Ebbene sì

Ebbene sì

 

 

Questa donna mi piace, ma non per il suo culo.

 

 


36 responses to “Ebbene sì

  • Faber18

    Oltre alle gambe c’è di più…

  • sebastianomallia

    E’ interessante notare che proprio da certa cultura che ha brandito il femminismo come arma contro la Chiesa e gli avversari politici, ecco proprio da questi vengano le bordate sulle veline in Parlamento etc.
    In realtà ciascun eletto andrebbe giudicato per quello che ha fatto o farà.
    s.

  • giorgetto2rock

    questa donna mi piace anche per il suo culo (e nemmeno la faccia è male).
    ma anche io notavo, come sebastianomallia, che è stata attaccata proprio sulla sua dignità personale, come se una donna bella non potesse persino intelligente e tantomeno avere buone idee.
    mi aspetto solo di vedere come e quando gli ex-colleghi del gerarca di pietro troveranno del fango più consistente da gettarle addosso.

  • Kukulkan

    Come mi sono già rammaricato da Gino/Faramir, purtroppo per me è troppo in su con l’età; certo che l’abbinamento bella+intelligente è la prima volta che lo vedo in un ministro.

  • nihilalieno

    Finchè è fango… penso l’aspettino le sassate. Nel web è già parecchio attaccata!
    Comunque più che espressione di intelligenza stellare, le affermazioni mi sembrano semplice buon senso. Forse ci colpiscono perchè abbiamo perso l’abitudine…

  • giovannidarho

    Mara Carfagna: una bella… SORPRESA!

  • ClaudioLXXXI

    I vostri commenti mi hanno fatto pensare alla diffusione dell’edonismo, e a come ogni tanto leggo/sento alcuni moralisti travaglio-style che imputano a Berlusconi il tracollo del decoro italiano, perchè il Drive In negli anni ’80, e poi il Bagaglino, e le copertine tetteculi di Panorama e i calendari e le veline etc. etc… fino ad arrivare alle Carfagna di turno.
    E questo mi fa pensare.

    Non so qui chi di voi ha letto “Porci con le ali”, spero pochi o nessuno perchè è un libercolo. Io l’ho letto quando avevo più o meno 16 anni, e all’epoca essere cattolico m’interessava poco o nulla. In realtà non m’interessava neanche il messaggio politico del libro, lo usavo semplicemente come “libro da leggere con una mano sola”, ovvero a scopo masturbatorio. Che poi lo consideravo l’unico pregio del libro, per il resto era scritto in modo abbastanza sciatto e si reggeva solo sulla novità del linguaggio “sinceramente giovanile”, e alla fine non era nient’altro che pornografia “legittimata” dall’ideologia. Un libro due volte brutto, insomma.
    Ma quel che oggi mi resta in mente del libro non sono le scene di sesso, è proprio l’atmosfera culturale che trasudava da quelle pagine: questi ggiovani comunisti che facevano i ribelli, andavano alle manifestazioni contro il sistema, urlavano contro i fascisti e i borghesi, partecipavano ai collettivi… ma questa era retorica, ipocrita e vacua. Sotto sotto i piccoli e veri interessi dei ggiovani erano il sesso, le canne, il sesso, crogiolarsi nel sentirsi ribelli in lotta con il mondo degli adulti, il sesso, praticare la schizofrenia dell’anticonformismo di massa, il sesso. E quando si diceva “sesso libero” si intendeva sesso egoistico, andare a una festa e scopare uno o una che a stento conosci e di cui non te ne frega un accidente che già il giorno dopo neanche ti ricordi come si chiama, il sesso come tagliando sociale da obliterare per essere ammessi nel giro giusto dei ggiovani giusti, e più scopi e più sei trendy, come si direbbe oggi, chè se non la dai o non te la danno sei una cozza o uno sfigato.

    Incolpare lo show-business, compreso il suo principale produttore, del tracollo di quella cosa sfuggente chiamata decoro pubblico, è un’analisi solo parzialmente condivisibile. Perchè se devo pensare a un momento preciso in cui l’edonismo massificato è entrato nella cultura italiana, non penso all’ascesa commerciale di Berlusconi, ma al ’68. Berlusconi ha raccolto quel che il comunismo ha seminato.
    In conclusione, se la meritano adesso la Carfagna al potere. Vendetta della storia.

  • sebastianomallia

    Quanto c’è di vero in quanto aggiungi a commento, Claudio!

    E’ proprio il ’68 lo spartiacque: azzardo altresì che lo sdoganamento della sinistra come fenomeno giovanile di massa (almeno in ambienti borghesi) non ha potuto prescindere dal libertinismo sessuale che si accompagnava alla protesta, costituendone -azzardo!- quasi un fattore misterico-liturgico, buono per accontentare l’irrazionale compresso dalle analisi socio-politiche imperanti oltre che per dar sfogo ad una corporeità fino ad allora mortificata dal dominio dell’elucubrazione mentale e parolaia.

    All’apparato ideologico e propagandistico veniva, insomma, affiancato un modello vitalistico dal quale non si poteva -nè si potrà più-prescindere, quando si tratterà di veicolare il tipo progressista e di sinistra.

    Ho sempre impressa -quale icona di quegli anni- la locandina di un filmetto di non so chi, raffigurante una fanciulla ignuda, seduta sopra un tappeto con le mani sulle ginocchia: un film la cui sinossi voleva rappresentare la crisi che questa rivoluzione (quella sessuale, intendo) rappresentò anche per la sinistra tradizionale, la quale si rendeva incosciamente conto di quanto -alla fine- è accaduto.

    Che, cioè, aperta la valvola di sfogo, ed utilizzando il sesso come strumento di rottura e d’impatto, alla fine sarebbe prevalso proprio il sesso su tutto il resto: quel regista -che però, con la scusa, faceva passare in pellicola qualche terga e qualche capezzolo in più -si rendeva conto che qualcosa “non andava” e che la lascivia avrebbe finito per togliere spazio all’impegno politico e sociale.

    Eccoci così giunti al capolinea odierno, con la deriva abortista e contraccettiva e la determinazione dei diritti in base al preponderante fattore del desiderio sessuale che costituiscono uno dei principali argomenti del modello liberal e radical-chic a cui si sono ridotti.
    s.

  • piccolacellula

    Ohilà.

    Posto che non ho mai brandito il femminismo contro chicchessia (per impossibilità anagrafica ma anche per antipatia estrema verso le sue più recenti correnti), ufficialmente dichiaro che le veline in parlamento stanno sul cazzo pure a me, e che la cosa non sarebbe neanche in contraddizione col femminismo, se non con quello che per l’appunto (fine della frase).

    Mi autoproclamo portavoce della sinistra anticarfagna e mi spiego: il problema non è che la Carfagna è bella.

    Il problema è che la Carfagna pare compiacersi nel ruolo di coniglietta sulle ginocchia di Berlusconi con le sue carinerie del tutto fuori luogo, accreditando stereotipi sessisti, e di cosa la fanno ministro? Delle pari opportunità.

    Potrà essere anche intelligentissima, ma in quel ruolo particolare la trovo francamente ridicola.

    E mi pare che Claudio, a parte consolarsi con l’aglietto🙂 delle sue dichiarazioni marginalmente condivisibili, si renda perfettamente conto di quale cultura edonistico-opportunista sia l’incarnazione.

    Oltre che fondamentalmente maschilista, maschilista di quel maschilismo cattivo: ché io ho un certo rispetto per le posizioni di tipo tradizionale, con differenziazione dei ruoli ma dignità paragonabili, ma nessuno per quella visione mercificante in cui, sfaldatosi qualsiasi tipo di solidarietà familiare ma senza che le donne siano effettivamente passate su un livello di eguaglianza effettiva, esse diventano non più oggetto di dominio e oppressione autoritari da parte maschile come voleva il femminismo, bensì, essendo state scaraventate, in virtù della loro posizione di maggiore esposizione e debolezza, nel processo di puttanificazione dell’esistente, diventano puro oggetto di consumo.

    In quanto all’amore libero, vabbè. Concordo con Claudio che la liberazione sessuale si rivelò un fenomeno sostanzialmente di destra.

    (“tutto il vecchio moralismo è di sinistra; l’assenza di morale è a destra”)

    Erika

  • utente anonimo

    “Oltre che fondamentalmente maschilista, maschilista di quel maschilismo cattivo: ché io ho un certo rispetto per le posizioni di tipo tradizionale, con differenziazione dei ruoli ma dignità paragonabili, ma nessuno per quella visione mercificante in cui, sfaldatosi qualsiasi tipo di solidarietà familiare ma senza che le donne siano effettivamente passate su un livello di eguaglianza effettiva, esse diventano non più oggetto di dominio e oppressione autoritari da parte maschile come voleva il femminismo, bensì, essendo state scaraventate, in virtù della loro posizione di maggiore esposizione e debolezza, nel processo di puttanificazione dell’esistente, diventano puro oggetto di consumo. ”

    Per favore, qualcuno potrebbe tradurre?
    Giuliana

  • domenicotis

    Non è possibile Giuliana🙂
    E’ l’apposito linguaggio utiizzato dagli acculturati per non far comprendere ai semplici mortali dei concetti semplicissimi😉

  • piccolacellula

    Sarà un po’ sgangherato ma ti assicuro che è italiano…🙂

    Erika

  • piccolacellula

    Acculturati?
    L’unica parola un po’ fuori dall’ordinario che vedo è “puttanificazione”, ma per definirlo termine colto ce ne vuole…

  • domenicotis

    Era una battutina🙂
    In realtà mi ricorda molto il politichese di una volta. Soprattutto quello parlato dai comunisti.

  • Swann77

    Caro Claudio,
    il mio commento negativo sui tuoi apprezzamenti al Ministro Carfagna è scontato, sempre che fosse atteso.

    Questo Ministro, che fino a ieri faceva calendari, ha avuto il coraggio in questi giorni di chiedere agli omosessuali di questo paese di sfilare in modo decoroso. Ma quale lezione di stile pensa di poter dare questa novella statista italiana?

    Prima di diventare Ministro, la stessa subrette aveva affermato che gli omosessuali sono “costituzionalmente sterili”. Categoria, questa, frutto della sua inventiva giuridica. Due volte offensiva, per i gay (effetto voluto), e per le coppie sterili.

    Oggi ci viene a parlare di come vede lei le discriminazioni nei confronti dei gay. Cioè si pretende di sapere da chi discrimina, se i suoi comportamenti sono discriminanti.
    E per tacitare del tutto le possibili opposizioni sul tema, decide di cambiare l’oggetto statutario di un ente consultivo, sviandolo verso altri temi, per quanto apprezzabili.

    Io sarò in piazza il 7 giugno al pride romano, portando la dignità che mi viene dalla mia famiglia, dalla mia fede, dalla mia professione, dai miei sentimenti verso chi amo e perchè siano riconosciuti diritti che oggi in questo paese vengono conculcati.

  • piccolacellula

    Uff: avete anche ragione, ma non faccio apposta!
    Di solito scrivo in modo più chiaro (e dal vivo parlo circa come una borgatara), solo che quando commento di getto, in effetti, nella fretta uso termini un po’ stupidi, ché sono più riassuntivi, e, sempre perché cerco di esser breve, i concetti mi si accatastano a scapito della chiarezza (e della grammatica).

    Che poi in realtà le cose mi escono lunghe uguale, ma vabbè.

    Erika

  • utente anonimo

    traduco e concordo
    – maschilismo buono ovverosia divisione dei ruoli in famiglia (ma allora perché maschilismo, ndT)
    – maschilismo cattivo ovverosia niente ruoli né famiglia solo sesso (ma allora perché maschilismo, ndT)

    però mi spiegate la frase dell’aglietto?
    ba

  • ClaudioLXXXI

    #8

    Infatti, e ciò che colpisce è che da posizioni asseritamente comuniste si è passati, senza soluzione di continuità, ad un libertinismo immamente per cui tutto va giudicato sulla base delle voglie e delle pulsioni dell’Io (massime quelle sessuali), i cui desideri non possono essere piegati a nessuna esigenza sociale, alla faccia del Noi.
    Una volta “individualista piccolo-borghese” era uno dei peggio insulti che si potesse lanciare. Oggi è praticamente scomparso dal lessico delle schermaglie politiche. Non è un caso.

    P.S.
    Si può sapere il titolo del filmetto in questione? Il mio interesse è, ça va sans dire, puramente sociologico…😀

  • ClaudioLXXXI

    #9-10

    Penso che Erika, con il suo usuale stile linguistico sincopato e paradossale che personalmente trovo efficace e divertente, stesse esplicando il seguente concetto (che ho più volte trovato anche sull’Avvenire in qualche articolo di Marina Corradi, anzi, se qualcuno riesce a trovare il link del tale articolo mi fa un favore, io cercato invano per mezz’ora):
    il femminismo antagonista ha finito per darsi la zappa sui piedi, perchè, combattendo il modello di subordinazione femminile tradizionale, è riuscito a creare non già una vera e sostanziale parificazione ma solo un nuovo modello di subordinazione di segno inverso, visto che ora la donna si realizza solo se si fa uguale all’uomo e nega la sua specificità, e soprattutto se la dà in giro il più possibile o almeno appare seminuda in copertina, ovviamente per il suo bene e “solo incidentalmente” (il virgolettato è ironico) anche per il bene dei maschietti che fanno collezione metafisica di vagine come un indiano collezionava scalpi da appendere alla cintura.
    Insomma, prima la donna era oggetto di dominio familiare, ora è oggetto di dominio commerciale. Bel progresso del cazzo (sic).
    E da questo punto di vista ormai tra destra e sinistra non v’è differenza alcuna, perchè la sineddoche tetteculi (= il valore della donna coincide con quello della sua carrozzeria sessuale) la si trova tanto sulla copertina di panorama quanto sulla homepage di repubblica. Sospetto che sia stata la sinistra a destrizzarsi nel ’68, ma potrebbe anche essere stata la destra a sinistrizzarsi. Ma forse ormai non hanno neanche più senso queste distinzioni.

  • ClaudioLXXXI

    #15
    Caro Swann, nessuna meraviglia che il tuo commento (comunque sempre apprezzato) sia negativo.
    Se la Carfagna ha detto che le coppie gay sono intrinsecamente sterili, beh… potrà risultare fastidioso sentirsi dare lezioncine da un’ex donna calendario, ma non è che se lo sia inventato lei. E’ proprio così. Si vede che la realtà è omofoba…
    E il motivo del denegato patrocinio al gay pride, al di là delle valutazioni sul decoro, mi pare risieda nel fatto che tali manifestazioni hanno come obiettivo politico quello di innalzare moralmente le unioni omosessuali nell’ethos italiano facendo leva sul loro status giuridico. Obiettivo che a me pare non solo non condivisibile ma neppure laico, perchè si basa su un corto circuito tra ciò che compete alla morale e ciò che compete al diritto, insomma un clericalismo rovesciato: ammantiamo di un’aura di diritto la tale cosa, così sarà reputata giusta.
    Si intervenga con fermezza sulle discriminazioni omofobiche nei luoghi di lavoro, o nei casi di bullismo scolastico, ma la valutazione morale delle coppie gay è altra cosa. Liberissimi voi di manifestare (peccato non vi rendiate conto che certi eccessi dionisiaci vi sono più d’intralcio che d’aiuto: posso dirlo, io che non ho fatto calendari poppe al vento?), libero il ministro di non patrocinare.

  • ClaudioLXXXI

    #17

    Penso che una veloce sintesi della successione potrebbe essere:

    A) la donna è giudicata inferiore all’uomo, sottomessa, serve solo in quanto partorisce-cucina-alleva i polli-fa sesso (le favolette new age sulla mitica età dell’oro del matriarcato universale mi sembrano… favolette)

    B) per una serie di circostanze su cui non ci soffermeremo, alcune delle quali potrebbero implicare un libro in cui da qualche parte c’è scritto che lui e lei sono carne della stessa carne, e un tipo venuto a portare a compimento quanto era in quel libro contenuto, la donna, per quanto con capacità sociali e specificità emozionali diverse, viene giudicata di pari dignità all’uomo; almeno in linea di principio, per quanto poi nel vissuto quotidiano residuino una marea di incrostazioni e pregiudizi della mentalità A che faticano a scrostarsi

    C) il femminismo antagonista, sulla scia di un equivoco funzionalista per cui l’essere umano si identifica con ciò che può materialmente fare, dalla pari dignità uomo-donna deduce l’assoluta equipollenza delle loro abilità e caratterialità e specificità. In vari casi ha ragione (una donna può benissimo fare la presidente di Confindustria come e meglio di Montezemolo – forse non era poi così difficile, considerato lo spessore del predecessore…), in altri “purtroppo” no, e questo porta a due effetti tra loro opposti e complementari

    D1) alla situazione già descritta per cui la donna “liberata” si riduce in realtà a ingranaggio del sistema di consumo, oggetto di ostentazione da copertina quando non un corpo da scopare, magari riprendendo il tutto col videofonino per poi mettere il filmato su internet e gloriarsi con gli amici stronzi; nonchè

    D2) una volta preso atto che certe differenze naturali ostinatamente residuano, ci si incaponisce sul paradigma postmoderno per cui la natura è cultura e si sfornano teorie sempre più folli sul gender, ovvero si cerca di superare il dato di natura con le meraviglie della Tecnica e si arriva all’uomo incinto che ha la barba e un feto nel ventre, e che Dio aiuti quel povero bambino che dovrà cercare di raccapezzarsi in quel tremendo casino babba-mammo.

    Ciò detto, mi pare di capire che l’aglietto fosse un’allusione ai miei trascorsi di pipparolo infelice😀

  • giovannidarho

    Il post #7 di Claudio e #8 di Sebastiano sono da incorniciare, e da rileggere con calma.

    Evidenzierei in particolare questa frase:
    «Perchè se devo pensare a un momento preciso in cui l’edonismo massificato è entrato nella cultura italiana, non penso all’ascesa commerciale di Berlusconi, ma al ’68. Berlusconi ha raccolto quel che il comunismo ha seminato.»

    Ciao

  • Swann77

    Caro Claudio,
    sull’affermazione della Carfagna tu poni, scientemente, uno scivolamento di senso. Il Ministro disse infatti non già “intrinsecamente sterili” ma “costituzionalmente sterili”. Ed è questo elevato concetto giuridico che io critico e stigmatizzo, per apoditticità, innanzitutto, e per manifesta illogicità.
    Quanto all’intrinseca sterilità dei gay, consentimi di ritenerla espressione ingenerosa, perchè pur mutuata da una corretta biologia, non tiene conto della peculiarità dell’umano. Come gay sono dunque sterile (per quanto non debbo dire io quanti siano i gay che hanno avuto figli) al pari di un sacerdote. Eppure un sacerdote, ne converrai, può essere assai più fecondo, con il suo impegno e la sua carità verso molti, di un egoistico nucleo familiare che sceglie di dare tutta la propria ricchezza ad un solo fortunato figlio.

    Tu, Claudio, sei sicuramente più legittimato del Ministro Carfagna a parlare di decoro e di possibili effetti controproducenti degli eccessi dionisiaci del pride. Certamente più di chi, fino a un paio di anni fa, si abbarbicava nuda e bagnata su un qualche scoglio, davanti ai fotografi di una rivista, che ancora è certamente esposta nei locali di qualche gommista di periferia.
    Tieni conto però che forse il pride lo hai visto solo attraverso le telecamere delle TV, quelle che hanno tutto l’interesse a mostrare il colorato e lo stravagante. Io che ci sono stato ho visto tanti ragazzi non solo vestiti decorosamente, ma che fanno migliore questa società con il loro impegno quotidiano nel lavoro, nel campo del volontariato, nella famiglia di origine, che spesso sostengono. Persone che chiedono diritti – che altrove in Europa sono da anni riconosciuti.

  • utente anonimo

    anche un mio ex compagno di classe lo chiamava l’aglietiello ma chi sa come mai
    ba x n.21

  • piccolacellula

    Claudio ha spiegato circa quasi esattamente quello che intendevo, anche se sul fatto della cultura/natura invece tendo più dalla parte che egli aborre (è quello che succede in assenza di metafisica; però non ne concludo che possiamo fare il cazzo che ci pare, perché certe cose non si fanno) (e questo è quel che succede quando, in assenza di metafisica, una fa finta di avercela) (però tra le cose che non si fanno i matrimoni gay non ce li metto) (della sintonia con l’Avvenire non mi scandalizzo più) (è anche uno dei giornali più filopalestinesi in circolazione…)😀

    Poi, ci hai buttato lì il tipo venuto a completare il libro, e te lo passo anche volentieri, però che tutte le società precristiane fossero/siano necessariamente misogine mi pare, uhm, discutibile – anche se il matriarcato come giustamente rilevi non è mai esistito, che si sappia.

    L’aglietto è una tipica espressione romana chepperò il pipparolo non c’entrava niente, bensì voleva dire circa: “qui è tutto un disastro e ciò con cui ti vuoi consolare è ben poca cosa”.

    Avevo più cose da dire, magari ripasso.

    Erika

  • utente anonimo

    ”costituzionalmente sterili” è una crasi tra costitutivamente sterili e gli artt. 29 e 31 Cost.
    ba

  • ClaudioLXXXI

    #23

    Caro Swann,
    bisognerebbe leggere testo e contesto della frase carfagnesca per capire cosa ella intendesse dire, comunque:
    1. “costituzionalmente” in senso giuridico, riferito alla Costituzione, oppure in senso di “intrinsecamente, imprescindibilmente, ciò che sono e non possono non essere”?
    2. la sterilità omosessuale non vale a livello individuale (perchè un gay avere figli nell’ambito della riproduzione eterosessuale), ma a livello di coppia sì. Ricordarlo non è nè morale nè ideologia, ma attenzione per la realtà. Perciò l’equipollenza omo=etero può radicarsi solo in una mentalità assolutamente individualistica, quale, guarda un po’, è ormai diventata quella dei comunisti (ed è sempre stata quella dei radicali-liberisti).

    Quanto al pride, lo dici anche tu: finchè tali manifestazioni esibiranno piume di struzzo e gente vestita come lo storpio di pulp fiction, ben si presteranno alla manipolazione massmediatica che sa fare cassa incoraggiando l’interesse morboso del pubblico, riportando solo o principalmente gli aspetti “dionisiaci” e tralasciando quelli “apollinei” che tu citi e non dubito esistere.

  • ClaudioLXXXI

    #25
    (per ovviare alla tua assenza di metafisica, suggerisco due soluzioni) (1. etsi deus non daretur, cioè il giusnaturalismo razionale illuminista) (2. convertiti a Cristo, sorella!)

    Specifichiamo: non credo affatto che tutte le società non-cristiane fossero/siano *necessariamente* misogine. Se è per questo, non mi pare neppure che gli ultimi duemila anni della cristianità siano stati una giostra di eguaglianza, perchè purtroppo la cristianità (e io in essa) “tende” al cristianesimo, ma tra il dire e il fare…

  • Kukulkan

    Buon Corpus Domini a tutti i naviganti e soprattutto al padrone di casa!

  • Swann77

    Caro Claudio,
    per forma mentis non mi piace escludere. Per cui non vorrei mai un pride dove qualche gay fosse costretto a non sentirsi se stesso. Con le piume? con le piume per me va bene. Seminudo? anche. Purchè rispetti la legge e non vada contro la pubblica decenza (e non ci va, perchè altrimenti sarebbero in molti a desiderarne la denuncia) per me è ok.
    Però è vero che ci sono alcuni sopra le righe. Anche tu sai bene però che persone sopra le righe stanno dentro ogni manifestazione. Ieri ho visto un bel film “Improvvisamente l’inverno scorso”, scritto e diretto da due ragazzi romani e dedicato al naufragio dei Dico nel 2007, passando per il Family day e il Pride romano.
    C’erano certi gruppi al Family Day da far paura alle nonne!
    La Militia Christi con le sue teste rasate e le urla strambe: “Alzate il dito al cielo: Onore ai bambini abortiti” e il gruppo Trifoglio, che vegliava nella notte armato di canne per percuotere i giornalisti indesiderati…
    Nno ne deduco che il Family Day sia stato solo questo. Soltanto che quando si vuole mostrare solo un certo folklore, ci si riesce.
    (A proposito, a un certo punto intervistano un ragazzo, ovviamente uno dei più intelligenti😛, che ha fatto un discorso iperbolico assai simile ad uno che a suo tempo scrivesti tu… non è che ti hanno intervistato?).

  • wXre

    Della Carfagna non capisco solo una cosa: quegli occhi spalancati, a volte quasi sbarrati, tipo cerbiatto impaurito nella foresta, che non mi pare avesse nella vita precedente di soubrette. Così, un particolare (meta)fisico

  • Faber18

    Tra “cerbiatti” comunque preferisco lei a Zapatero…

  • Kukulkan

    Heilà! Ben tornato! Andato tutto bene? Pronto a riprendere l’attività di postatore?

  • Faber18

    Vorrei esprimere solidarietà alla Carfagna dopo la sparata da osteria della Guzzanti. Sinistra davvero in crisi profonda…

  • ClaudioLXXXI

    A me sembra comunque il miglior ministro delle pari opportunità che io ricordi, con o senza blowjob nel curriculum politico.
    Problema: è meno peggio una ministra che si guadagna la poltrona a p******** (ammesso che le intercettazioni siano veritiere, cosa che solo la guzzanti dà per scontata) ma poi prende provvedimenti che mi trovano d’accordo, o una signora castissima e pudicissima che però aderisce al gay pride?

    A questi dilemmi ci siamo ridotti.

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