LOST: la teoria del genius loci

LOST: la teoria del genius loci

 

 

Chi mi conosce sa che sono un grande appassionato di LOST, probabilmente la miglior serie televisiva mai vista sullo schermo. Forse esagero, ma sono ancora sotto adrenalina per la recente visione dei primi episodi della quinta stagione… forse inizieremo ad avere finalmente la risposta ai tanti misteri accumulati.

Intanto, ecco qui la mia teoria che spiega tutto ciò che finora abbiamo visto. E poi vediamo quanto ci ho preso!

 

 

In sintesi

 

         l’Isola si trova in un micro-universo a sè stante nascosto dentro l’universo normale

         Jacob è l’entità metafisica che ha creato questa "bolla"

         Alvar Hanso = Magnus Hanso = Charles Widmore

         Hanso ha creato il Mostro con la tecnologia Dharma per usurpare il potere di Jacob

         ma l’esperimento non è riuscito, il Mostro è andato fuori controllo e c’è stato l’Incidente

         Annie, la bambina che era amica di Ben, è diventata Mrs. Hawking e ha creato le connessioni tra i passeggeri del volo 815 su ordine di Jacob

         i losties sono sopravvissuti al crash dell’aereo per lo stesso motivo per cui Michael non poteva uccidersi: l’universo non permette paradossi temporali, course correcting

         alla fine della serie il vulcano farà esplodere l’Isola

         Aaron manderà la sua coscienza disincarnata indietro nel tempo e diventerà Jacob (Figlio Rifiutato –> Padre Nascosto)

 

 

 

Per esteso

 

All’inizio, per quanto questa espressione possa risultare non del tutto esatta, l’Isola era un posto normale sul nostro pianeta normale che si muove nel nostro normale spazio-tempo di Minkowski a 4 dimensioni (anche detto M4). Si era formata proprio come tante altre isole vulcaniche e non aveva nulla di strano.

 

Poi, all’improvviso, “il cerchio si apre” e l’isola si trova al centro della formazione di una particolare versione di una Varietà di Calabi-Yau, ovvero una “bolla” ipersferica in cui le dimensioni-extra-oltre-le-normali-quattro sono arrotolate sul perimetro della bolla, la quale dunque risulta accuratamenta nascosta nel tessuto dello spaziotempo quadridimensionale come una pulce si raggomitola e si nasconde nella pelliccia di un cane.

In questo modo, generalmente parlando, dall’esterno l’Isola non può essere trovata perché macroscopicamente parlando “non esiste” nell’universo M4, la Varietà è un micro-universo a sé stante. Tuttavia l’Isola è molto speciale, perfino se confrontata con le “normali” Varietà di Calabi-Yau (a proposito, il matematico italiano Eugenio Calabi era un amico di Enzo Valenzetti), perché, a causa della particolare supersimmetria che caratterizza la vibrazione delle stringhe, il contorno dell’Isola è attraversato da geodetiche le quali occasionalmente fungono da “varco” tra l’interno e l’esterno della bolla. Il passaggio tra lo spaziotempo a 4 dimensioni e l’ipersfera più-che-quadridimensionale genera sovrapposizioni e stiramenti, come può analogicamente capire chiunque abbia mai tentato di far aderire completamente la buccia di un’arancia alla superficie piana di un tavolo, e perciò l’attraversamento del varco di solito provoca (a meno che non si attraversi l’unica geodetica in quel momento orientata con la vibrazione supersimmetrica delle stringhe, es. le rotte 325 o 305) effetti come

         le terribili anomalie elettromagnetiche a cui nessuna strumentazione di bordo può resistere,

         gli scostamenti temporali sperimentati dal fu Dr. Ray e dai viaggi in elicottero di Frank Lapidus,

         i salti di coscienza provati da Desmond e Minkowski.

 

A questo punto va considerato che la formazione della Varietà non era un evento casuale, ma si trattava in verità dell’effetto fisico di una causa metafisica (si tenga presente che ciò che è fisico nel nostro spaziotempo è meta-fisico in un altro spaziotempo) quale la volontà di Jacob: il quale, per motivi suoi che saranno più avanti chiariti, aveva ottimi ed urgenti motivi per creare il suo universo personale.

Jacob è il genius loci, la “divinità locale”, una volontà impressa in un luogo; il suo potere sull’Isola è molto esteso, anche se non illimitato in quanto è comunque orientato da vincoli sia fisico-matematici (di una matematica n-dimensionale) sia psicologici della sua propria personalità. Jacob può agire come un “diavoletto di Maxwell”: un’entità capace di operare sulla scala microscopica, influenzando il moto delle singole particelle senza realizzare nessuna violazione macroscopica del secondo principio della termodinamica. Il potere che ne deriva è così grande che si può perfino affermare, con certa approssimazione, che è il dio dell’Isola (gli abitanti dell’Isola credono che, se Dio esiste, il suo potere è comunque limitato all’universo M4, cfr l’affermazione di Benjamin-Linus-all’epoca-conosciuto-come-Henry-Gale sul fatto che “Dio non vede quest’isola meglio di quanto possa vederla il resto del mondo”).

La conseguenza etica di ciò è che gli abitanti dell’Isola non seguono alcuna morale del mondo esterno (che sia intesa vuoi come regole di condotta oggettivamente fondate, es. il diritto naturale giudeocristiano e/o illuminista oppure la dharma buddista, vuoi come convenzione comportamentale culturalmente determinata), ma si affidano all’insindacabile giudizio di Jacob su chi siano o non siano i good guys.

 

Con il passare del tempo, le persone cominciano ad arrivare sull’isola: dapprima per caso, poi portate lì dai seguaci di Jacob che si sono stabiliti sull’Isola e la popolano. Jacob comunica con i suoi eletti tramite sussurri, visioni, sogni (tutte cose provocate dall’effetto dei fenomeni elettromagnetici, controllati da Jacob, sull’elettrochimica del cervello umano determinante le percezioni sensoriali degli abitanti dell’Isola), e li ha indotti a costruire gli edifici che poi sarebbero diventati le Rovine, nonché una città sotterranea che è il mondo sotterraneo a cui alludono i geroglifici, ed in particolar modo la Ruota (la quale genera una frizione che riscalda il nucleo di materia esotica contenuto nell’esatto centro ortogonale dell’ipersfera che è la Varietà di Calabi-Yau; in questo modo tale nucleo, e con esso tutta la bolla, scatta in modo randomizzato all’interno del normale spazio di Minkowski).

Vivere sull’isola comporta, per coloro che godono della benevolenza di Jacob, vantaggi eccezionali: una salute di ferro, la possibilità di beneficiare delle capacità taumaturgiche del luogo, una vita innaturalmente longeva e potenzialmente interminabile.

Perdipiù, a causa dell’alto numero di apparizioni post-mortem testimoniate e accertate, i suoi abitanti sono convinti che coloro che muoiono sull’Isola non seguono il destino di coloro che defungono nell’universo M4 – qualunque esso sia – ma continuano ad esistere in forma consapevole e senziente all’interno della Varietà. Bisogna però specificare che non si tratta di “fantasmi”, se con questa parola intendiamo entità completamente metafisiche: è più esatto dire che sono informazioni contenute nelle variazioni di cariche elettriche delle particelle elementari n-dimensionali estremamente diffuse nella troposfera dell’Isola, in modo da produrre un campo elettrostatico molto strutturato che può esprimere una quantità così enorme d’informazione da conglobare una vera e propria personalità psicologica impressa elettromagneticamente (per capire alla lontana, è come quando le informazioni di una memoria RAM sono espresse fisicamente dalle variazioni delle cariche degli elettroni degli atomi che compongono i transistor).

Tuttavia, c’è un prezzo: Jacob non permette che i bambini possano essere concepiti e partoriti sull’isola. Gli abitanti dell’Isola non sono in senso stretto un “popolo”, perché non si riproducono: c’è sempre bisogno di un apporto demografico esterno. La tendenziale natalità zero è l’altro piatto della bilancia, rispetto alla tendenziale mortalità zero, per mantenere in equilibrio il sistema nel modo voluto da Jacob: il quale per motivi suoi non vuole che sull’isola si possa diventare padri o madri, ed inoltre predilige le persone che hanno un difficile rapporto con le figure genitoriali (che difatti sono praticamente tutte quelle che arrivano sull’Isola). In effetti, proprio Jacob (Giacobbe, un patriarca) simboleggia in Lost la “figura arcana” del padre: un dio in terra, un essere potentissimo e misterioso che si può prendere cura di te come può anche punirti, che sa tutto e può svelarti le cose che hai bisogno di sapere oppure lasciarti nell’ignoranza.

 

Arriviamo a tempi più recenti. Nel XIX secolo la Black Rock, una nave che praticava il commercio illegale di schiavi, effettuò il suo ultimo viaggio. Il suo capitano era Magnus Hanso, un uomo orgoglioso come il suo nome, un grande uomo che era nato con una particolarità: aveva un piede con sole 4 dita. Il suo secondo ufficiale si chiamava Richard Alpert. Un giorno, la nave si trovò coinvolta in un evento imprevedibile: un’isola “sorse” dal mare – un momento prima la Black Rock viaggiava in oceano aperto, un momento dopo si trovava nel mezzo della giungla. L’Isola era appena stata spostata.

Magnus Hanso divenne così il capo del popolo dell’Isola, e il nuovo portavoce di Jacob. Alpert era il suo vice. Col passare del tempo, tuttavia, Hanso abusò del proprio potere e cercò di “sostituirsi” a Jacob, arrivando persino a ordinare la costruzione di una enorme statua che lo raffigurava.

A causa di ciò, ci fu una guerra intestina: una parte dei suoi seguaci tra cui Alpert, fedele a Jacob, si ribellò. Il conflitto fu vinto da Alpert, e Hanso fu costretto a girare la Ruota – venendo in tal modo bandito per sempre dall’Isola. La sua statua venne distrutta. Soltanto il piede con 4 dita venne lasciato, a perenne monito del pericolo scampato.

Magnus Hanso tornò a operare nel mondo civile, e per non destare sospetti con la propria eccezionale longevità assunse un nuovo nome, Alvar Hanso – la gente pensava che fosse il bisnipote di Magnus, invece era lui stesso. Avendo accumulato nel corso degli anni una notevole fortuna, la usò per cercare l’Isola, dando vita alla Hanso Foundation.

 

Quando fu scoperta l’Equazione di Valenzetti, Hanso propose all’ONU un patto: lui avrebbe messo a disposizione la “sua” Isola, loro gli avrebbero fornito i migliori scienziati del mondo per studiarla e carpirne tutti i segreti e assieme avrebbero cambiato i fattori dell’Equazione.
Con le massicce risorse della sua Fondazione, Hanso riuscì a ritrovare l’Isola e organizzò lo sbarco della Dharma Initiative. Alvar Hanso non poteva andarci direttamente, perché aveva girato la Ruota, ma poteva controllarla dall’esterno. La fazione di Alpert entrò in clandestinità e divenne il gruppo degli Ostili, come erano chiamati dalla D.I.

Hanso, per evitare l’Isola fosse spostata ancora una volta e diventasse irreperibile, decise di nascondere l’ingresso alla Ruota costruendoci su la Stazione Orchidea. Inoltre, essendo appassionato di mitologia greca, diede a quasi tutte le Stazioni Dharma nomi collegati al dio Apollo, che secondo la leggenda era nato sull’isola di Delos, un’isola a lui consacrata e impossibile da trovare perché si spostava nell’oceano.

 

Ormai Hanso aveva il controllo dell’Isola, ma non poteva risiedervi di persona perché Jacob – il cui potere sull’isola era ancora attivo – non glielo permetteva. Inoltre non riusciva a sterminare gli Ostili di Alpert, che si nascondevano in luoghi sottoterra a lui sconosciuti.
Allora, forte delle conoscenze sui fenomeni dell’Isola acquisite grazie alla tecnologia della D.I., Hanso decise di intraprendere il suo progetto più ambizioso: creare egli stesso un nuovo genius loci, una divinità sotto il suo controllo. Se Jacob era Apollo, Hanso poteva essere Prometeo, l’uomo che rubò il fuoco agli dèi: avrebbe creato un essere quasi onnipotente (“quasi” perché avrebbe obbedito ai suoi ordini) che avrebbe avuto gli stessi poteri di Jacob – es. manifestarsi sotto forma di sussurri e visioni, agire a livello microscopico per aggirare il secondo principio della termodinamica – e gli avrebbe permesso di spodestarlo, avrebbe dato la caccia agli Ostili di Alpert braccandoli nei loro nascondigli sotterranei, fungendo da suo personale cane da guardia, un Cerbero che avrebbe allontanato gli intrusi a lui sgraditi. Questo essere non avrebbe avuto una vera e propria forma fisica, ma sarebbe stato composto dagli orientamenti elettromagnetici delle particelle elementari n-dimensionali, e sarebbe stato controllato da alcune postazioni di comando strategicamente disposte (una delle quali si trovava sotto quella che sarebbe poi diventata la casa di Benjamin Linus).

Ma la creazione di questo essere, avvenuta nella stazione del Cigno, non andò secondo i piani: si verificò l’Incidente, che ebbe due conseguenze gravissime. Innanzitutto il sistema Cerbero si rivelò incontrollabile: Hanso non ebbe “il fuoco” divino, ma soltanto “il fumo”. Il mostro fuggì e da allora si aggirò sull’Isola, applicando in modo impazzito le sue direttive originarie – analizzare le persone, leggendo elettromagneticamente le cellule mnemoniche dei loro cervelli, giudicandole degne o indegne di risiedere sull’Isola, e in questa seconda ipotesi condensando la propria struttura molecolare in modo decisamente macroscopico ed anzi fin troppo tangibile. Da allora Jacob ebbe paura che qualcuno usasse la tecnologia Dharma per ripetere l’esperimento, e sviluppò una vera e propria tecnofobia.

Inoltre, l’Incidente aveva anormalmente “perforato” la superficie della Varietà di Calabi-Yau: era come se la “bolla” fosse sempre sul punto di implodere, con tragiche conseguenze per coloro che vi erano dentro. Lo scompenso elettromagnetico necessitava di essere sanato periodicamente, con una frequenza di 108 minuti circa, perciò fu necessario istituire la procedura del premere il bottone. La stazione del Cigno fu riconvertita a questo scopo e i suoi occupanti addestrati a salvare il “mondo” – ovvero, il micro-universo contenuto nella “bolla”.

Hanso perse definitivamente il suo potere sull’Isola in seguito alla Purga. Dopo di essa gli Ostili spostarono l’Isola, usando uno degli orsi polari della Dharma che portarono alla Ruota tramite un passaggio sotterraneo noto soltanto a loro (questo passaggio in seguito sarebbe crollato per uno smottamento, ecco perché Ben per arrivare alla Ruota aveva bisogno di far saltare la Vault della stazione Orchidea).

Ben si alleò agli Ostili e organizzò la Purga non solo a causa dei suoi problemi paterni, ma anche come vendetta perché la Dharma (interessata ai bambini “speciali”) aveva coinvolto Annie in un esperimento elettromagnetico finito male, che ne aveva provocato la scomparsa.
Quello che però Benjamin non sapeva è che in realtà Annie era stata sbalzata vari anni addietro nel passato, in un periodo precedente la venuta della Dharma sull’isola, ed era stata scelta da Jacob per un compito molto particolare. Annie aveva acquisito la possibilità di spostare la sua coscienza avanti e indietro nel tempo, e a differenza di Desmond aveva un certo grado di controllo sui suoi salti; Jacob le ordinò di impiegare questa capacità per un compito di vitale importanza: le disse che nel mondo esterno c’erano alcune persone particolari, che erano “destinate” in futuro a salire sul volo 815, ed arrivare sull’Isola perché il 22 settembre 2004 Desmond avrebbe tardato a premere il bottone (c’era una ragione molto precisa per cui Jacob sapeva tutto ciò). Jacob le ordinò di assicurarsi che questo avvenisse: lei avrebbe dovuto sfruttare le conoscenze che avrebbe acquistato con i suoi flash temporali per creare le connessioni tra i personaggi, operare dietro le quinte, organizzare gli eventi in modo tale che tutto andasse come era “destinato” (ovvero, come Jacob voleva) che andasse. Annie acquisì lo pseudonimo di Mrs. Hawking ed eseguì questo compito, all’insaputa dei passeggeri del volo 815; Desmond fu l’unico al quale si presentò in prima persona, perché anche Desmond aveva sperimentato il salto di coscienza e aveva bisogno di spiegazioni al riguardo.

 

Come “funziona” il viaggio nel tempo della coscienza?

Il dato di base è che le persone lasciano nel tessuto dello spaziotempo una scia, una traccia, un’appendice di sé stessi, come se fossero dei vermi quadridimensionali (cfr l’immagine finale della Ricerca del tempo perduto di Proust). Se i campi elettrici del cervello sono stimolati elettromagneticamente nel modo giusto, le loro coscienze (= l’insieme di ricordi acquisito fino a quel dato momento ed impresso a livello biomolecolare) possono spostarsi lungo questa traccia. Per la precisione, finora abbiamo visto 3 tipi di spostamenti:

 

1) dal presente al passato: in “Flash before your eyes” la coscienza 2004 di Desmond ripercorse all’indietro quella scia e si sovrappose alla coscienza 1995, occupando il suo posto nello spaziotempo, per quanto fosse una sovrapposizione instabile e perciò suscettibile di interrompersi al primo evento traumatico (che nell’occasione fu la mazzata in testa del tifoso), riportando entrambe le coscienze al loro posto. Probabilmente la coscienza 1995 visse il risveglio post-flash come ci si risveglia da un’amnesia. A causa della eccezionale esposizione elettromagnetica sperimentata da Desmond quando girò la chiave di fail safe nella stazione Cigno, quello fu un unico flash di durata molto protratta nel tempo, ma di solito questi salti hanno durata più limitata e per un effetto eco si ripetono a frequenze crescenti (es. com’è successo a Minkowski).

 

2) dal passato al presente: in “The Constant” è la coscienza 2004 di Desmond ad essere “sospesa”, mentre le si sovrappone la coscienza di un momento passato (in quel caso, il 1996). In entrambi questi casi, il continuo sbalzo temporale provoca uno stress per le cellule cerebrali il cui risultato è, a meno di non trovare la costante teorizzata da Faraday, la morte. La Dharma in passato aveva studiato questa patologia – la Malattia – e aveva prodotto come antidoto il famoso vaccino, dai risultati peraltro dubbi, contenuto nella Stazione Cigno.

 

3) dal presente al futuro: sono i momenti di precognizione di Desmond, un effetto residuo (perciò più debole e breve, si trattava di pochi “lampi”) del fail safe.

A questo punto si pone il problema: è possibile modificare il continuum spaziotemporale? Si possono verificare i “paradossi della nonna”?

La risposta a questa domanda consiste nel meccanismo del course-correcting, che è una manifestazione empirica del principio di autoconservazione dell’Universo. In sostanza: se si verificasse un paradosso, l’intero tessuto spaziotemporale ne sarebbe distrutto e non ci sarebbe né passato né presente né futuro né niente; tuttavia, il fatto stesso che noi ora esistiamo è la prova tangibile che un paradosso non si è mai verificato né mai si verificherà. Il continuum può essere cambiato in alcuni dettagli, ma la condizione fondamentale è che il cambiamento non modifichi le cause che hanno provocato il viaggio nel tempo medesimo, il quale è “destinato” ad accadere proprio in quanto da un’altra parte dello spaziotempo è “già” accaduto.

In quanto l’Universo non permette che avvengano eventi che lo distruggerebbero, anche le leggi fisiche assecondano il principio di autoconservazione: poiché le fluttuazioni termodinamiche che alterano il normale equilibrio compensatorio delle vibrazioni molecolari non sono irrealizzabili, ma soltanto estremamente improbabili (a meno che non ci sia appunto un diavoletto di Maxwell, un’entità capace di agire microscopicamente in modo mirato), in un certo senso “nulla è impossibile” ed eventi apparentemente inspiegabili possono accadere in obbedienza al corse-correcting.

Questa spiega non solo perché Michael non poteva uccidersi, ma anche perché tutte quelle persone sono sopravvissute al crash del volo 815: gli eventi sull’Isola che coinvolgono i sopravvissuti si concluderanno, alla fine di Lost, con un viaggio nel tempo.

 

Dopo la Purga, Magnus/Alvar Hanso ha cambiato nuovamente nome ed ha assunto una nuova identità… Charles Widmore. Ma il suo orgoglio non è cambiato, lui è ancora convinto di essere un grande uomo (un uomo il quale non tollera l’amore di sua figlia per un misero scozzese d’incerto mestiere), e desidera più che mai tornare sull’Isola che considera di sua proprietà. Le Industrie Widmore hanno incorporato la Hanso Foundation e stanno ricostruendo la Dharma (Octagon).
Benjamin Linus ha preso il comando degli Ostili, ma anche lui ha deviato dal suo ruolo, ed ha imprigionato la capanna di Jacob, in cui egli aveva posto il nucleo della sua essenza, in un cerchio di cenere vulcanica (sostanza che, per un motivo molto preciso, Jacob detesta). Benjamin ha anche creato dei contatti fuori dall’Isola e creato la Mittelos, un’organizzazione nemica della Widmore.
Intanto Annie, ovvero Mrs. Hawking, ha svolto il suo compito e ha posto le premesse per far sì che i futuri passeggeri del volo 815 prendano quell’aereo e per far sì che Desmond sia al posto giusto. In qualche modo, però, anche Abbadon condivide/condividerà questa capacità di spostare la propria coscienza nel tempo, e la userà per i fini voluti da Widmore (es. cercare di tirare Locke dalla propria parte).

 

Dopo il crash del volo 815, avvengono gli eventi che coinvolgono i sopravvissuti dell’aereo. In particolar modo, Jacob “risveglia” il corpo di Christian Shephard, con il quale condivide un legame particolare, per farsi aiutare a dirigere il corso finale degli eventi; e nasce sull’Isola colui che si dimostrerà il suo più importante occupante… Aaron, destinato a lasciarla assieme agli altri Oceanic 6 ed in futuro a farvi ritorno.

 

Che cosa succederà a questo punto?

 

Della “fine” di Lost si può prevedere questo: ci sarà, come in ogni season finale, un’esplosione. Ad esplodere sarà l’Isola stessa, per l’eruzione del vulcano, cosa che avrà in qualche modo delle implicazioni elettromagnetiche e avverrà in coincidenza della lotta finale tra la fazione di Widmore, che in qualche modo sarà finalmente tornato sull’Isola, e la fazione di Benjamin (a cui più o meno volentieri si dovranno unire gli ultimi sopravvissuti dell’815). Alcuni occupanti dell’Isola saranno trasportati fisicamente indietro nel tempo e tra questi Jack e Kate, che si ritroveranno sull’isola decadi prima e lì vivranno, finalmente in pace, finalmente non più “perduti”, fino a morire nelle stesse caverne dove in futuro i loro corpi saranno trovati da… Jack e Kate.

Ma la cosa più importante è che nel momento dell’esplosione Aaron, dotato di eccezionali capacità paranormali, per salvarsi proietterà la sua coscienza al di là del tempo e dello spazio. La sua volontà tornerà indietro di millenni, fino al tempo remoto in cui l’Isola era soltanto un posto normale su un pianeta normale che si muove in un normale spazio-tempo di Minkowski, ed aprirà uno strappo nel tessuto quadridimensionale in cui formerà la Varietà di Calabi-Yau, un nuovo ventre in cui rifugiarsi.

Così, Aaron diventa Jacob: la figura del Figlio Rifiutato passa “attraverso lo specchio” e diventa la figura del Padre Nascosto.

E il cerchio si chiude.


23 responses to “LOST: la teoria del genius loci

  • Hayalel

    Semplicemente pazzesco.

    Ma hai teorizzato tutto tu davvero o hai qualche fonte?

  • domenicotis

    Spero non ci sia bisogno di una laurea in filosofia o aver seguito un corso di meccanica quantistica per guardare la quinta stagione di Lost🙂

  • Kukulkan

    Hum… forse è l’ora che mi decida finalmente a vederla questa serie…

  • ClaudioLXXXI

    #1
    Ho teorizzato e scritto io, comunque c’è qualche punto di contatto con altre teorie sparse per il web (e una delle cose belle di questo show è che ha prodotto qualcosa come un centinaio di teorie).

    #2
    Una laurea no, però si apprezza meglio lo show se si ha un minimo di interesse per le questioni filosofiche e scientifiche (e psicologiche, religiose, esistenziali, genitoriali, etc.)
    La quinta stagione inizia con l’esplicito paragone tra il flusso del tempo e un giradischi che si può inceppare.

    #3
    Assolutamente. Un capolavoro assoluto.

  • alessandroX

    Amico mio, tu sei un genio.

    Azz…te lo dicevo che la cosa era complicata, e che non ci capivo nulla!
    Se non ci hai azzeccato al 100% comunque ci sei molto vicino. secondo me.
    E se non ci hai azzeccato, la tua ricostruzione è comunque un masterpiece.

    Avrei 1000 domande, comincio con questa: come spieghi la cornice che cambia in uno dei primi episodi della season 4, in un flasback di Miles Straum?

  • utente anonimo

    Grande Claudié.

    So’ rimasta parecchio indietro, ma sostengo cmq che se hai sbagliato, gli autori hanno perso un’occasione notevole.

    Erika

  • ClaudioLXXXI

    #5

    Mah, la cornice che cambia io la interpreterei banalmente come un semplice errore di montaggio. Eh sì, può capitare anche questo!
    In alternativa il cambiamento della cornice potrebbe essere una conseguenza (anche se non vedo il nesso) del cambiamento dell’atmosfera della casa, ora libera dalla presenza ultraterrena del ragazzo morto “congedato” da Miles.

  • UnPiccoloUomo

    Chi mi conosce sa che sono un grande appassionato di LOST, probabilmente la miglior serie televisiva mai vista sullo schermo.

    Se dici così, Claudio, mi accodo a Kukulkan!

    Dubito però che troverò il tempo a breve termine: magari comprerò i DVD una volta comperte le spese del matrimonio😉.

  • berlic

    Aw(esome). E adesso chi la trova una settimana-uomo per rimettersi in pari? E a che pro, se mi hai già detto come va a finire?😉

  • ClaudioLXXXI

    Son of a bitch! 😀

    Puntata strepitosa, ma ha già confutato alcuni tasselli del mio mosaico!!!

  • alessandroX

    Eh già…Widmore.

    Oxford, Queen’s college. Ci sono stato!

  • nihilalieno

    LOST
    mi sono persa io

  • fiordicactus

    Scusa Claudio, non sono riuscita a leggere tutto il tuo post, ma ci ripasso, ma così, di corsa e sui due piedi, usando un numero limitato di parole, mi puoi illuminare???
    Gli orsi . . . cosa c’entravano e cosa servivano e da dove sono arrivati???
    Io ho seguito, senza grandi successo la 1° serie, e a spizzichi il resto . . . ma non ci ho mai capito niente! :-)))
    Pensi che mi ci voglia un paio di lauree e magari un corso di teologia???😉

    Ciao, R

  • utente anonimo

    Widmore bandito: complimenti stupefatti per la precisione.
    Ma sto notando che ci sono diverse “classi” di persone.
    I nativi non invecchiano. Widmore e Ben invecchiano, perchè evidentemente provengono da fuori dell’Isola.
    Poi ci sono i “resuscitati”, come Alex, Christian, Claire (?) e Locke (?), che non sono più sè stessi, ma sembrano essere diventate diverse entità, messaggeri, eterei.

    E poi ci sono tutti gli altri che ci girano attorno.

    paul macca

  • ClaudioLXXXI

    #14
    Spoiler su LOST fino alla 5×12

    Ahimè, precisione un accidenti.😀
    Ho toppato a considerare Smoke Monster un prodotto della Dharma, a quanto pare invece è vecchio almeno quanto il dio Anubi.
    Widmore bandito l’avevo subodorato quando diceva nella 4×09 che l’Isola era sempre stata sua, però credevo fosse legato strettamente alla Dharma (anche per il quadro nel suo studio – episodio 3×08 – che se lo leggi alla rovescia c’è scritto NAMASTE), invece a quanto pare è rimasto sull’Isola almeno fino alla fine della Purga.
    Che poi dobbiamo ancora sapere chi sia la madre di Penny. Io ho il presentimento che sia Ellie ’54 ovvero Mrs. Hawking, la qual cosa renderebbe Faraday il cognato di Desmond.

    Finora l’unico a non invecchiare è Richard Alpert. Non si sa perchè. Avrà fatto un patto speciale con Jacob. Se sono veri i rumors sulla puntata ventura 5×15 che avrà i suoi flashback, ne vedremo delle belle. Il suo ruolo nella gerarchia degli Others è stato descritto dagli sceneggiatori come il Panchen Lama che sceglie il Dalai Lama: non assume in prima persona la posizione di comando, ma sceglie chi deve assumerla ed è pronto a sostituirlo se costui sgarra.
    Alex non credo fosse resuscitata, era una manifestazione del Mostro come lo era anche Yemi (3×05). D’altra parte penso che chi muore sull’Isola sia “inglobato” nella coscienza collettiva e continui a esistere immanentemente, perciò può darsi che quella fosse “veramente” Alex.
    Claire non si sa che fine ha fatto.
    Christian e Locke sono resuscitati ma in modo diverso. Christian è diventato il messaggero straordinario di Jacob, Locke invece è rimasto circa sè stesso, anche se certo tornare nella terra dei viventi gli ha definitivamente confermato l’autostima.

  • utente anonimo

    La cosa che mi ha colpito di più nella tua ricostruzione, ritrovata nelle ultime puntate, è il discorso in merito alla morale “tutta locale” vigente sull’isola.

    Devo dire che mi sto un po’ disaffezionando alla serie, soprattutto per un motivo: con quest’ansia di dare spiegazioni e portare (si spera) a conclusione il baraccone, si è perso l’aspetto più affascinante per me del Lost delle origini: lo scontro tra i diversi …. archetipi? (tipo Locke vs. Jack, o Jack vs. Sawier)
    Ormai è tutto un “che sarà questo? che sarà quello? Chi si piglia Kate?”

    Per questo ho traslocato baracca e burattini su Battlestar Galactica e West Wing negli ultimi mesi!

    … e lasciam perdere The Fringe …

    paulmacca

  • ClaudioLXXXI

    We are the good guys!

    A me invece sta piacendo sempre di più, finalmente i nodi stanno venendo al pettine. Poi i personaggi sì, sono partiti come archetipi, ma hanno attraversato in questi anni un’evoluzione psicologica notevole. Pensa solo al Jack delle ultime puntate, chi l’avrebbe mai detto.

    West Wing non l’ho mai visto. Battlestar Galactica è anch’esso un capolavoro, ora è finito (ci devo fare un post!) ma ha lasciato una degna progenie, ho visto il pilot dello spinoff Caprica ed è spet-ta-co-la-re!
    Fringe mi sta piacendo, soprattutto adesso che le puntate sono meno autoconclusive e la trama orizzontale sta emergendo.

  • utente anonimo

    …era l’ora per il “povero” Jack tuttofare.

    Più di tutte mi è piaciuta la trasformazione di Jin in vedova vendicatrice (esaurita quasi subito, purtroppo).
    Kate pesce fracico forever: l’ho lasciata per Athena.

    Di Caprica ho per ora potuto solo apprezzare i primi 10 minuti in cui ho registrato:
    – un abbozzo di discorso sulla possibilità di essere sc(i?)entemente affascinati dal male;
    – una figlia che perdona la madre, dopo che le aveva giurato eterno odio.
    Promette bene!

    West Wing è vecchiotto, ma scritto da dio. I migliori dialoghi in giro da anni a questa parte. Fulminanti!

    paulmacca

  • utente anonimo

    ho appena sentito per radio di un certo libro.
    L’invenzione di Morel, di uno scrittore argentino.
    dice nulla?

  • ClaudioLXXXI

    E certo… era il libro che leggeva Sawyer in non ricordo quale puntata…

    (rapida occhiata su Lostpedia)

    nella 4×04. Il libro è di Adolfo Bioy Casares (amico e sodale di Jorge Luis Borges!) e parla, secondo Lostpedia, di un tizio che naufraga su un’isola misteriosa…

    Per inciso, Lost è una spanna sugli altri telefilm anche perchè è pieno zeppo di riferimenti culturali di più vario genere!

  • utente anonimo

    dsa quel che raccontava Achille Bonito Oliva su Radio 3, l’invenzione sarebbe proprio una macchina (definita “celibe”), seppellita nei sotterranei di quest’isola, che ricrea all’infinito la realtà, confondendo i piani del reale e del rappresentato.
    Per questo aveva colpito me e mia moglie.

    …ma siamo soli su quest’isola Lostmaniaca?
    paulmacca

  • Hayalel

     Scusa se riesumo il post, ma
    -ora che ho visto Jacob in faccia per vederlo morire subito dopo, e
    – dopo aver scoperto che Locke non è mai resuscitato ma è stato "sostituito" da uno che non ho neanche capito bene chi fosse e, infine,
    – aver visto che "l’incidente" era una esplosione nucleare volontaria per cercare di tornare al presente,

    come cambiano le teorie fin qui formulate? a quando il prossimo post su Lost?

  • ClaudioLXXXI

    Come cambiano, è semplice… la mia teoria è andata a rotoli, non ci ho proprio azzeccato! ^_^

    Penso che il sostituto di Locke, la nemesi di Jacob, sia il Mostro o comunque sia collegato ad esso. Mi sembra una specie di partita a scacchi (anzi a backgammon) tra due entità misteriose, soprannaturali o preternaturali, che disputano seguendo regole prefissate (es. non ci si può uccidere direttamente) per far prevalere la propria idea su come gestire l’Isola. Jacob abita nella Statua rivolta verso il mare, l’esterno, attirando gli uomini e chiamandoli all’isola, mentre la sua nemesi abita nella giungla e vuole proteggere l’isola dall’umanità che sa solo corrompere e distruggere. Bianco contro nero, fiducia nell’uomo contro pessimismo.
    Sono in fibrillazione per l’attesa della sesta stagione, forse farò un post di considerazioni.

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