Interessanti evoluzioni del calvinismo

Interessanti evoluzioni del calvinismo

 

 

Irvine Welsh non è uno scrittore adatto a palati fini, basti dare una scorsa ai titoli di alcuni suoi libri: Ecstasy, Il lercio, Porno… Dieci anni fa fece scalpore il film Trainspotting, basato sul suo primo e più conosciuto romanzo, una discesa cruda e sarcastica nell’inferno della tossicodipendenza. Sulla scorta del successo di quel film, un paio d’anni dopo fu tratto da una raccolta di racconti di Welsh il film a episodi The Acid House, diretto dall’esordiente Paul McGuigan (Gangster n. 1, Slevin).

Soffermiamoci sul primo dei tre episodi, La causa del Granton Star. Il protagonista Boab è un perdente: all’inizio dell’episodio, nell’ordine, viene

a) espulso dalla squadra di calcio del quartiere, il Granton Star appunto, perché è una schiappa e non può più sostenerne la causa (prima era tollerato perché lavava sempre le magliette a tutti);

b) cacciato di casa dai genitori perché non gli permettono più di vivere con loro a 23 anni, è ormai tempo che lasci il nido familiare… ma il vero motivo è che loro vogliono un po’ di privacy solitaria per sbizzarrirsi in pratiche erotiche estreme;

c) mollato via telefono dalla fidanzata perché, ella sostiene, lui a letto è una schiappa e lei si è trovata “uno che scopa cento volte meglio di te” (e si scoprirà poi che si trattava di un suo amico e compagno di squadra);

d) arrestato perché stava sfogando la rabbia demolendo la cabina del telefono, e conseguentemente picchiato da un poliziotto sadico che per una curiosa coincidenza possiede azioni della compagnia telefonica vandalizzata da Boab;

e) licenziato dalla compagnia di traslochi per cui lavorava come facchino.

A fronte di questa impressionante serie di disgrazie a distanza ravvicinata, Boab fa quello che ci si aspetta da un personaggio di Welsh in questi casi: va al pub per bere sui suoi malanni.

A questo punto, Boab incontra Dio.

 

Il Dio che Welsh e McGuigan ci mostrano è un vecchio ubriacone cinico e sboccato, che si presenta a Boab dicendogli “Sei di nuovo nei casini, brutto idiota, vero?”, e si siede al pub con lui; mica per aiutarlo, però, bensì per deriderlo e rimproverarlo per la sua inettitudine. E quando Boab gli chiede perché sta perdendo tempo con lui mentre tanti bambini nel mondo muoiono di fame, Dio espone questa teodicea (si copia di seguito la trascrizione del doppiaggio italiano al film):

 

Aspetta un momento, amico, chiariamo subito una cosa. Ogni merdosa volta che io vengo quaggiù, c’è sempre qualche stronzo che mi dice quello che dovrei o non dovrei fare. Oppure devo affrontare un discorso filosofico con qualche studente universitario sull’origine della mia natura, sull’estensione della mia onnipotenza, e altre stronzate del genere! Comincio a essere stanco di dovermi continuamente giustificare, e un coglione come te non può permettersi di criticarmi. Vi ho dato un posto dove stare, vi ho fatto a mia immagine e somiglianza, dovete cavarvela da soli… anche tu, perdio! – e qui si accende una sigaretta – Quell’idiota di Nietzsche! Era ben lontano dalla verità, quando diceva che ero morto. Io non sono morto… ah, è solo che non me ne frega più niente.

Mi stai dicendo una serie di stronzate! Se io avessi i tuoi maledetti poteri…”

Se tu li avessi faresti quello che stai facendo adesso… un bel cazzo di niente! Tu hai il potere di scolarti qualche boccale di birra in meno, vero? Avevi il potere di tenerti in forma e dare un contributo migliore alla causa del Granton Star. Avevi il potere di prestare più attenzione alla tua ragazza… – espressione lubrica – oh oh, brr, direi che ne valeva la pena. Potevi fare tutto molto meglio, Boab. Avevi il potere di andartene da sotto il tetto dei tuoi genitori, in modo che loro potessero farsi una santa scopata in pace; ma no, non lo hai fatto, stupido egoista… lui se ne stava seduto a guardare i telefilm, mentre i due poveri scemi erano rosi dalla frustrazione! E quel coglione di Rafferty, non lo hai neanche mandato a fare in culo, lui e tutto il suo lavoro di merda!

Non ti riguardano queste cose!

Ogni cosa mi riguarda personalmente!

E allora? Che cazzo vuol dire questo, me lo spieghi?

Che tu avevi dei POTERI! Ma non hai voluto fastidi… perciò hai preferito non usarli. È per questo che m’interessi, Boab. Tu sei come me: un pigro, apatico, trascurato coglione. – e qui una smorfia di fastidio – Ah, odio essere così! Ma siccome sono immortale, non posso punirmi… però posso punire te.

 

La punizione divina è crudelissima: il povero perdente è trasformato in una mosca, perché dopotutto è già un insetto inutile e parassitario.

Ma proprio a seguito della sua trasformazione Boab, memore della lezione ricevuta, saprà vendicarsi di coloro che lo hanno maltrattato, in una conclusione grottesca e paradossale che qui non riporto per non correre il rischio di disgustare (ulteriormente?) qualcuno.

 

Chissà: probabilmente Lutero e Calvino e Zwingli avrebbero come me trovato il Dio di Welsh blasfemo e antitetico alla divinità, ma non escludo che forse, in un angolo recondito del proprio essere, lo avrebbero riconosciuto per ciò che adoravano. Qualcuno prima o poi dovrà indagare sulle radici teologiche della chemical generation.

 


20 responses to “Interessanti evoluzioni del calvinismo

  • Zolfy

    Mi sembra l’ennesima variante del “Dio a nostra immagine e somiglianza”. E’ un Dio che non ha nulla a che vedere con Gesu’, che a sua volta e’ stato ridotto e depotenziato, da tanto cinema e letteratura, a semplice maestro di spiritualita’. Mi ha fatto venire in mente una battuta del pessimo “Costantine”, che diceva piu’ o meno cosi’: “A Dio non importa nulla di noi, per lui siamo solo formiche”.
    Forse hai ragione a sottolineare il carattere protestante e calvinista di questa concezione teologica che e’ alla base di tanta cultura…

  • LadyMachbet

    Si..viene fatta l’operazione al contrario…invece di tentare di raggiungere l’Assoluto esso viene ridotto in termini meramente umani.
    La mente non si adegua a Dio, ma Dio si adegua alla mente finita dell’uomo.
    Però è simpatico così, dai…
    Meglio del vestito di luce candida, il triangolo in mano e il barbone fluente.

    Poi ovviamente l’Assoluto è un’altra cosa…

  • utente anonimo

    Si’ certo, l’assoluto probabilmente non e’ un vecchio con la barba bianca. Pero’ forse ha le fattezze di un falegname che lavorava nella bottega del padre (adottivo), in uno sperduto villaggio della Galilea, duemila anni fa circa….

    Qualche tempo fa andava una canzone che diceva “What if God was one of us?”. E’ buffo perche’ il cristianesimo vero e’ proprio quello, al di la’ di tante chiacchiere.

  • TheCopywriter

    Se Dio è a nostra immagine e somiglianza, non è una persona con cui mi piacerebbe restare a cena.

    Bellissimo post.

  • ClaudioLXXXI

    In effetti l’immagine divina rappresentata nell’episodio, a parte la caratterizzazione alla Bukowsky, è uno dei due errori eguali e opposti che spesso facciamo al riguardo: o credere che da Dio dipenda TUTTO, o credere non dipenda NULLA.
    O rifugiarci in un attendismo immobilista e negligente, limitandoci alla fede in Dio ma tralasciando le opere (senza le quali la fede è morta), o all’opposto credere che Dio ci abbia lasciati soli a cavarcela nella vita mentre lui fermo e immobile ci guarda dall’alto affannarci quotidianamente.
    Errori eguali ed opposti.

    Qualcuno ha detto, bisogna confidare nei mezzi divini come se non esistessero quelli umani e operare con mezzi umani come se non esistessero quelli divini.
    “Come se”.

  • Zolfy

    Claudio, cosa intendi esattamente per “teologia della chemical generation”?

  • ClaudioLXXXI

    “Chemical generation” è un nome inventato dai critici letterari per identificare quegli scrittori, tra cui appunto Irvine Welsh che ne sarebbe il capostipite, che descrivono ampiamente l’uso di droghe e in generale situazioni di degrado sociale.
    Praticamente, la beat generation più l’uso intensivo della volgarità (ed anche, ahinoi, di scene pornografiche) stile Bukowski.
    Nulla di veramente nuovo sotto il sole, insomma.

  • berlic

    Poveretti, divisi tra un dio sadico e il nulla.

  • Zolfy

    Sto leggendo “Il senso religioso” di Giussani dove si racconta l’episodio di un ragazzo che la madre manda a confessarsi perchè preoccupata dal suo allontanamento dalla religione. Il prete comincia ad esporre tutti i suoi ragionamenti al ragazzo quando, ad un certo punto, questi lo ferma e gli dice “Guardi, lei può raccontarmi tutte queste cose, ma non può negare che la condizione umana sia quella di Capaneo , il gigante incatenato da Dio all’inferno che Dante descrive nella Divina Commedia. Il gigante dice a Dio: Io non posso liberarmi dalle catene che tu mi hai posto, ma tu non puoi impedirmi di bestemmiarti e io ti bestemmio! Questa e’ la vera statura dell’uomo”. Giussani, dopo qualche secondo di smarrimento, ha detto al ragazzo: “Ma non e’ piu’ grande ancora amare l’Infinito?”. La frase ebbe effetto sul giovane, che dopo qualche tempo tornò ad avvicinarsi alla fede (e morì in un incidente stradale qualche mese dopo). E tuttavia, come ha detto un bravo prete delle mie parti nell’omelia di domenica scorsa, l’atto contrario all’ Amore non è l’Odio, che è ancora una forma di amore, anche se impazzito, ma l’Indifferenza. E forse, per un Dio che è amore, è più offensiva l’Indifferenza della bestemmia. Chissà, forse il Dio blasfemo di Walsh in realtà è una dichiarazione d’amore e una richiesta d’aiuto, magari inconsapevole…

  • ClaudioLXXXI

    Poveracci sì.

    L’aneddoto è interessante e mi fa venir voglia di leggere il libro. Quanto a Welsh, mah, il suo Dio sadico è l’evoluzione neanche tanto lontana del Dio calvinista. Una divinità che predetermina fin dall’inizio dei tempi chi sarà eletto e chi sarà dannato, che decide a suo arbitrio assolutamente insindacabile ed a-logico (eh, la disellenizzazione di cui parlava Benedetto XVI) chi vince e chi perde. Boab è un perdente, tutti i protagonisti del film (ed anche di Trainspotting) sono dei perdenti. Una volta perdente, perdente per sempre, non c’è redenzione se non per gli altri che Dio ha eletto vincitori e lo dimostrano con il conto in banca. Sei perdente in questa vita e dannato nell’altra, e non c’è nulla che tu possa fare. Se non, appunto, prendersi la magra vendetta della bestemmia.

    Meglio il Dio ubriacone di Welsh che il Dio determinista di Calvino. Il primo, se non altro, è più simpatico.

  • Zolfy

    Credo che apprezzeresti molto “Il senso religioso” di Giussani. Leggendo i tuoi post ero convinto che l’avessi gia’ letto, i temi sono quelli che stanno a cuore anche a te…

    Riguardo la “chemical generation” e la sua teologia, trovi qualche legame con la “beat generation”? Sembra che il fascino che l’Oriente esercitava su quella cultura sia svanito in favore di un ritorno, anche se terribilmente conflittuale, al Dio personale del cristianesimo.

  • ClaudioLXXXI

    Mah, non mi considero particolarmente esperto nè della beat nè della chemical generation per poter rispondere compiutamente alla tua domanda. Per quel poco che ardisco teorizzare…
    Ho la sensazione che il fascino orientale della beat derivasse dalla ricerca di modelli di saggezza alternativi a quelli offerti dai padri occidentali, contro cui i beat si ribellavano; come dire, meglio l’autorità morale lontana che quella vicina.
    Per quanto riguarda la chemical generation, invece, trovo solo nichilismo allo stato puro. Nè Oriente nè Occidente, solo un tragico vuoto morale da anestetizzare con il sesso ovunque capita e le droghe, per strappare alla vita tutto il godimento che può dare, prima di morire e sprofondare nel nulla.

  • lemiealinere

    Welsh, non lo leggo da molto, ma e’ un grande

  • utente anonimo

    Mi sembra molto superficiale l’accostamento di questo Dio quello dei calvinisti, se non addirittura, al concetto di predestinazione che si trova d’altronde anche in alcuni padri della chiesa. Potresti indicare quali solo le tesi e i testi di Lutero e Zwingli in riguardo a questa visione di Dio?

  • ClaudioLXXXI

    Adesso sono troppo stanco per indicare i testi di Lutero e Zwingli – così a occhio direi il De Servo Arbitrio, che ho letto molto troppo tempo fa – comunque il mio obiettivo polemico per questo post era proprio il concetto calvinista di predestinazione. Ci sono quelli che Dio ha predestinato alla salvezza, fortunati loro, e ci sono i poveri sfigati che sono condannati ab aeterno a essere PERDENTI, in questa vita e dopo: che prospettiva di merda, no? Ci credo che poi ti viene voglia di trincare 24/24 + 7/7 e sbronzarti fino ad ammazzarti i neuroni.
    La dialettica tra predestinazione e libero arbitrio è una costante di tutta la storia cattolica, i padri della Chiesa nelle loro riflessioni si sono mossi in un’oscillazione molto ampia tra l’uno e l’altro dei due poli. Sull’argomento è una lettura interessante “Fiabe d’entropia” di Franco Cordero, anche se il suo metodo è un po’ scorretto – rintrona il lettore con citazioni amplissime ma presenta il pensiero di qualcuno in maniera un po’ monca, per esempio commenta tutto il commentabile di Sant’Agostino tranne la frase-chiave di volta “ama e fai ciò che vuoi”.
    In realtà l’armonizzazione cattolica della volontà divina e della volontà umana è un po’ più profonda e complicata di come la mette Cordero – bravissimo processualpenalista e discreto giallista, per carità, ma come teologo alquanto loffio – sull’argomento mi sono a suo tempo dilungato con il post “Libero arbitrio, prescienza, onnipotenza, tempo, eternità” a cui rinvio per completezza. Buonanotte…

  • cecilia2day

    Mi sono letta il post che suggerisci a proposito di "Libero arbitrio, prescienza, onnipotenza, tempo, eternità", ma la mia domandina la faccio qui, perché più inerente al paragone che fai tra Welsh e calvinismo.

    Ho appena iniziato a leggere "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo" di Weber.
    Ora, posto che il tema è complesso e che lo stesso Weber mette in guardia ripetutamente dallo stabilire correlazioni dirette fra lo spirito protestante e quella che io chiamo idolatria dell'accumulo fine a se stesso (o forse finalizzato alla dimostrazione della propria predestinazione?); ti chiedo, retoricamente: che ne pensi?

    Al di là della più o meno sottile lettura che si può fare dei romanzi di Welsh mi pare che l'ottica, da te descritta, che i suoi personaggi hanno di un Dio cazzone tale e quale a loro ma soprattutto che pretende un risultato non soltanto tangibile ma anche mondano, di successo materiale e molto… umano, calzi alla perfezione con le mie – assai relative ed acerbe – impressioni sul protestantesimo in generale.
    Fa particolarmente specie notare quel titolo, che mi premurerò di leggere a breve: De servo arbitrio. Significativo, ma quanto?

  • ClaudioLXXXI

    Ciao Cecilia, del libro di Weber non posso dir niente perchè non l'ho letto. So che spesso è citato, a proposito o a sproposito, come la "dimostrazione" della tesi che l'Italia è arretrata perchè non ha avuto la riforma protestante; sospetto però che sia una baggianata (la tesi, se non la citazione di Weber a sostegno della tesi). Magari fammi sapere.

  • ago86

    Infatti la tesi di Weber è ormai superata dagli studi di svariati sociologi, tra cui Rodney Stark. Il rinascimento. che rese ricchissima l'Italia, avvenne prima della riforma protestante.

  • cecilia2day

    Notizia interessante, ma confermo che se è citato in tal senso lo è a sproposito – è Weber stesso a sconfessare una possibile lettura di questo tipo, e per altro non vuole giustificare un assetto economico con una particolare forma religiosa ma 'soltanto' mostrare alcuni nessi fra le due.
    Ora che l'ho terminato devo dire che rimane comunque utile per chi, senza nozioni nè aggiornate nè approfondite di economia, vuole annusare una parte della mentalità protestante in generale. Ma non porta molto lontano, nonostante l'ampiezza delle tesi che contiene.

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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