Quando l’acqua va dalla valle al monte

Quando l’acqua va dalla valle al monte

 

 

L’aver visto per caso e di sfuggita ieri sera Magdi Cristiano Allam in televisione, intervistato su non ricordo quale rete locale per il suo impegno politico nelle prossime elezioni, mi ha ricordato che avevo da parte un post iniziato e mai finito (uno dei tantissimi) a proposito della sua conversione al cattolicesimo; conversione che circa un anno fa creò un po’ di scalpore, per le ovvie implicazioni politico-islamiche legate al personaggio in questione.

La bellissima circostanza dell’essere questo blog sideralmente distante da una testata giornalistica, posto che viene aggiornato senza alcuna periodicità e ultimamente pure in modo assai sporadico, e mai e poi mai potrebbe essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 7 marzo 2001 n. 62, vuol dire pure che non sono in alcun modo tenuto a pormi problemi scemi di attualità, puntualità, stare al passo con i tempi e altre consimili fesserie. Perciò, anche se sono lievemente in ritardo a parlare di Magdi Cristiano Allam, chissenefrega e ne parlo adesso.

 

Dunque, il “problema” della suddetta conversione è che un sacco di gente pensa, anche perché così gliel’hanno spiegata, che Allam sia passato dall’Islam alla Chiesa cattolica. Il che è semplicemente falso.

Prima di convertirsi, infatti, Magdi Allam non era un musulmano: era un ateo razionalista, seppur di “cultura” musulmana, cioè in qualche modo destinatario del patrimonio di idee e tradizioni islamiche dal quale però aveva preso le distanze da tempo. Conosceva l’islam, quanto bene o male non saprei proprio dirlo, però non ci credeva, tant’è che nei suoi articoli si descriveva talora come “musulmano laico”.

Ebbene, ma guarda un po’, questo dettaglio fondamentale fu completamente ignorato da molti commentatori della sua conversione, perlopiù proprio da coloro che appartenevano a quell’area di riferimento genericamente definita “laica”. Considerate per esempio la lettera da lui inviata al direttore del Corriere della Sera, nella quale il neoconverso spiegava lungamente le ragioni che l’avevano portato a chiedere il battesimo: quel brav’uomo di Paolo Mieli, forse perché la lettera era troppo lunga, forse per altri motivi chissà quali, pensò bene di pubblicarla monca (qui la trovate completa), e tagliando in particolare proprio i paragrafi in cui Allam descriveva nei dettagli il suo percorso umano e spirituale, che lo aveva portato negli anni ’70 “alla stagione dell’ateismo sventolato come fede”. Apperò.

 

Ora, a mio avviso è proprio questo, piuttosto che le polemiche sulla qualità del giornalismo performato da Allam o l’opportunità di mandare in mondovisione il musulmano battezzato dal papa col rischio che qualche imam si offenda e ci dichiari guerra, per non parlare della faida tra cattolici filoisraeliani e cattolici antisionisti… questo è il cuore della questione.

È il caso di ricordare che, all’indomani della morte di Giovanni Paolo II, appariva sul Corriere della Sera un editoriale di Emanuele Severino il quale, per rendere omaggio all’illustre defunto, non trovava di meglio che paragonarlo a “uno che, in mezzo a un torrente in piena, sostenga che l’acqua va dalla valle al monte”. Cioè un folle, insomma. Il concetto, espresso altresì con insolita claritas considerati gli standard del filosofo, era che il superamento del cattolicesimo (nonché della filosofia aristotelico-tomistica su cui esso si erige) è inevitabile, invincibile come la forza di gravità; tant’è che Severino riconosceva la grandezza del Papa proprio in quanto ne bollava l’operato come un inutile seppur tragicamente eroico sforzo di frenare le magnifiche sorti e progressive della filosofia dell’ultimo secolo e mezzo, la quale “è la punta d’acciaio che anima, dà forza, fa procedere il nostro tempo: essa mostra che lo scavalcamento dei valori del passato è un processo inevitabile”.

Bene: questa specie di forza gravitazionale della fine della fede vale, secondo una certa mentalità “laica”, non solo a livello generale ma anche per i singoli individui. È ancora ancora comprensibile che si passi dal branco dei musulmani al gregge dei cristiani: cretini gli uni, cretini gli altri. Tutti minus habentes, anche se ai primi non conviene dirlo ad alta voce perché ci si può ritrovare con la gola tagliata, molto meglio disegnare coraggiosamente il papa con un preservativo in testa chè al massimo si rischia la pubblicazione su Micromega e l’intervista sorridente da Fabio Fazio. Che invece si converta al cattolicesimo un ateo, un razionalista, uno che non crede dunque pensa, ecco, questo è inverosimile. Di solito accade il contrario: sono alcuni credenti cresciuti nel crudele indottrinamento clericale ad evolvere mentalmente, liberarsi dai dogmi e ascendere alle vette del pensiero laico. Il percorso normale è dal credere al non credere, che è come dire dal non pensare al pensare: dal monte alla valle.

Certo, può succedere che i vecchi e i moribondi si sentano addosso la signora con la falce e allora si convertano per paura, oppure ti può morire un figlio o capitare qualcos’altro di così doloroso che hai bisogno di una morfina spirituale e allora ti converti per sofferenza; tuttavia si tratta pur sempre di ipotesi legate a un deprecabile decremento di razionalità, a una senescenza dell’intelletto sgradevole ma non inspiegabile. Ma che un ateo si converta così, senza esserci costretto? Che uno si faccia cattolico apostolico romano come esito di un percorso razionale, senza abdicare di uno iota alla propria intelligenza e consapevolezza e lucidità? Via, non scherziamo. Ridicolo, impossibile, intollerabile, assurdo come acqua che va all’insù.

 

Ecco, allora, perché della conversione di Magdi Cristiano Allam si aveva tutto l’interesse a parlare come del passaggio di un credente da una fede all’altra: perché questo è stato uno di quei casi in cui l’acqua davvero sale invece di scendere, e mostra che tutto sommato quella “punta d’acciaio” di cui parlava Severino non è poi così inarrestabile, perlomeno non a livello individuale e a pensarci bene neppure a livello globale.

Ma su questo, naturalmente, non conveniva aprire una riflessione seria: molto meglio presentarla come una questione interna ai rapporti cattogiudoislamici, cretini questi, cretini quelli.

 

 

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18 responses to “Quando l’acqua va dalla valle al monte

  • OrsobrunoBlog

    Povero Severino… l’ennesimo “illuminato” che intona per noi il canto funebre…
    Quanti!… Il Sinedrio, già pochi giorni dopo la Pentecoste; un bel po’ di antichi romani a partire da Nerone; innumerevoli invasori di ogni credo, diversi dei quali poi convertitisi; i famosi illuministi; e poi, negli ultimi 200 anni, un tale assembramento da rischiare lo schiacciamento delle costole, a schierarsi con loro…
    E, che suoni bene o suoni male, che piaccia o che non piaccia, li abbiamo seppelliti tutti…

  • ago86

    Hai letto il libro “grazie Gesù” di Allam?

  • redhero

    quando la scienza provera’ a spingersi oltre le verita’ incontrovertibili che deveono rigorosamente essere valide per tutti migrando dalla pretesa di una verita’ oggettiva alla considerazione di quella soggettiva, allora sara’ diventata umile. Sembra che la scienza abbia piu’ bisogno di affermazione che di scoperta (a volte). E cosi’ quando la scienza si addentrera’ (ma tanto non lo fara’ mai) nei meccanismi che generano una conversione eccellente come quella di Frossard (ad esempio) allora forse rischieremo di capire qualcosa di piu’ e qualcosa di meglio del mondo, di noi e … forse pure di Lui.
    La fisica non impedisce che l’acqua vada dalla valle al monte. Basta invertire la freccia del tempo ad esempio, ma ci sono anche altri modi.

    Bel post, bellissimo l’intento di sottolineare come il convertito non sia necessariamente uno che ha imboccato a passo di carica la via del manicomio.

  • redhero

    a sostegno

    Paul Dirac scopre nel ’28 l’antielettrone una particella che curiosamente e simmetricamente all’elettrone, si muove dal futuro verso il passato. Anderson nel ’30 conferma la reale esistenza dell’anti-elettrone dalle sue analisi dei raggi cosmici. Luigi Fantappiè nel 1942 ipotizza che onde convergenti collocate nel futuro e simmetricamente identiche a quelle divergenti collocate nel passato, si comportano secondo un principio che vede l’origine di un evento nel futuro invece che nel passato. Tale comportamento anti-entropico sarà da lui stesso battezzato Sintropia. Nel 1944 lo stesso Fantappiè individua negli esseri viventi una fenomenologia in accordo con la sua sintropia, formulando la teoria del mondo fisico e biologico. Gli esseri viventi sono attratti da cause collocate nel futuro e capaci di determinare effetti nel passato.

    L’accettazione di una teoria sintropica porterebbe alla fine della dicotomia scienza/religione come descritto e forse auspicato, dallo stesso matematico:

    “Vediamo ora, in conclusione, che cosa si può dire per la vita. Quello che distingue la vita dalla non vita è dunque la presenza, negli esseri viventi, di questi fenomeni sintropici, finalistici, come fenomeni tipici della vita. Ora come si considera essenza del mondo entropico, meccanico, il princi­pio di causalità, è naturale considerare essenza del mondo sintropico il principio di finalità. Quindi l’essenza della vita è proprio in questo princi­pio di finalità. Vivere, in sostanza, significa tendere a fini. In particolare, nella vita umana, che aspetto prendono questi fini? Quando un uomo è attratto dal denaro, si dice che «ama» il denaro. L’attrazione verso un fine, per noi uomini, è sentita come «amore». Noi vediamo dunque che la legge fondamentale della vita umana è questa: la legge dell’amore. Non sto facendo una predica sentimentale; io vi sto esponendo dei veri e propri teoremi dedotti logicamente da premesse sicure, ma è certo meraviglioso e forse commovente che, arrivati ad un certo punto, quelli che sono teoremi parlino anche al nostro cuore!”

    Luigi Fantappiè

    scusate la lunghezza
    😦

  • UnPiccoloUomo

    @ redhero

    Potrebbe essere che il principio di causalità e quello di finalità siano due facce della stessa medaglia, mentre noi li percepiamo differenti e simmetrici perché siamo in grado di percorrere razionalmente il tempo in un verso solo per volta.
    Vedo la vita come qualcosa di misterioso, perché non la conosciamo ancora del tutto (1), dalla sua espressione piena fino ai suoi confini (2), neanche scientificamente. Essa pare anche a me un fenomeno che, pur sfruttando le leggi fisiche ben conosciute e producendo disordine energetico, tende ad un ordine superiore, in una sorta di equilibrio tra entropia e la sintropia di Fantappiè.

    Potrebbe essere che gli estremi si incontrino, che al Big Bang corrisponda il Big Crunch e che la loro sintesi possa chiamarsi, chessò, Dio…

    Saluti

    1. A proposito di ateismo/materialismo, questo lo dicevo un po’ meglio, nel mio piccolo, anche qui.

    2. Qualcuno si interessa di esperienze prossime alla morte? Ho letto recentemente qualcosa: mi pare che l’unico lavoro scientificamente valido sia quello del cardiologo olandese Pin van Lommel, il quale tra l’altro, setitosi strumentalizzato da Michael Shermer, esponente del “CICAP americano” e ateo razionalista/scientista alla Dawkins, ha puntualizzato la sue opinioni con un articolo interessante.

  • UnPiccoloUomo

    In particolare vorrei commentare la fine dell’articolo di van Lommel di cui ho riportato il link:

    Per citare Michael Shermer “è compito della scienza risolvere i problemi mediante spiegazioni naturali, piuttosto che soprannaturali”. Ma bisogna tenersi aggiornati sui progressi della scienza, bisogna studiare la letteratura scientifica più recente e sapere cosa sta accadendo nella scienza attuale. Per me la scienza consiste nel porsi delle domande con mente aperta, e nel non aver paura di riconsiderare concetti molto diffusi ma non provati scientificamente, come quello che la coscienza ed i ricordi siano un prodotto del cervello. Ma dobbiamo anche capire che abbiamo bisogno di un cervello ben funzionante per sintonizzare la nostra coscienza in una “consapevolezza nello stato di veglia”. Ci sono ancora una grande quantità di misteri da risolvere, ma non è necessario parlare di paranormale, supernaturale o pseudoscienza se si cercano risposte scientifiche alla questione delle intriganti relazioni tra la coscienza ed i ricordi da una parte ed il cervello dall’altra.

    Leggendo l’articolo e questa conclusione, a me è venuta in mente l’idea dell’anima, forse a dispetto di van Lommel che vuole evitare il paranormale… D’altronde il concetto di anima non è forse uno dei più “normali” nella cultura occidentale?

    PS: Claudio, spero mi perdonerai se ho commentato ancora una volta un po’ fuori tema. Tu sai che leggendoti la mia mente prende spunti, sano nutrimento per svolazzare via, lontano… Te l’ho già detto, no? 🙂

  • UnPiccoloUomo

    In particolare vorrei commentare la fine dell’articolo di van Lommel di cui ho riportato il link:

    Per citare Michael Shermer “è compito della scienza risolvere i problemi mediante spiegazioni naturali, piuttosto che soprannaturali”. Ma bisogna tenersi aggiornati sui progressi della scienza, bisogna studiare la letteratura scientifica più recente e sapere cosa sta accadendo nella scienza attuale. Per me la scienza consiste nel porsi delle domande con mente aperta, e nel non aver paura di riconsiderare concetti molto diffusi ma non provati scientificamente, come quello che la coscienza ed i ricordi siano un prodotto del cervello. Ma dobbiamo anche capire che abbiamo bisogno di un cervello ben funzionante per sintonizzare la nostra coscienza in una “consapevolezza nello stato di veglia”. Ci sono ancora una grande quantità di misteri da risolvere, ma non è necessario parlare di paranormale, supernaturale o pseudoscienza se si cercano risposte scientifiche alla questione delle intriganti relazioni tra la coscienza ed i ricordi da una parte ed il cervello dall’altra.

    Leggendo l’articolo e questa conclusione, a me è venuta in mente l’idea dell’anima, forse a dispetto di van Lommel che vuole evitare il paranormale… D’altronde il concetto di anima non è forse uno dei più “normali” nella cultura occidentale?

    PS: Claudio, spero mi perdonerai se ho commentato ancora una volta un po’ fuori tema. Tu sai che leggendoti la mia mente prende spunti, sano nutrimento per svolazzare via, lontano… Te l’ho già detto, no? 🙂

  • ago86

    Sulle esperienze di premorte, è interessante il libro “perché credo nella vita eterna”, di Giovanni Martinetti. L’autore parla dall’alto di 20 anni passati a studiare tali fenomeni, basandosi anche sugli studi di altre persone. Non condivido tutte le cose esposte in quel libro, ma se vi interessa l’articolo ve lo segnalo. Se lo volete, lo potete ordinare presso le edizioni Elle Di Ci (o Elle Ci Di, non ricordo come si chiamino).

    A mia parziale discolpa, posso dire che ho preso quel libro solo perché incuriosito molto dal titolo e dall’autore, non per altro. Non sapevo di cosa trattasse.

  • Swann77

    Non ho mai amato Allam, giornalista schierato politicamente in modo troppo marcato, uomo del medio oriente più amante del nostro occidente, frequentatore di salotti buoni, di incontri chic a Cortina e di troppi politici del centro-destra.
    Quando ho sentito della sua “conversione” ho subito pensato che si stesse dando la zappa sui piedi. Doveva/voleva rappresentare lo sguardo moderato dell’uomo del medio oriente, del musulmano moderato (ma giustamente Claudio diceva: era un non credente) e ora invece mostrava la verità: un percorso di distacco da quel mondo che toglieva forza alla sua parola, perchè aveva iniziato a guardarlo con i nostri occhi e non più con quelli dell’islam, seppur inteso in senso non integralista e tanto meno terrorista.
    A queste considerazioni ho dovuto aggiungere la brutta esposizione mediatica della conversione, con quelle immagini in mondovisione che mal si addicono ad un uomo avveduto come Benedetto XVI, ad un uomo che non ha mai amato la spettacolarizzazione.
    Ancor mno mi è piaciuto il suo articolo sul Corsera. Poteva vivere riservatamente la sua conversione, umilmente. Ha preferito lo spettacolo.
    Prevedeva delle candidature in politica? Mi sa di sì.

  • ClaudioLXXXI

    #1
    Beh Orso adesso definire Severino “illuminato”… le cose che scrive lui sono quanto di più oscuro un filosofo possa esprimere!!! 😀

    #2
    No, non ho letto nessun libro di Allam. Com’è?

    #3
    La scienza, intesa in senso moderno, non può addentrarsi nel campo della psiche più interna perchè lì mancano i prerequisiti per fare scienza (es. la verificabilità empirica).
    Questo non vuol dire che non si possa dire qualcosa di sensato su ciò che accade nel profondo dell’animo umano: semplicemente, non lo si può studiare scientificamente.
    Tra le conversioni eccellenti su cui si tende a glissare perchè sono “inspiegabili” metterei anche quella di Giovanni Lindo Ferretti, ex anima dura del punk rock comunista… Vittorio Messori da giovane… Leonardo Mondadori (ma lì c’era una malattia di mezzo, ah ecco il motivo naturalmente)… io… 😀

  • UnPiccoloUomo

    @ Claudio

    … e Saulo di Tarso! 🙂

    (intendo scientificamente inspiegabili)

    PS: Stai leggendo “Perché credo” di Messori per caso?

  • ClaudioLXXXI

    #4-5-6
    Non sono competente sulla sintropia e tutto il resto, mi limito ad osservare che vi sono molti esempi di scienziati che sono arrivati alla fede in Dio proprio a conclusione di una riflessione razionale sul come l’universo è quel che è.
    “Poca scienza allontana da Dio, molta scienza riconduce a Lui” (attribuita a Pasteur)

    #9
    Non sono nè ammiratore nè detrattore di Allam. Su alcune cose gli dò ragione, su altre meno. Diciamo che in certi momenti mi è sembrato volesse fare leva sul presentarsi come esempio di “islam moderato”, fine senza dubbio lodevole non fosse stato il fatto che invero Allam NON era più musulmano già da molto tempo, e dunque rappresentava veramente i musulmani come io potrei sentirmi rappresentato in quanto cattolico, chessò, da Ferrara (cioè ben poco).
    L’esposizione mediatica la capisco e approvo in una logica di testimonianza della fede. Se poi c’era e c’è un retropensiero politico, pazienza.

  • ClaudioLXXXI

    #11
    E’ uno dei libri che voglio leggere in un futuro più o meno prossimo.

    Saulo per il mio elenco non vale perchè non era ateo 😉

  • ago86

    Quel libro di Allam descrive il motivo vero per cui è diventato cattolico. E in esso si capisce che in passato non si era mai distaccato realmente dall’islam, semplicemente non ne condivideva gli aspetti giuridici. E’ così che va intesa la sua laicità.

  • utente anonimo

    Claudio abbi pazienza,

    però se il cosiddetto dibattito è stato “musulmano diventa cattolico” anziché “ateo diventa cattolico”, sarà magari anche perché il tipo in questione ha fatto dichiarazioni a valanga sulla falsariga del “finalmente mi sono liberato dell’orrida piaga dell’ISLAM, religione violenta e ingannatrice e fonte di ogni male del globo terracqueo, e sono approdato al Cristianesimo”, e non gli è passato neanche per l’anticamera del cervello dire “grazie al cielo mi sono emancipato dall’orrido ATEISMO, fede falsa e violenta etc.”?
    E magari il fatto che per anni il suo ruolo, assolutamente consapevole, è stato quello di “sputtanatore ‘autorevole’ dell’Islam sui grandi media”?
    Scusa ma non mi pare corretto accusare chicchessia di aver volutamente stravolto o interpretato tendenziosamente i fatti, anzi un po’ tendenzioso mi sembra dimenticare la vistosissima cornice dentro la quale si sono svolti.

    In quanto al retropensiero politico: http://www.magdiallam.it/index.php

    Un saluto 🙂

    Erika

  • utente anonimo

    Ho letto la lettera completa, OK.

    Non mi pare che implichi tutto questo rivoluzionamento della prospettiva. 🙂

    Per chi si scocciasse di andare a vedere, riporto qualcosina:

    Ieri sera mi sono convertito alla religione cristiana cattolica, rinunciando alla mia precedente fede islamica.

    [islamica, ha scritto, non atea razionalista]

    Il miracolo della Risurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre di una predicazione dove l’odio e l’intolleranza nei confronti del “diverso”, condannato acriticamente quale “nemico”, primeggiano sull’amore e il rispetto del “prossimo” che è sempre e comunque “persona”; così come la mia mente si è affrancata dall’oscurantismo di un’ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all’omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia, permettendomi di aderire all’autentica religione della Verità, della Vita e della Libertà

    [nei grassetti -miei- Magdi si riferisce, naturalmente, all’Islam]

    coloro che hanno pubblicamente emesso delle fatwe, dei responsi giuridici islamici, denunciandomi, io che ero musulmano, come “nemico dell’islam”,

    [‘io che ero musulmano’, continua a dirlo lui, non ‘io che ero ateo’, che ci posso fare?!]

    la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale.

    [la radice del male, addirittura. Pure poco ortodossa come posizione, tant’è che la Santa Sede si è poi dissociata]

    Primo paragrafo cancellato: resoconto di come Dio ha voluto (con un che di predestinazione luterana, vabbè) mandarlo a scuola dalle suore e poi dai salesiani, in modo che acquisisse la coscienza della fratellanza umana e dei valori universali (sottinteso: che l’avrebbe reso incompatibile con l’orrido Islam.)

    (e in effetti) secondo paragrafo cancellato: resoconto di come per un po’ è stato musulmano, ma senza eccessiva colpa, fu l’influenza di sua madre eppoi era un islam nasserista laico, via, ci può stare.

    Terzo paragrafo cancellato: conosce in collegio persone ammirevoli e mangia l’ostia di straforo. Mah.

    Quarto paragrafo cancellato: anni settanta, rivolte, e la frase che cita Claudio,

    la stagione dell’ateismo sventolato come fede, che tuttavia si fondava anch’esso sul primato dei valori assoluti e universali

    cioè non contrappone l’ateismo alla sua nuova fede, sta dicendo che fa parte del suo percorso unitario verso quest’ultima, sta dicendo che l’ispirazione delle rivolte studentesche era buona pur se atea perché rientrante nella tradizione universalista occidentale, quindi era imperfetta sì (Non sono mai stato indifferente alla presenza di Dio anche se solo ora sento che il Dio dell’Amore, della Fede e della Ragione si concilia pienamente con il patrimonio di valori che si radicano in me, frase successiva e fine dei paragrafi non pubblicati), ma non era cattiva e di certo non era “la radice del male”, non lo dice per screditare l’ateismo ma per recuperare quanto più possibile della “cultura occidentale”, se non al cristianesimo, all’antislamismo militante, un po’ come faceva la Fallaci; per lui essere atei, cosa di cui parla en passant in mezzo a un fiume d’insulti contro l’Islam è occidentale, è laico, è universalista, è anche un po’ cristiano, è quindi di molto preferibile all’essere musulmani, essere musulmani è da merdacce punto, insomma dai Claudio stavolta ho ragione io 😛

    Erika

  • redhero

    quello che mi fa sorridere e’ pensare che alla morte di Magdi qualcuno lo pensera’ in prossimita’ della destra del Padre e qualcun’altro lo vedra’ con sicumera bruciare nell’eterno fango del tradimento.

    Le due opposte affermazioni verranno proferite con l’ostentata certezza dei testimoni oculari.

    Peccato che entrambe le fazioni testimonieranno cio’ che non vedono che … col … cuore (si fa per dire)

  • ClaudioLXXXI

    Certo che hai ragione: Allam spesso e volentieri ha lasciato intendere di essere musulmano, seppure atipico, pur non essendolo o essendolo solo “culturalmente”, per fini di efficacia retorica (“ah guardare nell’islam non va questo e questo e questo, e lo dico da musulmano!”)
    (tipo quelli che su repubblica scrivono ad augias “io sono per staccare la spina a eluana e per i matrimoni gay, e parlo da cattolico“…)

    Il punto è un altro: lui ha insistito più sull’aver abbandonato l’islam che sull’aver abbandonato l’ateismo razionalista (ha fatto entrambe le cose), probabilmente per calcare la mano sull’antiislamismo; però non è che qualcuno sui Grandi Giornali Laici abbia fatto rilevare che Allam aveva fatto non solo la prima cosa, ma anche la seconda. E questo non certo e non tanto per le medesime motivazioni antiislamiche, ma, ritengo, per i motivi da me descritti nel post.

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