Ciascuno è re a casa sua

Ciascuno è re a casa sua

 

 

Confidenzialmente, resti tra noi.

Mi è capitato l’altra sera di andare sul blog del piccolo malvo e leggere il suo breve post circa il discorso del Papa sulla comunicazione. Il cattivo teocrate dice che “Oggi, in modo sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede”? E il piccolo malvo simpaticamente chiosa “Da quando sei diventato papa, il solo Tg1 ti ha dato il 29,13% del suo tempo…

Mi sono preso la briga di correggere l’affermazione: ho lasciato un commento in cui rettificavo, segnalando che la cifra diffusa dai radicali (a cui immagino il p.m. appartenga ancora nel fondo del suo cuore) è sballata. La Rai ha smentito e dichiarato che la percentuale dedicata nei tg al Vaticano è molto inferiore, tra il 3 e il 4%. *

Però il mio commento non è stato pubblicato.

 

Ma io qualche volta sono testardo. Specie se poi leggo un altro post del piccolo malvo, dove colui, facendo le pulci al mancato discorso che giustamente hanno impedito al Papa di tenere alla Sapienza, tirando in ballo Socrate ed Eutifrone e il confronto tra filosofia e paganesimo, scriveva che “Sua Santità ha un difettuccio: cita in modo assai disinvolto, approfittando di quell’“anticipo di simpatia” che gli indispensabile per non farsi controllare; e, quando cita, prende quello che gli può tornare utile; e butta quello che non gli serve”.

E io commentavo ieri mattina: accidenti! Questo modus operandi mi ricorda molto qualcuno, sa?

E siccome sono testardo, ri-commentavo anche ieri sera.

Vuoto.

 

Conclusione. Dopotutto non mi posso lamentare, perché il piccolo malvo avverte serenamente l’utente che egli è uso eliminare i commenti anonimi, non pertinenti, oziosi, etc. perché a casa sua fa quel che gli pare. Se lasciate un commento, dovete saperlo per tempo che se non garberà all’inappellabile giudizio del padrone di casa, non c’è niente da fare. Poi non siate seccati, lui vi aveva avvisato, ed è in perfetta buona fede quando al contempo scrive che “Benedetto XVI rappresenta la religione ufficiale: una religione ufficiale che non ha mai esitato a zittire, con le buone o le cattive maniere, ogni Socrate che si azzardasse a contestare come fallace, o solamente opinabile, il cumulo delle sue malate superstizioni.

Al massimo, se proprio volete essere un po’ stronzi e fare la faccia di Eutifrone, casomai aveste un blog, parlatene lì.

Così, confidenzialmente, piccole note per rasserenarsi il weekend.

 

  

* che poi, per maggiori dettagli, vedasi qui. I radicali se la cavano dicendo che loro avevano calcolato la difforme percentuale perché avevano preso, dei telegiornali, solo la parte riguardante le istituzioni (se abbassi il denominatore, a parità di numeratore, giocoforza il valore della frazione aumenta), facendo il confronto “con i dati delle presenze di altri soggetti istituzionali, dalla Presidenza del Consiglio alla Presidenza della Repubblica”, come Pannella stesso dichiara – ipse dixit.

Ma come! Pannella, ci vuol spiegare? Altri soggetti istituzionali? Altri? Mi sta dicendo che lei considera il Romano Pontefice, il Capo di Stato della teocrazia vaticana, come uno dei soggetti istituzionali italiani? Ma non eravate voi quelli che porta pia e la separazione tra stato e chiesa e il laicismo e l’italia serva del vaticano e…?

Boh. Mysterium radicalis.

 


17 responses to “Ciascuno è re a casa sua

  • holdenC

    ehehe, claudio, solo tu potevi concepire un post di tal guisa. mi sei piaciuto

  • Faber18

    Come ha detto un’ospite sul mio blog: “Intolleranza è una parola che va a braccetto con i cattolici,non con i laici.”
    Suvvia Claudio, dovresti averlo capito, non si fanno certi post…

  • alessandroX

    Sono solo dei poveracci, i radicali.
    Stanno semplicemente schiattando, sono come si suol dire, alla canna del gas. E quindi non esitano di fronte a nulla. Ormai sono un guscio vuoto, che sta su solo con un anticlericalismo sciatto e abbastanza ridicolo. Poveretti, fanno pena.

  • unapersonaintorno

    Come si dice:
    l’importante è la consapevolezza, no?
    Mi sembra un buon metro di giudizio, non averne affatto.

    A presto! Qaanta soddisfazione mi dai con questi post! Smack!!!😉

  • Faber18

    E comunque non è la prima volta che i radicali usano le cifre in maniera molto disinvolta, che dire delle 25.000 donne morte all’anno per aborti clandestini ai tempi del referendum sull’aborto?

  • ClaudioLXXXI

    #tutti quanti
    Aspettate, cari miei, aspettate…

    #3
    Sì Alessandro, ormai i radicali sono alla fine della loro esistenza politica come partito a sè, schiavi come sono del Dominus Pannella, ma danno ne hanno fatto molto. Perchè quello stile anticlericale, anticristiano, antiumano (sto esagerando? nient’affatto), ha messo radici anche da altre parti politiche. Ormai la sinistra “comunista” e buona parte della galassia ex-ds, che adesso sarebbe l’ala sinistra del pd, è pregna di questa mentalità individualista e tecnocratica.
    Mi si passi il paragone ardito, ma i radicali sono riusciti, LORO, ad essere “il sale della terra”: scompaiono alla vista, ma hanno dato il loro sapore agli altri.

  • piccolacellula

    Più che altro, i radicali sono il partito la cui adesione assoluta alla logica pura del mercato è più candida ed entusiasta.
    Gli altri hanno fatto finta di accorgersene dopo, che l’andazzo fosse quello.

    Erika

  • stark86

    Io ci metterei la firma per una destra (destra!) che abbia i Radicali come esponenti e non AN e FI. ^^

    Poi in privato ti dico chi è l’altro che si comporta da re a casa sua😀

  • Swann77

    Per dir la verità, non ho mai amato i radicali perchè al fondo della loro politica c’è un acceso capitalismo, che rischia di brutalizzare l’uomo e poi perchè, naturalmente, hanno sempre difeso l’aborto, fatto che onestamente me li rende distanti anni luce. Tuttavia, io li apprezzo invece, per la coerenza assoluta dei loro messaggi e per il coraggio di dire ciò che pensano senza fare ipocriti inchini oltretevere. Sono nemici chiari del mondo cattolico, ma almeno non si travestono da santini impagliati, come tanti altri di tutti gli schieramenti.

    A proposito del calcolo fatto dai Radicali, in realtà Pannella aveva ben spiegato come fosse parametrato ed è d’altra parte ovvio che il confronto poteva farsi soltanto tra “Istituzioni”. Che in Italia ci sia interesse per il Papa è comprensibile ma lo è di meno che a questo Papa televisivo si faccia pronunciare ben di rado la parola “Gesù”, che pure dovrebbe essergli piuttosto familiare, e si passino al telegiornale, quasi sempre, se non sempre, spunti attinenti la politica italiana, utilizzabili alla bella e meglio dai politichetti di turno. E’ dunque una istituzione politica quella che “inventano” i TG, al pari delle altre, pur risiedendo all’estero.

  • laparola

    Anch’io ero saltato sulla sedia. Il 29% mi sembrava, diciamolo, una cazzata, indegna di quell’acuto spirito del p.m. Ma non avevo avuto la forza di documentarmi. Bravo, quindi, Claudio, per aver chiarito così bene, e aver fatto un servizio alla verità, contro il pregiudizio e la mistificazione. Un altro ritornello da chiarire sarebbe quella storia dell’ICI. Per la verità, io ho l’impressione che qualche esame di coscienza tante strutture cattoliche lo dovrebbero fare. Ma anche questo problema gronda pregiudizio da parte dell’informazione “laica”.

  • stark86

    /mode “provocazione con fondo di verità” on

    Il calcolo fatto dai Radicali non ha senso. Ecco perché la percentuale (29%) risulta così bassa.
    In realtà il papa è un capo di Stato estero e la sua presenza nei telegiornali non andrebbe calcolata confrontandola con quella delle istituzioni italiane, ma con quella dei suoi colleghi europei e non.
    Sarkozy a parte (c’è la Bruni che tira, non vale ^^) e primarie americane a parte, chi vince il confronto delle ore sulle tv italiane tra, chessò, il capo di Stato Vaticano e Angela Merkel? ^_^

    /mode “provocazione con fondo di verità” off😉

  • utente anonimo

    il fatto è che il Papa è troppe cose insieme: vescovo di Roma, capo della Chiesa, capo di Stato estero, intellettuale, teologo…
    ba

  • utente anonimo

    vabbè va non sono stato saggio
    ba

  • ClaudioLXXXI

    #7
    Sì, i radicali sono oggi l’espressione più pura del capitalismo: anche l’uomo è una merce da costruire vendere e comprare.
    E la sinistra, quando sposa le loro posizioni, non si accorge di mettersi più a destra della destra.

    #8
    Ma tu non sei nè di destra nè di sinistra, sei misantropo anticlericale e tanto ti basta!😀

    #9
    Sì, non discuto la coerenza dei loro messaggi. Potrei discutere la validità, o la lealtà, ma la coerenza no.
    Il problema è: la coerenza, quando esercitata nella direzione sbagliata, è ancora una virtù? Non so rispondere a questa domanda.

    #10
    A sempra perfettamente degna del p.m., proprio il suo stile.

    #11-12
    Ma appunto: ridurre la figura del Papa alla sua sola componente politica (il papa è anche una figura politica, ma non solo) significa, paradossalmente-neanche-tanto, essere poco laici.

  • stark86

    Va bene, allora diciamo che il papa è il capo della Chiesa cattolica. Di conseguenza confrontiamo le sue apparizioni nei tg con quelle del… patriarca ortodosso.

    Mi sa che non va meglio, Cla’!😛

  • utente anonimo

    ma andrebbero anche pesate rispetto al numero dei fedeli…
    ba

  • SchwarzWelf

    I radicali, con le loro perenni percentuali da prefisso telefonico, hanno sempre precorso e promosso i tempi delle agende politiche. Temo che l’accanimento terapeutico perenne di cui loro fruiscono, ad onta del loro credo, dipenda fondamentalmente da ciò.
    Li si è sempre usati per ottenere leggi sfaldanti la coesione sociale, si mandano avanti loro con pretese evidentemente sconsiderate, per poi ottenere risultati gravi, ma apparentemente moderati. Questa la loro funzione politica, da sempre, e per questo sopravvivono alla loro inconsistenza numerica. Una sorta di terrorismo ideologico in servizio permanente.

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