, io sto dando la mia opinabile opinione😛
    Non pretendo che sia una verità assoluta.

  • claraevallensis

    In realtà l’affermazione di Tettamanzi, come molte delle cose che scrive e dice l’Aerofagita, è una sciocchezza di proporzioni impressionanti.
    Essere cristiano senza dirlo è sbagliato tanto quanto proclamarsi tale senza esserlo: un difetto di verità nella testimonianza non è preferibile a un analogo difetto nella coerenza. Ma – si sa – Dionigi ha scoperto che il modo migliore per dialogare con tutti è rimanere in silenzio.

    Bernardo

  • claraevallensis

    In realtà l’affermazione di Tettamanzi, come molte delle cose che scrive e dice l’Aerofagita, è una sciocchezza di proporzioni impressionanti.
    Essere cristiano senza dirlo è sbagliato tanto quanto proclamarsi tale senza esserlo: un difetto di verità nella testimonianza non è preferibile a un analogo difetto nella coerenza. Ma – si sa – Dionigi ha scoperto che il modo migliore per dialogare con tutti è rimanere in silenzio.

    Bernardo

  • ClaudioLXXXI

    Penso che quel “meglio” sia da intendere come “meno peggio”. Meglio di tutto, e doveroso per chi prende sul serio la faccenda della fede, è tanto dirsi quanto esserlo. Peraltro Tettamanzi non è neppure l’autore storico dell’affermazione in questione, citata da sant’Ignazio di Antiochia (e abbondantemente fraintesa dai giornali, che l’hanno riferita agli “atei devoti”, i quali nè si dicono cristiani nè lo sono).

  • ClaudioLXXXI

    Penso che quel “meglio” sia da intendere come “meno peggio”. Meglio di tutto, e doveroso per chi prende sul serio la faccenda della fede, è tanto dirsi quanto esserlo. Peraltro Tettamanzi non è neppure l’autore storico dell’affermazione in questione, citata da sant’Ignazio di Antiochia (e abbondantemente fraintesa dai giornali, che l’hanno riferita agli “atei devoti”, i quali nè si dicono cristiani nè lo sono).

  • claraevallensis

    Non credo nel “meno peggio” in religione. E’ una roba da acqua tiepida, che, si sa, finisce per essere vomitata.
    Essere e testimoniare: due realtà inscindibili, con buona pace di Ignazio (che, pure, testimoniò eccome!) e di Dionigi (che testimonia un filino meno).

    Bernardo

  • claraevallensis

    Non credo nel “meno peggio” in religione. E’ una roba da acqua tiepida, che, si sa, finisce per essere vomitata.
    Essere e testimoniare: due realtà inscindibili, con buona pace di Ignazio (che, pure, testimoniò eccome!) e di Dionigi (che testimonia un filino meno).

    Bernardo

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