Insoddisfatti

Insoddisfatti

 

 

Sono molto divertito dall’atteggiamento dei “laici” che, mentre rimproverano alla Chiesa di non accettare la legge dello Stato (oggi), rimproverano alla Chiesa di aver accettato la legge dello Stato (settant’anni fa).

 

 

Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere.

 

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19 responses to “Insoddisfatti

  • utente anonimo

    Considerato che tra qualche giorno mi assenterò per le festività natalizie, auguro a tutti gli autori dei blog che mi riesce di visitare, Buon Natale e buon anno. Maria

  • Swann77

    Caro Claudio,
    a me pare che la questione possa porsi in termini appena diversi: oggi la Chiesa rivendica il diritto di critica sull’operato di uno Stato laico (o presuntamente tale). Ieri aveva un potere di influenza dettato da un concordato formulato in termini ben precisi e decise tuttavia di non utilizzarlo (parliamo della specifica questione: leggi razziali).

    Possiamo argomentare molto a lungo sulle ragioni di quella scelta. Ma una scelta fu fatta.

    Chi conosce le scelte politiche che ancor oggi fa la Santa Sede non ignora che ancora oggi proteggere i fedeli cattolici comporta politiche sottotono rispetto a paesi che hanno legislazioni antidemocratiche e minoranze oppresse.

  • sebastianomallia

    Viva la logica, dunque!

    A parte le battute, colpisce il modo assai rozzo con il quale Fini infila nel calderone della società italiana anche la Chiesa.

    Ci sarebbe da dire, infatti, questo:

    1. In uno stato totalitario come quello fascista, dissentire era pericoloso: molti intellettuali non dissentirono ma non mi pare che Fini li abbia citati. Come si possa, pertanto, pretendere una sollevazione popolare contro le leggi razziali (laddove non ci si sollevava nemmeno per la perdita delle proprie libertà politiche e culturali fondamentali) è davvero difficile da capire.

    2. L’operazione del presidente della Camera ha un che di preoccupante: è il ritornare sul solito refrain dell’accostamento razzismo biologico = antigiudaismo religioso, con equazione doppiamente falsa proprio per l’Italia. Il Fascismo, infatti, adottò queste leggi più per compiacimento -e quindi per viltà- verso Hitler che per convinzione (essendo parecchi ebrei aderenti al Fascio), se non vogilamo definire tale il ritornello sui “complotti plutocratici” (con assimilazione massoneria-ebraismo) più funzionale alla propaganda che all’azione persecutoria concreta. La Chiesa, invece, aveva realizzato proprio in Italia un modello di convivenza e di accoglienza verso gli ebrei che (aldilà di qualche episodio di scontro, montato ad arte più che altro dall’ebraismo internazionale, come per il c.d. il caso Mortara), pur auspicandone la distinzione senza riconoscimento di veri e propri diritti di cittadinanza, fu la migliore di tutta l’Europa, almeno con riferimento agli ebrei che non volevano assimilarsi. Il ghetto di Roma, sotto questo profilo, era il più accogliente, sebbene (lo ripeto) la posizione della Chiesa, manifestata da articoli de La Civiltà Cattolica della seconda metà dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento, fosse quella di considerarli “ospiti” e non “cittadini”, senza per questo discriminarli.

    3. E’ probabilmente a questo che si riferisce Fini (anche se non ce lo faccio così conoscitore di simili distinzioni sottili ma di sostanza); ma -se così è- il suo rimestare nello stesso calderone delle leggi razziali i due profili è ancor più colpevole e, come dice L’Osservatore Romano, “opportunistico”. Lo smentisce infatti l’insorgere di Pio XI alle leggi razziali, tutte giocate sullo scimmiottamento del razzismo biologico nazista.

    4. En passant: Fini è sempre stato “all’inseguimento”, per la sua storia politica e le radici della stessa. Ma -al tempo- egli si trova alla vigilia di un crocevia politico di non poco momento: l’approdo al PdL con la definitiva dissoluzione di AN (e radici) in un partito “altro”. Per entrarvi da protagonista -e per contarsi al fine di contare di più, circodato com’è da forzisti, cattolici liberali e moderati- ha bisogno dei suoi, inclusi quelli più radicati. Deve, per questo, giustificare le sue radici, pur prendendo le distanze da esse.

    5. Non è di poco conto la pressione dei poteri forti, a cui Fini è sempre stato sensibile (vedi referedum sulla legge 40, ecc.), e sempre di più lo sarà con il defluire della sua condizione dal “delfinato berlusconiano” alla leadership postuma al Cavaliere che -per fortuna- resta ancora tutta da assegnare…

    s.

  • ClaudioLXXXI

    Caro Swann, per rispondere compiutamente alla tua osservazione dovrei conoscere bene i termini del Concordato allora vigente. Dal momento che non sono così dotto, non so quale fosse il potere di influenza ufficiale sulle leggi italiane di cui poteva godere la Chiesa. A me risulta che allora il potere normativo fosse pienamente nelle mani del regime fascista, dal Gran Consiglio del Fascismo alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, ma forse c’è qualcosa che mi sfugge.
    Quel che è certo è che sicuramente nelle situazioni che tu citi la Chiesa ha una forte responsabilità, da cui dipendono tante vite, e deve esercitarla prudentemente.

  • ClaudioLXXXI

    Caro sebastiano, concordo con tutta la tua ricostruzione.

    L’impressione che ne ho tratto io è che la stampa italiana abbia colto al volo un’osservazione superficiale e infelice del presidente della Camera per scatenare l’ennesima occasione di conflitto tra la Chiesa e lo Stato. Ormai il trend è questo: bisogna convincere i lettori che la Chiesa ha sempre voglia di litigare, bisogna far sorgere in loro l’idea di un conflitto permanente. Mi limito a osservare corriere.it: avete notato quante volte usano la parola “affondo” per definire la posizione di un ecclesiastico su qualcuno o qualcosa? Non è che un parlare di attacchi, anatemi, bacchettate, offensive. Ogni occasione è buona per seminare zizzania. Le polemiche laiche vendono, attirano lettori, danno lavoro a editorialisti e comici da strapazzo, distolgono l’attenzione della gente dai veri problemi del Paese.

  • utente anonimo

    Caro Claudio,

    come ho avuto modo di scrivere in questi giorni: la vicenda di Fini è sintetizzabile nel detto: il bue che dice all’asino cornuto…

    cari auguri per il S. Natale
    Maurizio S.

  • utente anonimo

    Quoto tutto quello che hai detto Claudio.
    s.

  • utente anonimo

    Strano!Mi sembrava che l’ incipit del concordato suonasse all’incirca:
    “La chiesa cattolica riconosce che Mussolini è l’uomo mandato da Dio per la salvezza dell’Italia…..”.

    Siamo ben oltre l’aver subito il fascismo…
    L’appoggio della chiesa poi al regime Franchista in Spagna ed il voto cattolico in Germania che consentirono la formazione del governo di Hitler non sono “Subire il Fascismo” !!

  • ClaudioLXXXI

    L’incipit del concordato… ma dove? In quale articolo sta questa frase o allocuzioni equivalenti?

  • vnnvvvn

    Hai scritto un post corto, per principio non lo leggo 😛

    Con qualche giorno di anticipo inizio il giro degli auguri, se ho dimenticato qualcuno è colpa del pc 🙂

  • Faber18

    Caro Claudio, purtroppo lo scarso tempo a disposizione mi impedisce di seguirti come vorrei. Ti faccio tanti cari auguri di Buon Natale e per un felice 2009, un abbraccio!!!
    F

  • utente anonimo

    qui c’è il testo del concordato e l’incipit è diverso da quello indicato nel commento #8

    http://stato.rdbcub.it/ministeri/beniculturali/normativabenicult/concordato1929.pdf

    mosk

  • domenicotis

    Infatti, quella frase è attribuita a Giuseppe Mercier, noto cardinale belga: “Mussolini è il più grande statista del tempo nostro, un uomo prescelto da Dio e mandato all’Italia per la sua salvezza e per il suo nuovo risorgimento”.

  • domenicotis

    Buon Natale e che Dio vi benedica

  • utente anonimo

    S.S Pio XI, in occasione della firma dei Patti Lateranensi: “Dobbiamo dire che siamo stati anche dall’altra parte nobilmente assecondati. E forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare: un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale… è dunque con profonda compiacenza che crediamo di avere con esso ridato Dio all’Italia e l’Italia a Dio”

    Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano, fece apporre nel Duomo di Milano una lapide che diceva: “Benito Mussolini – splendore dell’epoca sua – qui il 30 ottobre dell’Anno XII E.F. – il Cardinale Ildefonso Schuster – consenziendo alla dignità e all’onore del Tempio – in forma egregia provvide – con nobiltà e fermezza – un tale patto rammemorando – che a pieno e con maggior gratitudine – solo i secoli futuri si diranno”.
    Successivamente, parlando ai giovani della Scuola di Mistica Fascista: “Mai come allora (dopo la morte di Cesare) la Divina Provvidenza, inviò Ottaviano, così anche in Italia sorse l’Uomo Provvidenziale, il Genio, il quale salvò lo Stato, fondò l’Impero e diede alle coscienze italiane la più perfetta unità nazionale in grazie della Pace Religiosa… A Benito Mussolini dico, Gesù Cristo, Figlio di Dio Salvatore, ha accordato un premio che ravvicina la sua figura storica agli spiriti magni di Augusto e Costantino. Dopo la Marcia su Roma, e dopo la Convenzione del Laterano, che ha ridato l’Italia a Dio e Dio all’Italia, Dio ha risposto dal cielo, ricingendo per opera del Duce, ricingendo dico, Roma e il Re in un ripullulante lauro imperiale la Pax Romana”.

    Buon natale a tutti!!!

    Mara nada

  • AnnaV

    Colui che ha fatto il cielo
    il mare, le stelle, i fiumi, le montagne
    ha deciso di diventare un piccolo bambino,
    fragile, bisognoso di tutto,
    per conquistare il nostro cuore assetato di felicità.

    E’ la notizia più incredibile e stupefacente
    che il Santo Natale ci ripropone.
    Ed è vera!

    Un caro abbraccio

  • Swann77

    Claudio,
    arrivo come al solito molto in ritardo. Quel che intendevo con il mio intervento è che, secondo il vecchio Concordato, ante riforma del 1984, la religione cattolica era riconosciuta quale religione dello Stato. Questo status privilegiato, che ad esempio aveva riflessi diretti nel codice penale (che puniva severamente chi vilipendesse la fede cattolica e i suoi rappresentanti), prevedeva un evidente influenza, addirittura prevista per legge, del Magistero sulla legislazione.
    Altrettanto non è nè può essere oggi.
    Nonostante questo potere, esso non fu esercitato. Il perchè ho cercato, secondo quel che modestamente penso io, di spiegarlo sopra.

  • ClaudioLXXXI

    Io arrivo ancor più in ritardo, Swann, negli ultimi giorni sono stato assente dal web.
    Non credo proprio che ci fosse un’influenza codificata della morale cattolica sulla legislazione. Il fascismo era una statolatria, come lo fu Roma antica, come erano il nazismo e il comunismo, come è oggi (un esempio a caso) la Spagna sognata da Zapatero: uno Stato etico che mira ad essere l’unico riferimento del bene e del male per i cittadini.
    Il fascismo si distinse soltanto per il rapporto, strumentale ed ambiguo, con la religione cattolica, verso la quale cercò di usare all’incirca lo stesso approccio che Roma usava per gli dèi pagani: instrumentum regni, materiale essoterico per tenere buone le masse.

    Altra e parallela questione sono le possibilità concrete che avevano i vescovi di incidere “diplomaticamente” sulle decisioni prese nelle stanze del potere.
    Noi che non viviamo quei tempi difficili, col senno di poi, possiamo star seduti al computer a recriminare che non fu fatto abbastanza. Ma col senno di poi è facile fare tante cose.

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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