Odifreddi pallone gonfiato

 

 

Pierluigi Battista scrive questo.

 

Egregio Piergiorgio Odifreddi, in una dichiarazione rilasciata al nostro Dino Messina ha sostenuto che il tempestoso precipitare della vicenda legata a Giuliano Soria rappresenterebbe «una vittoria dei clericali», soddisfatti per le sue dimissioni da capo del comitato dei garanti chiamati in extremis a salvare la continuità del Premio Grinzane Cavour finito nella bufera. La fantastica infondatezza della sua supposizione, così evidente alla luce di un elementare buonsenso, dovrebbe tuttavia indurla a riflettere su una vis polemica anticristiana la quale (sebbene finora baciata dal successo) se portata agli estremi rischia di condurre anche il più impertinente dei matematici tra le braccia del parossismo ossessivo e della fissazione paranoica: aggiungiamo pure, sempre che il richiamo alla terminologia religiosa non le suoni offensivo, del più scatenato misticismo egotistico. C’ è da immaginare che lei conosca, nelle sue peregrinazioni di studioso negli Stati Uniti e in Unione Sovietica, la sorte di quegli intellettuali che, strappati dal recinto delle loro competenze specifiche, si perdono nelle fumisterie del vaniloquio ideologico e della banalità più corriva. È accaduto anche a lei. Ma a lei il trasloco dal campo del rigore a quello dell’ ovvietà ha portato fortuna e popolarità. Abbandonati i territori astratti della matematica e delle esattezze geometriche, si è trasformato in portavoce dell’ ateismo più militante, tra gli applausi dell’ opinione pubblica stanca delle prepotenze clericali. Quando si è avventurato nei meandri dell’ etimologia più fantasiosa, asserendo che il termine «cretino deriva da "cristiano"», le sono giunti più consensi che pernacchie. Quando ha deriso il cristianesimo per affermare che, «essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che sono stati condannati a non esserli», più che la protesta per una battuta così volgarmente oltraggiosa per chi è fedele di una «religione per letterali cretini», è risuonata la chiassosa approvazione dei laicisti «condannati» a essere, o a considerarsi, più intelligenti. Ora, professor Odifreddi, essendo la sua intelligenza non una verità dogmatica ma un’ ipotesi da accertare laicamente mediante il metodo delle prove empiriche, dovrà essere sua cura dimostrare che, proseguendo con la fissazione dell’ oscuro complotto clericale, la sua guida illuminata del campo ateo-laicista non corra il pericolo della deriva macchiettistica, del suo inesorabile slittamento nei clichés di un personaggio dell’ eterna commedia italiana. Si goda il suo meritato successo, e non lo guasti con stentoree dichiarazioni che, consenta la citazione, assomigliano sempre più al «cretinismo» religioso da lei orgogliosamente vituperato. Non si prenda molto sul serio, e sappia accettare laicamente la constatazione (scientifica) secondo la quale tra una verità profonda e una sciocchezza il confine è molto sottile e labile. Esca dal suo personaggio e torni dove si sente a suo agio, tra i numeri e la trigonometria. Abbandoni le sue pose ieratiche (pardon), perché non c’ è peggior clericalismo del clericalismo ateista. Al massimo dovrà rinunciare ai vertici del Premio Grinzane Cavour, ma non è un prezzo troppo elevato. Con immutata stima.

 

 

Piergiorgio Odifreddi risponde con quest’altro.

 

Vorrei rispondere ad rem (cioè, nel merito) all’attacco ad personam (cioè, pretestuoso) che Pierluigi Battista mi rivolge nella "Lettera al sacerdote dell’anticlericalismo" sul Corriere della Sera del 16 marzo, elogiata da l’Avvenire il 17 marzo.
Anzitutto, lo ringrazio per avermi chiamato "egregio". Credo infatti che sappia, nonostante la sua avversione per le etimologie, che l’aggettivo
significa "fuori del gregge", e
oggi in Italia chi esprime e difende un pensiero laico è effettivamente costretto a cantare fuori dal coro dei belati
. Cosa non sgradevole, comunque, visto che Albert Einstein notava nelle sue Idee e opinioni che "per essere l’immacolato componente di un gregge di pecore, bisogna prima di tutto essere una pecora".
Venendo all’articolo, Battista bolla la mia dichiarazione di ingerenza clericale nelle vicende del Premio Grinzane Cavour come "fantasticamente infondata, alla luce di un elementare buonsenso": ne deduco che, pur scrivendo sui giornali, non li legge. Neppure il suo, che il 4 marzo titolava "L’assenza cattolica agita il Grinzane". E neppure l’Avvenire, che il 3 marzo titolava "Grinzane, un futuro a senso unico?", e vedeva come "una barzelletta l’eventuale inserimento di un solo rappresentante dell’area cattolica". E neppure La Stampa, che il 1° marzo titolava "I cattolici reclamano un posto nei saggi".
Quanto all’appello al buonsenso come verifica di fondatezza, si tratta dello stesso argomento che viene puntualmente avanzato da coloro che la pensano come lui, ogni volta che qualche idea nuova viene alla ribalta: è stato infatti il "buonsenso" a far processare Galileo per aver sostenuto che la Terra girava attorno al Sole, e non viceversa, così come è stato il "buonsenso" a far avversare Darwin per aver sostenuto che l’uomo fu creato a immagine e somiglianza della scimmia, e non di Dio.
Purtroppo è difficile applicare il buonsenso alle vicende del Grinzane, quando il forzista Giampiero Leo e il pidino Stefano Lepri sono a verbale per aver ineffabilmente
sostenuto in Consiglio Regionale a Torino che la mia nomina era "sgradita al cardinale" (come se questo dovesse importare). E quando il forzista Enzo Ghigo e il pidino Gianfranco Morgando mi chiamano "matematico ateo", mostrando ripetutamente di ritenere che il secondo (e forse anche il primo) attributo siano degli handicap, invece che delle garanzie: dimenticando che la gestione di Soria e la sponsorizzazione di Ghigo e Leo erano sì "cattolicamente corrette", ma certo non si sono rivelate evangeliche.
Battista mi dice che dovrei "aver conosciuto nelle mie peregrinazioni di studioso negli Stati Uniti e in Unione Sovietica la sorte di quegli intellettuali che, strappati dal recinto delle loro competenze specifiche, si perdono nelle fumisterie del vaniloquio ideologico e della banalità più corriva". Non so cosa c’entri, ma è vero, li ho conosciuti: in particolare il linguista Noam Chomsky e il fisico Andrei Sacharov, attaccati dai loro detrattori maccartisti e persecutori brezneviani con le sue stesse parole. E avendoli conosciuti, non posso che prenderli ad esempio: in particolare il primo, come ho scritto nella prefazione a Il matematico impertinente.
Infine, a proposito del suggerimento di "tornare dove mi sento a mio agio, tra i numeri e la trigonometria", io ci sono sempre rimasto: un mio libro su Darwin è uscito da qualche settimana (Battista non se n’è accorto, ma fortunatamente il pubblico e i recensori sì), un altro sulla matematica esce in questi giorni, la scorsa settimana ho diretto un Festival della Matematica a New York, e questa settimana proseguiamo a Roma, ospitando in tutto otto premi Nobel e tre medaglie Fields. Temo che la fissazione sulle mie marginali opinioni in campo religioso siano soltanto un sintomo del fatto che la lingua batte dove il suo dente (di Battista) duole
.

 

 

Adriano Sofri commenta così.

 

Sbaglierebbe chi ritenesse l’idea che Dio sia costruito da noi umani, a nostra immagine e somiglianza, infantile, facilona e tantomeno deresponsabilizzante. Al contrario. L’idea che mi faccio di Dio la dice lunga, che me ne renda conto o no, su chi sono io. Io, per esempio, non credo in Dio, ma il Dio in cui non credo non è fesso come quello in cui non crede Piergiorgio Odifreddi. Più esattamente, il Dio in cui non crede Odifreddi è un pallone gonfiato. Mi vergognerei di non credere a un Dio così. Preferisco non credere, non so, al Dio misericordioso di Pascal. Mi spingerei a dire che la differenza fra credere o non credere in Dio sia meno influente, almeno per la nostra vita quotidiana, del Dio differente nel quale crediamo o non crediamo. La chiesa, e le chiese in genere, fanno molto per esaltare la cattiva distinzione fra credenti e non credenti. Bene: tutto questo per dire che ieri Repubblica ospitava un articolo di Odifreddi intitolato “Io e il Grinzane”, che ho letto per la curiosità di sentire che cosa volesse dire uno che era stato designato presidente di quel comitato dei garanti, a proposito dell’affare in generale, e in particolare della propria insinuazione che lo scandalo fosse stato suscitato da una ingerenza clericale cattolica. Dell’affare in generale ho letto solo un passaggio marginale secondo cui la gestione di Soria si è rivelata “non evangelica”. Quanto all’ingerenza clericale, solo la citazione di titoli di giornale sul malcontento di cattolici per la loro inadeguata presenza nella gestione del già prestigioso premio. Che rapporto passi fra questo malcontento e le buffe e grandiose malversazioni ammesse da Soria, non si capisce. Il punto più alto Odifreddi lo tocca quando, obiettando all’appello al “buonsenso” mosso al suo indirizzo da Pierluigi Battista, proclama che si tratta “dello stesso argomento avanzato… ogni volta che qualche idea nuova viene alla ribalta”: dal processo a Galileo all’ostilità a Darwin. Dunque l’espediente meschino del buonsenso ha colpito di volta in volta l’idea nuova secondo Galileo che la terra girasse attorno al sole, secondo Darwin che l’uomo fosse imparentato con la scimmia, e secondo Odifreddi che una cospirazione clericale abbia abbattuto il padrone del Grinzane. Auguro fraternamente ai non credenti di non finire per non credere a un pallone gonfiato.

 

 

Son cose da conservare.

 


15 responses to “Odifreddi pallone gonfiato

  • OrsobrunoBlog

    Carissimo Claudio,

    scriveva Nietzsche: “Se Dio esistesse, come sopporterei di non esserlo?”

    Quindi, logicamente, i casi sono due:
    a) Dio non esiste e Nietzsche sta tranquillo
    b) Dio esiste e, come direbbe Charlie Brown digrignando i denti, Nietsche grida: “NON LO SOPPORTO!!!”

    Tuttavia, vi sono dei segnali, da parte del prof.Odifreddi (pubblicare un libro al giorno, naturalmente sempre più pregnante e originale; ospitare 3 premi Nobel prima di colazione, registrare 3 talk show entro l’ora di pranzo, rivoluzionare l’algebra, la geometria e l’analitica entro cena, presiedere 3 premi letterari prima di coricarsi) che mi fanno presagire la nascita a breve della TERZA VIA:

    1) Dio esiste (ebbene… sìììììì!!!!!!!)
    2) E’ Odifreddi
    3) Odifreddi, nonostante il piccolo arretramento teoretico, si ritiene però tutto sommato soddisfatto (e se Nietzsche non lo sopporta, bè… cazzi suoi!)

  • ClaudioLXXXI

    😀

    trovo particolarmente interessante quel punto dove Odifreddi scrive che “oggi in Italia chi esprime e difende un pensiero laico è effettivamente costretto a cantare fuori dal coro dei belati“.
    In Italia è possibile leggere il cosiddetto pensiero “laico” su Repubblica, Micromega e tutte le altre pubblicazioni del Gruppo Espresso; il Corriere della Sera, OK Magazine e annessi e connessi RCS; La Stampa; Liberazione, il Manifesto e i vari giornali locali di area comunista e derivati; il Riformista; il Sole 24 Ore cinque volte su dieci; Libero quando ci scrive Feltri; il Giornale quando ci scrivono Filippo Facci o Giordano Bruno Guerri; e sicuramente l’elenco è incompleto.
    Per non parlare delle allegre trasmissioni televisive di Fazio, Santoro, Crozza e compagnia.
    Insomma, Odifreddi è in buona e numerosa compagnia, epperò non rinuncia alla retorica del solitario ed incompreso pensatore superiore.

    Credo che Olavo de Carvhalo abbia scritto (cabasilas, puoi darci lumi?) brillanti pagine sull’inversione del rivoluzionario che si proclama vittima del potere nel momento stesso in cui arriva al potere; l’intellettuale, il cui pensiero rimbomba amplificato mille volte nelle grancasse del politicamente corretto, che si lamenta di essere costretto a cantare fuori dal coro. Allucinante, allucinante.

  • OrsobrunoBlog

    Direi, se sei d’accordo, carissimo Claudio, che i meccanismi sono analoghi a quelli descritti da Olavo per illustrare il giro del mondo mediatico e anche fisico di Al Gore con “Una scomoda verità”, e che si può trovare come allegato in “Una balla sconveniente”, naturalmente nel blog di Cabasilas.
    Il quale magari adesso interverrà e dirà: “Tu… e tu… ma allora non avete capito niente!”😉
    E allora splenderà la nostra modestia: come il giovane Platone di fronte a Socrate, incasseremo in silenzio la correzione ;-)))))))))))))))))

  • cabasilas

    Siete dei lettori perfetti e lo splendore dei miei bits…! Esattamente. Esattamente. Oddifreddi è il Dawinks de “noantri”. Le bastonate all’uno vanno benissimo all’altro!

  • anonimok

    Peccato che Sofri non si chiami “Pieradriano”, la parure sarebbe stata perfetta.

  • OrsobrunoBlog

    Grazie Cabasilas!
    A differenza di Julia Roberts, che in un qualche film dice: “Basta con i complimenti! Mi avete rotto le palle con questi complimenti!”, io non disdegno gli incoraggiamenti, soprattutto quando mi servono per valutare come procedo nell’apprendimento di qualcosa di importante.
    A presto!

    PS Comunque le differenze fra me e Julia Roberts sono anche altre e vistose😉

  • utente anonimo

    Claudio ti prego cambia il colore del font ché me stò a caccià l’occhi.

    In cambio ti prometto di non commentare😀

    Erika

  • ClaudioLXXXI

    sì, in effetti è meglio così😀

  • BBSlow

    Il fatto è che, purtroppo, Battista ha perso un’occasione. Non -come vorrebbero gli amici (anzi, gli amichetti) di Odifreddi- per tacere, ma per riportare una vittoria schiacciante.
    E si, perchè -purtroppo- bisogna riconoscere che l’articolo di Battista, anche se si comprende che nel fondo ha non una ma mille ragioni, è scritto male. Male argomentato, male disposto, male scritto, persino. Roba che persino un povero mentecatto intellettuale come Odifreddi riesce a mettere insieme una risposta tutto sommato dignitosa.
    Il fatto è che Odifreddi non le capisce proprio, certe cose; prende troppo sul serio la sua missione di ateista militante, per riflettere sul senso del ridicolo (che infatti, non essendo attributo del divino, perfettamente gli si confà). Cosa vi aspettate, voi tutti e Sofri, da uno che si chiama odi-freddi e gioca con le etimologie?
    Purtroppo non si può dire “scenda il silenzio”, perchè, appunto, il povero “intellettuale” perseguitato dai clericali scrive ogni giorno in ogni dove, e quando non scrive parla, dichiara, afferma, auspica, avverte (salvo, ovviamente, intervenire, presiedere, messaggiare, sovrintendere).
    E’ troppo preso a organizzare festivals, per avere il tempo di ripassare un po’ di storia, o per riprendere in mano i libri del catechismo (che non si richiederebbe S. Tommaso, basterebbero quelli per innalzare la conoscenza che Odifreddi ha del cattolicesimo e della Chiesa). Niente, Odifreddi è così: siccome ha capito il teorema di Pitagora, crede di poter parlare di tutto. Uno o lo prende o lo butta via: io ho già scelto…

  • cinas

    claudio, in effetti odifreddi sta esagerando.
    ma sarai d’accordo che da qualche anno – lo dico in maniera più possibile neutra – nuove leggi e adeguamento di quelli esistenti vanno nel senso auspicato dalla Chiesa.
    (basti pensare alla (per me vergognosa) legge sulla fecodazione artificiale, di cui l’efficacia è misurata sui voli milano madrid, carichi di coppie italiane.

    a proposito, mi diresti la tua posizione sulla vicenda della scomunica ai medici che hanno fatto abortire la novenne stuprata?

  • Cuoredipizza

    Il Verbo si è fatto carne
    e ha posto la Sua dimora in mezzo a noi.

    Buona festa dell’Annunciazione!
    Cuoredipizza
    __________

    La vita è saporita…
    ad Jesum per Mariam!

  • ClaudioLXXXI

    #9
    Non mi sembrava scritto così male. E’ più che altro un articolo sbeffeggiante, non supporta teorie nè fornisce informazioni, ma enuncia parole in sostituto di un pernacchia.
    Con certi figuri intellettuali è l’atteggiamento più efficate, vedi infatti Odifreddi come si sente spronato a dare la sua “risposta dignitosa” che lo fa apparire ancor più spropositato.

    #10
    Sulla strumentalizzazione di questa vicenda a fini disinformativi, altri hanno già scritto.
    Ti segnalo questo e questo, che danno dettagli sulla vicenda che molti giornali non hanno dato.
    Naturalmente sei libero di non credere a quanto c’è scritto qui. Limitati semplicemente a domandarti se sia vero.
    Troppi anticlericali, quando sentono notizie negative sulla chiesa, non si domandano se è vero. Ci credono perchè fa loro piacere crederci – proprio lo stesso meccanismo mentale che si imputa al credente.
    Purtroppo, ne è pieno il mondo di scettici che sono più dogmatici dei dogmatici.

  • ClaudioLXXXI

    Ho fatto un macello con i tag…

    grazie di avermelo ricordato Cuoredipizza! Buona festa dell’Annunciazione a tutti.

  • utente anonimo

    OT (ma non troppo)

    Una nuova tempesta mediatica contro il Papa
    http://blog.messainlatino.it/2009/03/una-nuova-tempesta-mediatica-contro-il.html

    opportuno lasciare un contributo😉

    Luigi

  • Angel0fDeath

    “Vorrei rispondere ad rem (cioè, nel merito) all’attacco ad personam (cioè, pretestuoso) che Pierluigi Battista mi rivolge nella “Lettera al sacerdote dell’anticlericalismo””

    A me queste parole hanno lasciato sconvolto dalla semplicità ma che nessuno pare voglia prendere sul serio: perché una persona che esprime la sua opinione deve essere lapidata per la sua immagine piuttosto che per i contenuti di ciò che va poi a riferire? Io ho trovato l’articolo di Battista piuttosto infantile, o meglio, privo di argomentazioni. Sono d’accordo con BBslow, ha perso un occasione, ma forse avesse taciuto avrebbe fatto una figura meno magra…

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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