Non dire gatto se non l’hai nel sacco

Non dire gatto se non l’hai nel sacco

 

 

Come ogni buon democristiano, quella sera il ministro ha fiutato. Ha capito subito che Berlusconi era un gatto che si agitava, ma era un gatto morto. E ha agito di conseguenza.

 

Non è mica tanto leggera, l’ipotesi di complotto a firma Cremagnani&Deaglio. Ci vanno di mezzo tutti, belli e brutti, da Pisanu a Berlusconi passando per un centrosinistra inerte che sapeva e non sapeva…

 

(continua a leggere sull’Esagono)

 


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