Fenomenologia del piccolo malvo

Fenomenologia del piccolo malvo

 

 

  1. Odierai la Chiesa cattolica con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutte le tue forze, con tutta la tua anima.
  2. Odierai quasi con la medesima forza gli atei non anticlericali – specie se grassi e barbuti e direttori di giornale – poiché essi pretendono che si possa, usando bene la ragione, andare d’accordo con la Chiesa: il che è inconcepibile.
  3. Diffonderai l’odio per la Chiesa con tutti i mezzi che potrai: attività politica, articoli di giornale, un blog, il lato B del blog… Sii infaticabile.
  4. Non esiterai, se qualche utente oserà confutare le tue affermazioni, magari addirittura adducendo prove specifiche, a cancellare i commenti di quell’utente.
  5. Sarai solerte nell’aggiornare molto frequentemente il tuo blog. Così, tutte le controversie in cui tu dovessi mai avere difficoltà saranno presto dimenticate: se un commentatore ti dirà una cosa sgradita, basteranno altri cinque post e quel commento precipiterà lestamente in basso nell’oblio. Dovrai essere tu a dettare il ritmo del tuo blog, a decidere quali discussioni vanno incoraggiate e quali vanno interrotte.
  6. Predisporrai infine, se necessario, un meccanismo di censura preventiva. Così non correrai rischi di essere contraddetto: sul tuo blog non ci saranno, neppure temporaneamente, commenti sgraditi.
  7. Non disdegnerai di usare il turpiloquio, di mandare a cagare molto spesso e con soddisfazione, di scrivere cazzo e culo e tutto il resto del vocabolario da convivio. Peraltro, se mai qualcuno dovesse rivolgere questo bello stile contro di te, tu lo biasimerai per la sua violenza verbale, sintomo sicuro della sua violenza fondamentalista religiosa.
  8. Porrai particolare cura nelle citazioni degli scritti dei tuoi avversari: starai bene attento a tagliare e cucire, a prendere quel che ti serve e omettere ciò che ti è scomodo, ad alterare a tuo vantaggio il senso delle frasi che citi.
  9. Avrai con la verità un rapporto elastico, funzionale. Talvolta manderai mail sotto falso nome ai giornali da te odiati raccontando aneddoti utili a loro, e poi renderai pubblicamente noto che l’aneddoto era una balla da te inventata. Così insinuerai nei lettori il dubbio che tutte le belle storie che sentono siano altre balle: far sembrare vera una storia falsa – che poi si scopra che è proprio falsa – è il miglior modo per far sembrar false tutte le storie vere che ti danno fastidio.
  10. E se dovessi essere incolpato per le opere altrui, casomai dovessero accusarti di aver creato un’identità fake con cui, spacciandoti per cattolico, esprimere concetti sì risibili e tormentosi da provocare nel lettore il giusto odio per la Chiesa – usando a tale scopo un blog dal nome evocativo, del tipo “dittatura ecclesiastica” oppure “tirannia clericale” – allora non ti dorrai più di tanto. Vorrà dire che la buona semenza sta dando frutto, che anche altri usano i tuoi metodi: bravi, andate e moltiplicatevi.

 

“Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell’umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa” 

G. K. Chesterton

 


27 responses to “Fenomenologia del piccolo malvo

  • alessandroX

    Ottima sintesi Sketman…

    Ovviamente il decalogo si estende agli ossequiosi discepoli del P.M.
    Sembrano fatti con lo stampino…

  • nihilalieno

    E dove l’hai trovato, questo?

  • piccic

    Eh, mi hai incuriosito. Non sapevo chi fosse la persona in questione e guarda cosa ho trovato:

    «Luigi Castaldi: Malvino, Ivan Malvino, è il falso nome che ho scelto per l’account di posta elettronica necessario per aprire il blog sul Cannocchiale, non volevo usare il mio indirizzo abituale, volevo un blog anonimo o – appunto – pseudonimo. Ancora oggi non saprei dire perché, ma penso che in varia misura l’attività di blogger sia sempre un po’ alienante – che, insomma, quello che scrive sia sempre un altro da sé. Di quanta salute mentale si possa godere, sarà sempre necessario trovare un sollievo dallo stress della scrittura pubblica […]
    Voglio dire, caro Mirko: usare Malvino invece di Castaldi mi sembra il minimo. Io non sono assolutamente Malvino quando spengo il pc.»
    (tratto da qui: http://butirrometro.splinder.com/archive/2006-06)

    Bè, dai, meno male, almeno è consolante.
    Ammette di identificarsi con il male solo quando scrive. :=)

    «Il male non è nella natura umana e non c’è persona al mondo che sia cattiva per natura, perché Dio non ha fatto nulla di cattivo. Perciò quando qualcuno, per suo impulso, dà forma a ciò che non ha sostanza, allora comincia a esistere ciò che la sua volontà ha voluto che fosse.
    Perciò, con una cura costante del ricordo di Dio, bisogna trascurare l’abitudine al male, poiché l’uno esiste, mentre l’altro non esiste se non quando lo si compie»
    (Diadoco di Fotica, dai “Cento Capitoli sulla Perfezione Cristiana”, metà del V sec. circa)

    Ciao Omonimo! (mi chiamo Claudio anch’io…) :=)

  • nihilalieno

    Posso complimentarmi per la sottigliezza di cancellare “con tutta la tua anima”? Fine sarcasmo… il mio preferito; quasi quasi ti perdono di andartene a spasso con Marta e Cabasilas e UPI e SENZA di me.

  • cabasilas

    …ehm, anche senza di me, purtroppo per me…(sospiroooo….)… mannaggia alle cose urgenti che a volte ti impediscono le importanti….

  • cabasilas

    ..ehm, errata corrige: “quelle” importanti….

  • giorgetto2rock

    ehm…..
    ho scritto molte volte cazzo e culo….
    che faccio? lascio?
    mmmmhhhhh

  • Aragonbiz

    Vedo che hai scoperto Malvino.
    Ehe, è famoso (presso la sua piattaforma, il cannocchiale).
    E anche preso in giro da tempo con appositi blog, tipo questo :
    http://malvinone.ilcannocchiale.it/

    Il mio alter ego, il prof. Dagobertis, l’ha inoltre stuzzicato in passato.
    Carino lo scambio di battute conseguente
    http://dagobertis.ilcannocchiale.it/post/1514534.html

  • giorgetto2rock

    sai Claudio, sono passato e ti ho lasciato un commento un po’ così…
    ma intanto mi ha fatto riflettere il tuo post.
    mi ha colpito non tanto il senso che mi pare tu abbia voluto dargli (anche a me era capitato di passare da quel blog, molti mesi fa, e condivido TUTTO quello che dici di quel tipo); nel mio blog definisco questa categoria di personaggi come “bulli adolescenti” in possesso di valori “adeguati” alla loro essenza.
    quello che mi hai colpito e fatto riflettere è la tua aspettativa sul fatto che ti siano pubblicati i commenti.
    io trovo questa possibilità (ammettere o non ammettere ospiti nel proprio blog) una residua forma di libertà che non mi sento di criticare. a casa mia entra chi voglio io, e se sono seduto a parlare con te al tavolino di un bar non sono disposto a rispondere a uno sconosciuto che non è daccordo su quello che ci stiamo dicendo e vuole a tutti i costi farcelo sapere.
    non mi piace il “confronto per forza” e il fatto che la forza di un idea debba inevitabilmente passare attraverso una abilità dialettica. la verità e la grandezza di una idea stanno secondo me nella vita di chi le vive, un po’ come il Cristianesimo: la sua forza non sta nell’idea pur grande che rappresenta, ma piuttosto nella Chiesa, cioè nelle persone che insieme sono Cristo e che lo vivono. qui da te, ad esempio la cosa che colpisce non è solo la presenza di opinioni non concordi, ma il fatto che queste opinioni arrivino da persone che hanno con te un rapporto personale, persone che non a caso tu chiami amici. la dialettica, o è un arricchimento per l’amicizia, o altrimenti a che cacchio serve?
    (è una domanda seria che ti faccio, e che faccio anche a me stesso)

  • giorgetto2rock

    corrige
    “nelle persone che insieme sono Cristo e Cristo vive con loro”
    perchè di cristiani senza cristo ce n’è anche troppi in giro….

  • giorgetto2rock

    corrige
    “nelle persone che insieme sono Cristo e Cristo con loro”.
    …che di cristiani senza Cristo ce n’è anche troppi in giro….

  • poemen

    giorgetto:
    posso intendere la tua domanda come fatta anche a me?
    In tal caso proverei a rispondere…

  • giorgetto2rock

    dovresti chiedere al padrone di casa…
    io, per me, più ce n’è e meglio è!🙂

  • piccic

    non mi piace il “confronto per forza” e il fatto che la forza di un idea debba inevitabilmente passare attraverso una abilità dialettica. la verità e la grandezza di una idea stanno secondo me nella vita di chi le vive

    Ehi, questo è verissimo!
    Sembra scontato, ma nel modo di “ragionare” in cui ci muoviamo si è perso di vista il fatto che verità e grandezza hanno, anzi sono il valore intrinseco, e possono essere benissimo rifiutate.

    Mitico!

  • ClaudioLXXXI

    #3
    Ciao omonimo. Consola sperare che il piccolo malvo a pc spento sia un po’ meno piccolo e un po’ meno malvo…

    #4-5
    Ma voi non sapete… mi fanno ancora male le gambe per tutto il gran camminare!
    Però, però, però devo ammettere che ne valeva la pena!

    #8
    Beh, non volevo farlo diventare più famoso. Perciò questo è l’ultimo post sulla sua persona… salvo ripensamenti.
    P.S. alter ego? Questa poi me la spieghi.

    #9
    Giorgetto, hai toccato temi molto interessanti.
    Devo chiarire che io considero in sè legittimo il fatto di scegliere quali commenti pubblicare, o scegliere quali utenti ospitare nel blog. E’ giusto che uno voglia tutelare il “suo” spazio virtuale (qui potrebbero esserci alcune domande di fondo sulla “proprietà” di questo spazio, e sul ruolo pubblico/privato di un blog e di che tipo di blog – ma lasciamo perdere chè il tempo stringe) da coloro che minacciano di turbarlo. Poi però bisogna vedere nel merito come uno usa di questa scelta. Se mi pare che ne usa male, beh, questo è un paese libero e il blog è suo e io non sono la Psicopolizia del Web: però mi sento in diritto di segnalare il suo comportamento scorretto e ciascuno ne tragga la conclusione che crede.
    In questo caso, ciò che mi ha dato particolarmente fastidio è la slealtà di chi sta sempre ad accusare la Chiesa di essere intollerante e censurare il dissenso e pretendere di avere il monopolio della verità eccetera… e poi proprio lui, non appena ha un po’ di potere da esercitare, si comporta in questo esatto modo.
    (giacchè siamo in argomento, rimando a questo commento di Berlic: leggere per credere)
    (e a proposito: al piccolo Zaccheo è capitato qualcosa di analogo, quand’è capitato sul blog di Grillo – altro bel tipo – a correggere svarioni e inesattezze varie, e gli hanno cancellato il commento che mostrava l’ignoranza degli habituè di quel blog, e Zaccheo si è giustamente incazzato. Cialtroni ipocriti, sepolcri imbiancati che demonizzano gli altri per gli stessi vizi che praticano in prima persona)

    Nel mio blog io ho fatto una scelta precisa e cioè dare ampia libertà di commento, scriva chi vuole, anche anonimo, anche ostile. Dei miei amici “non concordi” mi fido, nel senso che non si fanno scrupoli (nè gliene chiedo) a scrivermi tutte le critiche alle mie idee, però sempre nell’ambito della correttezza e del reciproco rispetto personale. Degli altri, anche troll di passaggio, aspettiamo e vediamo.
    Certo, anch’io ho dei limiti: rarissime volte ho cancellato commenti che erano ripetizioni monotematiche di bestemmie. Ma quello non era dialogo, non più di quanto un rutto sia un verso lirico.
    (ok, in una canzone di Elio e le storie tese il rutto potrebbe avere una funzione lirica, ma ci siamo capiti spero…)
    Naturalmente dare ampia libertà comporta anche una certa responsabilità, proprio perchè qualcuno potrebbe anche arrivare a “casa tua” mentre tu sei offline e lasciare cose che offendono la tua sensibilità, o la sensibilità dei tuoi amici che frequentano casa tua. Per questo l’anno scorso, quando sono stato a Londra e avevo pochissime occasioni di connettermi, ho preso una scelta molto drastica e altro che limitare i commenti, ho chiuso del tutto il blog. Dunque non avrei neanche titolo per criticare chi limita parzialmente la partecipazione al suo blog, visto che io non mi sono fatto scrupolo a limitarla del tutto.

    Insomma: se uno limita i commenti al suo blog, perchè “casa sua” la concepisce più come un ritrovo per amici che una tribuna politica/ideologica/eccetera, a me non sembra una cosa negativa e certo non è vigliaccheria. Nessuno è obbligato al “confronto per forza”, come dici tu.
    Se però uno tiene un blog dal tono socialmente impegnato, e vuole parlare dei massimi sistemi, e vuole sempre dimostrare quant’è cattiva questa o quell’autorità, e poi nel segreto pratica i vizi che pubblicamente riprova in quell’autorità… beh, questa è slealtà e vigliaccheria.

  • Aragonbiz

    Se posso dir la mia, Giorgetto ha introdotto un tema interessante.
    Però capisco l’aspettativa di Claudio di non vedere cancellati i propri commenti.
    Perchè ci si aspetta che ognuno, se parla di un argomento, sia interessato a dibatterne.
    Non ci si aspetta che uno sia solo interessato a nutrire di menzogne il suo piccolo uditorio, e dunque cancelli e metta a tacere ogni voce contraria, se non sa replicare.

    Malvino, non cancella tutti, ma solo quelli che lo colgono in castagna. Se può ridicolizzare un estraneo lo fa.

    Certo, è un suo diritto.
    Ma è anche un diritto degli altri – a questo punto – farsi una cattiva opinione del suo comportamento ipocrita.

  • poemen

    Il tema introdotto da Giorgetto è interessantissimo…ma per vostra fortuna mi sono appena sfiancato a scrivere un commento da un’altra parte e non mi dilungherò…🙂

    Una prima considerazione è: se ai giardinetti un bambino porta il pallone ed invita gli altri a giocare e poi, a gioco iniziato, inizia a dire “questo è il MIO pallone e adesso quelli che non mi piacciono non li fo più giocare” (magari mandando via i più forti della squadra avversaria) non mi sembra che si comporti correttamente e gli altri hanno tutto il diritto di farglielo notare.
    Seconda considerazione: se faccio una festa in casa mia ed invito i miei amici e poi mi si presentano 20 buzzurri non invitati che pretendono di entrare, mi sembra di avere tutto il diritto di mandarli via.
    Impostare il proprio blog nel primo modo o nell’altro è una scelta, una scelta che stabilisce delle regole che in qualche modo vincolano lo stesso proprietario. Passare da una modalità all’altra quando ci fa comodo, come minimo, è scorretto nei confronti dei visitatori.
    Se invito le persone a discutere e poi censuro le loro opinioni con la scusa che “il blog e mio ed eravate stati avvertiti” mi comporto né più né meno come un bambino con il pallone che dice “venite a giocare, però badate che si fa tutto quello che dico io perché il pallone è MIO”. A quel punto suggerirei di andarsi a comprare un pallone e mandare il bambino a….

  • giorgetto2rock

    si, poemen, sono certamente daccordo, e infatti la mia domanda non era su questo. ho detto subito a claudio che ero assolutamente daccordo sul fatto che bisogna puntare un dito bello grosso su chi si comporta così, compreso anche il sottoscritto, il quale a casa propria non vuole rompicoglioni e ad almeno uno di loro ho impedito perennemente di accedere.
    ma cosa vogliamo veramente? una anagrafe dei blog? e magari un Ordine dei Blogger, con tanto di esame di accesso e presidenza opportunamente lottizzata dal comunista di turno?
    forse che queste precauzioni ci hanno risparmiato dall’avere giornali come Repubblica, che sputtanano in prima pagina e rettificano mesi dopo in quarantaduesima? non è il caso invece di mantenere tutta la libertà possibile per evitare di commettere errori conosciuti?
    ma la mia domanda iniziale era in realtà un’altra.

  • poemen

    …ma ovviamente la grandezza del commento di giorgetto stava nella conclusione!

    Sono d’accordo anch’io che la forza *vera* di un’idea non sta nell’abilità dialettica di chi la propone. Mai come nel caso del cristianesimo, poi, “medium is the message”. Il cristiano che ti porta Cristo…*è* Cristo che viene ad incontrarti…e ti fa incontrare Gesù nella misura in cui si *cristifica*, diventa trasparente, si conforma a Lui etc. etc. (si può dire in tanti modi ma la realtà è quella).
    Ecco, nella mia relazione con Gesù io porto tutto me stesso, i miei difetti, i miei limiti, il mio peccato…ma anche le mie capacità, le mie passioni, tutto quello che amo. Se amo discutere di filosofia, porterò questa passione nella mia relazione con Lui, se amo suonare porterò la musica etc. Tutto sarà trasformato da questa relazione: nelle discussioni unirò amore e verità, ammetterò quello che non conosco, non pretenderò di prevalere e schiacciare l’interlocutore (amico o no che sia). Nella musica cercherò la bellezza ed il servizio agli altri e non l’affermazione personale etc. etc.
    Non importa essere già amici per discutere, ma si può benissimo diventarlo discutendo, avendo presente che comunque l’altro può sempre rifiutare l’offerta di amicizia (a Gesù è successo spesso!).

  • poemen

    ops…crossposting!

  • piccolozaccheo

    ex partibus fidelium[..] Torno nuovamente sulle omelie di Tomas Tyn intorno a san Tommaso, stimolato da questo bel post di Claudio. C’è un punto della che, meglio di altri, può aiutarci a capire quanto del metodo di Tommaso sia applicabile ancora oggi e qu [..]

  • ClaudioLXXXI

    #18

    No, tranquillo giorgio, personalmente non voglio per internet nulla di tutto il ciarpame che regolamenta l’attività dei giornalisti e comunque non impedisce alla maggior parte dei giornali di far pena, vedi Repubblica.
    Internet è un luogo di estesa libertà, e questa libertà può essere usata bene o male, come sempre.
    Però resta sempre la valutazione morale con cui giudico il comportamento di chi agisce slealmente, che sia un quotidiano o un piccolo blogger.

    #19
    Qui torniamo al concetto che cercavo già di esplicitare con “il sentiero e il deserto”… la dialettica diventa vuota retorica se non si ha consapevolezza del valore dell’amicizia.
    L’amicizia deve essere presente, se non come dato di partenza (discutiamo perchè siamo amici), quantomeno come possibilità desiderata (vorrei essere tuo amico e intanto discutiamo).
    Talvolta mi rendo conto, quando capito su siti “ostili” e resto impelagato in discussioni tese, che non riuscirò mai a convertire il mio interlocutore, ma questo non perchè io non sia abbastanza bravo dialetticamente (come se poi contasse davvero!), bensì piuttosto perchè non riesco ad essergli amico.

  • factum

    L’ultima frase è da sottolineare, e su questo ammiro molto AnnaV quando trova un “ostile” si sposta subito sul rapporto amichevole o meglio personale e la questione spesso cambia.

  • Cuoredipizza

    Ciao Claudio,
    Inizia una nuova Quaresima…

    Se uno «va dentro senza guardare in faccia Cristo e basta, ma con la preoccupazione dei peccati o della perfezione oppure delle cose da meditarci su, viene fuori stanco e riprende le cose come prima.
    Guardare in faccia Cristo, invece, cambia.
    Ma perché cambi, bisogna guardargli in faccia veramente, col desiderio del bene, col desiderio della verità: “Di tutto sono capace Signore, se sto con te che sei la mia forza”; è un tu che domina, non delle cose da rispettare»
    [L. Giussani]

    Un abbraccio
    Cuoredipizza

  • ClaudioLXXXI

    #23
    Infatti… infactum :p
    Una delle mie pecche di blogger, che riconosco a malincuore, è la tendenza a trattare il confronto come una faccenda semplicemente “intellettuale”.
    Meno testa e più cuore.

    #24
    Grazie! Buon inizio di Quaresima a tutti!

  • berlic

    Comunque, giusto per chiudere la discussione, se uno è fasullo è fasullo. Viva Chesterton e la verità.

  • utente anonimo

    ciao sono Frodo (Federico)
    mi ostino a non riaprire un blog mio, motivi vari e secondo me validi, anche se so che non condividi, diciamo soltanto che non potrei gestirli in maniera degna, pertanto evito la difficoltà. Inoltre sono abbastanza pazzo, non sono una persona degna di fiducia e inoltre sono incostante, incoerente e patologico. Cosucce comunque, nel mio essere ateo devoto posso e devo comunicare con te. Perché sono ateo seppur devoto? Ammiro alcune persone, tipo Gesù e Papa Benedetto XVI, condivido quasi tutto di quello che dicono, le ammiro e quasi le venero per quello che dicono, che sono e che fanno, parlare di Gesù al presente forse è già una specie di strana ammissione di fede, ma la mia fede è incoerente, del tutto marginale e ridicola, non mettiamola sul personale.
    La mia persona è zero, vorrei nemmeno esistere se fosse per me, sono sopravvissuto fino ad oggi a me stesso ed agli altri, ho la tentazione di barricarmi in casa come quei ragazzi giapponesi di cui ci è giunta notizia. Leggo Il Foglio di Giuliano Ferrara e voterò contro l’aborto la sua bellissima lista che è l’unica che parla di valori morali, quindi bellissima, bellissima, unica.
    Credo nell’immortalità dell’anima, per questo ho una mia idea personalissima di Dio, non credo che la Chiesa faccia bene a negare la possibilità della reincarnazione, per me Dio non può essere così iniquo da far nascere senza ragioni un’anima in un bambino che vive soli cinque anni nell’Africa martoriata per poi morire di Aids e di fame mentre un’altra anima nasce figlia degli Agnelli nel ricco occidente per avere tutto e di più, non credo Dio possa essere iniquo ed allora penso che siamo anime immortali che più volte viviamo un’esistenza ed ogni rinascita è dovuta ad un percorso che solo Dio comprende, per liberarci del peso del Karma ed ascendere alle più alte vette della spiritualità e dell’Essere, inteso come Ente Supremo Non Definito.
    Anche i miei problemi personali sono soltanto il risultato di un debito Karmico che devo accettare, anche se soffro terribilmente dell’ingiustizia che oggi sopporto, essa è figlia sicuramente di errori miei che mi porto dietro per vite passate, e se parlandone vengo spietatamente ripreso come se lamentarsi fosse il più vile dei peccati, anche questo è sicuramente il risultato di un qualche cosa che è stato e Dio ha disposto che io non dovessi ricordare.
    Devo subire, sopportare, soffrire e tacere. Devo subire l’indifferenza del mio prossimo, fino alla fine del mio debito karmico che sarà quando Dio vorrà.
    Accetto, piango e taccio.
    Ed anche per questo blog sarò ripreso, è il mio destino. Ed il destino è scritto, soltanto che il ns. copione possiamo viverlo a modo nostro, noi non abbiamo la scelta di quale vita vivere, essa ci è data per insondabile volontà divina, la scelta del libero arbitrio sta nel “come” vivere la vita che Dio ci ha destinato. Quello che invece mai potremo fare (anche se ciò ancora mi brucia) è che non possiamo decidere noi dove nascere e ancor meno figli di chi possiamo nascere. Questo è ad insindacabile giudizio del Divino Creatore.

    Frodo lives.

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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