Harry Potter’s Coming End

Harry Potter’s Coming End

 

Ho aspettato questo momento per anni, e ora finalmente ci siamo quasi: tra una settimana uscirà in tutto il mondo il settimo e ultimo libro di Harry Potter. In Italia bisognerà aspettare fino alla fine dell’anno per la traduzione, ma a me che importa, io il libro me lo leggo in originale.

Tempo addietro ho dedicato un post a Harry Potter, con un’analisi spero non superficiale sui motivi per cui i libri di J.K. Rowling sono tutt’altro che immorali: non specificamente cristiani, certo, ma sicuramente ben lungi dall’essere anticristiani, in definitiva ottimi libri di formazione e altamente raccomandabili ai giovani e meno giovani. Sulla base di quell’analisi, avevo elucubrato una serie di teorie sul significato degli eventi del sesto libro (Harry Potter and the Half-Blood Prince, sciaguratamente tradotto in italiano come Harry Potter e il Principe Mezzosangue) e di ipotesi su quel che leggeremo nel settimo.

Ripropongo ora quelle teorie qui, adeguatamente coperte per evitare spoiler; tra una settimana verificheremo se e quanto avevo ragione…

 

 

Bene: se state leggendo qui, vuol dire che sapete già tutto. Sapete che Silente è morto, ucciso da Piton che è l’HalfBlood Prince (mi rifiuto di chiamarlo mezzosangue). Sapete che bisogna trovare e distruggere i cinque residui Horcruxes, prima di poter avere anche solo la speranza di sconfiggere definitivamente Voldemort.

Ma siete proprio sicuri di aver capito il vero significato di questi eventi? Naturalmente nessuno può esserlo, neppure il sottoscritto, che però ha qualche teoria interessante…

 

Il sacrificio di Silente. Certo, proprio così: sacrificio. Che Piton uccidesse Silente era stato concordato tra i due, pur con estrema riluttanza del primo (come attesta il colloquio origliato da Hagrid). L’implorazione finale da parte di Silente non significa “per favore, non uccidermi”, ma proprio il contrario. Era utile che Piton uccidesse Silente per molteplici motivi:

1) Salvare Draco, evitando che fosse lui stesso a uccidere il preside e diventasse un assassino.

2) Se Draco non fosse riuscito a uccidere Silente, Piton sarebbe morto per essere venuto meno al Voto Infrangibile, che non aveva potuto evitare di fare per i sospetti di Bellatrix Black. Ed è di importanza capitale che ciò non avvenga, perché (Silente lo prevedeva) Piton avrà un ruolo essenziale alla fine della storia.

3) Avendo ucciso Silente, Piton ha migliorato la sua posizione agli occhi di Voldemort, il quale non ha mai potuto avere piena fiducia in un grande Occlumante di cui non poteva leggere completamente la mente. Piton è così gelido, così misurato, così abile a compartimentalizzare la propria mente, rendendo palese solo ciò che vuole sia palese.

4) Dare il “buon esempio” a Harry? Perché potrebbe esserci bisogno di un suo sacrificio finale…

Era altresì necessario che questo accordo tra i due restasse assolutamente segreto: sia perché difficilmente gli altri membri dell’Ordine della Fenice avrebbero accettato una cosa del genere (lo stesso Piton è riluttante, sebbene ne vada della sua propria vita); sia perché, se ne fossero stati a conoscenza coloro che non sono Occlumanti bravi come Silente o Piton (soprattutto Harry, che assolutamente non riesce a nascondere i propri pensieri al prossimo), Voldemort avrebbe potuto scoprire tutto.

 

Da che parte sta Piton? Assumendo che l’omicidio di Silente sia stato un sacrificio necessario, ne viene che Piton è (nonostante tutti i suoi difetti ) dalla parte dei buoni. Ha portato avanti un triplo gioco: sta con Silente, ma finge di stare con Voldemort, per il quale finge di stare con Silente. Ma che cosa lo ha spinto a tanto? La risposta è l’amore.

Piton era innamorato di Lily Evans, la mamma di Harry.

Consideriamo il dialogo del penultimo capitolo tra i membri dell’Ordine della Fenice: esterrefatti per quello che a loro sembra un gravissimo tradimento di Piton, ricordano come Silente avesse sempre detto di avere un buon motivo per fidarsi di lui. Harry svela che questo buon motivo era, a detta di Silente, il pentimento di Piton per aver riferito a Voldemort la profezia della Cooman, il dispiacere di aver causato la morte di James e Lily Potter. Incredulità generale, perché tutti sanno quanto Piton odiasse James. Harry, che ricorda quando lo aveva sentito ragazzino insultare sua madre, presume che Piton nutrisse per lei gli stessi sentimenti. E se sbagliasse? Forse Piton all’epoca era già innamorato di Lily (e al tempo stesso vergognoso dei suoi sentimenti contrastanti con la sua “ideologia”, donde quell’insulto verbale), oppure è accaduto in seguito. Tutto tornerebbe: il pentimento di Piton, il suo odio per Harry (lo guarda e vede il frutto dell’unione tra l’uomo che odiava e la donna che amava), forse perfino il fatto che Voldemort aveva inizialmente offerto a Lily la salvezza (che non volesse alienarsi la fedeltà di Piton, del quale conosceva i sentimenti?), la comprensibile riluttanza di Silente a svelare ad Harry questo delicato particolare.

 

L’umanizzazione di Voldemort. Sia lode a J.K. Rowling per aver creato delle persone vere, non le solite caricature stilizzate monodimensionali che altri scrittori fantasy ammanniscono ai propri lettori. Nel mondo di Harry Potter non c’è nessun manicheismo semplicistico, nessuno è perfettamente buono o perfettamente cattivo (altra convergenza con una sana visione cristiana della vita). Questo non vuol dire che il bene e male siano ambiguamente confusi: il bene è bene ed il male è male, ma essi sono mischiati e avviluppati nell’animo umano nelle proporzioni più complesse, come dimostra la caratterizzazione di Piton assolutamente esemplare.

Ma particolarmente significativo al riguardo è l’approfondimento nel sesto libro del personaggio di Voldemort. Le “lezioni private” con Silente, che Hermione ipotizzava fossero insegnamenti magici di incantesimi avanzati, sono in realtà (perché il potere più grande non è la magia) una comprensione della storia del giovane Tom Riddle e della sua famiglia, che finalmente conosciamo nei dettagli. Voldemort risulta così molto più umano e comprensibile: da bambino non è mai stato amato da coloro da cui avrebbe dovuto ricevere amore. Suo padre l’ha abbandonato, sua madre è morta poco dopo averlo dato alla luce. E così Tom Riddle è diventato Lord Voldemort, un uomo incapace di affetto, che disprezza e non capisce un sentimento potente come l’amore. Non avendone mai fatta esperienza, come dice più volte Silente, non lo comprende e tende a giudicare tutti gli altri come lui, non considerando l’amore e ipotizzando che tutti siano mossi dal medesimo puro egoismo che muove lui. Il breve scambio di battute che ha con Silente nel Ministero della Magia, verso alla fine del quinto libro, è assolutamente esplicativo in tal senso; come lo è nel sesto volume il capitolo della caverna nascosta, in cui dalla natura delle precauzioni da lui prese (il tributo di sangue, la pozione velenosa) si capisce molto dei suoi meccanismi mentali: si capisce come Voldemort trascura l’ipotesi che qualcuno possa sacrificare sé stesso per un bene più grande.

 

L’ultimo Horcrux. Quali sono, dunque, i sette frammenti dell’anima di Voldemort? Ricapitoliamo:

1) Il primo è quello che Voldemort non ha depositato in alcun Horcrux: quello che era stato costretto a vagare dopo essere stato colpito dalla sua stessa Avada Kedavra, che aveva posseduto il professor Raptor, e che poi ha ottenuto di nuovo un corpo nel cimitero di Little Hangleton.

2) Il secondo era contenuto nel diario di Tom Riddle, ed Harry lo ha distrutto nel secondo libro. Se Tom fosse riuscito nel suo intento, sarebbe diventato un “altro” Voldemort? Oppure avrebbe potuto riunirsi al primo frammento? Impossibile saperlo, e forse inutile chiederselo.

3) Il terzo era contenuto nell’anello dei Gaunt, e sappiamo che Silente lo ha rintracciato e distrutto, conservando però l’anello in sé per un certo periodo di tempo.

4) Il quarto è probabilmente la coppa di Elga Tassorosso (Helga Hufflepuffle), che il giovane Tom Riddle rubò alla vecchia signora di lui infatuata, assieme al medaglione di Serpeverde.

5) Il quinto è sicuramente il medaglione stesso. Sappiamo che quello recuperato da Harry e Silente è solo un falso, e che in passato un certo R.A.B. ha trovato e forse distrutto il medaglione vero. Chi è R.A.B.? C’è un’ipotesi plausibile: Regulus Black, fratello di Sirius, che aveva uno zio di nome Alphard del quale avrebbe potuto ereditare il nome. Regulus Alphard Black, Mangiamorte pentito che ha potuto scoprire in qualche modo il segreto degli Horcruxes. Nel sesto capitolo del quinto libro, quando i ragazzi procedono all’epurazione della casa di Grimmauld Place togliendo tutti i ricordi di famiglia, trovano in una vetrina un medaglione che non riescono ad aprire. Se R.A.B. era Regulus, potrebbe essere quel medaglione… Non si dice che fine faccia l’oggetto, probabilmente buttato come gli altri, a meno che Kreacher non lo abbia fraudolentemente salvato (nel qual caso Harry, essendo il suo padrone, non avrebbe problemi a recuperarlo) o Mundungus non lo abbia rubato per rivenderlo a qualcuno (ed allora bisognerebbe farlo uscire da Azkaban)… C’è però un problema per i lettori italiani. Il testo originale diceva “heavy locket”, che significa appunto “pesante medaglione”. Locket non ha altri significati: accade tuttavia che nella versione italiana abbiano tradotto “pesante lucchetto!”

6) Il sesto è probabilmente Nagini, il serpente di Voldemort. Questa è una teoria di Silente, secondo il quale Voldemort avrebbe reso il rettile un Horcrux.

7) Il settimo e ultimo frammento. Dov’è? Qual è l’Horcrux che lo contiene? Se si rilegge il secondo libro, in cui ci sono molte “anticipazioni” del sesto (il diario, l’Armadio Svanitore, la Mano della Gloria, la collana di opali), si trova un potente indizio. Nel dialogo finale, Silente spiega ad Harry che ci sono alcune caratteristiche in comune tra lui e Voldemort (per esempio la rettilofonia) perché il suo nemico gli ha trasmesso alcuni suoi poteri. Harry chiede trasecolato: “Voldemort ha messo un pezzettino di sé dentro di me?” e Silente risponde “Si direbbe proprio di sì”. A questo punto possiamo ipotizzare che Harry stesso sia l’ultimo Horcrux!

Ripercorriamo gli eventi della sera in cui i genitori di Harry morirono: Silente ha ipotizzato che Voldemort volesse creare un Horcrux per celebrare l’omicidio del bambino che avrebbe in futuro potuto sconfiggerlo, un altro dei suoi trofei. Avrebbe dovuto uccidere Harry e trasferire così il settimo frammento della propria anima su di un certo oggetto (quale? qualcuno ipotizza che i Potter, che abitavano a Godric’s Hollow, avessero un cimelio di Godric Grifondoro). Ma formuliamo ora questa ipotesi: Lily si interpose sacrificandosi e dunque fu lei a morire, mentre il frammento d’anima di Voldemort fu inserito dentro Harry stesso, provocandogli la ben nota cicatrice. Questo potrebbe essere in relazione con il fallimento di Voldemort nell’uccidere Harry (si può distruggere un proprio Horcrux?). In questo modo si spiegano anche i sogni di Harry, in cui lui è Voldemort oppure il serpente: hanno frammenti della medesima anima.

Se questa ipotesi è corretta, sicuramente Silente lo ha capito e non ha comprensibilmente voluto dirlo ad Harry (col quale si è peraltro soffermato sulla possibilità che un essere vivente sia un Horcrux, forse perché voleva che ci arrivasse da solo). Perché questo pone un problema molto serio: Harry dovrà morire? La cosa non è da escludersi. Sappiamo che la profezia dice “neither can live while the other survives”, cioè che nessuno dei due può vivere se l’altro sopravvive; ma ciò non esclude che muoiano entrambi.

Non ci è dato sapere se esiste un modo per eliminare da un essere vivente la maledizione Horcrux senza ucciderlo. In effetti Silente aveva l’anello dei Gaunt, il che vuol dire che distruggere un Horcrux non significa necessariamente polverizzare l’oggetto in questione. È forse possibile che Harry trovi un modo per estirpare da sé la parte di anima di Voldemort, senza morire egli medesimo. Ma se questo modo esistesse, Silente non avrebbe proceduto per tempo all’operazione? E se fosse necessario ed ineluttabile che Harry si sacrifichi? Mi rendo conto che una conclusione del genere sarebbe indigesta e difficilmente accettabile dai bambini di tutto il mondo, nondimeno sono altamente convinto che sarebbe perfettamente coerente con il leitmotiv principale della serie, e cioè il sacrificio personale. Il sacrificio di Lily Potter, di James Potter, di Sirius Black, di Albus Silente, perfino di Piton (che ha rinunciato alla carriera, al rispetto dei suoi colleghi, e – se per eliminare Voldemort sarà costretto a infrangere il Voto Infrangibile – dovrà rinunciare anche alla vita), e non sappiamo di chi altro. Sacrificio di sé per amore, qualcosa che il male non può e non potrà mai capire.

Quando rifletto su tutto questo, non posso non pensare a quella ben nota frase sul chicco di grano che morendo produce molto frutto (Gv 12:24). Perciò state attenti, prima di dire che Harry Potter è anticristiano. C’è molto di più e molto di meglio di quanto appaia ad una lettura superficiale.

 

 

 

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31 responses to “Harry Potter’s Coming End

  • utente anonimo

    Io credo che un mondo in attesa dell’ultimo Potter sia un pò vuoto di senso. 😀

    Oh, li ho letti tutti due volte, ho visto tutti i film, ma più per dovere civico che per desiderio, non posso farci niente. 😀

    Buona lettura in ogni caso. 😉

  • utente anonimo

    ps: nicco ;D

  • berlic

    *Spoilers here*

    Come già ti scrissi a suo tempo, sono abbastanza d’accordo con le tue ipotesi. A cui ne aggiungo una: come conseguenza della tua ipotesi sul settimo horcrux, forse Harry non è il solo che sia sopravvissuto alla maledizione assassina, per il semplice motivo che non è stata mai lanciata su di lui…e il link tra Harry e Lily e V è stata la causa della sua caduta, appunto perchè non conosceva quella forza misteriosa che non può avere niente a che fare con la morte…
    Ma sapremo presto.

  • nihilalieno

    Avevo già letto. Concordo su tutto. MA mi fa troppa rabbia che IO devo aspettare Natale! Grrrrr…

  • alessandroX

    …spero di riuscire a prenderlo sabato

  • Swann77

    Caro Claudio,
    come ben sapevi, questo è davvero un tema sul quale possiamo trovarci d’accordo. Mi affasciano molto le tue teorie. Alcune di loro me le ero fatte anche io, eppure sono convinto che la Rowling riuscirà, come spesso è accaduto in passato, a mischiare di nuovo le carte e soprenderci.
    Anche io, assai più modestamente, ho dedicato un post sul blog in cui scrivo ad Harry Potter ed al significato che vi leggo. Non è in disaccordo col tuo, almeno sul fatto che nulla di realmente anticristiano può leggervisi.

  • utente anonimo

    Anche io e Anto attendiamo sabato mattina, col libro già prenotato (regalo suo di compleanno) alla Libreria per eccellenza di Muenchen…poi si tratta di vedere come leggerlo, insieme, uno prima l’altro dopo, misto…
    Sulle ipotesi, sono sempre stato d’accordo su Piton (anche se adesso, rileggendo il sesto proprio in volata, qualche dubbio…), sugli Horcrux non mi sono sfasciato la testa e sul fatto che Harry muoia…beh, a naso direi di no, ne ha fatti già fuori troppi.
    Per nihilialieno: se vuoi, ti facciamo sapere prima…:)) magari organizziamo una traduzione a pezzi, e ti spediamo il tutto…
    A domenica, Pietro

  • gjiada

    Hai mai letto le “Nebbie di Avalon” della Bradley?

  • berlic

    Sono oltre metà. Il migliore HP di sempre.
    E’ riuscita a stupirmi ancora una volta.
    Claudio, se stai leggendo…nota la formula del matrimonio e la scritta sulla lapide, che è S.Paolo.
    E non dico nient’altro se no mi lapidano.

  • TheCopywriter

    cmq quando io ho detto che Harry è Arthur…non si può estirpare la cristianità dall’inconscio dell’europa, perchè la crisitianità è installata sul paganesimo e quindi i due sono resi inscindibili.

  • berlic

    Finito. Conservo il mio giudizio. E forse ormai anche Claudio saprà quanta parte delle sue previsioni erano azzeccate….

  • ClaudioLXXXI

    Finito. Bellissimo. A caldo dico che è il migliore dei sette, ma per un giudizio meditato dovrei rileggerli tutti e sette di seguito (cosa che conto di fare quest’estate).

    Berlic, anche la citazione iniziale ha un sapore paolino:
    “Death is but crossing the world, as friends do the seas; they live in one another still. For they must needs be present, that love and live in that which is omnipresent. In this divine glass they see face to face; and their converse is free, as well as pure. This is the comfort of friends, that though they may be said to die, yet their friendship and society are, in the best sense, ever present, because immortal”.

    Ulteriori commenti in seguito, passata l’euforia.

  • berlic

    Ho postato:
    http://berlicche.splinder.com/post/13212596
    Poi mi dici cosa ne pensi del simbolo, che non penso assolutamente possa essere casuale…
    Non vedo l’ora di potere fare un post di paragone tra il tema del sacrificio in Tolkien, Lewis e Rowling.

  • farfintadiesseresani

    Applausi. Mi levo il cappello.

  • AnnaV

    Ciao Claudio, passo dal tuo blog e leggo questo post “oscurato”. Meglio: cancellaro con il nero. Come mai?
    Mi sono persa qualcosa?

  • utente anonimo

    Ho letto il tuo vecchio post apologetico e mi verrebbe da fare due considerazioni. Prima di tutto mi sembra che sei tu che dai una visione un po troppo inquisitoriale del Papa. Questo perché, non so con quale prova, affermi che il Card. Ratzinger non avrebbe letto il romanzo della Rowling, pronunciando una sentenza così, a naso, dando appunto così al Papa un carattere da inquisitore (e da ignorante) che non ha mai avuto. Io penso, al contrario, che se uno spirito fine come Ratzinger si è preso la briga di pronunciarsi in maniera così netta contro questo romanzo, allora qualcosa c’è…

    Poi ti fidi ciecamente di Introvigne, persona sulla quale da ogni parte si sollevano dubbi per i suoi rapporti controversi con le sette, e che quindi è uno dei meno indicati a fare critiche sull’argomento (inoltre anche lui ha un’apologia piuttosto poco motivata).

    Poi estrapoli da Harry Potter degli insegnamenti morali che, permettimi, sono cercati con la lente di ingrandimento, sottovalutando le considerazioni che coinvolgono in maniera ben più pesante il romanzo

    http://christusveritas.altervista.org/harry_potter.htm
    http://christusveritas.altervista.org/harry_potter_quali_pericoli.htm

    Infine tu diresti che basta poco a smontare i manifesti Wicca, dai quali diversi giovani vengono attratti proprio dopo aver letto la saga del maghetto: altro errore. Chi ti dice che un bambino o un adolescente possa avere il tuo stesso atteggiamento critico verso certe realtà?

    Insomma, in definitiva a me dispiace che, in questa occasione, da parte di alcuni cattolici pure non progressisti ci sia stato questo pesante snobismo nei confronti non solo del card. Ratzinger, ma anche dei motivi difficilmente confutabili sulla dubbiezza del valore morale della saga. E questo pare solo per gustare un romanzo; e di romanzi se ne trovano diversi in giro, rendendo la questione in una certa maniera simile alla mela di Eva…

    Spero che, da cattolici, ci rendiamo conto che il trucco del “tanto è innocuo” è quello che fa più stragi di anime. E che sappiamo vagliare con il discernimento che Dio ci dona soprattutto quello che va in pasto ai nostri figli.

  • ClaudioLXXXI

    #14
    Grazie mille… non esageriamo!

    #15
    Cara Anna, se ti sei persa i libri di Harry Potter, allora ti sei persa qualcosa di eccezionale! Ti consiglio di rimediare prima possibile!

    #16
    Gentile viandante, ogni critica costruttiva è ben accetta. Vediamo un po’.

    Non ho particolari prove per presumere che Ratzinger non avesse all’epoca letto i libri, salva un’impressione: queste critiche cattoliche a HP sono così superficiali, così approssimative, che mi sorprenderebbe proprio se uno “spirito fine” come Ratzinger le avallasse avendo letto in prima persona e con la sua consueta attenzione tutti i libri della serie. Specialmente ques’ultimo.
    Con ciò, non posso naturalmente a priori escludere che tuttora Benedetto XVI condivida quelle critiche. Ebbene, se così fosse, pazienza: mi troverei a dover dissentire, rispettosamente ma lecitamente, dalle idee espresse da un Pastore su di un argomento che non è compreso nel Magistero. Può succedere, sai?
    Poi non è che mi fidi ciecamente di Introvigne, è che semplicemente trovo convincente quello che dice sull’argomento (quando scrive di politica lo trovo meno convincente). Anzi, già che ci sono, consiglio pure la lettura di altri suoi articoli:
    http://www.cesnur.org/2007/mi_07_20.htm
    http://www.cesnur.org/2007/mi_07_21.htm
    http://www.cesnur.org/2007/mi_07_25.htm

    E veniamo alle critiche contenute negli articoli da te linkati. Mi dispiace, ma questi “motivi difficilmente confutabili sulla dubbiezza del valore morale della saga” a me sembrano confutabilissimi.
    In effetti il secondo di quegli articoli, “quali pericoli?”, mi era già noto perché lo avevo a suo tempo linkato nel mio post apologetico come altra campana (a proposito, la “Tradizione Cattolica” non è cattolica, perché i lefebvriani sono scismatici: tanto per precisare).
    Quanto al primo, quello scritto da Michael O’Brien, ebbene non posso che confermare il mio giudizio: è un articolo superficiale e approssimativo. Ad esempio, c’è scritto che
    Agli studenti, sia streghe che maghi, a Hogwarts si insegna come usare le bacchette magiche per fare incantesimi e malocchi, per alterare l’ambiente, per punire dei piccoli avversari e per difendersi contro i nemici più sinistri. Nelle lezioni di trasfigurazione imparano a cambiare gli oggetti e le persone in altri tipi di creature – spesso contro la loro volontà”.
    Questo è falso. Il malocchio è un esempio di Arte Oscura, e non è mai insegnato agli studenti di Hogwarts, ai quali anzi è insegnato come difendersi dalle arti oscure. Usare la magia per fare del male agli altri è una violazione disciplinare a Hogwarts (solo nel secondo libro, nella generale preoccupazione per la faccenda dell’Erede di Serpeverde, i ragazzi si iscrivono al Club dei Duellanti – sempre e comunque sotto la sorveglianza degli insegnanti). In particolare non è mai permesso trasfigurare le altre persone, men che meno contro la loro volontà (il professor Moody nel quarto libro trasfigura uno studente in un furetto, e viene aspramente redarguito dalla vicepreside).

    Peggio di tutto, l’articolo dice che Harry Potter ha un contenuto gnostico. E perché?
    Nella serie Harry Potter, per esempio, Harry resiste e alla fine sconfigge Voldemort con gli stessi poteri usati dal Signore delle Tenebre. Harry è il contrario di Frodo. La Rowling dipinge la sua vittoria sul male come il frutto della conoscenza e della potenza esoterica. Questo è gnosticismo.
    Nossignore, questa è la dimostrazione che O’Brien non ha capito un cavolo di HP. Harry non vince MAI perché usa gli stessi poteri di Voldemort ma piuttosto perché fa le giuste scelte morali, è aiutato dalle persone che gli vogliono bene ed è disposto a sacrificarsi. Fin dal primo libro Silente insegna ad Harry che “sono le scelte che facciamo a renderci ciò che siamo”. La profezia del quinto libro su Harry e Voldemort dice espressamente che Harry avrà un potere che l’altro non ha, e questo potere è saper amare, ma quali conoscenze gnostiche del cavolo.
    E nel settimo libro, beh, non voglio spoilerare, ma dico solo che affiorano alcuni temi e argomenti esplicitamente cristiani. E chi vuole saperne di più, se lo legga.

    Conclusione: so quello che scrivo, e so usare il discernimento che Dio mi ha donato, e so che Dio ci dice di vagliare ogni cosa e trattenere il valore. Mi si può obiettare che bambini e adolescenti non hanno il mio stesso atteggiamento critico: bene, e allora insegniamoglielo ‘sto benedetto senso critico, invece di pensare che basti comandare “non leggere” e “non guardare” per tenere le pecorelle al sicuro nell’ovile.

  • berlic

    Solo un paio di precisazioni, di cui ho già fatto cenno nel mio blog.
    Primo, gli articoli di cui si fa cenno risalgono a quando si conoscevano solo i primi quattro capitoli. E’ dal 5 in poi che le cose si definiscono meglio.
    Secondo, per capire meglio O’Brien sarebbe opportuno leggere il suo romanzo “Il Nemico”, che ho appena terminato. Lo scrittore irlandese è, non del tutto a torto, preoccupato che attraverso l’apparentemente innocua fantasy venga messa in atto una sottile manipolazione mentale, che spinga ad accettare e persino a far piacere certe cose che la Chiesa ha sempre indicato come male. Ora, io di fantasy ne ho letta parecchia (eufemismo) ed assicuro che dentro a volte c’è, consapevole o no, qualcosa di oscuro. Ma so anche che Dio permette l’oscurità perchè la luce ci stupisca. Sono giorni che sto pensando come quest’ultimo libro potrebbe essere usato per travisare il messaggio cristiano, o per condurre all’oscurità. Non ci sono ancora riuscito, non so se per cecità mia o perchè effettivamente sia qualcosa di diverso. Le obiezioni fatte negli articoli, alla luce dell’ultimo libro, non stanno assolutamente in piedi.
    E non vedo l’ora di spiegare perchè…

  • ClaudioLXXXI

    preoccupato che attraverso l’apparentemente innocua fantasy venga messa in atto una sottile manipolazione mentale, che spinga ad accettare e persino a far piacere certe cose che la Chiesa ha sempre indicato come male

    A parziale merito di O’Brien, va riconosciuto che nel suo articolo lui indica la giusta soluzione al problema (solo che poi non l’applica ad HP): il concetto tolkieniano di sub-creazione.
    Io so (e tutti i bambini dovrebbero sapere) che nella realtà, nel “primo livello di creazione”, nel mondo creato da Dio, la magia è sempre sbagliata perché significa alterare le leggi di natura e usurpare il potere divino di fare miracoli. Il mago pretende di fare da sé quel che invece il fedele chiede a Dio.
    Le cose però stanno diversamente per il fiction-world, il “secondo livello di creazione”, il mondo immaginario creato da una creatura di Dio. Nel concetto di sub-creazione di Tolkien, inventare storie è un atto teologico: l’essere umano, essendo fatto a immagine e somiglianza di Dio creatore, ha la capacità (che gli animali non hanno) di creare a sua volta e “su scala”.
    Il punto è che questo mondo sub-creato, in quanto e nei limiti in cui è diverso dal mondo reale, può avere alcune regole diverse da quello reale. Se io invento un mondo politeista, dotato di un pantheon di molteplici divinità, allora quel mondo immaginario ha alcune regole diverse dal nostro mondo reale dove Dio è uno solo. Eppure, anche in quel mondo ci saranno comunque delle regole uguali al nostro, perché tali regole sono necessarie alla struttura stessa di ogni mondo e non possono essere cambiate a piacere dal creatore (qui si dovrebbe parlare anche della differenza tra dio-arbitrio e dio-logos, ma forse non è il caso di complicare troppo le cose).

    Ebbene: il mondo di HP è un mondo molto simile al nostro, con la principale differenza che lì la magia è moralmente neutra, salvo che poi può essere usata per scopi buoni o cattivi. Inoltre JKR non ci dice se nel mondo di HP Dio esiste, anche se sappiamo per certo che ci sono l’anima e la vita eterna (e forse di Dio si parla per allusione: King’s Cross…).
    Ma per il resto, per quanto riguarda le altre regole, è tutto come qui: c’è il Bene contro il Male, ed è una battaglia che si gioca innanzitutto nelle scelte che facciamo ogni giorno, e nessun personaggio è manicheisticamente dipinto come completamente buono o cattivo (una delle cose che ho apprezzato di più di HP7 è l’approfondimento del personaggio di Dumbledore); c’è l’importanza della famiglia, il valore del sacrificio, perfino il significato redentivo della sofferenza.
    E se qualcuno mi dice che dovremmo perdere tutte queste buone lezioni, semplicemente perché siamo troppo pigri o troppo incompetenti per spiegare ai bambini la differenza tra realtà e fantasia, per spiegare che in quel mondo la magia è divertente ma in questo mondo è pericolosa, ebbene: ma andatevi a mangiare un Boccino.

  • utente anonimo

    Caro Claudio,
    rispondo alla tua prima replica, che sembra contenere il succo delle tue obiezioni alle mie critiche.

    Innanzitutto premetto che non era mia intenzione aggredire nessuno. So bene che si tratta di un argomento che sta al di fuori dell’infallibilità, ed è per questo che pongo obiezioni basandomi su quello che logicamente so e deduco, e non su qualche dogma che non c’è.
    Devo anzi rilevare una tua giusta osservazione: se si può ritenere Introvigne poco affidabile su certi temi, la stessa cosa si può fare certamente con i Lefebrviani, che vedono un po il diavolo dappertutto.
    In questo caso comunque, in diversi punti, la critica mi sembra ragionata.

    Ora, il fatto strano è che si sia scatenata tutta questa bagarre verso HP, e non verso le Cronache di Narnia o il Signore degli Anelli. Eppure tutte le cose da te elencate: valori cristiani, sacrificio, redenzione… sono presenti e anche bene negli ultimi due, insieme alla magia. Ma i cristiani in questi casi sono stati ben lungi dal sollevarsi in tal modo…
    Significa che la magia è stata percepita in diversa maniera stavolta, rispetto a un qualcosa di innocuo e moralmente neutro. Perché?

    Poi tu dici, rispondendo alla prima citazione, che si distingue l’arte buona dall’arte Oscura. E’ ovvio che per far passare Potter come buono, bisogna chiamare buona la magia che usa… ma ciò non nega in sé le varie accuse negli articoli: il libro (e il film, a quanto ho visto) hanno sempre una componente fortemente esoterica. Che poi la si definisca “buona” (almeno implicitamente) non cambia la sostanza.
    Inoltre, in altre accuse di O’Brien si parla di una certa cattiveria e vendicatività del protagonista, a dispetto dello spirito di sacrificio e della bontà morale di cui mi parli tu.
    E’ certo, comunque, che la Rowling il suo personaggio l’ha voluto far apparire buono. E che ci è riuscita. E forse è proprio questa la cosa peggiore.

    In ogni caso, le tue repliche sono non banali, e nulla vieta che tu, come altri a favore della saga, possiate avere (totalmente o in parte) ragione. Ma da quello che so mi pare poco probabile.

    Intanto ricordiamoci che si tratta di un romanzo. Non contiene insegnamenti irrinunciabili. E grazie a Dio, non manchiamo di altri capolavori.

    Buona serata a tutti

    Lorenzo

  • berlic

    Lorenzo, mi sembra che non abbia letto HP (ed è così, se non ricordo male)…perchè ci sono diverse imprecisioni in quanto dici.
    1-La Rowling NON cerca di far passare per buono. Mi sembra che tu abbia in questo caso un concetto assai moralistico del buono, cioè “comportarsi bene”. Harry non è buono perchè è intrisecamente buono, un “bravo ragazzo”, ma perchè sceglie di fare il bene, anche a costo del sacrificio. Ha anche lui momenti di scazzo, perchè è un personaggio 3D e non un’iconcina. E questo è esattamente quanto la Chiesa dice, richiamando il peccato originale. Persino Dumbledore, che nei primi sei libri era un’icona del bene, nel 7 si scopre essere anche lui solo un uomo (Claudio, non ti ricorda Lancilotto-Parsifal?). Nella tua definizione, dovremmo buttare via i Vangeli perchè i discepoli vogliono invocare il fuoco dal cielo su un villaggio o Pietro taglia l’orecchio al servo del sacerdote.
    2-NON C’E’ ESOTERISMO. L’ho già rimarcato a suo tempo in un post di esattamente due anni fa, http://berlicche.splinder.com/post/5415462/L'ultima+magia: nel mondo di HP la magia è uno strumento, come nel nostro la tecnica, senza nessuna connotazione esoterica. Tanto è vero che la fortuna della serie è anche dovuta al fatto che fa vedere che ci si possa annoiare a studiare la magia a scuola!

    3-Quest’ultimo libro si pone decisamente nel solco di Narnia e Tolkien. Dici che quelli a loro tempo non avevano suscitato polemiche? Sbagli di grosso. Anche di più furiose. Ma non è un caso che tutti i cattolici che conosco che hanno letto HP7 ne siano entusiasti (Claudio, King’s Cross mi era sfuggito! Grande!)

    In conclusione, prima di giudicare un libro o una persona forse sarebbe meglio conoscerla bene.

  • berlic

    Correzione al “non c’è esoterismo”: gli Hallows forse potrebbero rientrare in questa categoria. E proprio il loro ruolo può dire che cosa ne pensa alla fine la Rowling…

  • berlic

    Harry Potter e i Doni della Morte[..] E’ tremendo avere qualcosa che ti brucia dentro e non poterne parlare con nessuno. Certo, è già molto meglio di un paio di giorni fa. Fino a ieri dovevo evitare giornali, telegiornali, forum, siti particolari. Oggi posso guardarli liberam [..]

  • giorgetto2rock

    sono assolutamente daccordo con te, Claudio.
    fino ad ora avevo pensato che il Dio della saga fosse Dumbledore, e il fatto di farlo morire in qualche modo poteva anche fare parte della storia.
    ma dopo quest’ultimo, meraviglioso libro, sono convinto che King’s Cross sia davvero il momento fondamentale per tanti spunti….
    però senza il tuo suggerimento non ci avrei pensato.

  • ClaudioLXXXI

    #22

    Per quanto riguarda gli Hallows,

    ***SPOILERS HERE***

    questi misteriosi “doni della morte”, in effetti, possono ben fungere da metafora della conoscenza esoterica, occulta (la descrizione dei “cercatori” fatta da Xenophilius ricorda molto quella degli adepti a un qualche culto): un segreto la cui conoscenza garantisce il potere, a patto ovviamente che per tutti gli altri il segreto rimanga tale. Insomma, una roba gnostica.
    Ebbene, uno dei fili conduttori del libro è la tentazione di Harry di
    trascurare la ricerca degli Horcrux, il compito faticoso che gli ha assegnato Silente, per mettersi piuttosto a cercare gli Hallows e usarli per distruggere Voldemort. Lo stesso sbaglio che Silente aveva fatto da giovane: la tentazione di usare un potere proibito, foss’anche pure a fin di bene.
    E cosa fa alla fine Harry? Rinuncia a quel potere. Chi mette assieme i tre Horcrux diventa “padrone della morte”, imbattibile, virtualmente onnipotente. Harry rinuncia a questa possibilità: non farà uso della Elder Wand, e non tornerà mai nella Foresta a prendere la Resurrection Stone. Potrebbe farlo, ma non lo fa.
    Se questa non è una morale profondamente anti-gnostica ed anti-esoterica…

  • ClaudioLXXXI

    Ancora una cosa. Harry Potter non è una storia cristiana, perchè non c’è Cristo, ma è pieno di solidi valori di morale naturale e dunque “implicitamente” cristiana.
    Prendiamo per esempio quella faccenda dell’amore eterno. Ho trovato molto interessante il fatto che, in moltissimi commenti che ho letto/sentito, tutti i lettori e particolarmente quelli abbastanza giovani abbiano trovato bellissimo e commovente il punto in cui

    ** SPOILERS HERE **

    il ritratto di Dumbledore chiede a Snape se lui è ancora innamorato di lei (non scrivo di chi, casomai qualcuno buttasse l’occhio per sbaglio), e Snape risponde semplicemente: Always. Per sempre.
    Leggendo alla rinfusa su internet commenti di adolescenti e non solo che hanno versato commossi fiumi di lacrime innanzi a queste righe (io non sono più adolescente, comunque gli occhi mi si sono un po’ inumiditi; la scena è davvero molto bella e quel capitolo è uno dei migliori del libro, anzi diciamo pure di tutti e sette), mi è venuto spontaneo chiedermi: quanti di questi lettori non sono cattolici? Quanti di costoro, se sentissero il Papa elogiare la promessa indissolubile di amore eterno, farebbero commenti sdegnati del tipo “che barba”, “che morale retrograda e superata”, eccetera?
    Supponiamo per amore di discussione che questi lettori esistano e non siano neppure pochi.
    Eppure costoro, cresciuti nell’epoca dell’amore a tempo determinato, nonostante tutto, sono riusciti a cogliere la positività e l’eroismo di quell’Always.

    Esiste un tipo di mentalità cattolica che guarda con sospetto a ogni lezione morale che provenga da un pulpito non cattolico; quel tipo di mentalità che ritrovo spesso nei critici del Concilio Vaticano II, specialmente della Lumen Gentium (preciso: non nei critici dei fraintendimenti e abusi post-conciliari, ma proprio del CVII in sè).
    Io per semplicità definitoria chiamo questa mentalità catto-
    manicheismo
    , e la considero sbagliata e pericolosa. Sbagliata, perchè dimentica che la forza diffusiva del cristianesimo consiste anche nell’avocare a sè ciò che di buono esiste in altri religioni e altri pensieri; pericoloso, perchè a lungo termine porta all’auto-ghettizzazione culturale.

  • Swann77

    Ho terminato solo ora, a causa di un viaggio all’estero che rendeva impossibile leggere se non di notte.
    Condivido uno ad uno i giudizi di Claudio sul valore del libro e sulla alta moralità dello stesso. Per altri commenti anche io vorrei lasciar passare qualche tempo, per rifletterci meglio.

  • nihilalieno

    Finito!!!
    Decisamente il più bello!!!

  • poemen

    Passo di qui solo adesso e solo ora ho letto la parte oscurata. Che dire?
    Standing ovation per Claudio!

    Spero di poterti stringere la mano di persona dopodomani…

  • vinoemirra

    Fantasy[..] Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:”Tabella normale”; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-col [..]

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