I Dervisci e il poliziotto globale

I Dervisci e il poliziotto globale

 

Voglio vederti danzare
come i Dervisches Tourners
che girano sulle spine dorsali
o al suono di cavigliere del Katakali…

 

La tragedia del Korosko. Scritto da Arthur Conan Doye nel 1898. Libretto agile, non troppo impegnativo, di nuova attualità contemporanea. Un gruppo di turisti occidentali in gita in Egitto alla fine del XIX secolo viene catturato dai Dervisci che li vogliono convertire all’Islam e/o sgozzarli e/o rapirli a scopo estorsione riscatto (le donne invece vanno bene per l’harem del Califfo). Per una strana coincidenza ho cominciato a leggerlo proprio il giorno prima che Christian Rocca ne parlasse sul Foglio. Qui si fa un esercizio d’alta ermeneutica, si associano i protagonisti della storia alle loro controparti intellettuali del XXI secolo.

I Dervisci sono fanatici e spietati. Ma davvero l’unica altra alternativa geopoliticamente possibile è il fardello dell’uomo bianco del colonnello Cochrane?

 

Ognuno di noi ha la propria missione. La Germania predomina nel campo del pensiero astratto, la Francia nella letteratura, nelle arti e nella grazia. Ma noi e voi [gli inglesi e gli americani] abbiamo tra i nostri uomini migliori un concetto più alto del senso morale e del pubblico dovere di quanto solitamente accade per gli altri popoli; e queste sono le due qualità che occorrono per dirigere una razza più debole che non è possibile aiutare con il pensiero astratto o con le belle arti, ma unicamente con il senso morale che è la sola forza che riesca a tenere in bilico la bilancia della Giustizia, conservandosi al tempo stesso esente dagli allettamenti della corruzione. È in questo modo che noi governiamo l’India. Siamo andati laggiù per una specie di legge naturale come l’aria accorre entro una campana pneumatica. Dappertutto, in tutto il mondo, contro i nostri interessi diretti e le nostre ferme intenzioni, siamo ugualmente attirati per lo stesso motivo.


7 responses to “I Dervisci e il poliziotto globale

  • OrsobrunoBlog

    Carissimo Claudio,
    non credo al ‘fardello dell’uomo bianco’ in senso politico.
    Credo soltanto alle missioni cattoliche, con missionari di tutte le razze… dove però non ce li facciano a pezzi appena scesi dalla scaletta dell’aereo; e tuttavia un margine di rischio sarà sempre inevitabile.
    Ciao!

  • ClaudioLXXXI

    Missionari seri, però! Che vadano per convertire e non per “dialogare”!

  • OrsobrunoBlog

    E’ il Papa, attraverso il dicastero competente della Santa Sede, che dice ai missionari come comportarsi nelle situazioni difficili, caso per caso, Paese per Paese.
    Per la Sua grande bontà Nostro Signore, fra i problemi che sono chiamato a risolvere quotidianamente, non vi ha aggiunto questo. Gliene sono molto grato😉
    Ciao!

  • reginadistracci

    d’accordo, missionari. Però non dimentio ch nel Medioevo accanto agli ordini missionari c’era l’ordine dei templari. Nella regola dei templari, san Bernardo legittima moralmente l’uccisione degli infedeli violenti che opprimono i cristiani, laddove non ci sia alternativa. Lo chiamava “malecidium”, ossia omicidio dei malvagi. Lo so, è roba dura da intendere per i cattolici moderni, sedotti dalla pagana non-violenza di Ghandi. D’altronde, Cristo non ha portato la non-violenza ma la spada. C’è una alternativa alla guerra difensiva? Non so, forse si. Ma gli spagnoli hanno dovuto cacciare i moriscos a suon di calci.

  • ClaudioLXXXI

    Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare la pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera, e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.

    Se alludi a questi versetti, non credo che la spada di cui qui si parla sia fisicamente una spada e men che meno la spada intesa come arma militare. Credo che Gesù dica spada per dire divisione. Il cristianesimo non sarà mai qualcosa che metterà d’accordo tutti, perchè purtroppo ci sarà sempre chi lo rifiuterà, anzi dovremmo preoccuparci se questo non avvenisse perchè sarebbe sintomatico della nostra infedeltà al messaggio “divisore” di Cristo. (Beati voi quando tutti parleranno male di voi…)
    La pace negativamente intesa che Cristo non vuol portare è la falsa concordia, la paura di contrapporre la verità all’errore, il dire “siamo tutti d’accordo” semplicemente perchè non si crede più a qualcosa per cui valga la pena non essere d’accordo.

    Comunque il punto era un altro. Che poi a me i templari piacciono pure (quelli veri, non quelli inventati dalla paccottiglia esoterica).
    Il problema é: l’Islam aggressivo e orribile esiste oggi come nel XIX secolo, e dobbiamo difendercene, se necessario con la guerra; ma sarebbe assai pericoloso affidarci ciecamente alle superpotenze mondiali che prendono le nostre difese, sarebbe follemente ingenuo credere che il poliziotto globale non abbia un interesse geopolitico ben preciso.
    Conan Doyle ovviamente da fedele suddito dell’Impero britannico scriveva quel che scriveva, e ci credeva davvero. Oggi il poliziotto globale è un altro, e i conan doyle sono altri e hanno altre frecce retoriche al proprio arco (per esempio un paragrafo come quello riportato, con venature implicitamente razziste, di solito non lo si legge in giro); ma il succo del discorso è lo stesso.

  • reginadistracci

    Ho capito, ce l’hai con Bush e con i neoconservatori. Ma per Bush vale lo stesso discorso che vale per Costantino. Tu credi che Costantino non avesse i suoi bassi interessi “elettorali” nel concedere il famoso editto? E credi che tutti i re, regine e imperatori succedutisi nel Medioevo non fossero interessati anzi interessatissimi a sostenere la Chiesa? Questo è ovvio. Noi credenti nel peccato originale dobbiamo sapere che re, regine, imperatori e poliziotti-globali santi e non interessati non ci saranno mai. Ma ci appoggiamo lo stesso a loro. E vorrei sottolineare che non sono i regnanti a usare i cristiani per i loro fini, ma sono i cristiani ad “usare” i regnanti. Allo stesso modo, non sono i neoconservatori e Bush ad “usare” i cristiani, ma sono i cristiani ad usarli per ottenere i loro scopi. E francamente chissene frega se i marines in Iraq o in Afganistan aprono a strada a petrolieri e affaristi americani (qui non entro nel merito dell’opportuunità di fare quelle guerre, che in parte sono state un fallimento). A me i petrolieri e gli affaristi americani non mi danno fastidio come i talebani. Anzi, credo che facciano (implicitamente) del bene, stimolando l’economia locale. Ma c’è una cosa che nessuno vuole ricordare: fra i tanti odiati e denigrati neoconservatori ci sono molti cattolici di primissima scelta. Non gente qualunque, ma nomi come Michael Novak, il quale ispirò le enclicliche di Giovanni Paolo II sull’economia. Con buona pace dei catto comunistti e di tutti i cattolici sedotti alla sirena socialdemocratica, nelle sue encicliche GPII esaltava il capitalismo e la libera iniziativa individuale. Lui che i danni prodotti dalla mncanza di capitalsimo e libera iniziativa li aveva patiti in Polonia.
    Per quanto riguarda gli inglesi, hanno quello che si meritano. Ieri hanno inventato il razzismo (anche il razzismo contro gli italiani), facendone una scienza. Oggi la Gran Bretagna è di fatto una colonia del Pakistan. Evidentemente per opporsi a nemici tanto spietati come i musulmani, occorre appoggiarsi sulla fede, non sul razzismo.

  • ClaudioLXXXI

    Ma non è che mi fanno schifo i neocon, di Micheal Novak ho anche letto “Ecologia morale” e mi è piaciuto molto, e non è neanche questione di criticare gli affari col petrolio. E’ che (posto che reputo vero l’attentato alle Torri Gemelle e non credo al complotto plutosionista) sull’11/9 le think thank neocon ci hanno un po’ marciato su, inventandosi i collegamenti con l’Iraq di Saddam per giustificare una guerra di cui cercavano da qualche anno un fattore scatenante.
    Ripeto, il fatto che l’abbiano trovato nell’11/9 non vuol dire che siano stati loro a provocare l’11/9.
    Insomma, l’islam aggressivo è una minaccia incombente da cui l’occidente *deve!!!* difendersi, ma ricordiamoci che questo non trasforma automaticamente i nostri maggiori difensori in paladini disinteressati.

    Che poi non è proprio preciso dire che Giovanni Paolo II esaltava il capitalismo, sul quale invero non ha mai espresso chissà quale entusiasmo, ma qui bisognerebbe capire di “quale” capitalismo stiamo parlando.

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