Non è abbastanza

Non è abbastanza

 

2009

(il giornalista)

“Commentiamo in diretta lo storico viaggio di Benedetto XVI in Israele. Il Papa sta parlando nello Yad Vashem, e sta ricordando l’innegabile realtà storica dell’Olocausto. Abbiamo invitato in studio il rabbino […] per sapere cosa pensa di questo importante evento… ma vedo che il rabbino scuote la testa in segno di delusione, forse qualcosa non lo ha soddisfatto, chiediamoglielo direttamente…”

 

(il rabbino)

“Si tratta sicuramente di un’esperienza per alcuni versi positiva, sarebbe ingeneroso riconoscerlo. Purtroppo è anche un’occasione sprecata, perché restano ancora perplessità… la verità è che stiamo facendo dei passi indietro, questo papa non ha il coraggio del suo predecessore, e ci chiediamo se non voglia far regredire il dialogo interreligioso fino alla cancellazione. Per esempio, giustamente il papa ha ricordato l’innegabile realtà storica dell’Olocausto. Ma perché non ne ha nominato anche i responsabili, gli esecutori materiali? Perché non ha pronunciato le parole ‘tedesco’ e ‘gerarca nazista’, per paura forse? Si vuol forse sottilmente suggerire che la Shoa sia avvenuta da sola, senza qualcuno che l’abbia materialmente causata? Si vuol forse obliterare la responsabilità storica? Si vuol forse rimuovere la memoria di…”

 

 

2009 + x

(il giornalista)

“Commentiamo in diretta lo storico viaggio di […] in Israele. Il Papa sta parlando nello Yad Vashem, in cui già parlò il suo predecessore Benedetto XVI. Ecco, ora il Pontefice sta ricordando l’innegabile realtà storica dell’Olocausto… ricorda quali furono i tragici filosofi, e anche gli ecclesiastici, il cui pensiero inquinò la cultura tedesca e preparò il terreno all’ascesa al potere dei gerarchi nazisti… sta nominando gli esecutori dell’Olocausto: Adolf Hitler, nato a Branau Am Inn il 20 aprile 1889; Hermann Göring, nato a Marienbad il 12 gennaio 1893; Heinrich Himmler, nato a Monaco di Baviera il 07 ottobre 1900; Ernst Röhm, nato a Monaco di Baviera il 28 novembre 1887; Anton Drexler, nato a Monaco di Baviera il 13 giugno 1884; Rudolf Hess, nato ad Alessandria d’Egitto il 26 aprile 1894; Martin Bormann, nato a Wegeleben il 17 giugno 1900; Rudolf Höss, nato a Baden-Baden il 25 novembre 1900; Theodor Eicke, nato a Hampont il 17 ottobre 1892; Arthur Liebehenschel, nato a Posen il 25 novembre 1901; Richard Baer, nato a Floß il 9 settembre 1911; Joachim von Ribbentrop, nato a Wesel il 30 aprile 1893; Joseph Goebbels, nato a Rheydt il 29 ottobre 1897…”

 

(novantadue minuti dopo)

“… Leni Riefenstahl , nata a Berlino il 22 agosto 1902.

Ecco, approfittiamo di una breve interruzione pubblicitaria per raccogliere il commento del rabbino […] sull’importante evento a cui stiamo assistendo… ma vedo che il rabbino scuote la testa in segno di delusione, forse qualcosa non lo ha soddisfatto, chiediamoglielo direttamente…”

 

(il rabbino)

“Non voglio certo disconoscere le potenziali conseguenze positive di questo affascinante cerimoniale. Al tempo stesso, la sincerità mi impone di confessare che provo anche del disappunto… forse non è ancora arrivato il momento di una piena riconciliazione. Ma suvvia, diciamo la verità, stiamo facendo dei passi indietro, questo papa non ha il coraggio del suo predecessore e ci chiediamo se non voglia far regredire il dialogo interreligioso fino alla cancellazione. Giustamente il papa ha ricordato la deplorevole memoria dei nazisti che compirono il misfatto. Ma perché ha detto che essi “uccisero” gli ebrei, invece di dire che li “assassinarono”? Perché ha attentamente scelto di usare una parola meno incisiva? Si vuol forse sottilmente minimizzare la portata storica di quanto è accaduto? E poi, perché limitare il discorso ai soli tedeschi nazisti? Il papa ha forse interesse a dimenticare che il nazismo arrivò al potere con elezioni democratiche? Vuol forse dire darci ad intendere che quegli uomini furono un incidente storico, disgiunti dalla responsabilità collettiva del popolo che li mandò al potere? O si vuol suggerire che tutto va bene se c’è la democrazia? E poi, il papa ha detto che degli ebrei furono uccisi, ma ha omesso di specificare che furono in sei milioni. Perché questa omissione? Si vuol forse…”

 

 

2009 + x + y

(il giornalista)

 “Commentiamo in diretta lo storico viaggio di […] in Israele. Il Papa sta parlando nello Yad Vashem, in cui già parlarono i suoi predecessori Benedetto XVI e […]. Il Pontefice sta ricordando l’innegabile realtà storica dell’Olocausto… deplora le gesta dei gerarchi nazisti, e ricorda le cause del tragico eccidio che portò alla morte di circa sei milioni di ebrei, tra i due e i tre milioni di prigionieri di guerra sovietici, due milioni di polacchi, cinquecentomila zingari, duecentomila disabili, quindicimila omosessuali, e molti altri… afferma che per la moderne democrazie c’è un’amara lezione da imparare dal fatto innegabile che il nazismo arrivò al potere tramite elezioni democratiche, e che questo deve metterci in guardia dal credere che certi valori fondamentali possano dipendere da un voto di maggioranza. Ecco, ora il Pontefice sta elencando le liste elettorali della Germania nel 1933: nel Land dello Stato libero di Anhalt … nel Land della Repubblica del Baden … nel Land dello Stato libero di Baviera … nel Land dello Stato libero di Braunschweig … nel Land di …”

 

(novecentoventi minuti dopo)

 

 

“… e dunque, in conclusione, questa fu la percentuale di consensi per il partito nazista nel 1933.

Ecco, approfittiamo di una breve interruzione pubblicitaria per raccogliere il commento del rabbino […] sull’importante evento a cui stiamo assistendo… ma vedo che il rabbino scuote la testa in segno di delusione, forse qualcosa non lo ha soddisfatto, chiediamoglielo direttamente…”

 

(il rabbino)

“Non vorrei essere ingeneroso, dopotutto è lecito nutrire speranze che qualcosa di buono possa venire questa occasione, né voglio offendere la solennità del santo rituale cui abbiamo appena assistito. Ma bisognerebbe molto ingenui per credere che tutto sia risolto. Bisogna purtroppo riconoscere che stiamo facendo dei passi indietro, questo papa non ha il coraggio del suo predecessore, e ci chiediamo se non voglia far regredire il dialogo interreligioso fino alla cancellazione…

 


33 responses to “Non è abbastanza

  • maturin

    Bello. L’altro giorno pensavo ad una cosa simile:

    Clamoroso! Il Papa annuncia la sua conversione all’ebraismo!

    Il rabbino: certo, è un passo avanti ma non è ancora abbastanza…

  • redhero

    tra la genialita’ del post e quella del comm 1, non saprei chi preferire.
    Ex equo.
    Grandi

  • domenicotis

    2009 + x + y ?
    Speriamo di arrivarci, ché gli ultimi sviluppi non promettono bene …..

  • holdenC

    il buffo rabbino della spassosa parodia è malinformato, visto che jospeh ratzinger quando parla di olocausto non si limita alle omissioni, ma si spinge oltre. in un famoso dicorso spiegò che il popolo tedesco fu sviato da governanti malvagi di fatto assolvendo una nazione, proprio come tanto andò di moda nella ipocrita Germania post seconda guerra mondiale raccontata da Heinrich Boll, di cui il Santo Padre, suo malgrado, è anch’egli un prodotto.

  • poemen

    Ciao holdenC.
    Mi interessa quello che hai detto.
    Mi puoi dire dove posso leggere quel discorso? Si trova in rete?
    Grazie.

  • ClaudioLXXXI

    #1
    Magari lì il rabbino sarebbe soddisfatto… ma credo che il vero scopo di certa opinione pubblica (non solo rabbinica) sia:

    clamoroso! Il papa ammette: sì, siamo stati noi a fare l’olocausto! E’ stata tutta colpa nostra! Siamo noi i colpevoli!

    #2
    Troppo buono😀

    #3
    ?
    Non capisco…

    #4
    C’è la tendenza a prendere ogni discorso del papa come se fosse la parola definitiva e unica sull’argomento.
    Se il papa va ad Auschwitz e dice “a” ma non dice “b”, qualcuno si lamenta che non ha detto “b”, il che ci fa capire che questo papa disgraziatamente pensa che… etc. etc. etc.
    Poi il papa in un’altra occasione dice “b” ma non dice “a”, e allora quello stesso qualcuno si lamenta che non ha detto “a”, il che ci fa capire che questo papa disgraziatamente ritiene che… etc. etc. etc.
    E’ un giochetto molto facile da fare, tanto il lettore medio non ha memoria a lungo termine.

  • domenicotis

    I giornalisti e i rabbini già attaccano Benedetto XVI su ogni sua affermazione, figuriamoci come tratteranno i suoi successori.
    Tempi duri ci aspettano.

  • holdenC

    Per Poemen

    ….Papa Giovanni Paolo II era qui come figlio del popolo polacco. Io sono oggi qui come figlio del popolo tedesco, e proprio per questo devo e posso dire come lui: Non potevo non venire qui. Dovevo venire. Era ed è un dovere di fronte alla verità e al diritto di quanti hanno sofferto, un dovere davanti a Dio, di essere qui come successore di Giovanni Paolo II e come figlio del popolo tedesco – figlio di quel popolo sul quale un gruppo di criminali raggiunse il potere mediante promesse bugiarde, in nome di prospettive di grandezza, di ricupero dell’onore della nazione e della sua rilevanza, con previsioni di benessere e anche con la forza del terrore e dell’intimidazione, cosicché il nostro popolo poté essere usato ed abusato come strumento della loro smania di distruzione e di dominio. Sì, non potevo non venire qui….

    Il discorso integrale lo trovi qua

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20060528_auschwitz-birkenau_it.html

  • holdenC

    sì, claudio, lo fanno lo fanno.
    Ma come ti ho scritto, proprio su questo tema il SantoPadre non aveva toppato per un’omissione ma per una cosa detta. Quella che ho postato qui su. il popolo tedesco sedotto e ingannato da criminali. Un popolo quindi innocente perchè raggirato. è una balla storica inaccettabile sulla quale la germania degli anni 50 ha fondato la sua rinascita con un grossolano colpo di spugna. consiglio a tutti Opinioni di un clown di H. Boll

  • poemen

    holdenC,
    grazie del link.

    Ho letto tutto il discorso e non mi ha fatto lo stesso effetto che ha fatto a te.

    Mi sembra che Benedetto abbia detto una verità dicendo:
    “figlio di quel popolo sul quale un gruppo di criminali raggiunse il potere mediante promesse bugiarde, in nome di prospettive di grandezza, di ricupero dell’onore della nazione e della sua rilevanza, con previsioni di benessere e anche con la forza del terrore e dell’intimidazione, cosicché il nostro popolo poté essere usato ed abusato come strumento della loro smania di distruzione e di dominio.”

    Sta dicendo che c’era chi, mentendo coscientemente, impiegando anche l’intimidazione, promettendo mari e monti, raggiunse il potere e poi lo sfruttò non certo per il bene del suo stesso popolo. Lo si può negare?

    Non potremmo dire la stessa cosa noi in Italia per l’avvento del fascismo? Non coinvolse di certo tutta la popolazione fin dall’inizio, e successivamente molti furono abbagliati ed ingannati dalle promesse, anche se c’erano di sicuro gli opportunisti e i criminali. Considereremo responsabile l’intero popolo italiano tanto quanto coloro che lo ingannarono e, in parte, sedussero?

    L’alternativa sarebbe dire “l’intero popolo tedesco (o italiano) era marcio, corrotto nella sua totalità e tutti sono ugualmente colpevoli di ciò che accadde”.

    Ma una cosa del genere sarebbe aberrante! E’ quello che gli stessi tedeschi vissero nei nostri confronti: tutti gli italiani ai loro occhi erano traditori, dopo l’8 settembre, persino quelli che erano rimasti a militare per la RSI! E questo atteggiamento rimase per anni e in parte perdura tutt’ora. Dell’italiano non ci si può fidare. Ti sembra giusto? No? E allora perché porsi verso il popolo tedesco allo stesso modo?

    Lo stesso Benedetto tiene a evidenziare il buono che pure c’era nel popolo tedesco:
    “Ora però noi li riconosciamo con gratitudine come i testimoni della verità e del bene, che anche nel nostro popolo non era tramontato. ”

    Insomma, non trovo scandaloso ciò che il Papa disse in quell’occasione, né mi sembra un tentativo di scagionare un popolo di criminali colpevoli, semplicemente perché questo popolo di criminali colpevoli non esiste ed anche perché certe pulsioni che giocarono di sicuro un ruolo (bisogno del capro espiatorio, ripudio del diverso, invidia verso la ricchezza, orgoglio di razza) non sono certo monopolio del popolo tedesco, ma sono presenti nel cuore di ognuno di noi.

  • cinas

    poemen, solo i tedeschi hanno gassato 6 milioni di ebrei.
    ci vuole molta convinzione, ammetterai.

  • poemen

    cinas,
    il punto sta tutto in quel “i tedeschi”, così semplice e definitivo, che suona così “corretto” dopo essere stato ripetuto mille volte.

    Come lo stesso Papa dice nel suo discorso, morirono parecchi tedeschi nei campi. Per strano che possa sembrare, dire “i tedeschi” sottintende la stessa mentalità di quando si dice “gli ebrei”: stabilire un confine fra bene e male che attraversa non la coscienza degli uomini, fra cui noi, ma la loro appartenenza a un popolo o a un’etnia.

  • poemen

    Per continuare l’esempio, ispirandomi ad un altro post di Claudio, gli italiani sono tutti ugualmente responsabili di eventuali ingiustizie o mancanze del governo Berlusconi?

  • SchwarzWelf

    Posto che gli stessi ebrei, quelli con minime cognizioni storiche almeno, non si sognano più di parlare di 6 milioni, che fanno appunto parte della mitologia olocaustica a cui si vorrebbe tutti fossero proni, e sulla cui scia si dovrebbero ammettere tutti gli abomini che Israele va perpetrando da decenni quali riparazioni mai definitive, un po’ come le scuse, posto questo, andrebbe riconosciuto che il consenso goduto da quei regimi, ché di questo mi pare si parli, fu in effetti qualcosa di più che un ‘estorsione ottenuta con il solo inganno.
    Per inciso nei lagher lavoravano solertemente anche rumeni, francesi, ungheresi, italiani e diverse altre nazionalità. Può forse compiacere la vulgata del capro espiatorio pensare che i cattivi fossero solo i tedeschi, ma la verità è un’altra. Così come nei lagher americani e inglesi (sì, anche loro non erano nè sono buoni come vorrebbero certuni) lavoravano non solo quelli.

    Ovviamente si dovrebbe distinguere tra fascismo e nazismo, ma certo è che il consenso duraturo e quasi senza un’opposizione interna non può essere liquidato sotto la categoria della circonvenzione d’incapaci collettiva, così come tanta storiografia, chissà come mai sempre dopo, vorrebbe fare.

    Vi fu adesione, e fu adesione di massa, forse perché le politiche adottate da quei regimi sono state meno squallide di quanto poi i vincitori ci hanno insegnato a pensare che fossero, forse perché l’essere umano ama lasciarsi blandire da promesse di facili riscatti, o forse perchè le condizioni successive alla I Guerra imposte dalle potenze atlantiche non furono propriamente eque… fatto sta che adesione ci fu, fu massiccia e informata, non un caso, uno smarrimento o che altro. Checché si insista a volere che pensiamo.

    Gli squallori degli scorsi regimi impallidiscono di fronti a quelli che si perpetrano oggi, anche questi sotto il consenso di molti del resto; coltivare i sensi di colpa collettivi di un passato ormai remoto è solo che funzionale ad alzare una cortina fumogena sulle nequizie odierne, per questo mi guarderei bene dall’onorare questo masochismo formale, oltretutto falsamente inculcato.

    Ci furono buoni e cattivi da tutte le parti, semplicemente. E il fatto le potenze dell’asse siano state sconfitte non significa che gli altri fossero i buoni, la bontà di questi è sotto i nostri occhi da diverso tempo, lo dovremmo aver capito da un pezzo.

  • holdenC

    vi fu adesione di massa, poemen, a nazimso e fascismo.
    di massa.
    e l’opposizione interna al nazismo, che fu cosa diversa dal fascismo, fu minima e isolata.

    i tedeschi dopo l’orrore della seconda guerra mondiale presero a raccontarsi da soli la favoletta che il Papa ha ripetuto ad Auschwitz. Era umano farlo, in fondo.
    E l’uomo Joseph Ratzinger è cresciuto suggendo dalla mammella di questa enorme ipocrita favola, alla quale oggi crede, sono certo, in buona fede, da uomo onesto qual è.

    è interesante come, e scusate se ci torno, la germania abbia con gli ani rimosso la voce scomoda del Nobel Boll che con grande potenza parlò di quello che un po’ maldestramente sto cercando di dire io.
    Mi permetto di insistere nel consigliarti il suo Opinioni di un clown

  • ago86

    Claudio, non è che mi diventi un nuovo Blondet?O_o

  • FigliolProdigo

    Leggendo tutti i commenti…

    Hai proprio ragione Claudio! Come vedi, il “nostro” Papa può dire “a” o “b”, ma ci sarà sempre chi troverà un appiglio per screditarlo. Il titolo del post è davvero perfetto: – Non è abbastanza…

    Ciao!

  • FigliolProdigo

    Scusa per il doppio post

    L’adesione del popolo tedesco al partito nazionalsocialista fu alta, è innegabile. Ma come ha già detto in modo molto lucido poemen nel commento #10; sarebbe deviante affermare che l’intero popolo tedesco, era colpevole dell’Olocausto perpetrato da un gruppo di criminali che erano al potere.

  • utente anonimo

    Informazione di servizio: ma Domenicotis non era il più filoisraeliano dei blogger cattolici?
    Conversione, benvenuta, in vista?

    hagrid

  • ago86

    Filoisraeliano non vuol dire che ogni cosa che fanno gli israeliani o gli ebrei sia giusta.

  • ClaudioLXXXI

    Carissimi, chiedo venia per la lunga assenza, tanto più che la discussione sviluppatasi è estremamente interessante.
    Provo a riannodare le fila.

    #7
    già attaccano il presente Papa su ogni sua affermazione, figuriamoci come tratteranno i suoi successori, tempi duri ci aspettano: è così dai tempi di San Pietro!
    Di nuovo (forse) c’è che adesso si usa molto il trucchetto retorico del parlar bene del papa passato per parlar male del papa presente.
    Vivente Giovanni Paolo II, su Repubblica lo si criticava dicendo che aveva fatto molti passi indietro rispetto a Giovanni XXIII o Paolo VI, che era un restauratore.
    Ora su quello stesso giornale si dice che Benedetto XVI non ha lo stesso coraggio riformatore di Giovanni Paolo II.
    Ipocriti o smemorati?

  • ClaudioLXXXI

    #8-9-10-etc.
    Premesso che l’infallibilità pontificia naturalmente non si estende all’interpretazione storica e storiografica, nè Auschwitz è San Giovanni in Laterano (è più sacro ancora!… sic), perciò nel caso di specie si può lecitamente criticare senza passare per eretici e scismatici e neanche cattolici adulti.
    Posto ciò, il paragrafo citato è, come dice holden, molto indulgente sul popolo tedesco e dice ben poco sui meccanismi di corresponsabilità democratica che portarono il nazismo al potere.
    Se Ratzinger, in ogni altra occasione della sua vita intellettuale, si fosse espresso sull’argomento negli stessi termini, allora dovrei concludere che – senza nulla togliere ai suoi altri innumerevoli meriti – avrebbe una visione incompleta del rapporto tra democrazia e nazismo.

    Ma siamo proprio sicuri che nel periodo ipotetico di cui sopra la pròtasi sia vera?
    A me sembra che Ratzinger abbia detto e scritto molto altro sull’argomento e non lo si può giudicare solo per un paragrafo. Anche perchè, ribadisco, non si può pretendere che in ogni occasione pubblica ed ogni discorso retorico il Papa esaurisca lo scibile umano sull’argomento e se non lo fa è tutto uno stracciarsi di vesti indignate.

  • ClaudioLXXXI

    C’è da dire anche un’altra cosa sulle responsabilità del popolo tedesco per l’avvento del nazismo.

    Nel post ho linkato il blog wXre, il quale a sua volta linkava una pagina di kreuz.net, pubblicazione tedesca cattolica.
    Ivi si riportavano il grafico della percentuale di consensi per il partito nazionalsocialista nelle elezioni del 1933 (sopra nel post), ed un grafico della diffusione dei cattolici in Germania nel 1932. I due grafici sembrano speculari.
    Naturalmente, siccome a nessuno è richiesta cieca fiducia in kreuz.net, si dovrebbe verificare l’aderenza alla realtà dei grafici andandosi a studiare le tavole statistiche e chissà che altro, compito improbo che non ho nessuna intenzione di fare.
    Mi sembra comunque che sia storicamente vero (potrei ricordare male) che il partito nazista non raggiunse la maggioranza in nessun Land cattolico.
    Viceversa attecchì facilmente lì dove la tradizione luterana era più radicata (qualcuno ha cliccato nel post le tre immagini di tre ben noti pensatori tedeschi?), tradizione della quale è parte integrante il principio dell’obbedienza ferrea all’autorità statale qualunque purchessia, principio assolutamente estraneo alla tradizione cattolica.

    Ecco, anche questo bisognerebbe mettere nel piatto della bilancia del giudizio del “popolo” tedesco. E tenere presente che nessun popolo è un atomo (indivisibile, imparticolato).

  • ClaudioLXXXI

    #16
    Dio me ne scampi…

    comunque un conto è essere filoisraeliani (tant’è che il mio giudizio nella questione israelopalestinese va più a favore degli israeliani), un conto è essere ciechi sull’esistenza di un giudaismo per il quale il Nemico assoluto è e resta la Chiesa cattolica.

    Insomma, quando leggi un rabbino che sul serio si lamenta perchè il Papa ha detto “uccisi” piuttosto che “assassinati”, e da questo abissale scarto semantico trae le più fosche conclusioni, c’è veramente da ridere. E piangere.

  • natoabivigliano

    Per gli svarioni dei giornali, consiglio la lettura di questo Post :
    http://seaweeds.splinder.com/post/20524939/For+I+come+from+Alabama+with+m
    Qui si parla di sbagli su cose futili, ma . . . se non stanno attenti a queste cose, forse non sono credibili nemmeno in altre!😉
    Io sono un blog bambino, non capisco molto . . .🙂

    A presto, BiB

    Ps. possibile che tu non abbia una canzoe adatta a me, da regalarmi???😦
    Non serve che scrivi un post lungo: video, testo e perchè ti piace!😉

  • FigliolProdigo

    Leggendo il progresso del pensiero di Bernard J. Lonergan…

    Claudio, penso che Lonergan ti definirebbe un “mediatore intelligente”😀

  • ClaudioLXXXI

    #25
    Prometto di rimediare quanto prima!

    #26
    Onoratissimo. Ma che cos’è un mediatore intelligente?

  • berlic

    Comunque, il il discorso di Benedetto allo a href=”http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20090511_yad-vashem_it.html”>Yad Vashem è uno dei suoi più belli, veramente magnifico. E’ molto breve, e vi consiglio di leggerlo. Credo che non sia “piaciuto” solo a chi si aspettava un Messia diverso, non certo un Gesù. E’ sempre la tua pretesa, che ti frega.

  • todikaion

    A me quello di condannare un intero popolo mi sembra un tantino razzistico…chi si è mai sognato di farlo con i Russi, con gli Americani per le guerre o con tutti gli Israeliani, per i Palestinesi non vale, ho sentito dire da qualcuno che sono tutti colpevoli… C’è da dire che forse il nazismo di oggi non era quello del ’33,nel senso che, a differenza del Comunismo di cui tutti avevano paura non ce n’ era una grande percezione, anzi riprendeva temi piuttosto comuni. E non solo in Germania, Churchill ne rimase grande ammiratore per lungo tempo e chissà quanti altri.
    Allora mi sembra un pò ipocrita sfoderare giudizi sempre protesi all’ indietro poi.

  • FigliolProdigo

    #27 che cos’è un mediatore intelligente?

    Lonergan attribuisce questa definizione ai filosofi. Si tratta del processo dal capire l’universale al capire il particolare. La “mediazione intelligente” è una più piena e più determinata comprensione del caso particolare. In questo caso, (mi prendo questa libertà) comprendere le parole del Papa in quel determinato contesto o in quel caso particolare e, immedesimandosi col proprio interlocutore, considerare con trasparenza le sue ragioni.

    Direi che la mia è più che altro un’ardita interpretazione del pensiero di Lonergan, ma tant’é😀

  • ClaudioLXXXI

    #28
    Concordo!

    #29
    L’estensione a un popolo dell’imputabilità delle cattive azioni compiute da un governo eletto da quel popolo non è, in effetti, di per sè infondata. Il diritto di voto porta anche una sua responsabilità. Sennonchè bisogna tenere presente
    a) quanto si potesse prevedere, al momento delle elezioni, fin dove sarebbe arrivato quel governo malvagio (facile fare i moralisti col senno di poi)
    b) chi ha votato e chi non ha votato quel governo
    c) quali erano le alternative politiche al momento delle elezioni
    d) quanto dell’appoggio popolare, anche successivo alle elezioni, è stato viziato dalla violenza e dalla paura diffusa

    sono questioni spinose, non se ne può uscire semplicemente dicendo “ah sì è tutta colpa dei tedeschi”

    #30
    Ti ringrazio.
    Io cerco quasi sempre di immedesimarmi nel mio interlocutore e capire quali sono le apparenti ragioni che lo portano a sostenere ciò che sostiene, e se in un cumulo di errori non si nasconda un frammento di verità che potrebbe essere salvato.
    So che questo lo diceva Jacques Maritain, non so che ne abbia detto Lonergan.

  • todikaion

    Ognuno trai le sue conclusioni:
    Quale ordinamento è più democratico, gli Usa, Israele, o la Germania hitleriana?
    Perchè quando ci fu l’ attentato ad Hitler (strano questi tedeschi cresciuti a pane ed obbedienza, vedi il mio post sul fiocco bianco) all’ estero (in Inghilterra e America) liquidarono la cosa come una rivolta di potere interna, mentre in Germania facevano processi farsa per legittimare il potere (e anche Norimberga…) e condannavano a morte?

  • holdenC

    vie’ un po’ a legge…

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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