Halloween, ma è davvero una festa diabolica?

Halloween, ma è davvero una festa diabolica?

 

 

Ho forse preso l’abitudine di andare “controcorrente”, oltre che di porre domande come titolo?

Leggo molti e rispettabili ammonimenti contro Halloween. Eppure ho trovato anche una “difesa degli spiriti di Hallowe’ en”, scritta da Marco Respinti, che mi sembra abbastanza dotta e sensata. Lo riporto in parte e consiglio la lettura dell’intero articolo (lungo ma assai interessante).

 

  

 

Stasera è la notte di Hallowe’en (questa la grafia corretta). Cioè la vigilia della festività cristiana di tutti i santi. Dei santi, non dei morti. Ed è comunque bellissimo che la liturgia — la storia per tempi forti, dove il canale fra terreno e ultraterreno è diretto — inviti a operare, il 1° e il 2 novembre di ogni anno, una stretta relazione fra defunti e imitatori di Cristo.

La veglia

Attraverso l’“All Hallowe’en” e l’“Allhallows’ Eve” di Cornovaglia, “Hallowe’en” rimanda all’inglese “All Hallows’ Eve”, la vigilia (eve ed e’en, da even “sera”) di Ognissanti. Ovvero tutti gli uomini che stanno in Paradiso, categoria specifica e benemerita — umanamente realizzata e compiuta — di quei trapassati che la Chiesa — le Chiese cristiane — celebra il giorno successivo, invitando i fedeli a fare memoria e ad affidare alla misericordia di Dio tutti i cari, gli amici e i nemici, i compagni di viaggio, gli avi e gli antenati.

[…]

Il dì seguente “All Hallow’s Eve” è, nell’antica dizione, “Hallowmas” (Ognissanti), secondo il costume d’indicare la giornata in riferimento all’atto liturgico più sacro che in essa si celebra (Mass): come nella solennità di “Michaelmas” — giorno della festa di san Michele arcangelo principe delle gloriosissime milizie celesti e vincitore di Satana, così ben rappresentato nel famosissimo quadro di Guido Reni che trionfa al centro della Cristianità nella basilica di san Pietro in Vaticano — e in “Christmas”, il giorno della nascita di Cristo coincidente con la santa Messa in Cristo, con Cristo e per Cristo. A Ognissanti segue quindi l’”All Souls’ Day”, preceduto dalla sua “Eve”, la vigilia, ossia il giorno dei morti che la lingua inglese indica, finemente, come il giorno delle anime (quelle del Purgatorio come distinte da quelle sante che già stanno in Paradiso).

Se le giornate liturgicamente importanti vengono indicate con riferimento al sacrificio eucaristico di Cristo sull’altare, l’“Hallowe’en” spinge a sottolineare l’importanza delle vigilie, le veglie (estote paratiè), che ricorrono addirittura nel nome tedesco del Natale, Weihnacht (notte santa), e che hanno una grande tradizione, oltre che celtica e germanica, pure ebraica: è così infatti per il “Sabbath”, il sabatus che diverrà Dominica, iniziante il venerdì pomeriggio. Per traslazione, è lo stesso nel triduo pasquale cristiano, la cui ratio prima e ultima è la Domenica di Risurrezione, che appunto inizia alle 15,00 del Venerdì Santo (in inglese “Good Friday” proprio per la splendida logica di quella ratio). Addirittura, la santa Messa vespertina del sabato valevole per la domenica sembra sottolineare la piena continuità fra vigilia ed evento. E l’elezione e la consacrazione del cavaliere cristiano iniziano con la veglia notturna la sera precedente, sul modello delle notti oranti dei monaci.

[…]

Apologia

A me piace Hallowe’en perché parla di sacro, di legami fra cielo e terra, di aldiquà e di aldilà. Una paganata? Una tradizione cristiana che, come tutte le tradizione cristiane, assume e sussume il meglio di ciò che l’ha preceduta, santificando il buono spirito di uomini religiosi del passato ante-cristiano non anti-cristiano. Quante tradizioni, usanze e costumanze dell’era cristiana sono morfologicamente debitrici nei confronti di tradizioni sacrali precedenti. Se il dato teologico è chiaro là in sede teologica dove deve esserlo, nessuno si spaventa perché i contadini nei campi riveriscono la terra che li tiene in vita con fare un po’ sacrale. L’eresia è tutt’altra cosa: è una vera e articolata (ancorché possa essere dozzinale) contro-teologia. Esistono evidentemente dei limiti da non oltrepassare, ma sono limiti che vanno visti di volta in volta, a seconda dei tempi e delle occasioni. Non relativisticamente, ma con saggia ragion pratica. Cosa che la Chiesa fa da duemila anni. La purificazione. È un processo continuo.

Se c’è chiarezza là dove deve esserci, che oltre ai santi magi dell’Epifania ci sia altresì la befana non mette paura; soprattutto per i bimbi e per le comunità umane “bambine”, cioè semplici, ingenue, pure e sveglie (vigilanti, veglianti) di fronte al sacro, nonché weberianamente incantate dal mondo. Come diceva il buon Tolkien, il Vangelo è la storia più bella perché oltretutto è anche vera. È la storia che riassume tutte le storie nella Verità. È la fiaba delle fiabe. E santifica tutti: uomini, nani, elfi e draghi.

Ora, il problema di Hallowe’en sono la mercificazione e la commercializzazione. E la sua importazione forzata in contesti, come quello latino-mediterraneo, con cui c’entra poco. Il problema di Hallowe’en è che è stata mutata in “vigilia di Mammona” invece che veglia dei santi. Non che Hallowe’en esista. E dire che è un’“americanata” è un’altra stupidaggine: è di antichissima tradizione celto-anglosassone (frutto, cioè, della fusione delle tradizioni che si sono succedute nelle isole britanniche nel passaggio dal paganesimo al cristianesimo) e vive in America Settentrionale, soprattutto nel Midwest “duro e puro”, perché lì sono emigrati, portandosi seco tutto il proprio bagaglio culturale, celti e anglosassoni. Il problema di Hallowe’en è lo stesso posto dalla “babbonatalizzazione” del “Christmas”, il giorno della Messa di e per Cristo. La prostituzione di un qualcosa in origine nobile e simpatico (la leggenda di Santa Klaus), e innestato su una realtà teologico-liturgicamente fondante il cristianesimo, cioè la cultura di tutto l’Occidente. Chi si sognerebbe di abolire il “Christmas” per colpa di Babbo Natale e della Coca-Cola? Solo un ideologo in malafede. Idem dicasi per Hallowe’en.

[…]

Carnevale. Esatto: Hallowe’en ha uno spirito simile. Ci si traveste per confondere gli spiriti cattivi e per burlarsi dei vivi. La zucca spettrale serve per spaventare le anime dannate dei trapassati che potrebbero ghermire i bimbi nell’ombra. Ha la medesima funzione di mostri e doccioni sulle facciate delle cattedrali gotiche medioevali. Quegli stessi che, con il nome di gargoyle, vengono riprodotti in miniature da casa e da giardino che gli americani collocano un po’ ovunque sul loro pezzetto di terra coltivata: per cacciar via gli spiriti malvagi.

Una volta all’anno…

Il Carnevale, sovrappostosi ai saturnalia orgiastici dell’antichità romana, ha avuto grande fulgore guarda un po’ proprio nel Medioevo cristiano: era il giorno della “pazzia” in cui era lecito — per un tempo stabilito — sovvertire e farsi beffe dell’ordine costituito. Semel in anno licet insanere. Il resto del tempo, infatti, vige l’ordine. […] Ed erano i preti e i vescovi a essere presi in giro per primi. Perché tutto il resto dell’anno li si venerava. Il Carnevale, il giorno del disordine, ha significato solo in una società ordinata. Per questo oggi ha poco o punto senso. Come Hallowe’en: ha senso solo se si crede all’esistenza degli spiriti cattivi e di quelli buoni, come Santa Klaus. Se non è solo Mammona, come Marylin Manson che crocifigge feti umani sulle copertine dei suoi dischi. Per soldi.

Nel Medioevo, insomma, si sapeva ridere sobriamente anche del bene perché si sapeva cos’era; per lo stesso motivo, si canzonava ferocemente pure il male, esorcizzandolo. L’homo ludens è un aspetto dell’homo religiosus che l’homo œonomicus non conosce giacché ideologicus. Infatti, accanto ad Hallowe’en e Carnevale, Natale e Pasqua, la società medioevale offre la propria più bella visione (meta)sociale nelle danse macabre: alla fine si finisce tutti sotto un palmo di terra (e il giorno dei morti ce lo ricorda solennemente), tutti uguali, tutti nella medesima condizione, re, santi, imperatori, papi, guerrieri, contadini, mercanti, peccatori e ladri. Tutti uguali, eppure — visto che il comunismo è una fola anche nell’aldilà — chi con la mitra, chi con lo scettro, chi con la zappa: lì per fare i conti con il “Padrone di casa”, il Regolatore. È la danse macabre che spiega il senso di Hallowe’en e del Carnevale, del Natale e della Pasqua. Tutte le volte che mi sento giù perché si sparla di Hallowe’en o perché Marylin Manson ha inciso un nuovo brano, rivedo l’insuperato Il settimo sigillo di Ingemar Bergman. L’anno prossimo m’intaglierò pure una bella zucca arancione. Caccia gli spiriti malvagi e la melanconia, che per la buona teologia è una tentazione di peccato e per i medioevali soffio del diavolo.

 


8 responses to “Halloween, ma è davvero una festa diabolica?

  • claraevallensis

    Claudio, sia ben chiaro, io non ho ossessioni riguardo ad Halloween o Hallowe’en che dir si voglia. Io non parlo a vanvera di eresie o di sterco del demonio. Verifico soltanto che tale “vigilia” rischia di cancellare il profondo significato spirituale della festa di Ognissanti.
    E’ corretto marcare la prossimità fra le vigiliae (così in certi monasteri si chiama ancora il Mattutino) e Hallowe’en, ma è bene ricordare che esse sono un momento di profonda preghiera e hanno, appunto, un legame strutturale con l’evento al quale preludono (i certosini, per esempio, cantano le Lodi del giorno subito dopo Mattutino, ancora in piena notte). Ma che relazione spirituale c’è tra la macabra festa delle zucche illuminate e i Santi? Se Hallowe’en è un po’ ciò che i festeggiamenti per Babbo Natale sono per il Natale e la festa della Befana è per l’Epifania del Signore, cosa c’entrano le vigiliae e il loro rapporto unitario e coerente con la celebrazione che segue? Il solo elemento che Hallowe’en conserva in comune con le vigiliae è, appunto, la mera collocazione temporale. Non si tratta di eresie, certo, ma di sovrapposizioni di significato, di deragliamenti consumistici nei quali il pittoresco della favola subentra comodamente al sublime della Fede.

    Bernardo

  • gjiada

    Intanto mi sembri esagerato circa Marilyn Manson. Hai visto Bowling for a columbine di Moore? Manson ne usciva come l’unica persona di buon senso….è un pò come Ozzy Osbourne – finirà a fare nonno Felice.
    Quanto ad Halloween, il punto è che le festività celtiche sono tutte pre-cristiane: quelle solari legate agli equinozi ed i solstizi e altre quattro intermedie che sono state assorbite anch’esse nel calendario liturgico (come il 15 di Agosto ed il 2 febbraio).

  • gjiada

    Per precisare meglio, la festa originaria era Samhain, che concludeva il raccolto e segnava l’inizio della fase “oscura” dell’anno.
    Quella “luminosa” si apriva con Beltane, il 1 di maggio, altra festività rimasta nel nostro calendario.
    E’ da notare che entrambe le fasi costituivano delle “porte” di comunicazione tra i vivi ed i morti (il 1 di maggio è Valpurga, la notte delle streghe).
    Ti faccio notare che nel nostro calendario – basato sul ciclo del sole durante l’anno – le porte invece corrispondono con i due solstizi – S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista. Nella tradizione la prima era la porta degli uomini, l’altra la porta degli dei: anche la Chiesa rispetta tale distinzione e pone la nascita di Gesù al 24 dicembre (S. Giovanni Evangelista).

  • quidestveritas

    San Giovanni evangelista è il 27 dicembre.

    Della nascita di Gesù, il 25 dicembre, si è sempre detto che fu fatta coincidere con la festività pagana della luce. In realtà, recenti studi sui calendari sacerdotali ritrovati nelle grotte di Qumran hanno riproposto l’idea che la nascita di Gesù sia avvenuta proprio in quella data, o almeno non troppo distante.

    Avevo postato un articolo di Beretta a riguardo, si può leggere qui:
    http://www.quidestveritas.splinder.com/post/5645491

  • gjiada

    Giovanni Evangelista è nato il 27 dicembre perchè il 24, il 25 ed il 26 erano già stati assegnati.
    E “janua” è la porta, in sanscrito “yana” la via.

    E non mi rispondere che Giovanni non è un nome latino.

  • ClaudioLXXXI

    Bernardo, mettiamola così: guai a permettere ad Halloween di soppiantare Ognissanti, ma far convivere le due ricorrenze non mi parrebbe nulla di disdicevole. Mi sono fatto convincere da Respinti circa il lato spirituale di Hallowe’en, e inoltre – ah! – confesso: da amante di film horror quale sono, il macabro mi piace un sacco!

    Gjiada, QEV, vi ringrazio per la dotta quaestio sulla cristianizzazione dei costumi pagani. Non mi sconvolge punto sapere di quante date il calendario cristiano sia debitore a questa o quella festività, perchè il cristianesimo ha sempre avuto l’abitudine di porsi nei confronti delle previe religioni non come mera opposizione ma come completamento, come sublimazione di tutto quel che di positivo già fosse in loro.
    L’articolo di Beretta è interessante, purtroppo mi mancano le conoscenze erudite per giudicarlo, ma ripeto anche se la teoria fosse falsa, i testimoni di Geova dovranno usare ben altre leve per scardinare la mia fede.

  • gjiada

    Beh, ma non è che il simbolo contraddice il fatto per forza.
    Gesù può essere benissimo nato alla fine di dicembre, e allo stesso tempo il giorno del solstizio indicare un punto di fermo del tempo.

  • TheCopywriter

    Halloween è una festa così antica che non sappiamo assolutamente quando sia nata effettivamente.

    Però io l’amo.

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