Dialogo tra la mia coscienza e me medesimo

 

 

Miei cari lettori, è con sommo dispiacere che vi annuncio che questo è il mio ultimo post. Il blog chiude i battenti. Smetto qui. Addio. Ci fosse mai qualcosa che volete conservare per il vostro hard disk, spicciatevi a salvarla, perché tra poco andrò nel mio profilo e, tenendomi una mano sugli occhi per non vedere, cliccherò sul famigerato “Elimina blog!”.

Sarà una sofferenza, ma devo farlo. Non provate a convincermi a cambiare idea.

Magari vi state chiedendo come e perché sono arrivato a questa estrema risoluzione. E in effetti sento di dovervi una spiegazione, per quanto insoddisfacente possa sembrare. Probabilmente non mi crederete, ma pazienza. Vi racconterò tutta la verità, e poi giudicherete.

È stata la mia coscienza a convincermi che devo chiudere il blog. E quando dico “la mia coscienza”, intendo letteralmente la mia coscienza: mi è apparsa in sogno, stanotte. All’inizio pensavo fosse un sogno ordinario o un’allucinazione, ma poi ho ricevuto prove inconfutabili che si trattava proprio di un’apparizione metafisica. La mia coscienza si era personificata, anzi personificato visto che mi appariva come un lui, probabilmente perché anche io sono un lui. Mi appariva e mi parlava davvero, tipo Morte nei libri di Terry Pratchett solo meno simpatico. Il suo aspetto era simile al mio, salvo che aveva la schiena più dritta, lo sguardo più deciso, i vestiti più stirati e tutte quelle caratteristiche espressive che di solito sono associate ad una probità immacolata.

E si è svolto il seguente

 

 

Dialogo tra la mia coscienza e me medesimo

 

 

Lui:     Claudio.

Io:       Mmf.

Claudio, svegliati.

Eh? Cosa? Che c’è? Chi sei tu?

Sono la tua coscienza.

Ma va’. Tu non sei la mia coscienza, sei solo un pezzo di patata mal digerito.

Non cercare di eludermi con le citazioni. Ti assicuro che sono proprio la tua coscienza. Posso provartelo.

E come?

Ti posso predire il futuro.

Davvero? Dimmi come finirà Lost. No, non dirmelo! Sì, dimmelo. No, non voglio spoiler… ma anche li voglio. No. Sì. Ni…

Non quel tipo di futuro. Qualcosa di più vicino. Ascolta. Tu oggi hai letto su Internet che Feltri ha messo in prima pagina sul Giornale uno scoop su Dino Boffo, l’omosessualità, le molestie telefoniche e il tribunale penale.

Sì, l’ho letta. Che sorpresa. Certo che ne stiamo vedendo delle belle. Per modo di dire.

Delle belle, dici? E allora sappi che domani mattina Belpietro scriverà su Libero che Ezio Mauro si è comprato un attico pagando in nero.

Ma no! Incredibile. Ed è vero?

Non importa. E tanto per alleggerire l’atmosfera, visto che domani il calendario canonico celebra San Giovanni Battista, Vito Mancuso su Repubblica paragonerà Berlusconi ad Erode.

Beh, dopo che Gad Lerner l’ha paragonato a Don Rodrigo…

E sono già pronte delle foto sul portavoce di Prodi che ferma un trans sul marciapiede.

Ma quella è storia vecchia…

Ah già. Mi sono confuso. Io Sono disincarnato, ho un piede dentro il tempo e uno fuori. Posso dare una sbirciatina nel domani, ma ogni tanto lo scambio con l’altro ieri. Comunque, considerami il tuo fantasma del nat… del n… del… futuro, insomma.

(immaginate dunque il mio shock, cari lettori, quando stamattina ho acceso il computer e ho scoperto che quelle profezie si sono puntualmente avverate. Quello vedeva veramente il domani.)

Perché non riesci a dire “natale”?

Ogni tanto balbetto. Effetti collaterali dello sforzo che faccio ad apparirti. Comunque, quello che hai letto e leggerai domani non è che l’inizio. In questo Paese si sta per scatenare un’orgia di sputtanamento nazionale quale non si era mai vista. Sta per volare un sacco di merda e saranno sporcati tutti quanti. Mafiosi, politici, mignotte, giornalisti, preti, medici, avvocati, filosofi. Nessuno è al sicuro. Nessuno è senza macchia. Sarà come la partita di Eschaton nel librone di Foster Wallace:  tutti contro tutti e nessuno ne uscirà indenne.

Stai paragonando brillanti menti della Nazione a bambini di dodici anni che incasinano un gioco di ruolo.

Già. Non è mia abitudine offendere i bambini, ma ogni tanto…

Capisco.

E qui arriviamo al motivo per cui ti sono apparso. Claudio, tu devi chiudere il tuo blog.

No!

Sì.

Ma perché?

Perché non hai i titoli.

Solo per questo? È vero che nei link dei miei post non c’è il titolo, c’è solo il numero, ma nessun lettore si è mai lamentato. Non piacciono le regole di splinder per i titoli dei post. Preferisco fare a modo mio, a volte metto come titolo una lunga frase, o un’immagine, oppure…

Cretino, volevo dire che non sei titolato dal punto di vista morale. Quando dicevo che nessuno è al sicuro, intendevo anche te.

Io! Ma io sono solo un blogger! Che c’entro io con quella gente famosa? Sì, ho un piccolo seguito di lettori abituali su internet, ma…

Non c’è ma che tenga. La tempesta di merda sta arrivando. Neanche i sacrestani che scrivono i foglietti parrocchiali possono illudersi di scamparla. Se continui a scrivere sul blog, anche tu sei sotto la spada di Damocle dello sputtanamento pubblico.

Ma no. Ma che dici. Io non ho fatto nulla che mi renda ricattabile o sputtanabile.

Ha, ha, ha! Questo è quello che dicono tutti. Ne sei davvero convinto?

Beh… in effetti…fammi pensare…

Ti ricordi quando a quella festa universitaria hai bevuto tanto che alla fine sei collassato sul pavimento con un nastro legato sulla fronte e sei rimasto lì a ridere da solo di non-si-sa-che-cosa fino a quando sei corso in bagno a vomitare molteplici volte?

Ah… già…

Eh, già. Beh, ti hanno fotografato. E quando in un’altra occasione ti sei arrotolato nella carta igienica e hai fatto un’entrata trionfale tipo mummia? Anche per quello ci sono delle foto, ricordi? E se finissero pubblicate da qualche parte?

Uhm…

E quando eri in una vacanza & ritiro spirituale con amici, e uscendo la sera siete capitati in un festival della birra, e tu hai bevuto tanta birra, e arrivati a casa mentre gli altri andavano diligentemente a fare l’esame di coscienza serale tu ti precipitavi in bagno per svuotare la vescica e mentre eseguivi l’operazione ti è sfuggito dapprima un rutto fragoroso e poi una scorreggia così forte che al suo confronto, cito testualmente dai commenti successivi, “Nagasaki sarebbe sembrato uno zefiro primaverile”, e quell’osceno rumore associato all’eco dei corridoi rimbombò fin dall’altra parte della casa e scatenò l’ilarità collettiva degli altri rovinandone il momento di raccoglimento spirituale?

Gulp. Però, per quello, non ci sono foto.

Però ci sono testimonianze uditive. E poi non è una questione di dimostrabilità. Che tanto in questo Paese a che serve dimostrare, basta insinuare. È una questione, come dicevo prima, di titoli morali, e tu purtroppo non li possiedi. Quand’è stata l’ultima volta che ti sei fatto una sega? Non troppo remota, vero?

Accidenti, non manchi niente…

Quante volte hai preso l’autobus senza fare il biglietto?

Ah! Qui non mi puoi dir nulla. Poche volte. Pochissime. Quasi nessuna, davvero.

Già, ma per sincera dirittudine morale o per mera paura del controllore?

E potrei continuare tutta la notte, dicendone di ben peggiori. Io non sono un lettore del tuo blog, uno che di te conosce solo le belle parole e gli arguti ragionamenti. Non sono uno che vede la tua faccia ma non sa i pensieri che ci sono dietro. Sono la tua coscienza, io. Caro mio, di fronte a me sei metafisicamente ignudo. Vedo le bugie, le ipocrisie, le lascivie. Vedo l’odio immenso che provi verso quelle persone che ti hanno ferito emotivamente, quell’odio che nascondi con una maschera di dissimulazione sul volto aspettando l’occasione giusta per andartene. Vedo tutte le cose riprovevoli che hai fatto e tutte quelle che hai solo desiderato di fare, che poi moralmente è la stessa cosa. Ti vedo TUTTO.

E tu, essendo quello che sei e sai di essere, tieni un blog cattolico? Suvvia. Denunci le bugie dei radicali sulla 194, ma che tu sei forse un esemplare immacolato di sincerità? critichi l’ossessione per il sesso della mentalità postmoderna, ma che tu sei forse un giglio di castità? Parli di…

Ok, ok, ho capito il concetto!

Perciò vedi Claudio, non puoi proseguire il tuo blog. Lo so che non sarà facile. Lo so che ti dispiace, dopotutto scrivi cose intelligenti sulla giustizia e sulla filosofia e sulla verità e sul Ne… insomma hai capito. Ma purtroppo devi smettere. Uno, perché se non lo fai aspettati delle ritorsioni per quello che scrivi. Due, perché proprio in quanto anche tu hai delle macchie, non sei titolato a criticare.

Mmm… (annusando l’aria)

Che c’è?

Che strano… non ti sembra di sentire un odore anomalo nell’aria?

Non lo so. L’apparizione è mia, però il sogno è tuo. Sarà il tuo inconscio che vuole segnalarti qualcosa. Devi andare in bagno?

No. Che strano. Sembra una roba tipo quegli zolfanelli che…

Non cambiare argomento! Insomma Claudio, devi chiudere il blog. Lo dico per il tuo bene. Sono la tua coscienza io, mica uno che ti vuole male.

Uhm. Purtroppo devo ammettere che hai ragione. Qua e là ho fatto cose disdicevoli. Ma…

Ma cosa?

Ma allora nessuno può criticare le cattive azioni degli altri? Dobbiamo aspettare che arrivi il puro senza macchia? Campa cavallo! Così diventa una pacchia per quelli che vogliono fare il proprio comodo e non si vogliono sentir punzecchiati.

Non essere pessimista, Claudio. Il pessimismo è peccato. Alla fine arriverà uno che abbia i titoli per parlare. Tu aspettalo zitto buono quieto e fiducioso. Arriva sempre prima o poi, uno veramente buono che estirpa la corruzione e punisce i corrotti, uno che porta il paradiso in terra, un Kira, un Robespierre, un…! (si interrompe bruscamente)

Eh? Come scusa? Io, proprio io, dovrei stare ad aspettare un megalomane che ammazza gente come niente, che tanto tutti sono cattivi e solo lui è buono? Ma tu sei sicuro di essere la mia coscienza?

Ehm. Certo. Ehm. Sì..

Uhm, c’è qualcosa che mi sfugge…

 

Ed è stato proprio in quel momento, cari lettori, che la visione si è interrotta bruscamente.

Non so spiegare i particolari. So solo che è arrivato un rumore di un qualche tipo, una specie di onda sonica, come fosse l’urlo di qualcuno che era arrabbiato, anzi era proprio incazzato a mille.

Adesso che ci penso, sembrava cominciare con la “M” e finire in “…odaaaa!”

Mah.

Comunque, così sono andate le cose. Non che mi aspetti di essere creduto. Probabilmente non ci avrei creduto neanche io, se non avessi scoperto stamattina che le previsioni della mia coscienza sulle notizie di oggi erano corrette. Aveva davvero ragione.

Perciò capite, devo fare come dice lui.

Sono stati quasi quattro anni di bei discorsi, però adesso devo smettere.

Perché in verità, chi sono io per parlare del bene e del male? Che titoli ho?

Un caro saluto a tutti,

 

ClaudioLXXXI

 

 

P.S.

Uhm. Però, c’è qualcosa che continua a sfuggirmi. Alla fine quell’odore era troppo strano. E verso la fine lui, la mia coscienza, era troppo imbarazzato. Per un attimo tutta quell’aria di probità immacolata gli è scivolata di dosso come a uno che ha fatto una gaffe. E quella specie di rumore-grido era troppo, troppo… Avete presente quando Zio Paperone lancia un urlo megagalattico contro Paperino che ha combinato qualche guaio? Ecco, sembrava una cosa simile, solo molto più abissale.

Mah.

 

 

P.P.S.

Oh, accidenti, ho cambiato idea.

Il blog continua.

E se stanotte mi appare di nuovo la mia coscienza, lo mando al diavolo.

  


203 responses to “Dialogo tra la mia coscienza e me medesimo

  • Hayalel

    Quello lì non sarà riuscito a convincerti nel chiudere il blog ma la tentazione di fare questa specie di scherzaccio ai tuoi lettori gli è riuscita benissimo…

    Ora capisco che razza di coscienza viene in sogno a certi moralisti.

  • ago86

    Ma non bastava scrivere “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”?

  • Hayalel

    Quello lì non sarà riuscito a convincerti nel chiudere il blog ma la tentazione di fare questa specie di scherzaccio ai tuoi lettori gli è riuscita benissimo…

    Ora capisco che razza di coscienza viene in sogno a certi moralisti.

  • ago86

    Ma non bastava scrivere “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”?

  • Lucyette

    Ho letto l’inizio del post, e m’è preso un colpo.
    Così sono corsa a leggere la fine del post, e mi son tranquillizzata.
    Il che è stata una cosa altamente positiva, poiché:

    1) mi ha risparmiato la morte per infarto (:P);
    2) mi ha consentito di godermi con calma questo pezzo, che è uno dei migliori in assoluto che io abbia mai letto negli ultimi mesi

    Ma soprattutto

    3) NON avrei MAI superato il trauma di vederti sparire, subito dopo l’aver scoperto che anche a te piace Pratchett (ho finito da poco Il Tristo Mietitore, e voglio assolutamente iscrivermi al fanclub di Morte. E se non esiste il fanclub di Morte, voglio fondarlo! :P)

    Comunque, è tutta la sera che provo a visitare il tuo blog e Splinder mi dice che il sito è in manutenzione; alla fine son riuscita ad aprire il blog, ma non a leggere i commenti; finalmente sono riuscita ad aprire la finestra dei commenti, ma ho perso il mio intervento quando ho cercato di pubblicarlo; adesso lo sto riscrivendo, e vediamo se stavolta me lo piglia…

    Mi sa che quello lì è uno che non sa perdere! ;-P

  • Lucyette

    Ho letto l’inizio del post, e m’è preso un colpo.
    Così sono corsa a leggere la fine del post, e mi son tranquillizzata.
    Il che è stata una cosa altamente positiva, poiché:

    1) mi ha risparmiato la morte per infarto (:P);
    2) mi ha consentito di godermi con calma questo pezzo, che è uno dei migliori in assoluto che io abbia mai letto negli ultimi mesi

    Ma soprattutto

    3) NON avrei MAI superato il trauma di vederti sparire, subito dopo l’aver scoperto che anche a te piace Pratchett (ho finito da poco Il Tristo Mietitore, e voglio assolutamente iscrivermi al fanclub di Morte. E se non esiste il fanclub di Morte, voglio fondarlo! :P)

    Comunque, è tutta la sera che provo a visitare il tuo blog e Splinder mi dice che il sito è in manutenzione; alla fine son riuscita ad aprire il blog, ma non a leggere i commenti; finalmente sono riuscita ad aprire la finestra dei commenti, ma ho perso il mio intervento quando ho cercato di pubblicarlo; adesso lo sto riscrivendo, e vediamo se stavolta me lo piglia…

    Mi sa che quello lì è uno che non sa perdere! ;-P

  • utente anonimo

    Tra l’altro si tratta di una fallacia anche dal punto di vista meramente logico:

    http://www.linux.it/~della/fallacies/ad-hominem.html

    Insomma, è vero che il buon esempio aiuta ad avvallare un discorso, ma non è di per sé necessario. Tecnicamente anche il più incallito “peccatore” può dar lezioni di morale.

    Stefano

  • anonimo

    Tra l’altro si tratta di una fallacia anche dal punto di vista meramente logico:

    http://www.linux.it/~della/fallacies/ad-hominem.html

    Insomma, è vero che il buon esempio aiuta ad avvallare un discorso, ma non è di per sé necessario. Tecnicamente anche il più incallito “peccatore” può dar lezioni di morale.

    Stefano

  • licenziamentodelpoeta

    Affinché tu venga ricattato ci deve essere qualcuno che ha interesse a farlo. Il fatto di essere un blogger e basta fa sì che tu possa stare abbastanza tranquillo.

    Quanto a quelli che predicano bene e razzolano male e sono figure pubbliche, invece, i media fanno benissimo a sputtanarli ogni volta che possono. Per due motivi:

    1) ci forniscono una utile e continuativa testimonianza di quanto l’umanità sia miserabile, e aldilà di qualsivoglia tentativo di redenzione;

    2) soprattutto, aiutano a far sì che noi si abbia ritratti credibili di quanti pretendono di governarci e, magari, darci lezioni di vita e di morale.

  • licenziamentodelpoeta

    Affinché tu venga ricattato ci deve essere qualcuno che ha interesse a farlo. Il fatto di essere un blogger e basta fa sì che tu possa stare abbastanza tranquillo.

    Quanto a quelli che predicano bene e razzolano male e sono figure pubbliche, invece, i media fanno benissimo a sputtanarli ogni volta che possono. Per due motivi:

    1) ci forniscono una utile e continuativa testimonianza di quanto l’umanità sia miserabile, e aldilà di qualsivoglia tentativo di redenzione;

    2) soprattutto, aiutano a far sì che noi si abbia ritratti credibili di quanti pretendono di governarci e, magari, darci lezioni di vita e di morale.

  • Hayalel

    Perdonatemi…
    Veramente….
    Non ho resistito ai punti 1) e 2), proprio non ho resistito…

  • Hayalel

    Perdonatemi…
    Veramente….
    Non ho resistito ai punti 1) e 2), proprio non ho resistito…

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel, io nei panni del divino Albertone? Troppa grazia, non ho il suo talento istrionico né il suo genio. Comunque lo ribloggo subito, per darti la pubblicità online che, in virtù del tuo impegno di autore satirico, indubbiamente meriti.

    http://ilmuseodelmondo.tumblr.com/post/175419085/oggi-nei-commenti-a-questo-post-scrivevo-che-i

  • reginadistracci

    Mitico Hayalel! Quando ho letto l’inizio del post, mi è preso un colpo. Comunque, a meno di urgenti problemi personali, non pensarci neanche a chiudere il tuo blog, Claudio. Ne ho già visti molti che dicono: tanto il mio blog non può cambiare il mondo, tanto il laicismo trionfa lo stesso, quindi chiudo il blog, oppure lo rendo privato, e mi chiudo nella mia amarezza. E no, noi dobbiamo andare avanti nonostante la povertà delle nostre voci e nonostante tutte le minacce di sputtanamento.
    Per il resto, che voto dare al post? Minimo 10 +. E’ proprio vero che il diavolo è un campione i moralismo. Tuttavia, anche a sinistra cominciano ad alzarsi alcune voci contro questi moralisti senza morale. Ho letto un paio di cose interessant sul Riformista, mi sembra di Antonio Polito. Certo, i moralisti sinistresi ti continuano a dire: ma noi non contestiamo i costumi sessuali del premier, critichiamo il fatto che egli faccia entrare in parlamento le sue puttane. Che scemenza. I giornalisti di Repubblica e i giornalisti stranieri, razzisti verso gli italiani, ormai trascurano la questione delle candidatire delle veline. Essi semplicemente espongono al pubblico ludibrio le prodezze sessuali del premier. Le famose dieci domande non entrano nel merito delle candidature mercenerie: si concentrano voyeristicamente sui rapporti privati del premier settantenne con una ambiziosa diciottenne. Ma appunto, chi di moralismo ferisce, di moralismo perisce.

  • Hayalel

    @lic…
    Grazie per la pubblicità.

    Solo un appunto, non ho mai dato il mio voto a quel puzzone di Berlusconi e al suo partito.

    Per il resto, sono consapevole di apparire come fanatico agli occhi di chi non ha ancora ritrovato la sensibilità sufficiente per ascoltare almeno la propria coscienza.
    A tal proposito pubblicherò qualcosa su S. Agostino e la sua commuovente esperienza.

    Riguardo ai punti 1) e 2) erano già scritti nel post ma, in quel caso, erano tipici di certo moralismo

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel, io nei panni del divino Albertone? Troppa grazia, non ho il suo talento istrionico né il suo genio. Comunque lo ribloggo subito, per darti la pubblicità online che, in virtù del tuo impegno di autore satirico, indubbiamente meriti.

    http://ilmuseodelmondo.tumblr.com/post/175419085/oggi-nei-commenti-a-questo-post-scrivevo-che-i

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel, nemmeno alla sua coalizione? Nemmeno a partiti apparentati col suo in passato? Siamo sicuri? Comunque, se ci fai caso, ho messo lì un “forse” proprio perché, sulle tue preferenze elettorali, non ho e non posso avere certezze.

    Comunque, in genere io e la mia coscienza andiamo abbastanza d’accordo. E credo che tu appariresti come un fanatico religioso, stando alle cose che scrivi, alla stragrande maggioranza delle persone che conosco, tra quelle dotate di un’oncia di buon senso: che siano credenti, atei oppure agnostici, di destra come di sinistra.

  • reginadistracci

    Mitico Hayalel! Quando ho letto l’inizio del post, mi è preso un colpo. Comunque, a meno di urgenti problemi personali, non pensarci neanche a chiudere il tuo blog, Claudio. Ne ho già visti molti che dicono: tanto il mio blog non può cambiare il mondo, tanto il laicismo trionfa lo stesso, quindi chiudo il blog, oppure lo rendo privato, e mi chiudo nella mia amarezza. E no, noi dobbiamo andare avanti nonostante la povertà delle nostre voci e nonostante tutte le minacce di sputtanamento.
    Per il resto, che voto dare al post? Minimo 10 +. E’ proprio vero che il diavolo è un campione i moralismo. Tuttavia, anche a sinistra cominciano ad alzarsi alcune voci contro questi moralisti senza morale. Ho letto un paio di cose interessant sul Riformista, mi sembra di Antonio Polito. Certo, i moralisti sinistresi ti continuano a dire: ma noi non contestiamo i costumi sessuali del premier, critichiamo il fatto che egli faccia entrare in parlamento le sue puttane. Che scemenza. I giornalisti di Repubblica e i giornalisti stranieri, razzisti verso gli italiani, ormai trascurano la questione delle candidatire delle veline. Essi semplicemente espongono al pubblico ludibrio le prodezze sessuali del premier. Le famose dieci domande non entrano nel merito delle candidature mercenerie: si concentrano voyeristicamente sui rapporti privati del premier settantenne con una ambiziosa diciottenne. Ma appunto, chi di moralismo ferisce, di moralismo perisce.

  • Hayalel

    @lic…
    Grazie per la pubblicità.

    Solo un appunto, non ho mai dato il mio voto a quel puzzone di Berlusconi e al suo partito.

    Per il resto, sono consapevole di apparire come fanatico agli occhi di chi non ha ancora ritrovato la sensibilità sufficiente per ascoltare almeno la propria coscienza.
    A tal proposito pubblicherò qualcosa su S. Agostino e la sua commuovente esperienza.

    Riguardo ai punti 1) e 2) erano già scritti nel post ma, in quel caso, erano tipici di certo moralismo

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel, nemmeno alla sua coalizione? Nemmeno a partiti apparentati col suo in passato? Siamo sicuri? Comunque, se ci fai caso, ho messo lì un “forse” proprio perché, sulle tue preferenze elettorali, non ho e non posso avere certezze.

    Comunque, in genere io e la mia coscienza andiamo abbastanza d’accordo. E credo che tu appariresti come un fanatico religioso, stando alle cose che scrivi, alla stragrande maggioranza delle persone che conosco, tra quelle dotate di un’oncia di buon senso: che siano credenti, atei oppure agnostici, di destra come di sinistra.

  • utente anonimo

    1) Mi è preso un coccolone. E data la mia non verdissima età, hai rischiato di brutto di avermi sulla coscienza.
    2) Se razzolare bene fosse condicio sine qua non per predicare bene, penso che nessuno potrebbe permettersi di dare consigli o suggerimenti. Fine dei blog, delle omelie, dei sermoni, di qualsiasi insegnamento – anche laico – relativo alla moralità, all’onestà, a partire dal puro e semplice “honeste vivere, alterum non ledere, suum cuique tribuere”
    3) tutti noi predichiamo bene e razzoliamo male. Ma il tuo blog, a differenza di tanti altri (anche cattolici, ahimè) che trasudano di fariseismo, è onesto, sincero, animato da quel “vi voglio convertire perchè vi voglio bene” che scrivesti alcuni mesi fa
    4) per ulteriori particolari, ti rispondo via mail
    5) l’esempio citato da Hayalel è calzante. Agostino. Un grande peccatore divenuto un grande santo, al quale proprio io cerco di ispirarmi, non certo per imitare la sua santità, quanto per non perdere la speranza che la conversione, il perdono, siano sempre possibili malgrado tutte le nostre umane debolezze

    Dicono che il vero pazzo sia quello che nega di esserlo. Io credo che sia molto meno peccatore tu che hai COSCIENZA delle tue debolezze, rispetto a tanti altri che sfoggiano la loro solo apparente perfezione, magari condita di ipocrisia e di puro e semplice perbenismo
    Un forte abbraccio

    Sissi 2002 che non riesce a fare il login su splinder perchè ha un pc della mutua

  • anonimo

    1) Mi è preso un coccolone. E data la mia non verdissima età, hai rischiato di brutto di avermi sulla coscienza.
    2) Se razzolare bene fosse condicio sine qua non per predicare bene, penso che nessuno potrebbe permettersi di dare consigli o suggerimenti. Fine dei blog, delle omelie, dei sermoni, di qualsiasi insegnamento – anche laico – relativo alla moralità, all’onestà, a partire dal puro e semplice “honeste vivere, alterum non ledere, suum cuique tribuere”
    3) tutti noi predichiamo bene e razzoliamo male. Ma il tuo blog, a differenza di tanti altri (anche cattolici, ahimè) che trasudano di fariseismo, è onesto, sincero, animato da quel “vi voglio convertire perchè vi voglio bene” che scrivesti alcuni mesi fa
    4) per ulteriori particolari, ti rispondo via mail
    5) l’esempio citato da Hayalel è calzante. Agostino. Un grande peccatore divenuto un grande santo, al quale proprio io cerco di ispirarmi, non certo per imitare la sua santità, quanto per non perdere la speranza che la conversione, il perdono, siano sempre possibili malgrado tutte le nostre umane debolezze

    Dicono che il vero pazzo sia quello che nega di esserlo. Io credo che sia molto meno peccatore tu che hai COSCIENZA delle tue debolezze, rispetto a tanti altri che sfoggiano la loro solo apparente perfezione, magari condita di ipocrisia e di puro e semplice perbenismo
    Un forte abbraccio

    Sissi 2002 che non riesce a fare il login su splinder perchè ha un pc della mutua

  • ClaudioLXXXI

    😀

    Sono divertito e semicommosso da quanti di voi hanno commentato dicendo “mi è preso un colpo”. Non immaginavo che la notizia della mia chiusura potesse addirittura provocare reazioni cardiopalmiche.
    Mi sento quasi in colpa per il biechissimo incipit, ma… era una tentazione troppo forte!!!

    Avete capito chi era “la coscienza”, vero?😉

    E già che ci siamo, chi è che trova la citazione nascosta?

  • ClaudioLXXXI

    #1
    No no, non è stato lui a darmi l’idea dello scherzo. Sono proprio bastardo io…

    #2
    Purtroppo no perchè quella è la frase preferita proprio di chi vuole tappare la bocca a chi parla di morale.

    #3
    Allora devi leggere, se non lo hai già fatto, “Morty l’apprendista”, finalmente ripubblicato. Penso che abbiano anche cambiato la traduzione perchè ora Morte è giustamente di genere maschile (nelle traduzioni degli altri libri è una lei, come da tradizione culturale italiana).

    #4
    Interessante quel sito!
    Il buon esempio è utile ma non è necessario. Certo noi esseri umani, essendo fatti anche di carne, non siamo convinti da una morale disincarnata. Ci aiuta molto un maestro di morale che sia, se non ineccepibile, quantomeno decente nelle cose che insegna. Altrimenti, come diceva il Gattopardo, l’ideale ne soffre.
    E comunque la gente dà buoni consigli quando non può più dare cattivo esempio.

    #5
    C’è sempre qualcuno che ha interesse… i media fanno il loro mestiere a pubblicare le notizie e fanno bene. Basta che non se le inventino. Seguo con curiosità questa vicenda Boffo VS Feltri e aspetto ulteriori esiti.
    Naturalmente non sono d’accordo sull’irredimibilità del genere umano – sulla miserabilità sì – ma in genere non fa male realizzare che anche i nostri leader, chiunque, hanno macchie oscure. Perchè poi me ne dovrei sorprendere? E’ quello che la Chiesa insegna da sempre.

    #8
    Sì il diavolo è il moralista per eccellenza. Difatti al secondo posto nella classifica dei peggiori dittatori della storia ci sono quelli che erano pieni di vizi, corrotti e corruttori, ma al primo posto ci sono quelli che si ritenevano pieni di virtù, gli unici titolati a moralizzare nel sangue il mondo. Robespierre era peggio di Napoleone.

    #11
    Sissi la prossima volta ti avverto privatamente – vabbè ormai la carta della chiusura blog me la sono giocata, ma chissà che mi posso inventare la prossima volta…

  • Hayalel

    @Licenziamento
    Alla maggior parte delle persone che conosco io, leggendo i tuoi commenti, appariresti molto peggiore di quanto tu stesso ritieni di essere (e fra i miei conoscenti ci sono anche agnostici, credenti, di sinistra e di destra).

    Grazie a Dio non viviamo di apparenze e la verità non si determina in base agli auto-convincimenti che di solito si fanno per neutralizzare i sensi di colpa e la voce della coscienza.
    Il buon senso, e ancor più la sensibilità alla realtà (di sé stessi e del mondo), dice che parlare tranquillamente e cinicamente di stermini per poi elogiare la diffamazione della gente solo perché divenuta personaggio pubblico, sia una cosa deplorevole. Diversamente, cercare di diffondere certo pensiero altruista e rispettoso della vita, risulta sempre un’operazione lodevole, anche se (e nonostante) chi lo fa non è perfetto come una divinità scesa in terra.

    Tra l’altro, la bontà di quanto proferito da un individuo non è condizionata dal suo comportamento poiché quest’ultimo non è prova utilizzabile per la confutazione del principio enunciato.

  • Hayalel

    @Licenziamento
    Alla maggior parte delle persone che conosco io, leggendo i tuoi commenti, appariresti molto peggiore di quanto tu stesso ritieni di essere (e fra i miei conoscenti ci sono anche agnostici, credenti, di sinistra e di destra).

    Grazie a Dio non viviamo di apparenze e la verità non si determina in base agli auto-convincimenti che di solito si fanno per neutralizzare i sensi di colpa e la voce della coscienza.
    Il buon senso, e ancor più la sensibilità alla realtà (di sé stessi e del mondo), dice che parlare tranquillamente e cinicamente di stermini per poi elogiare la diffamazione della gente solo perché divenuta personaggio pubblico, sia una cosa deplorevole. Diversamente, cercare di diffondere certo pensiero altruista e rispettoso della vita, risulta sempre un’operazione lodevole, anche se (e nonostante) chi lo fa non è perfetto come una divinità scesa in terra.

    Tra l’altro, la bontà di quanto proferito da un individuo non è condizionata dal suo comportamento poiché quest’ultimo non è prova utilizzabile per la confutazione del principio enunciato.

  • Hayalel

    La falsa “coscienza” ho immaginato fosse malacoda, l’apprendista di berlicche.

  • ClaudioLXXXI

    😀

    Sono divertito e semicommosso da quanti di voi hanno commentato dicendo “mi è preso un colpo”. Non immaginavo che la notizia della mia chiusura potesse addirittura provocare reazioni cardiopalmiche.
    Mi sento quasi in colpa per il biechissimo incipit, ma… era una tentazione troppo forte!!!

    Avete capito chi era “la coscienza”, vero?😉

    E già che ci siamo, chi è che trova la citazione nascosta?

  • ClaudioLXXXI

    #1
    No no, non è stato lui a darmi l’idea dello scherzo. Sono proprio bastardo io…

    #2
    Purtroppo no perchè quella è la frase preferita proprio di chi vuole tappare la bocca a chi parla di morale.

    #3
    Allora devi leggere, se non lo hai già fatto, “Morty l’apprendista”, finalmente ripubblicato. Penso che abbiano anche cambiato la traduzione perchè ora Morte è giustamente di genere maschile (nelle traduzioni degli altri libri è una lei, come da tradizione culturale italiana).

    #4
    Interessante quel sito!
    Il buon esempio è utile ma non è necessario. Certo noi esseri umani, essendo fatti anche di carne, non siamo convinti da una morale disincarnata. Ci aiuta molto un maestro di morale che sia, se non ineccepibile, quantomeno decente nelle cose che insegna. Altrimenti, come diceva il Gattopardo, l’ideale ne soffre.
    E comunque la gente dà buoni consigli quando non può più dare cattivo esempio.

    #5
    C’è sempre qualcuno che ha interesse… i media fanno il loro mestiere a pubblicare le notizie e fanno bene. Basta che non se le inventino. Seguo con curiosità questa vicenda Boffo VS Feltri e aspetto ulteriori esiti.
    Naturalmente non sono d’accordo sull’irredimibilità del genere umano – sulla miserabilità sì – ma in genere non fa male realizzare che anche i nostri leader, chiunque, hanno macchie oscure. Perchè poi me ne dovrei sorprendere? E’ quello che la Chiesa insegna da sempre.

    #8
    Sì il diavolo è il moralista per eccellenza. Difatti al secondo posto nella classifica dei peggiori dittatori della storia ci sono quelli che erano pieni di vizi, corrotti e corruttori, ma al primo posto ci sono quelli che si ritenevano pieni di virtù, gli unici titolati a moralizzare nel sangue il mondo. Robespierre era peggio di Napoleone.

    #11
    Sissi la prossima volta ti avverto privatamente – vabbè ormai la carta della chiusura blog me la sono giocata, ma chissà che mi posso inventare la prossima volta…

  • Hayalel

    @Licenziamento
    Alla maggior parte delle persone che conosco io, leggendo i tuoi commenti, appariresti molto peggiore di quanto tu stesso ritieni di essere (e fra i miei conoscenti ci sono anche agnostici, credenti, di sinistra e di destra).

    Grazie a Dio non viviamo di apparenze e la verità non si determina in base agli auto-convincimenti che di solito si fanno per neutralizzare i sensi di colpa e la voce della coscienza.
    Il buon senso, e ancor più la sensibilità alla realtà (di sé stessi e del mondo), dice che parlare tranquillamente e cinicamente di stermini per poi elogiare la diffamazione della gente solo perché divenuta personaggio pubblico, sia una cosa deplorevole. Diversamente, cercare di diffondere certo pensiero altruista e rispettoso della vita, risulta sempre un’operazione lodevole, anche se (e nonostante) chi lo fa non è perfetto come una divinità scesa in terra.

    Tra l’altro, la bontà di quanto proferito da un individuo non è condizionata dal suo comportamento poiché quest’ultimo non è prova utilizzabile per la confutazione del principio enunciato.

  • Hayalel

    La falsa “coscienza” ho immaginato fosse malacoda, l’apprendista di berlicche.

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel, trovo abbastanza comica l’affermazione che io, ai tuoi conoscenti, apparirei “molto peggiore di quanto io stesso ritiengo di essere”. Che ne sai, di come ritengo di essere io? Sul mio blog mi sono definito pubblicamente “pigro, viziato, indolente, perfido”, e ho asserito di possedere “un enorme coefficiente di grettezza” – e se non ci credi, leggiti questo post

    http://www.licenziamentodelpoeta.splinder.com/post/8735150

    in cui affermo, pure, che “nella vita non ho mai avuto voglia di fare un cazzo”. Insomma, so perfettamente di essere una brutta persona. Anzi rivendico il mio sacrosanto diritto a esserlo, visto che io non ho una vita pubblica e non pretendo di essere di esempio a nessuno.

    Al tempo stesso continuo a sentire l’esigenza che i media indaghino sui comportamenti degli individui che hanno una vita pubblica, per condannarli pubblicamente laddove incoerenti.

    Ad ogni modo, trovo molto preoccupante la tua certezza di cosa sia la verità e di come essa si manifesti, così come la trovavo preoccupante nel proprietario del blog ove si è svolta la discussione che citi, che mi sembra una persona veramente disturbata nella psiche e che, infatti, non ho più visitato né commentato da allora.

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel, trovo abbastanza comica l’affermazione che io, ai tuoi conoscenti, apparirei “molto peggiore di quanto io stesso ritiengo di essere”. Che ne sai, di come ritengo di essere io? Sul mio blog mi sono definito pubblicamente “pigro, viziato, indolente, perfido”, e ho asserito di possedere “un enorme coefficiente di grettezza” – e se non ci credi, leggiti questo post

    http://www.licenziamentodelpoeta.splinder.com/post/8735150

    in cui affermo, pure, che “nella vita non ho mai avuto voglia di fare un cazzo”. Insomma, so perfettamente di essere una brutta persona. Anzi rivendico il mio sacrosanto diritto a esserlo, visto che io non ho una vita pubblica e non pretendo di essere di esempio a nessuno.

    Al tempo stesso continuo a sentire l’esigenza che i media indaghino sui comportamenti degli individui che hanno una vita pubblica, per condannarli pubblicamente laddove incoerenti.

    Ad ogni modo, trovo molto preoccupante la tua certezza di cosa sia la verità e di come essa si manifesti, così come la trovavo preoccupante nel proprietario del blog ove si è svolta la discussione che citi, che mi sembra una persona veramente disturbata nella psiche e che, infatti, non ho più visitato né commentato da allora.

  • Hayalel

    @licenziamento
    E ciò che hai appena scritto su di te non contraddice la tua affermazione a proposito del tuo rapporto con la coscienza?
    Nel momento stesso in cui ti definisci una persona pessima stai affermando che ogni volta che sei stato pessimo hai sentito i “campanelli d’allarme” provenienti dalla tua coscienza. Per stare in pace con sé stessi occorre pensare di essere perfettamente in regola perciò, se non lo si è realmente, si deve necessariamente mentire a se stessi. Altrimenti si può vivere resistendo alla disperazione di essere miserabili fino a suicidarsi o farsi ammazzare.
    Poiché tu stai scrivendo qui lottando in questa diatriba dialettica, sicuramente non sei un disperato, quindi ti reputi accettabile, almeno a te stesso. Chi legge i tuoi discorsi però capisce il tuo status, anzi, non si può sottrarre dall’immaginarti pure peggiore. Quindi, i miei conoscenti possono giudicarti molto peggiore di quanto tu stesso ti reputi. Contemporaneamente, è dimostrato che in un modo o nell’altro sei portato a mentire a te stesso per giudicarti, nonostante la tua opinione pessima di te, una persona accettabile.

    Una persona pubblica è una persona come tutte le altre, con tutte le debolezze delle altre persone. Se cade in tentazione, perché stupirsi? Non ha senso poi dire “lo facciamo tutti, nessuno può darci lezioni di morale”, perché altrimenti verrebbe fuori che l’etica non esiste (che è già un assurdo di per sè), anzi vorrebbe dire che non esiste alcun metro di giudizio di cosa è giusto e cosa è sbagliato, palesemente in contrasto con il tuo definirti pessimo poiché per farlo usi certamente un metro di giudizio.
    Ma qui non si tratta di giudicare, si tratta di dire che un comportamento non è corretto, non che una persona deve essere condannata, ma che un comportamento lo deve essere.

    Quanto a Berlicche, che io conosco personalmente, non puoi dare del disturbato mentale ad una persona che non conosci. Giudicare le persone a simpatia è una cosa oscena. Se giudicassi come disturbati mentali tutti coloro dei quali non capisco il pensiero, ci sarebbe mezzo mondo in manicomio e tu fra questi (anche se purtroppo devo ammettere che non sarei il solo a giudicarti in questo modo dopo le affermazioni moralmente discutibili che hai sin qui scritto)

  • Hayalel

    @licenziamento
    E ciò che hai appena scritto su di te non contraddice la tua affermazione a proposito del tuo rapporto con la coscienza?
    Nel momento stesso in cui ti definisci una persona pessima stai affermando che ogni volta che sei stato pessimo hai sentito i “campanelli d’allarme” provenienti dalla tua coscienza. Per stare in pace con sé stessi occorre pensare di essere perfettamente in regola perciò, se non lo si è realmente, si deve necessariamente mentire a se stessi. Altrimenti si può vivere resistendo alla disperazione di essere miserabili fino a suicidarsi o farsi ammazzare.
    Poiché tu stai scrivendo qui lottando in questa diatriba dialettica, sicuramente non sei un disperato, quindi ti reputi accettabile, almeno a te stesso. Chi legge i tuoi discorsi però capisce il tuo status, anzi, non si può sottrarre dall’immaginarti pure peggiore. Quindi, i miei conoscenti possono giudicarti molto peggiore di quanto tu stesso ti reputi. Contemporaneamente, è dimostrato che in un modo o nell’altro sei portato a mentire a te stesso per giudicarti, nonostante la tua opinione pessima di te, una persona accettabile.

    Una persona pubblica è una persona come tutte le altre, con tutte le debolezze delle altre persone. Se cade in tentazione, perché stupirsi? Non ha senso poi dire “lo facciamo tutti, nessuno può darci lezioni di morale”, perché altrimenti verrebbe fuori che l’etica non esiste (che è già un assurdo di per sè), anzi vorrebbe dire che non esiste alcun metro di giudizio di cosa è giusto e cosa è sbagliato, palesemente in contrasto con il tuo definirti pessimo poiché per farlo usi certamente un metro di giudizio.
    Ma qui non si tratta di giudicare, si tratta di dire che un comportamento non è corretto, non che una persona deve essere condannata, ma che un comportamento lo deve essere.

    Quanto a Berlicche, che io conosco personalmente, non puoi dare del disturbato mentale ad una persona che non conosci. Giudicare le persone a simpatia è una cosa oscena. Se giudicassi come disturbati mentali tutti coloro dei quali non capisco il pensiero, ci sarebbe mezzo mondo in manicomio e tu fra questi (anche se purtroppo devo ammettere che non sarei il solo a giudicarti in questo modo dopo le affermazioni moralmente discutibili che hai sin qui scritto)

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel,

    come al solito stai scrivendo sciocchezze. Affermi:

    1. “Nel momento stesso in cui ti definisci una persona pessima stai affermando che ogni volta che sei stato pessimo hai sentito i ‘campanelli d’allarme’ provenienti dalla tua coscienza”.

    Già qui ti sbagli perché, vedi, io non ho mai provato senso di colpa in tutta la mia vita, che io ricordi. Né ho mai provato rimorsi. Non mi è mai successo e non so cosa si provi ad averne. Se ti dico che sono una persona pessima, lo faccio perché so di avere degli atteggiamenti che in società, come si suol dire, sono considerati perlomeno discutibili. Ad esempio, so che essere persone operose è considerato lodevole, mentre io non ho la benché minima voglia di far niente. Però non è che questo mi faccia venire sensi di colpa. Io sono così, e lo ammetto serenamente. Non mi dispiace affatto, di essere così. E convivo benissimo con tutti i miei vizi. Se alcuni di essi ho deciso di moderarli, è perché so che esercitandoli causerei sofferenza e dispiaceri a chi mi sta attorno, e non desidero che ciò avvenga. Ma non come conseguenza del senso di colpa o del rimorso. Tutte le mie decisioni, tutte le mie scelte sono frutto della mia volontà in rapporto dialettico con le circostanze, non con una morale “esterna” (salvo che per ragioni di quieto vivere). Per capire meglio cosa intendo, prova a leggere “La scultura di sé” di Onfray.

    Scrivi poi: “Per stare in pace con sé stessi occorre pensare di essere perfettamente in regola”. In regola con che cosa? Con il proprio prossimo? Allora debbo dirti che nel mio caso, e in quelli di tante altre persone che conosco, non è vero. Io sto in pace con me stesso a priori, anche quando commetto azioni che, nella morale comune, sono ritenute censurabili. Sto in pace perché non faccio cose senza motivo e dunque, se ho fatto del male a qualcuno, so di averlo fatto con delle ragioni. Se in un secondo momento stabilisco che il male compiuto era eccessivo, o debolmente motivato, cerco di riparare. Altrimenti no.

    Il fatto è che io non ho bisogno di sentirmi “in pace” per vivere decorosamente perché, vedi, so che la vita è una condizione senza requie, priva di speranza. Conosci i versi di Marchetto Cara?

    “Io non compro più speranza
    ché gli è falsa mercancia,
    a dar solo attendo via
    quella poca che m’avanza.”

    E ancora:

    “Cara un tempo la comprai,
    or la vendo a buon mercato
    e consiglio ben che mai
    non ne compri un sventurato
    ma più presto nel suo stato
    se ne resti con costanza.

    El sperar è come el sogno
    che per più riesce in nulla,
    el sperar è il bisogno
    de chi al vento di trastulla,
    el sperar sovente annulla
    chi continua la sua danza.”

    Occorre lottare, allo scopo di sopravvivere e allo scopo di prevalere. L’alternativa è subire la sorte dei deboli.

    2. Una persona pubblica non è una persona come tutte le altre: è una persona pubblica. Essere una persona pubblica è un fardello e una responsabilità, che implica di rinunciare a molte cose: e, tra queste, al diritto a una vita privata. Io ritengo che questo diritto, le personalità pubbliche non ce l’abbiano. I media possono, e debbono, passare al microscopio ogni loro azioni, ogni dettaglio del loro passato, assediarli a ogni passo fino a che, possibilmente, essi non siano più in grado di godere di alcuna intimità. Solo così avremo la garanzia, per dirla con Giovenale, che i custodi siano a loro volta sorvegliati.

    3. Io posso dare del disturbato a chi voglio, esattamente come tu sei libero di esecrarmi perché lo faccio. Sulla base del dialogo avuto con lui, ritengo il tuo conoscente un fanatico, un esaltato, una persona che dovrebbe farsi vedere da uno psichiatra. Naturalmente potrei sbagliarmi.

  • licenziamentodelpoeta

    nb. Ovviamente, per quanto riguarda il punto 1, esiste un conflitto tra la mia concezione di “essere in pace” e la tua (lo esplicito perché altrimenti rischio di essere frainteso).

    Quindi, laddove scrivo Il fatto è che io non ho bisogno di sentirmi “in pace”… sia chiaro che intendo: non ho bisogno di sentirmi “in pace” in quelli che mi sembrano i termini che tu attribuisci ad essa.

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel,

    come al solito stai scrivendo sciocchezze. Affermi:

    1. “Nel momento stesso in cui ti definisci una persona pessima stai affermando che ogni volta che sei stato pessimo hai sentito i ‘campanelli d’allarme’ provenienti dalla tua coscienza”.

    Già qui ti sbagli perché, vedi, io non ho mai provato senso di colpa in tutta la mia vita, che io ricordi. Né ho mai provato rimorsi. Non mi è mai successo e non so cosa si provi ad averne. Se ti dico che sono una persona pessima, lo faccio perché so di avere degli atteggiamenti che in società, come si suol dire, sono considerati perlomeno discutibili. Ad esempio, so che essere persone operose è considerato lodevole, mentre io non ho la benché minima voglia di far niente. Però non è che questo mi faccia venire sensi di colpa. Io sono così, e lo ammetto serenamente. Non mi dispiace affatto, di essere così. E convivo benissimo con tutti i miei vizi. Se alcuni di essi ho deciso di moderarli, è perché so che esercitandoli causerei sofferenza e dispiaceri a chi mi sta attorno, e non desidero che ciò avvenga. Ma non come conseguenza del senso di colpa o del rimorso. Tutte le mie decisioni, tutte le mie scelte sono frutto della mia volontà in rapporto dialettico con le circostanze, non con una morale “esterna” (salvo che per ragioni di quieto vivere). Per capire meglio cosa intendo, prova a leggere “La scultura di sé” di Onfray.

    Scrivi poi: “Per stare in pace con sé stessi occorre pensare di essere perfettamente in regola”. In regola con che cosa? Con il proprio prossimo? Allora debbo dirti che nel mio caso, e in quelli di tante altre persone che conosco, non è vero. Io sto in pace con me stesso a priori, anche quando commetto azioni che, nella morale comune, sono ritenute censurabili. Sto in pace perché non faccio cose senza motivo e dunque, se ho fatto del male a qualcuno, so di averlo fatto con delle ragioni. Se in un secondo momento stabilisco che il male compiuto era eccessivo, o debolmente motivato, cerco di riparare. Altrimenti no.

    Il fatto è che io non ho bisogno di sentirmi “in pace” per vivere decorosamente perché, vedi, so che la vita è una condizione senza requie, priva di speranza. Conosci i versi di Marchetto Cara?

    “Io non compro più speranza
    ché gli è falsa mercancia,
    a dar solo attendo via
    quella poca che m’avanza.”

    E ancora:

    “Cara un tempo la comprai,
    or la vendo a buon mercato
    e consiglio ben che mai
    non ne compri un sventurato
    ma più presto nel suo stato
    se ne resti con costanza.

    El sperar è come el sogno
    che per più riesce in nulla,
    el sperar è il bisogno
    de chi al vento di trastulla,
    el sperar sovente annulla
    chi continua la sua danza.”

    Occorre lottare, allo scopo di sopravvivere e allo scopo di prevalere. L’alternativa è subire la sorte dei deboli.

    2. Una persona pubblica non è una persona come tutte le altre: è una persona pubblica. Essere una persona pubblica è un fardello e una responsabilità, che implica di rinunciare a molte cose: e, tra queste, al diritto a una vita privata. Io ritengo che questo diritto, le personalità pubbliche non ce l’abbiano. I media possono, e debbono, passare al microscopio ogni loro azioni, ogni dettaglio del loro passato, assediarli a ogni passo fino a che, possibilmente, essi non siano più in grado di godere di alcuna intimità. Solo così avremo la garanzia, per dirla con Giovenale, che i custodi siano a loro volta sorvegliati.

    3. Io posso dare del disturbato a chi voglio, esattamente come tu sei libero di esecrarmi perché lo faccio. Sulla base del dialogo avuto con lui, ritengo il tuo conoscente un fanatico, un esaltato, una persona che dovrebbe farsi vedere da uno psichiatra. Naturalmente potrei sbagliarmi.

  • Swann77

    Come molti, caro Claudio, avevo capito dal principio che non volevi chiudere per davvero. E me ne rallegro.
    Il problema che poni è serissimo, naturalmente. Eppure mi sembra di poter fare dei distinguo.
    L’avvocato, il magistrato, il giornalista, l’architetto, sono chiamati a svolgere con competenza e professionalità il proprio lavoro. Quando terminano il loro orario soo privati cittadini, chiamati a rispettare la legge come gli altri, ma nulla più.
    L’uomo politico, come forse il sacerdote e l’operante delle Forze dell’Ordine, non perde mai la sua qualifica, fino a che non dismette la sua carica. E’ stato eletto dal popolo in quanto persona con alcun caratteristiche e risponde delle sue azioni, perchè da esse possiamo capirne la coerenza e farne discendere una sensata scelta di rivoltarlo in futuro oppure no.
    Per questa ragione, mentre trovo comprensibile che i giornalisti cerchino di smascherare la doppia faccia di Berlusconi in fatto di morale, trovo orrendo quando i giornalisti di Feltri hanno fatto con il direttore di Avvenire.
    Non credo ci sia bisogno di aggiungere poi che il ruolo del giornalista è proprio di indagare e fare domande alla politica, mentre il ruolo della politica non è certo quello di indagare sulla vita delle persone che sono a lei avverse (e qui i canali sono molti).

  • licenziamentodelpoeta

    nb. Ovviamente, per quanto riguarda il punto 1, esiste un conflitto tra la mia concezione di “essere in pace” e la tua (lo esplicito perché altrimenti rischio di essere frainteso).

    Quindi, laddove scrivo Il fatto è che io non ho bisogno di sentirmi “in pace”… sia chiaro che intendo: non ho bisogno di sentirmi “in pace” in quelli che mi sembrano i termini che tu attribuisci ad essa.

  • Swann77

    Come molti, caro Claudio, avevo capito dal principio che non volevi chiudere per davvero. E me ne rallegro.
    Il problema che poni è serissimo, naturalmente. Eppure mi sembra di poter fare dei distinguo.
    L’avvocato, il magistrato, il giornalista, l’architetto, sono chiamati a svolgere con competenza e professionalità il proprio lavoro. Quando terminano il loro orario soo privati cittadini, chiamati a rispettare la legge come gli altri, ma nulla più.
    L’uomo politico, come forse il sacerdote e l’operante delle Forze dell’Ordine, non perde mai la sua qualifica, fino a che non dismette la sua carica. E’ stato eletto dal popolo in quanto persona con alcun caratteristiche e risponde delle sue azioni, perchè da esse possiamo capirne la coerenza e farne discendere una sensata scelta di rivoltarlo in futuro oppure no.
    Per questa ragione, mentre trovo comprensibile che i giornalisti cerchino di smascherare la doppia faccia di Berlusconi in fatto di morale, trovo orrendo quando i giornalisti di Feltri hanno fatto con il direttore di Avvenire.
    Non credo ci sia bisogno di aggiungere poi che il ruolo del giornalista è proprio di indagare e fare domande alla politica, mentre il ruolo della politica non è certo quello di indagare sulla vita delle persone che sono a lei avverse (e qui i canali sono molti).

  • utente anonimo

    A me sembra che questa pretesa di purezza nei confronti dei personaggi pubblici, in particolare politici, sia una sorta di rigurgito teocratico, se mi si passa il termine.

    Voglio dire, non è lo scopo della “democrazia” far si che anche il più “bestia” dei cittadini possa andare al governo, qualora sia scelto dalla maggioranza (relativa) degli atri cittadini?

    Pretendere probità morale significa di fatto pretendere l’ineliggibilità per la maggior parte delle persone, ovvero auspicare una riforma aristocratica (quanto meno).

    Il che va contro a tutte le “battaglie” sociali dello scorso secolo.

    Per carità, non dico che un tale passo indietro sarebbe di per sé sbagliato, ma di certo è attualmente contraddittorio e forse, mi chiedo, anche in questo caso “la realtà non perdona”?

    Stefano

  • Hayalel

    @Licenziamento
    Se non hai mai provato sensi di colpa dimostri di non essere sensibile alla voce della tua coscienza come affermavo nel commento #9. CVD

    Dai una descrizione di te stesso alla quale qualsiasi persona dotata di buon senso stenterebbe a credere. Non è che non voglia darti fiducia ma, dai la sensazione di mentire molto a te stesso, di prenderti in giro per costruire una concezione della realtà dove “me stesso” venga prima di “tutti gli altri” o dove qualunque cosa è concessa pur di non avere rogne dal prossimo. Mi richiama alla mente il tipico uomo d’affari newyorkese che, alla visione di un barbone, dice “shit happens” e poi tira dritto per la sua via.
    Tra l’altro, vivere in nome del quieto vivere non garantisce il rispetto degli altri, come immagino avvenga nel tuo caso.
    Se tutti ragionassimo così non esisterebbero diritti umani ma solo una tregua armata come nella guerra fredda tra USA e URSS. E questo non è sbagliato “tanto per dire” ma, lo è perché gli uomini hanno tutti lo stesso valore e gli stessi diritti, a prescindere dalla loro ricchezza, dal loro comportamento, dalle loro “armi” per minacciarsi reciprocamente in questa “guerra fredda” che sembra essere alla base del tuo modo di vivere. E le costituzioni dei paesi civili di tutto il mondo, parlano chiaro su questo punto.

    “se ho fatto del male a qualcuno, so di averlo fatto con delle ragioni”
    Non c’è ragione al mondo che possa giustificare il male. Questa tua frase che definirei abominevole, sarebbe credibile nella bocca di qualche dittatore come Hitler o Stalin. Non credo che tu sia realmente senza cuore come ti descrivi. Al più hai lavorato molto per chiudere la tua coscienza entro un bunker di cemento armato, probabilmente per evitare di stare male sentimentalmente. Potrei sbagliarmi ma, la descrizione che dai è arida, fredda, non umana quindi non credibile se detta da un essere umano.

    “Occorre lottare, allo scopo di sopravvivere e allo scopo di prevalere. L’alternativa è subire la sorte dei deboli.”
    La legge della giungla, la riduzione dell’uomo ad un animale egoista.
    Eppure questa legge con l’uomo non funziona. Centinaia di santi nella storia hanno trionfato pur non avendo mai “lottato” se non dispensando il loro amore in ogni direzione.

    Dalla discussione con te emerge una personalità mutilata di ogni umano sentimento, qualcosa che potrebbe essere considerata una patologia psichiatrica.
    “Il vero pazzo è colui che afferma di non esserlo” e accusa tutto il resto del mondo di esserlo, aggiungerei io.
    Berlicche è una persona equilibrata e virtuosa. Questo lo so perché non puoi stringere la mano e conversare con un pazzo per ore senza accorgertene. Allora, se tu mostri tale comportamento considerato disumano (e ne sei abominevolmente orgoglioso) e poi accusi una persona fuori da ogni dubbio sana, il “disturbo” mentale dovresti cercarlo in te stesso.
    Ad ogni modo, se per te essere sani mentalmente significa essere spietati e privi di speranza, sono ben fiero di essere malato mentalmente come berlicche e come tutte le persone di buona volontà.

    2. Chiusa questa discussione sulla tua situazione comportamentale e ritornando in topic:
    ciò che hai scritto, la tua pretesa sulla vita privata dei personaggi pubblici, sono tipici moralismi. Perché?
    Se un buon falegname ti sistema la porta del bagno ad un prezzo conveniente, che ti importa se va a prostitute? Cambia la sua bravura di falegname?
    Se un attore recita incredibilmente bene, che ti importa se passa il tempo a guardare pornografia?
    Se un politico fa il suo lavoro politico, che ti importa del resto?
    Se un giornalista scrive articoli sulle buone norme di comportamento ma poi non riesce neanche lui a seguirle tutte, cambia il valore del suo articolo? Pensi che si basi sulla sua capacità di attenersi a ciò che scrive? O, come tutti, anche lui è un misero essere umano che può sbagliare? Ma l’importante è definire cosa sia giusto o sbagliato, non verificare se chi parla di comportamento sia all’altezza di ciò che scrive.
    Nessun personaggio pubblico (politici, giornalisti) ha la pretesa di dare il buon esempio. Non c’è scritto da nessuna parte che il politico deve dare il buon esempio. Il voto che esprimiamo è una preferenza su chi sia più idoneo a rappresentare il nostro pensiero, non la scelta di un “esempio”. Prima di astenermi sistematicamente dal voto, votavo la sinistra. Ora mi astengo perché, per il momento, non c’è alcun personaggio politico che esprimerebbe in parlamento la mia volontà. Se lo trovassi, lo voterei, anche se è un cornuto o un pervertito. A me importa che il mio pensiero giunga in parlamento attraverso un rappresentante, non voglio che il capo di governo sia un santo “per dare il buon esempio” perché la democrazia prevede lo strumento delle elezioni come veicolo di idee e nient’altro.

    Il buon esempio l’ha potuto dare solo Gesù Cristo. Tutti gli altri, gli uomini, sono incapaci di essere perfetti da soli ma, proprio seguendo quell’unico l’esempio, possono tendere alla perfezione. Il primo passo è però capire che certi comportamenti sono disumani, non vivacchiare (convivere) con i propri vizi e le proprie cattiverie giustificandosi con la legge della giungla o con la soppressione del proprio cuore (dei sentimenti di bontà e rispetto di sé stessi e dell’altrui persona)

  • utente anonimo

    .

  • anonimo

    A me sembra che questa pretesa di purezza nei confronti dei personaggi pubblici, in particolare politici, sia una sorta di rigurgito teocratico, se mi si passa il termine.

    Voglio dire, non è lo scopo della “democrazia” far si che anche il più “bestia” dei cittadini possa andare al governo, qualora sia scelto dalla maggioranza (relativa) degli atri cittadini?

    Pretendere probità morale significa di fatto pretendere l’ineliggibilità per la maggior parte delle persone, ovvero auspicare una riforma aristocratica (quanto meno).

    Il che va contro a tutte le “battaglie” sociali dello scorso secolo.

    Per carità, non dico che un tale passo indietro sarebbe di per sé sbagliato, ma di certo è attualmente contraddittorio e forse, mi chiedo, anche in questo caso “la realtà non perdona”?

    Stefano

  • ClaudioLXXXI

    Penso che chiunque abbia conosciuto Berlic possa testimoniare del suo equilibrio mentale.

    @Licenziamento, al di là delle solite discussioni sulla morale e sull’egoismo che ricalcano scambi verbali già percorsi, ti confesso che trovo veramente spaventosa una frase come “non ho mai provato senso di colpa in tutta la mia vita, non so cosa si provi ad avere rimorso“. Fosse vera, sarebbe una cosa degna di Ras’kolnikov, il protagonista di Delitto e castigo, quello che si crede un superuomo esentato dalla morale e dai rimorsi e per provarlo a sè stesso ammazza la vecchia. Sappiamo come va a finire. Per non provare senso di colpa dovresti essere o una creatura senza peccato o un sociopatico puro.
    Ma francamente non credo che sia vero. Hai una moglie, dei suoceri, non so se hai figli, avrai anche tu qualche amico. O ti stai atteggiando ed esageri volutamente, oppure ti sei autoconvinto, andando appresso ai moderni profeti della follia tipo Michael Onfray, che tutti gli accenni di rimorso che le volte che ti sei comportato male con le (pochissime) persone a cui tieni davvero, non sono sensi di colpa ma sono solo un calcolo di opportunità che la tua volontà compie liberamente. Il progetto alla base è, se non si può eliminare la morale nell’essere umano, diseducare l’uomo a non riconoscere la morale e ricondurre tutto al proprio egoismo.

    #20
    Swann, anzitutto se quella cosiddetta informativa fosse vera sarebbe preoccupante, come facevi notare nel commento al precedente post, che gli omosessuali veri o presunti siano “attenzionati” dalla Polizia di Stato. Sembra una roba da Gestapo o da polizia talebana.
    Io metterei anche il magistrato e il giornalista nel gruppo delle persone su cui è bene controllare. Il primo prende decisioni che influiscono direttamente sui soldi e sulla vita della gente, ed ha un potere che di contro si accompagna talvolta ad una sostanziale impunità (sappiamo come andò a finire con il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati).
    Il giornalista, specie se è una “grande firma” conosciuta a livello nazionale, non si limita ad in-formare ma anche a formare l’opinione pubblica. Dà giudizi, difende, accusa. E poi il giornalismo oggi è ridotto a uno stato pietoso, si inventano notizie, si fa disinformazione, si cambiano le parole agli intervistati. Certe volte sono davvero i politici a doversi difendere dalla slealtà dei giornalisti, addirittura perfino Berlusconi qualche volta è maltrattato ingiustamente. Perciò anche per il giornalista deve valere il quis custodiet ipsos custodes, vale per Boffo come per Mauro come per tutti.
    Anzi penso che debba valere anche per i bloggers🙂

    Si dirà che di questo passo la società rischia di diventare davvero un grande fratello reciproco, una vera orgia di sputtanamento nazionale. E infatti è quello che sta diventando, perchè si è sostituita la morale con il moralismo. Voglio dire che il “tutti guardano tutti” funziona solo se tutti sanno di essere difettosi in primis essi stessi, e sanno perdonare agli altri perchè essi stessi hanno bisogno di perdono.

  • Hayalel

    @Licenziamento
    Se non hai mai provato sensi di colpa dimostri di non essere sensibile alla voce della tua coscienza come affermavo nel commento #9. CVD

    Dai una descrizione di te stesso alla quale qualsiasi persona dotata di buon senso stenterebbe a credere. Non è che non voglia darti fiducia ma, dai la sensazione di mentire molto a te stesso, di prenderti in giro per costruire una concezione della realtà dove “me stesso” venga prima di “tutti gli altri” o dove qualunque cosa è concessa pur di non avere rogne dal prossimo. Mi richiama alla mente il tipico uomo d’affari newyorkese che, alla visione di un barbone, dice “shit happens” e poi tira dritto per la sua via.
    Tra l’altro, vivere in nome del quieto vivere non garantisce il rispetto degli altri, come immagino avvenga nel tuo caso.
    Se tutti ragionassimo così non esisterebbero diritti umani ma solo una tregua armata come nella guerra fredda tra USA e URSS. E questo non è sbagliato “tanto per dire” ma, lo è perché gli uomini hanno tutti lo stesso valore e gli stessi diritti, a prescindere dalla loro ricchezza, dal loro comportamento, dalle loro “armi” per minacciarsi reciprocamente in questa “guerra fredda” che sembra essere alla base del tuo modo di vivere. E le costituzioni dei paesi civili di tutto il mondo, parlano chiaro su questo punto.

    “se ho fatto del male a qualcuno, so di averlo fatto con delle ragioni”
    Non c’è ragione al mondo che possa giustificare il male. Questa tua frase che definirei abominevole, sarebbe credibile nella bocca di qualche dittatore come Hitler o Stalin. Non credo che tu sia realmente senza cuore come ti descrivi. Al più hai lavorato molto per chiudere la tua coscienza entro un bunker di cemento armato, probabilmente per evitare di stare male sentimentalmente. Potrei sbagliarmi ma, la descrizione che dai è arida, fredda, non umana quindi non credibile se detta da un essere umano.

    “Occorre lottare, allo scopo di sopravvivere e allo scopo di prevalere. L’alternativa è subire la sorte dei deboli.”
    La legge della giungla, la riduzione dell’uomo ad un animale egoista.
    Eppure questa legge con l’uomo non funziona. Centinaia di santi nella storia hanno trionfato pur non avendo mai “lottato” se non dispensando il loro amore in ogni direzione.

    Dalla discussione con te emerge una personalità mutilata di ogni umano sentimento, qualcosa che potrebbe essere considerata una patologia psichiatrica.
    “Il vero pazzo è colui che afferma di non esserlo” e accusa tutto il resto del mondo di esserlo, aggiungerei io.
    Berlicche è una persona equilibrata e virtuosa. Questo lo so perché non puoi stringere la mano e conversare con un pazzo per ore senza accorgertene. Allora, se tu mostri tale comportamento considerato disumano (e ne sei abominevolmente orgoglioso) e poi accusi una persona fuori da ogni dubbio sana, il “disturbo” mentale dovresti cercarlo in te stesso.
    Ad ogni modo, se per te essere sani mentalmente significa essere spietati e privi di speranza, sono ben fiero di essere malato mentalmente come berlicche e come tutte le persone di buona volontà.

    2. Chiusa questa discussione sulla tua situazione comportamentale e ritornando in topic:
    ciò che hai scritto, la tua pretesa sulla vita privata dei personaggi pubblici, sono tipici moralismi. Perché?
    Se un buon falegname ti sistema la porta del bagno ad un prezzo conveniente, che ti importa se va a prostitute? Cambia la sua bravura di falegname?
    Se un attore recita incredibilmente bene, che ti importa se passa il tempo a guardare pornografia?
    Se un politico fa il suo lavoro politico, che ti importa del resto?
    Se un giornalista scrive articoli sulle buone norme di comportamento ma poi non riesce neanche lui a seguirle tutte, cambia il valore del suo articolo? Pensi che si basi sulla sua capacità di attenersi a ciò che scrive? O, come tutti, anche lui è un misero essere umano che può sbagliare? Ma l’importante è definire cosa sia giusto o sbagliato, non verificare se chi parla di comportamento sia all’altezza di ciò che scrive.
    Nessun personaggio pubblico (politici, giornalisti) ha la pretesa di dare il buon esempio. Non c’è scritto da nessuna parte che il politico deve dare il buon esempio. Il voto che esprimiamo è una preferenza su chi sia più idoneo a rappresentare il nostro pensiero, non la scelta di un “esempio”. Prima di astenermi sistematicamente dal voto, votavo la sinistra. Ora mi astengo perché, per il momento, non c’è alcun personaggio politico che esprimerebbe in parlamento la mia volontà. Se lo trovassi, lo voterei, anche se è un cornuto o un pervertito. A me importa che il mio pensiero giunga in parlamento attraverso un rappresentante, non voglio che il capo di governo sia un santo “per dare il buon esempio” perché la democrazia prevede lo strumento delle elezioni come veicolo di idee e nient’altro.

    Il buon esempio l’ha potuto dare solo Gesù Cristo. Tutti gli altri, gli uomini, sono incapaci di essere perfetti da soli ma, proprio seguendo quell’unico l’esempio, possono tendere alla perfezione. Il primo passo è però capire che certi comportamenti sono disumani, non vivacchiare (convivere) con i propri vizi e le proprie cattiverie giustificandosi con la legge della giungla o con la soppressione del proprio cuore (dei sentimenti di bontà e rispetto di sé stessi e dell’altrui persona)

  • ClaudioLXXXI

    #15
    Esatto🙂
    Berlicche non il blogger ma quello vero, s’intende!

  • Swann77

    Mi pare si sia ripetuto più volte. Non è tanto importante la “morale” di Berlusconi,ma che i suoi elettori siano posti in condizione di sapere che persona è quella che votano.
    Ti dirò, caro Stefano, che io non penso che gli elettori di Berlusconi siano più di tanto tangibili dalle sue nefandezze morali. D’altra parte non si sono fatti scrupoli di votarlo nonostante le condanne penali, nonostante molti suoi collaboratori siano stati raggiunti da condanne ancor più pesanti, nonostante l’aberrazione culturale di tanti suoi amici di partito e di schieramento (mi riferisco in particolare a tanti Leghisti che fino a un paio di giorni fa erano lì a inneggiare a quella comica ampollina alle fonti del Pò).
    Non è dunque la buona morale a fare il politico. Si può essere amati ed essere graditi al popolo. Quel che condanna, a mio avviso, Berlusconi, è la doppia morale di appoggio formale alla Chiesa e di sostanziale disinteresse nei fatti per il suo sistema di valori.
    Le crepe di oggi, che non dubito saranno colmate da leggi bigotte e supine ad oltretevere nei prossimi mesi, mostrano che Berlusconi e i suoi, come in passato altri “uomini della Provvidenza”, sono disponibili all’ossequio alla Chiesa fin tanto che questa non scalcia. Ma se scalcia…

  • Hayalel

    Guarda, licenziamento, ti lascio perdere perché Splinder ha avuto pietà di te mangiandosi il papiello che ti avevo scritto.

    Mi pare ormai evidente chi in questa discussione ha un cuore umano e chi invece ha disumanamente un pezzo di marmo. Anzi, l’alternativa ad essere tutti disturbati mentali come berlicche e come me, è che invece sia il pulpito dal quale giunge la predica ad avere patologie gravi.

  • ClaudioLXXXI

    Penso che chiunque abbia conosciuto Berlic possa testimoniare del suo equilibrio mentale.

    @Licenziamento, al di là delle solite discussioni sulla morale e sull’egoismo che ricalcano scambi verbali già percorsi, ti confesso che trovo veramente spaventosa una frase come “non ho mai provato senso di colpa in tutta la mia vita, non so cosa si provi ad avere rimorso“. Fosse vera, sarebbe una cosa degna di Ras’kolnikov, il protagonista di Delitto e castigo, quello che si crede un superuomo esentato dalla morale e dai rimorsi e per provarlo a sè stesso ammazza la vecchia. Sappiamo come va a finire. Per non provare senso di colpa dovresti essere o una creatura senza peccato o un sociopatico puro.
    Ma francamente non credo che sia vero. Hai una moglie, dei suoceri, non so se hai figli, avrai anche tu qualche amico. O ti stai atteggiando ed esageri volutamente, oppure ti sei autoconvinto, andando appresso ai moderni profeti della follia tipo Michael Onfray, che tutti gli accenni di rimorso che le volte che ti sei comportato male con le (pochissime) persone a cui tieni davvero, non sono sensi di colpa ma sono solo un calcolo di opportunità che la tua volontà compie liberamente. Il progetto alla base è, se non si può eliminare la morale nell’essere umano, diseducare l’uomo a non riconoscere la morale e ricondurre tutto al proprio egoismo.

    #20
    Swann, anzitutto se quella cosiddetta informativa fosse vera sarebbe preoccupante, come facevi notare nel commento al precedente post, che gli omosessuali veri o presunti siano “attenzionati” dalla Polizia di Stato. Sembra una roba da Gestapo o da polizia talebana.
    Io metterei anche il magistrato e il giornalista nel gruppo delle persone su cui è bene controllare. Il primo prende decisioni che influiscono direttamente sui soldi e sulla vita della gente, ed ha un potere che di contro si accompagna talvolta ad una sostanziale impunità (sappiamo come andò a finire con il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati).
    Il giornalista, specie se è una “grande firma” conosciuta a livello nazionale, non si limita ad in-formare ma anche a formare l’opinione pubblica. Dà giudizi, difende, accusa. E poi il giornalismo oggi è ridotto a uno stato pietoso, si inventano notizie, si fa disinformazione, si cambiano le parole agli intervistati. Certe volte sono davvero i politici a doversi difendere dalla slealtà dei giornalisti, addirittura perfino Berlusconi qualche volta è maltrattato ingiustamente. Perciò anche per il giornalista deve valere il quis custodiet ipsos custodes, vale per Boffo come per Mauro come per tutti.
    Anzi penso che debba valere anche per i bloggers🙂

    Si dirà che di questo passo la società rischia di diventare davvero un grande fratello reciproco, una vera orgia di sputtanamento nazionale. E infatti è quello che sta diventando, perchè si è sostituita la morale con il moralismo. Voglio dire che il “tutti guardano tutti” funziona solo se tutti sanno di essere difettosi in primis essi stessi, e sanno perdonare agli altri perchè essi stessi hanno bisogno di perdono.

  • ClaudioLXXXI

    #15
    Esatto🙂
    Berlicche non il blogger ma quello vero, s’intende!

  • Swann77

    Mi pare si sia ripetuto più volte. Non è tanto importante la “morale” di Berlusconi,ma che i suoi elettori siano posti in condizione di sapere che persona è quella che votano.
    Ti dirò, caro Stefano, che io non penso che gli elettori di Berlusconi siano più di tanto tangibili dalle sue nefandezze morali. D’altra parte non si sono fatti scrupoli di votarlo nonostante le condanne penali, nonostante molti suoi collaboratori siano stati raggiunti da condanne ancor più pesanti, nonostante l’aberrazione culturale di tanti suoi amici di partito e di schieramento (mi riferisco in particolare a tanti Leghisti che fino a un paio di giorni fa erano lì a inneggiare a quella comica ampollina alle fonti del Pò).
    Non è dunque la buona morale a fare il politico. Si può essere amati ed essere graditi al popolo. Quel che condanna, a mio avviso, Berlusconi, è la doppia morale di appoggio formale alla Chiesa e di sostanziale disinteresse nei fatti per il suo sistema di valori.
    Le crepe di oggi, che non dubito saranno colmate da leggi bigotte e supine ad oltretevere nei prossimi mesi, mostrano che Berlusconi e i suoi, come in passato altri “uomini della Provvidenza”, sono disponibili all’ossequio alla Chiesa fin tanto che questa non scalcia. Ma se scalcia…

  • Hayalel

    Guarda, licenziamento, ti lascio perdere perché Splinder ha avuto pietà di te mangiandosi il papiello che ti avevo scritto.

    Mi pare ormai evidente chi in questa discussione ha un cuore umano e chi invece ha disumanamente un pezzo di marmo. Anzi, l’alternativa ad essere tutti disturbati mentali come berlicche e come me, è che invece sia il pulpito dal quale giunge la predica ad avere patologie gravi.

  • berlic

    Oh, già, Licenziamento…quella conversazione…mi ricordo che tu ne fuggisti; peccato perchè era interessante. D’altra parte forse è stato meglio così: se davvero non hai mai un pentimento, se davvero non hai rimorsi allora poteva essere pericoloso per te. Certamente che dev’essere estenuante essere sempre all’altezza di se stesso, pensarsi inemendabile. Da parte mia, anch’io sono pieno di difetti, ma cerco punto per punto di correggerli, pur sapendo che da solo non ne ho la forza; e anche se so che mai vi riuscirò del tutto, il dolore per quello che sono e non sono è ciò che mi guida. No, meglio: l’amore a Colui che mi fa essere, che mi spinge ad essere degno, da cui il dolore buono che arriva quando si guarisce.

    Poi, non so se io sia un fanatico religioso – mi piacerebbe conoscerne la definizione; può darsi, ma meglio che essere un fanatico irreligioso. Esaltato direi di no: ho troppo ben presente chi sono. Disturbato? Se anche lo fossi, preferisco una mente disturbata ad una con su scritto “non disturbare”.

    Per non avere rimorsi, devi presumere che tutto quanto non sei tu sia sbagliato. Devi chiamare fanatico chi ha idee differenti, e chiamare sciocchezza ogni opinione diversa dalla tua. Magari ti starai scolpendo; ma la tua è una scultura orribile, perchè guarda solo verso di sè.

    xClaudio: Ehi, il mio nipote preferito! Come osi?😉

  • reginadistracci

    Rivedendo su You-tube alcuni spezzoni del Moralista, mi è venuta in mente una cosa: il moralista è sostanzialmente un guardone. Con la scusa di condannare l’immoralità, il moralista ne approfitta per godersi onanisticamente lo spettacolo dell’immoralità. Egli infatti vuole sempre conoscere tutti i dettagli del peccato altrui. Fingendosi indignato, egli sbircia nel buco della serratura gli squisiti peccati degli altri che lui non ha il coraggio di commettere. E così i moralisti di Repubblica sono guardoni e hanno trasformato in guardoni tutti i lettori di Repubblica. La gente compra Repubblica per vedere l’ultimo pruriginoso e scabroso peccato fotografato col teleobiettivo dai paparazzi guardoni nella villa di Berlusconi

  • berlic

    Oh, già, Licenziamento…quella conversazione…mi ricordo che tu ne fuggisti; peccato perchè era interessante. D’altra parte forse è stato meglio così: se davvero non hai mai un pentimento, se davvero non hai rimorsi allora poteva essere pericoloso per te. Certamente che dev’essere estenuante essere sempre all’altezza di se stesso, pensarsi inemendabile. Da parte mia, anch’io sono pieno di difetti, ma cerco punto per punto di correggerli, pur sapendo che da solo non ne ho la forza; e anche se so che mai vi riuscirò del tutto, il dolore per quello che sono e non sono è ciò che mi guida. No, meglio: l’amore a Colui che mi fa essere, che mi spinge ad essere degno, da cui il dolore buono che arriva quando si guarisce.

    Poi, non so se io sia un fanatico religioso – mi piacerebbe conoscerne la definizione; può darsi, ma meglio che essere un fanatico irreligioso. Esaltato direi di no: ho troppo ben presente chi sono. Disturbato? Se anche lo fossi, preferisco una mente disturbata ad una con su scritto “non disturbare”.

    Per non avere rimorsi, devi presumere che tutto quanto non sei tu sia sbagliato. Devi chiamare fanatico chi ha idee differenti, e chiamare sciocchezza ogni opinione diversa dalla tua. Magari ti starai scolpendo; ma la tua è una scultura orribile, perchè guarda solo verso di sè.

    xClaudio: Ehi, il mio nipote preferito! Come osi?😉

  • reginadistracci

    Rivedendo su You-tube alcuni spezzoni del Moralista, mi è venuta in mente una cosa: il moralista è sostanzialmente un guardone. Con la scusa di condannare l’immoralità, il moralista ne approfitta per godersi onanisticamente lo spettacolo dell’immoralità. Egli infatti vuole sempre conoscere tutti i dettagli del peccato altrui. Fingendosi indignato, egli sbircia nel buco della serratura gli squisiti peccati degli altri che lui non ha il coraggio di commettere. E così i moralisti di Repubblica sono guardoni e hanno trasformato in guardoni tutti i lettori di Repubblica. La gente compra Repubblica per vedere l’ultimo pruriginoso e scabroso peccato fotografato col teleobiettivo dai paparazzi guardoni nella villa di Berlusconi

  • Swann77

    Caro Claudio,
    è naturale che è bene controllare il magistrato ed il giornalista ma occorre fare due precisazioni. A controllare il magistrato ed il giornalista deve essere qualcuno indipendente dal Governo, perchè altrimenti controllare il buon comportamento del magistrato significa controllare che non faccia del male a chi ha il potere.
    In secondo luogo cià che occorre controllare non è la sua vita privata, ma la trasparenza e l’indipendenza con cui scrive.
    In particolarew questo vale per il magistrato, che è soggetto solo alla legge e che è pagato per non rispondere a nessuno se non alla legge.
    La responsabilità civile dei magistrati ben venga e ben sia integrata, ma è ovvio che sia cosa assai diversa dalla responsabilità ched grava sull’uomo politico, che risponde necessariamente al popolo, il quale è titolare di un diritto perfetto a conoscere chi realmente è colui che è chiamato a votare.

  • licenziamentodelpoeta

    Siete molti e dunque sarò breve (o ci proverò, perlomeno, anche perché sono nel mezzo di un trasloco e il tempo è quel che è).

    @Halayel, sulla natura dell’uomo come animale egoista già altri, più autorevoli di me, hanno già scritto. Non credo di poter aggiungere granché a quanto espresso da titani del pensiero come Lucrezio e Thomas Hobbes. Capisco che tu possa non convenire con me, e con costoro; ma ammetterai che questa scuola di pensiero esiste.

    Sulla questione del “politico che fa il suo lavoro politico”, il punto è che quello del politico è qualche cosa di più di un lavoro. Il politico è il mio rappresentante nella comunità, ed il mio potere sovrano di cittadino io lo esercito per mezzo di lui. I suoi comportamenti, se scarsamente virtuosi, trovano applicazione nel terreno della cosa pubblica. Il che vuol dire che il politico, se male amministra la cosa pubblica in quanto scarsamente virtuoso, danneggia l’intera comunità. Se ruba, ruba a tutti; se i suoi comportamenti fanno di lui un pagliaccio che tutto il mondo deride, sono deriso anch’io con lui.

    @Claudio, non so che dirti: non ho mai provato senso di colpa in tutta la mia vita, non so cosa si provi ad avere rimorso. Il che non significa che io mi senta un superuomo esentato da ogni obbligo morale. Ma per me tali obblighi non attengono alla sfera delle colpe, bensì a quella della responsabilità. Faccio un esempio: se io pago le tasse (e le pago tutte, sempre), non lo faccio perché temo un qualche castigo o perché altrimenti mi sentirei in colpa, cosa che non sarebbe: ma perché la ritengo una cosa che va fatta, poiché attiene alle responsabilità di un membro di una comunità democratica.

    Credo, a farla breve, che per non provare senso di colpa sia sufficiente non pensare l’esistenza in termini di colpa, ma di responsabilità. Il resto viene da sé. Già Lucrezio, ai suoi tempi, scriveva che il senso di colpa non deve toccare l’uomo: anzi, bisogna continuamente rallegrarsi che c’è gente che sta molto peggio di noi.

    Quanto a Onfray, non lo ritengo un profeta della follia, ma uno che ha capito molte cose della condizione umana, e spesso (non sempre) i suoi scritti sono per me illuminanti.

    @Berlicche, io non “fuggii” da quella discussione: semplicemente mi arresi, che è cosa diversa dal fuggire (e chiunque può rileggersi i commenti e constatarlo). D’altronde, mi arrenderei di fronte a chiunque asserisca di essere più certo che Gesù Cristo fosse Dio incarnato che del fatto che Elisabetta I sia vissuta, come tu facesti. Personalmente, considero una siffatta affermazione il sintomo di una qualche forma di disordine mentale, come già ti dissi allora. Tu ti dicesti certo, invece, che il disordine mentale fosse mio. A questo punto, e stando così le cose, che altro avevamo da dirci? Potevamo continuare a darci di matto a vicenda: questo, a te, sarebbe parso interessante?

    Comunque non è granché faticoso essere sempre all’altezza di se stessi, se uno – come me – pensa che non vi sia nulla da emendare. Poi, in effetti, su una cosa hai ragione: cioè quando scrivi che, “per non avere rimorsi, devi presumere che tutto quanto non sei tu sia sbagliato”. In effetti è così, ma non nel senso che intendi tu: bensì in quello che, poiché vivo in un mondo che non sempre obbedisce ai miei desideri, devo continuamente forzarlo in quella direzione. Molte cose restano inadeguate: non ho tutto il danaro che vorrei, a volte la salute mia o dei miei cari fa difetto, i miei desideri non vengono soddisfatti sempre e ogni giorno, a volte le persone a cui voglio bene soffrono, non ho sconfitto tutti i miei nemici. In più di un caso il fato si è incaricato di mostrarmi la sua onnipotenza, distruggendo in un istante il lavoro di anni. Ma io non dispero: l’opera di rendere il mondo più confortevole e adeguato a me stesso, e il miglioramento della mia condizione e di quella delle persone che amo, sono progetti in sé e per sé avvincenti, che occupano il mio tempo in modo degno.

  • Swann77

    Caro Claudio,
    è naturale che è bene controllare il magistrato ed il giornalista ma occorre fare due precisazioni. A controllare il magistrato ed il giornalista deve essere qualcuno indipendente dal Governo, perchè altrimenti controllare il buon comportamento del magistrato significa controllare che non faccia del male a chi ha il potere.
    In secondo luogo cià che occorre controllare non è la sua vita privata, ma la trasparenza e l’indipendenza con cui scrive.
    In particolarew questo vale per il magistrato, che è soggetto solo alla legge e che è pagato per non rispondere a nessuno se non alla legge.
    La responsabilità civile dei magistrati ben venga e ben sia integrata, ma è ovvio che sia cosa assai diversa dalla responsabilità ched grava sull’uomo politico, che risponde necessariamente al popolo, il quale è titolare di un diritto perfetto a conoscere chi realmente è colui che è chiamato a votare.

  • licenziamentodelpoeta

    Siete molti e dunque sarò breve (o ci proverò, perlomeno, anche perché sono nel mezzo di un trasloco e il tempo è quel che è).

    @Halayel, sulla natura dell’uomo come animale egoista già altri, più autorevoli di me, hanno già scritto. Non credo di poter aggiungere granché a quanto espresso da titani del pensiero come Lucrezio e Thomas Hobbes. Capisco che tu possa non convenire con me, e con costoro; ma ammetterai che questa scuola di pensiero esiste.

    Sulla questione del “politico che fa il suo lavoro politico”, il punto è che quello del politico è qualche cosa di più di un lavoro. Il politico è il mio rappresentante nella comunità, ed il mio potere sovrano di cittadino io lo esercito per mezzo di lui. I suoi comportamenti, se scarsamente virtuosi, trovano applicazione nel terreno della cosa pubblica. Il che vuol dire che il politico, se male amministra la cosa pubblica in quanto scarsamente virtuoso, danneggia l’intera comunità. Se ruba, ruba a tutti; se i suoi comportamenti fanno di lui un pagliaccio che tutto il mondo deride, sono deriso anch’io con lui.

    @Claudio, non so che dirti: non ho mai provato senso di colpa in tutta la mia vita, non so cosa si provi ad avere rimorso. Il che non significa che io mi senta un superuomo esentato da ogni obbligo morale. Ma per me tali obblighi non attengono alla sfera delle colpe, bensì a quella della responsabilità. Faccio un esempio: se io pago le tasse (e le pago tutte, sempre), non lo faccio perché temo un qualche castigo o perché altrimenti mi sentirei in colpa, cosa che non sarebbe: ma perché la ritengo una cosa che va fatta, poiché attiene alle responsabilità di un membro di una comunità democratica.

    Credo, a farla breve, che per non provare senso di colpa sia sufficiente non pensare l’esistenza in termini di colpa, ma di responsabilità. Il resto viene da sé. Già Lucrezio, ai suoi tempi, scriveva che il senso di colpa non deve toccare l’uomo: anzi, bisogna continuamente rallegrarsi che c’è gente che sta molto peggio di noi.

    Quanto a Onfray, non lo ritengo un profeta della follia, ma uno che ha capito molte cose della condizione umana, e spesso (non sempre) i suoi scritti sono per me illuminanti.

    @Berlicche, io non “fuggii” da quella discussione: semplicemente mi arresi, che è cosa diversa dal fuggire (e chiunque può rileggersi i commenti e constatarlo). D’altronde, mi arrenderei di fronte a chiunque asserisca di essere più certo che Gesù Cristo fosse Dio incarnato che del fatto che Elisabetta I sia vissuta, come tu facesti. Personalmente, considero una siffatta affermazione il sintomo di una qualche forma di disordine mentale, come già ti dissi allora. Tu ti dicesti certo, invece, che il disordine mentale fosse mio. A questo punto, e stando così le cose, che altro avevamo da dirci? Potevamo continuare a darci di matto a vicenda: questo, a te, sarebbe parso interessante?

    Comunque non è granché faticoso essere sempre all’altezza di se stessi, se uno – come me – pensa che non vi sia nulla da emendare. Poi, in effetti, su una cosa hai ragione: cioè quando scrivi che, “per non avere rimorsi, devi presumere che tutto quanto non sei tu sia sbagliato”. In effetti è così, ma non nel senso che intendi tu: bensì in quello che, poiché vivo in un mondo che non sempre obbedisce ai miei desideri, devo continuamente forzarlo in quella direzione. Molte cose restano inadeguate: non ho tutto il danaro che vorrei, a volte la salute mia o dei miei cari fa difetto, i miei desideri non vengono soddisfatti sempre e ogni giorno, a volte le persone a cui voglio bene soffrono, non ho sconfitto tutti i miei nemici. In più di un caso il fato si è incaricato di mostrarmi la sua onnipotenza, distruggendo in un istante il lavoro di anni. Ma io non dispero: l’opera di rendere il mondo più confortevole e adeguato a me stesso, e il miglioramento della mia condizione e di quella delle persone che amo, sono progetti in sé e per sé avvincenti, che occupano il mio tempo in modo degno.

  • licenziamentodelpoeta

    Tanto per sdrammatizzare, un aggiornamento per Halayel: suvvia, non trattarmi con tanto astio. Da quando hai commentato sul blog di mia moglie

    http://seiamontanelli.diludovico.it/2009/08/31/venghino-siori-venghino/#comment-5499

    il tuo commento sta facendo il giro della blogosfera: l’ho già visto ribloggato almeno venti volte e sei finito addirittura su Phonkmeister

    http://www.phonkmeister.com/post/176375582/estremamente-maleducato-fare-link-al-sito-di

    insomma: grazie a me stai pure avendo il tuo quarto d’ora di celebrità ;))))))

  • licenziamentodelpoeta

    Tanto per sdrammatizzare, un aggiornamento per Halayel: suvvia, non trattarmi con tanto astio. Da quando hai commentato sul blog di mia moglie

    http://seiamontanelli.diludovico.it/2009/08/31/venghino-siori-venghino/#comment-5499

    il tuo commento sta facendo il giro della blogosfera: l’ho già visto ribloggato almeno venti volte e sei finito addirittura su Phonkmeister

    http://www.phonkmeister.com/post/176375582/estremamente-maleducato-fare-link-al-sito-di

    insomma: grazie a me stai pure avendo il tuo quarto d’ora di celebrità ;))))))

  • Hayalel

    Chiamasi vendetta,
    l’unica cosa che la gente del tuo calibro sa fare

  • licenziamentodelpoeta

    Eh, caro Halayel, mi sa che tu sei uno di quelli a cui la satira piace solo quando sono loro a farla ;))))))

  • Hayalel

    Chiamasi vendetta,
    l’unica cosa che la gente del tuo calibro sa fare

  • licenziamentodelpoeta

    Eh, caro Halayel, mi sa che tu sei uno di quelli a cui la satira piace solo quando sono loro a farla ;))))))

  • Hayalel

    Satira non è accusare di pestaggi
    Satira non è minacciare di mazzate
    Satira non è dire “sei socialmente pericolo”
    Satira non è dire “sei fanatico”
    Satira non è dire “sei disturbato mentalmente”

    La fogna scaricatela nei vostri gabinetti e non sulle persone.
    Io avrò fatto satira, tu e i tuoi amici avete fatto solo una cattiveria.

    Dopo aver dimostrato la tua spregevolezza, per piacere, astieniti dal chiamarla satira

  • utente anonimo

    Che sei fanatico non ci vuole molto a capirlo…
    Il fatto è che fin tanto che sei tu a prenderti gioco o criticare il prox., tutto va bene.. ma poi, appena qualcuno fa notare la Verità..

    Guy Faweks

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel, mi fai tenerezza, credimi. La maggior parte di quelli che hanno ribloggato io non li conosco proprio. Qualcuno sì, ma non più di tre o quattro. Il fatto è che le tue osservazioni erano veramente deliranti, insensate, oscurantiste, e questo tipo di materiale quando viene ribloggato sui tumblr fa il giro della blogosfera, perché è divertente. Non accusare me perché io non ho il potere di decidere chi riblogga cosa: il merito è tutto tuo, e del materiale che metti online. Il diritto di esprimersi sul web si paga con l’incomodo di potersi sentir dire, da chiunque, che stai scrivendo minchiate pazzesche.

    Quanto all’essere disturbati di mente, mi stupisco. In questo stesso thread tu mi hai accusato della stessa cosa più e più volte, portandoti anche dietro la claque. Quando poi le tue parole fanno il giro della blogosfera, e – guarda un po’ – viene fuori che un sacco di gente pensa che tu sia fuori di testa, allora dire che qualcuno è disturbato di mente non va più bene. Mi compiaccio per l’uso dei due pesi e due misure, davvero😉

  • Hayalel

    Satira non è accusare di pestaggi
    Satira non è minacciare di mazzate
    Satira non è dire “sei socialmente pericolo”
    Satira non è dire “sei fanatico”
    Satira non è dire “sei disturbato mentalmente”

    La fogna scaricatela nei vostri gabinetti e non sulle persone.
    Io avrò fatto satira, tu e i tuoi amici avete fatto solo una cattiveria.

    Dopo aver dimostrato la tua spregevolezza, per piacere, astieniti dal chiamarla satira

  • Hayalel

    Sarà…
    Ma sono certo che ci sono altrettante persone che, pur non facendo circolare in giro mettendo sulla gogna pubblica, apprezzano quel che scrivo.
    Chi ha il buon senso di non fermarsi ad un singolo post e di leggere tutto, anche le fonti, capisce come realmente stanno le cose e, grazie a Dio, non è come dice la maggior parte di voi che siete evidentemente mossi da odio e Dio solo sa cos’altro di terribile.

    Ad ogni modo, con gli immaturi e i maleducati non si dovrebbe avere a che fare, siamo già andati fin troppo OT in questa discussione perché qualcuno non ha accettato di aver scritto dei postulati prettamente moralisti. E, non contento, il grande stracciamento di vesti e richiamo di gregari. Io invece, poiché non reputo si debba fare una denuncia pubblica (mettere sulla gogna) sul tuo comportamento osceno, non ho pubblicato nulla a riguardo e non lo farò. La differenza fondamentale, che la gente vede, è questa ed è evidente quali siano i personaggi che hanno giocato sporco e quali no.

    Non ho più intenzione di proseguire per questo litigio infantile, anzi, chiedo scusa a Claudio per avergli occupato tanto spazio e forse tempo per dare conto ad una discussione fuori tema.

  • licenziamentodelpoeta

    @Guy Fawkes, ci tengo a precisare che io non pretendo di far notare nessuna verità, a nessuno. Semmai rilevo delle incongruenze e delle insensatezze, per così dire.

    Siamo in piena postmodernità: solo l’idea di poter parlare della Verità, addirittura con la V maiuscola!, come facevano Platone e Spinoza ai loro tempi, fa un po’ ridere ed è fuori da quello che Hegel chiamava lo “spirito dei tempi”. Semmai è possibile, con i tempi e i modi adeguati, accrescere il nostro sapere: e in questo, rilevare le incongruenze e le insensatezze può essere d’aiuto.

    In questo mi tengo a quanto scritto da Umberto Eco: “L’unica verità si chiama: studiare, per liberarsi dalla passione morbosa per la verità”.

  • anonimo

    Che sei fanatico non ci vuole molto a capirlo…
    Il fatto è che fin tanto che sei tu a prenderti gioco o criticare il prox., tutto va bene.. ma poi, appena qualcuno fa notare la Verità..

    Guy Faweks

  • licenziamentodelpoeta

    Caro Halayel, non c’è nessuna gogna. I tumblelog sono dei blog fatti per ribloggare dei contenuti: poi ciascun lettore giudica per conto proprio se i contenuti hanno senso oppure no, se sono deliranti, oscurantisti, etc. Insomma: continuo a dirti che hai fatto tutto da solo. Se davvero le cose che scrivi sono così apprezzabili come tu stesso affermi, il fatto che tu sia stato ribloggato ti farà guadagnare dei fan, prima o poi. Dovresti ringraziarmi, e non esecrarmi: sinceramente, trovo che tu sia davvero ingrato, e ciò mi spezza il cuore. ;))))))))

  • utente anonimo

    Licenziamento, hai ragione.. ma certa gente pur avendo studiato, ohimè, persevera nella sua ignoranza.. In nome di un Dio perfettamente fatto a “loro” immagine e somiglianza…

  • licenziamentodelpoeta

    @Halayel, mi fai tenerezza, credimi. La maggior parte di quelli che hanno ribloggato io non li conosco proprio. Qualcuno sì, ma non più di tre o quattro. Il fatto è che le tue osservazioni erano veramente deliranti, insensate, oscurantiste, e questo tipo di materiale quando viene ribloggato sui tumblr fa il giro della blogosfera, perché è divertente. Non accusare me perché io non ho il potere di decidere chi riblogga cosa: il merito è tutto tuo, e del materiale che metti online. Il diritto di esprimersi sul web si paga con l’incomodo di potersi sentir dire, da chiunque, che stai scrivendo minchiate pazzesche.

    Quanto all’essere disturbati di mente, mi stupisco. In questo stesso thread tu mi hai accusato della stessa cosa più e più volte, portandoti anche dietro la claque. Quando poi le tue parole fanno il giro della blogosfera, e – guarda un po’ – viene fuori che un sacco di gente pensa che tu sia fuori di testa, allora dire che qualcuno è disturbato di mente non va più bene. Mi compiaccio per l’uso dei due pesi e due misure, davvero😉

  • licenziamentodelpoeta

    http://licen[..] Era da un po’ che non mi cacciavo in una bella rissa su Internet. Ieri ho rinnovato la tradizione, qui. State bene. [..]

  • licenziamentodelpoeta

    http://licen[..] Era da un po’ che non mi cacciavo in una bella rissa su Internet. Ieri ho rinnovato la tradizione, qui. State bene. [..]

  • Hayalel

    Sarà…
    Ma sono certo che ci sono altrettante persone che, pur non facendo circolare in giro mettendo sulla gogna pubblica, apprezzano quel che scrivo.
    Chi ha il buon senso di non fermarsi ad un singolo post e di leggere tutto, anche le fonti, capisce come realmente stanno le cose e, grazie a Dio, non è come dice la maggior parte di voi che siete evidentemente mossi da odio e Dio solo sa cos’altro di terribile.

    Ad ogni modo, con gli immaturi e i maleducati non si dovrebbe avere a che fare, siamo già andati fin troppo OT in questa discussione perché qualcuno non ha accettato di aver scritto dei postulati prettamente moralisti. E, non contento, il grande stracciamento di vesti e richiamo di gregari. Io invece, poiché non reputo si debba fare una denuncia pubblica (mettere sulla gogna) sul tuo comportamento osceno, non ho pubblicato nulla a riguardo e non lo farò. La differenza fondamentale, che la gente vede, è questa ed è evidente quali siano i personaggi che hanno giocato sporco e quali no.

    Non ho più intenzione di proseguire per questo litigio infantile, anzi, chiedo scusa a Claudio per avergli occupato tanto spazio e forse tempo per dare conto ad una discussione fuori tema.

  • licenziamentodelpoeta

    @Guy Fawkes, ci tengo a precisare che io non pretendo di far notare nessuna verità, a nessuno. Semmai rilevo delle incongruenze e delle insensatezze, per così dire.

    Siamo in piena postmodernità: solo l’idea di poter parlare della Verità, addirittura con la V maiuscola!, come facevano Platone e Spinoza ai loro tempi, fa un po’ ridere ed è fuori da quello che Hegel chiamava lo “spirito dei tempi”. Semmai è possibile, con i tempi e i modi adeguati, accrescere il nostro sapere: e in questo, rilevare le incongruenze e le insensatezze può essere d’aiuto.

    In questo mi tengo a quanto scritto da Umberto Eco: “L’unica verità si chiama: studiare, per liberarsi dalla passione morbosa per la verità”.

  • licenziamentodelpoeta

    Caro Halayel, non c’è nessuna gogna. I tumblelog sono dei blog fatti per ribloggare dei contenuti: poi ciascun lettore giudica per conto proprio se i contenuti hanno senso oppure no, se sono deliranti, oscurantisti, etc. Insomma: continuo a dirti che hai fatto tutto da solo. Se davvero le cose che scrivi sono così apprezzabili come tu stesso affermi, il fatto che tu sia stato ribloggato ti farà guadagnare dei fan, prima o poi. Dovresti ringraziarmi, e non esecrarmi: sinceramente, trovo che tu sia davvero ingrato, e ciò mi spezza il cuore. ;))))))))

  • anonimo

    Licenziamento, hai ragione.. ma certa gente pur avendo studiato, ohimè, persevera nella sua ignoranza.. In nome di un Dio perfettamente fatto a “loro” immagine e somiglianza…

  • licenziamentodelpoeta

    http://licen[..] Era da un po’ che non mi cacciavo in una bella rissa su Internet. Ieri ho rinnovato la tradizione, qui. State bene. [..]

  • utente anonimo

    A parte tutti i vostri “battibecchi” personali trovo interessante (da laureando in filosofia) come LDP sia solito citare l’intera gamma dei filosofi della “mano sinistra” se mi si passa la definizione.

    Be’, credo di non affermare il falso (nel caso il padrone di casa potrà correggermi) dicendo che in questo e negli altri blog/siti che si rifanno ad una visione del mondo cristiano-cattolica i filosofi di riferimento sono esattamente “tutti gli altri”, da Platone ad Aristotele, da Agostino a Tommaso (solo per citare i più grandi)… e nella modernità (o post-modernità) ben pochi di quelli riportati dai manuali di storia della filosofia.

    Potremmo dire, a spanne estreme, che la differenza sostanziale sta tra coloro che pur accettando il mondo ritengono di poter guardare più in alto e coloro che o non accettano il mondo o non ritengono di poter guardare più in alto.

    A parte ciò è evidente che chiunque sia “filosofo” lo è in quanto crede che vi sia una “Verità” da indagare. Questo per la definizione stessa di “filosofo”. Com’è possibile, infatti, amare qualcosa che non esiste o che, quanto meno, non è identificabile con precisione?

    La Verità, piaccia o no, è condicio sine qua non dell’esistenza del Mondo. Ed è, in quanto Vera, Una ed eterna.

    Stefano

  • anonimo

    A parte tutti i vostri “battibecchi” personali trovo interessante (da laureando in filosofia) come LDP sia solito citare l’intera gamma dei filosofi della “mano sinistra” se mi si passa la definizione.

    Be’, credo di non affermare il falso (nel caso il padrone di casa potrà correggermi) dicendo che in questo e negli altri blog/siti che si rifanno ad una visione del mondo cristiano-cattolica i filosofi di riferimento sono esattamente “tutti gli altri”, da Platone ad Aristotele, da Agostino a Tommaso (solo per citare i più grandi)… e nella modernità (o post-modernità) ben pochi di quelli riportati dai manuali di storia della filosofia.

    Potremmo dire, a spanne estreme, che la differenza sostanziale sta tra coloro che pur accettando il mondo ritengono di poter guardare più in alto e coloro che o non accettano il mondo o non ritengono di poter guardare più in alto.

    A parte ciò è evidente che chiunque sia “filosofo” lo è in quanto crede che vi sia una “Verità” da indagare. Questo per la definizione stessa di “filosofo”. Com’è possibile, infatti, amare qualcosa che non esiste o che, quanto meno, non è identificabile con precisione?

    La Verità, piaccia o no, è condicio sine qua non dell’esistenza del Mondo. Ed è, in quanto Vera, Una ed eterna.

    Stefano

  • vincenzillo

    Bel dialogo.

    L’esperienza mi ha portato a diffidare dei sedicenti “puri”. Se non credono davvero di essere ciò che dicono, sono dei bugiardi. Se invece credono veramente a quello che dicono, sono pericolosi.

  • licenziamentodelpoeta

    > A parte ciò è evidente che chiunque sia “filosofo” lo è in quanto crede che vi sia una “Verità” da indagare

    Meno male che sei laureando in filosofia… temo che a seguito di questa affermazione schiere di filosofi, da Santayana a Rorty, si stiano rivoltando vorticosamente nella tomba

  • vincenzillo

    Bel dialogo.

    L’esperienza mi ha portato a diffidare dei sedicenti “puri”. Se non credono davvero di essere ciò che dicono, sono dei bugiardi. Se invece credono veramente a quello che dicono, sono pericolosi.

  • licenziamentodelpoeta

    > A parte ciò è evidente che chiunque sia “filosofo” lo è in quanto crede che vi sia una “Verità” da indagare

    Meno male che sei laureando in filosofia… temo che a seguito di questa affermazione schiere di filosofi, da Santayana a Rorty, si stiano rivoltando vorticosamente nella tomba

  • utente anonimo

    >temo che a seguito di questa affermazione schiere di filosofi si stiano rivoltando vorticosamente nella tomba

    Oh, di questo son certo pure io, non ti preoccupare!

    Anche se in base alla mia definizione (che è poi quella di Socrate-Platone, ossia di chi la “filosofia” l’ha inventata), essi non rientrebbero più nell’insieme dei filosofi.

    Cosicché, di fatto, nessun “filosofo” si rivolterà nella tomba🙂

    Stefano

  • licenziamentodelpoeta

    Ribadisco: meno male che sei laureando in filosofia.

    Ai tempi di Socrate, la filosofia si praticava già da un bel pezzo, e furoreggiavano le tesi di Protagora di Abdera… uno che con Rorty, ad es., sarebbe potuto andare abbastanza d’accordo. I socratici prima, e i platonici poi, erano in polemica coi sofisti, che andavano per la maggiore. Se la filosofia fosse cominciata coi socratici, questi non avrebbero avuto con chi polemizzare.

    Comunque trovo esemplare questo tuo metodo di escludere dalla categoria dei “filosofi” tutti quelli che non ti stanno bene: un approccio di grande serietà accademica, complimenti…

  • utente anonimo

    OT
    Come la Chiesa italiana vuole pregare per almeno i prossimi 30 anni?
    Non è cosa da poco! Chi ci tiene a restare cattolico dovrebbe vigilare.

    Invece. Ecco qui le “Cattive intenzioni dei traduttori (laodi)CEI”:
    http://www.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_cei/2001-06/20-27/14notizsorci.doc

    Vi sono le idee forza per la traduzione (?) e l’adattamento (?) della terza edizione italiana del Messale Romano.
    In realtà non si tratta di “traduzione”, ma di vero e proprio” tradimento” e l’unico adattamento che è condotto è nel senso di una sorta di gnosi politicamente corretta.
    Questa iconoclastia, che demolisce le espressioni tradizionali, è davvero preoccupante e smentisce, anzi va in totale controtendenza, con gli intendimenti papali di “riforma della riforma”.
    L’intenzione del gruppo di studio della CEI di estirpare col napalm ogni (o quasi) riferimento sacrificale dalla liturgia è quanto di più antipapale e anticattolico ci sia.
    Confesso che sono piuttosto sconfortato. Comunque non dovrà passare sotto silenzio.
    Posso chiederti di lanciare l’allarme?

    lycopodium

  • anonimo

    >temo che a seguito di questa affermazione schiere di filosofi si stiano rivoltando vorticosamente nella tomba

    Oh, di questo son certo pure io, non ti preoccupare!

    Anche se in base alla mia definizione (che è poi quella di Socrate-Platone, ossia di chi la “filosofia” l’ha inventata), essi non rientrebbero più nell’insieme dei filosofi.

    Cosicché, di fatto, nessun “filosofo” si rivolterà nella tomba🙂

    Stefano

  • utente anonimo

    > comunque trovo esemplare questo tuo metodo di escludere dalla categoria dei “filosofi” tutti quelli che non ti stanno bene

    Suvvia, non prenderti troppo sul serio!

    Non voglio trasformare questa discussione in una lezione di filosofia, ma ovviamente lo so anch’io che ci sono stati altri “filosofi” prima di Socrate-Platone.

    Nessuno, però, può negare che il vero salto di qualità si abbia con Platone.

    Il fatto, anzi, che Rorty vada a nozze con Protagora, è tutto un programma: due millenni di filosofia buttata nel cesso… e qualcuno lo chiama pure “progresso”!

    Stefano (in simpatia, suvvia!🙂 )

  • licenziamentodelpoeta

    Ribadisco: meno male che sei laureando in filosofia.

    Ai tempi di Socrate, la filosofia si praticava già da un bel pezzo, e furoreggiavano le tesi di Protagora di Abdera… uno che con Rorty, ad es., sarebbe potuto andare abbastanza d’accordo. I socratici prima, e i platonici poi, erano in polemica coi sofisti, che andavano per la maggiore. Se la filosofia fosse cominciata coi socratici, questi non avrebbero avuto con chi polemizzare.

    Comunque trovo esemplare questo tuo metodo di escludere dalla categoria dei “filosofi” tutti quelli che non ti stanno bene: un approccio di grande serietà accademica, complimenti…

  • anonimo

    OT
    Come la Chiesa italiana vuole pregare per almeno i prossimi 30 anni?
    Non è cosa da poco! Chi ci tiene a restare cattolico dovrebbe vigilare.

    Invece. Ecco qui le “Cattive intenzioni dei traduttori (laodi)CEI”:
    http://www.chiesacattolica.it/cci_new/documenti_cei/2001-06/20-27/14notizsorci.doc

    Vi sono le idee forza per la traduzione (?) e l’adattamento (?) della terza edizione italiana del Messale Romano.
    In realtà non si tratta di “traduzione”, ma di vero e proprio” tradimento” e l’unico adattamento che è condotto è nel senso di una sorta di gnosi politicamente corretta.
    Questa iconoclastia, che demolisce le espressioni tradizionali, è davvero preoccupante e smentisce, anzi va in totale controtendenza, con gli intendimenti papali di “riforma della riforma”.
    L’intenzione del gruppo di studio della CEI di estirpare col napalm ogni (o quasi) riferimento sacrificale dalla liturgia è quanto di più antipapale e anticattolico ci sia.
    Confesso che sono piuttosto sconfortato. Comunque non dovrà passare sotto silenzio.
    Posso chiederti di lanciare l’allarme?

    lycopodium

  • licenziamentodelpoeta

    Stefano, il problema non è quanto io mi prenda sul serio, ma il fatto è che mi è proprio impossibile prendere sul serio te: d’altronde, visto il tuo metodo di escludere tutto quello che non ti va dalla tua definizione di filosofia, è chiaro che la tua è una definizione da burletta ;)))))))

  • anonimo

    > comunque trovo esemplare questo tuo metodo di escludere dalla categoria dei “filosofi” tutti quelli che non ti stanno bene

    Suvvia, non prenderti troppo sul serio!

    Non voglio trasformare questa discussione in una lezione di filosofia, ma ovviamente lo so anch’io che ci sono stati altri “filosofi” prima di Socrate-Platone.

    Nessuno, però, può negare che il vero salto di qualità si abbia con Platone.

    Il fatto, anzi, che Rorty vada a nozze con Protagora, è tutto un programma: due millenni di filosofia buttata nel cesso… e qualcuno lo chiama pure “progresso”!

    Stefano (in simpatia, suvvia!🙂 )

  • licenziamentodelpoeta

    Stefano, il problema non è quanto io mi prenda sul serio, ma il fatto è che mi è proprio impossibile prendere sul serio te: d’altronde, visto il tuo metodo di escludere tutto quello che non ti va dalla tua definizione di filosofia, è chiaro che la tua è una definizione da burletta ;)))))))

  • utente anonimo

    > è chiaro che la tua è una definizione da burletta

    Ribadisco, la definizione del “filosofo” come di colui che ama e cerca la Verità non è mia, ma di Platone (e molti altri). Potrei trovarti qualche passo preciso, ma non ne ho voglia, in ogni caso basta leggere la Repubblica e in particolare lo stra-famoso mito della caverna, per capirlo.

    Tutta questa digressione pseudo-filosofica voleva, in effetti, solo mostrare che ci sono moltissimi sapienti di indubbia autorità (anzi, probabilmente i più autorevoli e di certo tutt’altro che psicotici) a sostenere l’esistenza, l’indagabilità, nonché la necessità della Verità.

    In questo senso mi sembra indubbio affermare che per Platone uno come Hegel sarebbe da definire sofista e non certo filosofo (e forse, visto come scriveva, anche psicotico!).

    Il problema, comunque, non è tanto chi è filosofo e chi no, ma chi dice la verità e chi racconta balle.

    Dunque, credere che chi afferma che non vi sia una Verità dica la verità, è quanto meno rischioso, non trovi?

    Mi sembra chiaro, infatti, che per dire qualcosa di vero occorra credere che il Vero esista. Anzi, ti dirò di più: non credendo nella Verità ci si autocondanna – logicamente – al silenzio (di qui, visto che tutti continuano a parlare, l’impossibilità fattuale di non credere che vi sia una Verità, checché se ne voglia dire).

    Orsù, se ne deduce che chi afferma di non credere che vi sia la Verità o mente sapendo di mentire o spara stronzate senza accorgersene.

    In ogni caso è inaffidabile.

    Rispiego questo concetto con un classico esempio. Afferma il noto Nietzsche: “non esistono fatti, solo interpretazioni”. Certo, solo che se così fosse anche questa non sarebbe altro che una interpretazione, mentre Nietzsche la vuole spacciare per Verità. Se ne deduce che o l’affermazione è falsa, o Nietzsche è un ciarlatano. Siccome non possiamo dubitare dell’intelligenza di Nietzsche diremo che egli è un sofista della peggior specie.

    Mi si perdoni la pedanteria…

    Stefano

  • licenziamentodelpoeta

    Stefano, alcune domande.

    Asserisci che “la definizione del filosofo come di colui che ama e cerca la Verità non è tua, ma di Platone (e molti altri).” Questa definizione è senza contestazioni? E, se no, da quanti è riconosciuta come valida? Potresti, in tal caso, sostenere che quanti la riconoscono come valida siano in maggioranza rispetto a quanti, invece, la disconoscono? O, altrimenti, puoi dimostrare che quanti la riconoscono come valida siano più autorevoli degli altri? E se sì, in base a quali criteri li ritieni più autorevoli? Puoi dimostrare l’oggettività di tali criteri? E, se no, per quali ragioni questi criteri dovrebbero essere riconosciuti validi senza essere oggettivi? Puoi dimostrare che tali criteri non contengano un certo grado di arbitrarietà? E i sapienti di “indubbia autorità” di cui parli, chi sarebbero? Puoi produrre un elenco completo? La loro autorità è senza contestazioni? E, se no, da quanti è riconosciuta? Potresti, in tal caso, sostenere che quanti riconoscono tale presunta autorevolezza siano in maggioranza rispetto a quanti non la riconoscono o, altrimenti, siano più autorevoli? E se sì, in base a quali criteri li ritieni più autorevoli? Puoi dimostrare l’oggettività di tali criteri? E, se no, per quali ragioni questi criteri dovrebbero essere riconosciuti validi senza essere oggettivi? Puoi dimostrare che tali criteri non contengano un certo grado di arbitrarietà? L’esistenza della verità, di cui ti dimostri così sicuro a fronte delle nozioni tratte dai presunti sapienti di cui parli, è certa oltre ogni dubbio? Sono mai stati espressi dubbi sulla esistenza della verità? E se tali dubbi sono mai stati espressi, sei in grado di fugarli con una dimostrazione esaustiva, valida in ogni circostanza? E se no, e se la verità è indagabile come affermi, può essa sottrarsi alla necessità di una dimostrazione esaustiva, valida in ogni circostanza? Puoi asserire, con assoluta certezza, che Platone definirebbe Hegel “sofista” anziché “filosofo”, visto che affermi l’indubitabilità di tale asserzione? Possiedi dichiarazioni di Platone sul conto di Hegel che noi ignoriamo? In che modo la filosofia di Hegel sarebbe imparentata con quella dei sofisti? Quali sono i nessi di relazione? Tali nessi sono indiscussi? E se no, da quanti sono riconosciuti come indiscutibili? Potresti, in tal caso, sostenere che quanti li riconoscono come indiscutibili rappresentino una maggioranza rispetto a quanti non li riconoscono o, altrimenti, siano più autorevoli degli altri? E se sì, in base a quali criteri li ritieni più autorevoli? Puoi dimostrare l’oggettività di tali criteri? E, se no, per quali ragioni questi criteri dovrebbero essere riconosciuti validi senza essere oggettivi? Puoi dimostrare che tali criteri non contengano un certo grado di arbitrarietà? Asserisci che “per dire qualcosa di vero occorra credere che il Vero esista.” In ciò esprimi due nozioni di “vero”, una con la V maiuscola e l’altra con la v minuscola. Sai definire la differenza tra queste nozioni?
    Puoi esibire la differenza tra il Vero con la V maiuscola e quello con la v minuscola in modo che sia evidente sempre e in ogni circostanza? E se non puoi farlo, come pretendi che altri da te siano in grado di distinguerle? E in che modo le due nozioni di “vero” che citi sono interdipendenti? Puoi dimostrarne la interdipendenza, sulla base di dati oggettivi? E se non puoi farlo, perché dunque ne affermi l’interdipendenza? E, visto che citi una delle più brillanti asserzioni di Nietzsche, sai che egli con tale asserzione intendeva sostenere la sovranità della percezione individuale su qualsiasi pretesa aristotelica di cognizione condivisa dei fatti? Visto che secondo te Nietzsche mente, sei in grado di dimostrare la sua menzogna per mezzo di dati oggettivi? E, se no, per quale ragione la tua condanna della tesi di Nietzsche dovrebbe essere riconosciuta valida senza riscontri oggettivi? Puoi dimostrare che la tua condanna della asserzione di Nietzsche non contenga un certo grado di arbitrarietà?

  • anonimo

    > è chiaro che la tua è una definizione da burletta

    Ribadisco, la definizione del “filosofo” come di colui che ama e cerca la Verità non è mia, ma di Platone (e molti altri). Potrei trovarti qualche passo preciso, ma non ne ho voglia, in ogni caso basta leggere la Repubblica e in particolare lo stra-famoso mito della caverna, per capirlo.

    Tutta questa digressione pseudo-filosofica voleva, in effetti, solo mostrare che ci sono moltissimi sapienti di indubbia autorità (anzi, probabilmente i più autorevoli e di certo tutt’altro che psicotici) a sostenere l’esistenza, l’indagabilità, nonché la necessità della Verità.

    In questo senso mi sembra indubbio affermare che per Platone uno come Hegel sarebbe da definire sofista e non certo filosofo (e forse, visto come scriveva, anche psicotico!).

    Il problema, comunque, non è tanto chi è filosofo e chi no, ma chi dice la verità e chi racconta balle.

    Dunque, credere che chi afferma che non vi sia una Verità dica la verità, è quanto meno rischioso, non trovi?

    Mi sembra chiaro, infatti, che per dire qualcosa di vero occorra credere che il Vero esista. Anzi, ti dirò di più: non credendo nella Verità ci si autocondanna – logicamente – al silenzio (di qui, visto che tutti continuano a parlare, l’impossibilità fattuale di non credere che vi sia una Verità, checché se ne voglia dire).

    Orsù, se ne deduce che chi afferma di non credere che vi sia la Verità o mente sapendo di mentire o spara stronzate senza accorgersene.

    In ogni caso è inaffidabile.

    Rispiego questo concetto con un classico esempio. Afferma il noto Nietzsche: “non esistono fatti, solo interpretazioni”. Certo, solo che se così fosse anche questa non sarebbe altro che una interpretazione, mentre Nietzsche la vuole spacciare per Verità. Se ne deduce che o l’affermazione è falsa, o Nietzsche è un ciarlatano. Siccome non possiamo dubitare dell’intelligenza di Nietzsche diremo che egli è un sofista della peggior specie.

    Mi si perdoni la pedanteria…

    Stefano

  • licenziamentodelpoeta

    Stefano, alcune domande.

    Asserisci che “la definizione del filosofo come di colui che ama e cerca la Verità non è tua, ma di Platone (e molti altri).” Questa definizione è senza contestazioni? E, se no, da quanti è riconosciuta come valida? Potresti, in tal caso, sostenere che quanti la riconoscono come valida siano in maggioranza rispetto a quanti, invece, la disconoscono? O, altrimenti, puoi dimostrare che quanti la riconoscono come valida siano più autorevoli degli altri? E se sì, in base a quali criteri li ritieni più autorevoli? Puoi dimostrare l’oggettività di tali criteri? E, se no, per quali ragioni questi criteri dovrebbero essere riconosciuti validi senza essere oggettivi? Puoi dimostrare che tali criteri non contengano un certo grado di arbitrarietà? E i sapienti di “indubbia autorità” di cui parli, chi sarebbero? Puoi produrre un elenco completo? La loro autorità è senza contestazioni? E, se no, da quanti è riconosciuta? Potresti, in tal caso, sostenere che quanti riconoscono tale presunta autorevolezza siano in maggioranza rispetto a quanti non la riconoscono o, altrimenti, siano più autorevoli? E se sì, in base a quali criteri li ritieni più autorevoli? Puoi dimostrare l’oggettività di tali criteri? E, se no, per quali ragioni questi criteri dovrebbero essere riconosciuti validi senza essere oggettivi? Puoi dimostrare che tali criteri non contengano un certo grado di arbitrarietà? L’esistenza della verità, di cui ti dimostri così sicuro a fronte delle nozioni tratte dai presunti sapienti di cui parli, è certa oltre ogni dubbio? Sono mai stati espressi dubbi sulla esistenza della verità? E se tali dubbi sono mai stati espressi, sei in grado di fugarli con una dimostrazione esaustiva, valida in ogni circostanza? E se no, e se la verità è indagabile come affermi, può essa sottrarsi alla necessità di una dimostrazione esaustiva, valida in ogni circostanza? Puoi asserire, con assoluta certezza, che Platone definirebbe Hegel “sofista” anziché “filosofo”, visto che affermi l’indubitabilità di tale asserzione? Possiedi dichiarazioni di Platone sul conto di Hegel che noi ignoriamo? In che modo la filosofia di Hegel sarebbe imparentata con quella dei sofisti? Quali sono i nessi di relazione? Tali nessi sono indiscussi? E se no, da quanti sono riconosciuti come indiscutibili? Potresti, in tal caso, sostenere che quanti li riconoscono come indiscutibili rappresentino una maggioranza rispetto a quanti non li riconoscono o, altrimenti, siano più autorevoli degli altri? E se sì, in base a quali criteri li ritieni più autorevoli? Puoi dimostrare l’oggettività di tali criteri? E, se no, per quali ragioni questi criteri dovrebbero essere riconosciuti validi senza essere oggettivi? Puoi dimostrare che tali criteri non contengano un certo grado di arbitrarietà? Asserisci che “per dire qualcosa di vero occorra credere che il Vero esista.” In ciò esprimi due nozioni di “vero”, una con la V maiuscola e l’altra con la v minuscola. Sai definire la differenza tra queste nozioni?
    Puoi esibire la differenza tra il Vero con la V maiuscola e quello con la v minuscola in modo che sia evidente sempre e in ogni circostanza? E se non puoi farlo, come pretendi che altri da te siano in grado di distinguerle? E in che modo le due nozioni di “vero” che citi sono interdipendenti? Puoi dimostrarne la interdipendenza, sulla base di dati oggettivi? E se non puoi farlo, perché dunque ne affermi l’interdipendenza? E, visto che citi una delle più brillanti asserzioni di Nietzsche, sai che egli con tale asserzione intendeva sostenere la sovranità della percezione individuale su qualsiasi pretesa aristotelica di cognizione condivisa dei fatti? Visto che secondo te Nietzsche mente, sei in grado di dimostrare la sua menzogna per mezzo di dati oggettivi? E, se no, per quale ragione la tua condanna della tesi di Nietzsche dovrebbe essere riconosciuta valida senza riscontri oggettivi? Puoi dimostrare che la tua condanna della asserzione di Nietzsche non contenga un certo grado di arbitrarietà?

  • ClaudioLXXXI

    Ma che cazzo. Sto lontano dal blog un giorno e quando torno trovo un flame.

    Egregi, evitiamo per favore di cadere nell’offesa personale e gratuita e nei dispettucci da quinta elementare “hai cominciato tu – no tu!”.
    Ci perde la discussione, ci perdiamo tutti.

  • ClaudioLXXXI

    #21
    Stefano, per le inefficienze di splinder non avevo letto il tuo commento.
    Sono d’accordo con te. Avevo già detto a suo tempo che il politico va distinto dal peccatore, non perchè la Chiesa se ne freghi del secondo, ma perchè laicamente sono due ambiti diversi.
    Su Repubblica e giornali affini serenamente se ne sbattono della laicità e pensano solo ad abbattere Berlusconi (oltre che onanisticamente guardare dal buco della serratura come acutamente fa notare Reginadistracci), ma noi non possiamo scendere a quel livello.
    Mi spiace dire che qualche volta, anche nelle lettere pubblicate sull’Avvenire, ho visto venir meno questa distinzione e fare discorsi del tipo “ma noi non possiamo essere governati da un puttaniere che ci dà il cattivo esempio morale”.
    E perchè no? E se (ipotesi da dimostrare nel caso di specie) il puttaniere fosse meno peggio di altri politici casti ma sciagurati come legislatori?

    Dei nostri politici dobbiamo sapere anche la vita privata, specie se contrasta con l’immagine che vogliono darci. Però dobbiamo anche saper distinguere i difetti della vita privata da quelli dell’amministrazione del bene comune.

  • ClaudioLXXXI

    Non ho capito come si è arrivati a questa disputa verità-relativismo, ma ormai ho capito da tempo che è molto improbabile convincere un relativista dell’irrazionalità delle sue posizioni tramite il semplice dialogo.
    Dialogo è dia-logos, ma la mente autocontraddittoria non è che non è capace, è che proprio non vuole seguire un logos, cioè un discorso razionale e fedele agli asserti della non contraddizione.
    Non appena sento qualcuno che mi dice che non c’è verità, senza rendersi conto che la ineliminabile premessa implicita alla sua frase è “è vero che [non c’è verità]” capisco che posso fare ben poco per lui.

    Mutatis mutandis, è lo stesso motivo per cui tutti gli immoralisti del paese stanno godendo assai per questa storia.
    Ieri in un bar ho avuto modo di sentire i commenti di un tale che conosco, un “furbo di paese” ben noto per i suoi intrallazzi a destra e a manca. Tutto ridacchiante per la storia, si sfogava con gli avventori, “avete visto? Il direttore di Repubblica che compra la casa in nero, quello dei preti che è stato condannato per molestie sessuali omosessuali,” (sic) “e questi poi vengono a fare i moralisti con noi! Ma stiano zitti, se ne stiano tutti zitti invece di romperci i coglioni su come campare!!!” Commenti positivi da tutto il bar, quasi gli facevano un’ovazione.

    Fossi stato più coraggioso avrei fatto notare a quel cretino che per Boffo non c’è stata nessuna condanna per “molestie sessuali omosessuali”, nè per Mauro è stato in alcun modo provato ufficialmente che abbia veramente evaso le tasse.
    Quasi sicuramente sarebbe stato inutile, perchè quel tipo di persona capisce soltanto quello che gli fa comodo, vuole che tutti quanti siano al suo livello e odia l’idea di una morale che lo limiti nei suoi comodi. Ma forse per qualcun altro in quel bar si poteva accendere un lumicino.
    Invece mi sono vigliaccamente tenuto per me le mie obiezioni e me ne sono andato.

  • ClaudioLXXXI

    Ma che cazzo. Sto lontano dal blog un giorno e quando torno trovo un flame.

    Egregi, evitiamo per favore di cadere nell’offesa personale e gratuita e nei dispettucci da quinta elementare “hai cominciato tu – no tu!”.
    Ci perde la discussione, ci perdiamo tutti.

  • martayensid

    beh non penso che sia stata una vigliaccata tenersi le proprie obiezioni per se, sai c’è un vecchio proverbio per cui a lavar la testa al ciuccio, all’asino insomma, si perde acqua, tempo e sapone.

    A volerla dire con le parole di Carvalho quando intendi contestare il relativismo «Non importa quello che tu dica, esse inizieranno a saltare dappertutto come rospetti isterici, e tu non avrai altro rimedio sano se non quello di doverle rincorrere una per una o ammettere che sarebbe stato meglio restare zitto fin dall’inizio. »

    Cmq complimenti: mi hai fatto prendere un accidente quando ho letto che intendevi chiudere il blog e schiantare dal ridere quando ho letto di Nagasaki!

  • berlic

    xLicenziamento: arrendersi invece di fuggire. Distinzione sottile, nel contesto. Sono certo che non era mancanza di argomenti, ma solo disprezzo per l’avversario: essendo io – com’era? – mentalmente disturbato non vale la pena rispondere, anche se si sapesse come rispondere. Però rileggendo quel thread appare chiaro come io (#42) non ti abbia affatto accusato di follia (cosa che tu avevi appena fatto con me in maniera alquanto più pesante) ma che il termine era un’iperbole riferita al tipo di ragionamento e che riprendeva la tua frase. E questa è la verità (oh, già, non esiste; e se anche esistesse non potrei convincerti; e se anche ti convincessi non ti dispiacerebbe di esserti arreso).

    Però mi piacerebbe sapere perchè mai ti prendi la briga di rispondere tout-court. Non esiste la Verità, ma cerchi di piegare gli altri alla tua verità; ammetti di non potere cambiare il mondo, ma sei convinto di poterci riuscire; irridi Platone e Spinoza come obsoleti, e ti rifai a Lucrezio. Vivi da arrabbiato in un mondo ostile: può darsi sia degno, ma cosa serve? Mi viene da citare un certo detto: “Dio esiste, ma non sei tu: rilassati”.

    xClaudio: dimenticavo, la citazione era Amleto? Anche se mi pare fosse formaggio e non patate.

  • ClaudioLXXXI

    #21
    Stefano, per le inefficienze di splinder non avevo letto il tuo commento.
    Sono d’accordo con te. Avevo già detto a suo tempo che il politico va distinto dal peccatore, non perchè la Chiesa se ne freghi del secondo, ma perchè laicamente sono due ambiti diversi.
    Su Repubblica e giornali affini serenamente se ne sbattono della laicità e pensano solo ad abbattere Berlusconi (oltre che onanisticamente guardare dal buco della serratura come acutamente fa notare Reginadistracci), ma noi non possiamo scendere a quel livello.
    Mi spiace dire che qualche volta, anche nelle lettere pubblicate sull’Avvenire, ho visto venir meno questa distinzione e fare discorsi del tipo “ma noi non possiamo essere governati da un puttaniere che ci dà il cattivo esempio morale”.
    E perchè no? E se (ipotesi da dimostrare nel caso di specie) il puttaniere fosse meno peggio di altri politici casti ma sciagurati come legislatori?

    Dei nostri politici dobbiamo sapere anche la vita privata, specie se contrasta con l’immagine che vogliono darci. Però dobbiamo anche saper distinguere i difetti della vita privata da quelli dell’amministrazione del bene comune.

  • licenziamentodelpoeta

    Claudio, sai benissimo che il discorso è molto più articolato di così, e mi stupisco di una siffatta asserzione da parte tua, che mi sembri una persona intelligente.

    Semplificando moltissimo, gran parte del pensiero postmoderno non è incentrato sulla negazione della verità, ma sulla sua irrilevanza. Il punto non è che la verità non esiste: ma che non ha alcuna importanza che esista o meno, e nel bel mezzo della postmodernità non ha più senso parlarne. Oggi lo studio della filosofia si concentra soprattutto sulla “technè”, sulla prassi: abbiamo serenamente rinunciato a conoscere le cose, se non in maniera fallace e parziale; però, una volta accettata tale fallacia, ci resta un enorme campo da gioco in gran parte inesplorato a nostra disposizione. Non possiamo avere alcuna vera conoscenza delle cose, ma possiamo dominarle e manipolarle a nostro vantaggio.

    Oggi, la domanda non può più essere, socraticamente, “ti estì?” (cos’è questo?), né ha più senso porsi quesiti platonici o aristotelici come “è buono, è giusto, è vero?”

    Bensì dobbiamo chiederci: “Che cosa ci serve? Per che cosa ci serve? Come possiamo servircene al meglio?”

  • ClaudioLXXXI

    Non ho capito come si è arrivati a questa disputa verità-relativismo, ma ormai ho capito da tempo che è molto improbabile convincere un relativista dell’irrazionalità delle sue posizioni tramite il semplice dialogo.
    Dialogo è dia-logos, ma la mente autocontraddittoria non è che non è capace, è che proprio non vuole seguire un logos, cioè un discorso razionale e fedele agli asserti della non contraddizione.
    Non appena sento qualcuno che mi dice che non c’è verità, senza rendersi conto che la ineliminabile premessa implicita alla sua frase è “è vero che [non c’è verità]” capisco che posso fare ben poco per lui.

    Mutatis mutandis, è lo stesso motivo per cui tutti gli immoralisti del paese stanno godendo assai per questa storia.
    Ieri in un bar ho avuto modo di sentire i commenti di un tale che conosco, un “furbo di paese” ben noto per i suoi intrallazzi a destra e a manca. Tutto ridacchiante per la storia, si sfogava con gli avventori, “avete visto? Il direttore di Repubblica che compra la casa in nero, quello dei preti che è stato condannato per molestie sessuali omosessuali,” (sic) “e questi poi vengono a fare i moralisti con noi! Ma stiano zitti, se ne stiano tutti zitti invece di romperci i coglioni su come campare!!!” Commenti positivi da tutto il bar, quasi gli facevano un’ovazione.

    Fossi stato più coraggioso avrei fatto notare a quel cretino che per Boffo non c’è stata nessuna condanna per “molestie sessuali omosessuali”, nè per Mauro è stato in alcun modo provato ufficialmente che abbia veramente evaso le tasse.
    Quasi sicuramente sarebbe stato inutile, perchè quel tipo di persona capisce soltanto quello che gli fa comodo, vuole che tutti quanti siano al suo livello e odia l’idea di una morale che lo limiti nei suoi comodi. Ma forse per qualcun altro in quel bar si poteva accendere un lumicino.
    Invece mi sono vigliaccamente tenuto per me le mie obiezioni e me ne sono andato.

  • martayensid

    beh non penso che sia stata una vigliaccata tenersi le proprie obiezioni per se, sai c’è un vecchio proverbio per cui a lavar la testa al ciuccio, all’asino insomma, si perde acqua, tempo e sapone.

    A volerla dire con le parole di Carvalho quando intendi contestare il relativismo «Non importa quello che tu dica, esse inizieranno a saltare dappertutto come rospetti isterici, e tu non avrai altro rimedio sano se non quello di doverle rincorrere una per una o ammettere che sarebbe stato meglio restare zitto fin dall’inizio. »

    Cmq complimenti: mi hai fatto prendere un accidente quando ho letto che intendevi chiudere il blog e schiantare dal ridere quando ho letto di Nagasaki!

  • berlic

    xLicenziamento: arrendersi invece di fuggire. Distinzione sottile, nel contesto. Sono certo che non era mancanza di argomenti, ma solo disprezzo per l’avversario: essendo io – com’era? – mentalmente disturbato non vale la pena rispondere, anche se si sapesse come rispondere. Però rileggendo quel thread appare chiaro come io (#42) non ti abbia affatto accusato di follia (cosa che tu avevi appena fatto con me in maniera alquanto più pesante) ma che il termine era un’iperbole riferita al tipo di ragionamento e che riprendeva la tua frase. E questa è la verità (oh, già, non esiste; e se anche esistesse non potrei convincerti; e se anche ti convincessi non ti dispiacerebbe di esserti arreso).

    Però mi piacerebbe sapere perchè mai ti prendi la briga di rispondere tout-court. Non esiste la Verità, ma cerchi di piegare gli altri alla tua verità; ammetti di non potere cambiare il mondo, ma sei convinto di poterci riuscire; irridi Platone e Spinoza come obsoleti, e ti rifai a Lucrezio. Vivi da arrabbiato in un mondo ostile: può darsi sia degno, ma cosa serve? Mi viene da citare un certo detto: “Dio esiste, ma non sei tu: rilassati”.

    xClaudio: dimenticavo, la citazione era Amleto? Anche se mi pare fosse formaggio e non patate.

  • licenziamentodelpoeta

    Claudio, sai benissimo che il discorso è molto più articolato di così, e mi stupisco di una siffatta asserzione da parte tua, che mi sembri una persona intelligente.

    Semplificando moltissimo, gran parte del pensiero postmoderno non è incentrato sulla negazione della verità, ma sulla sua irrilevanza. Il punto non è che la verità non esiste: ma che non ha alcuna importanza che esista o meno, e nel bel mezzo della postmodernità non ha più senso parlarne. Oggi lo studio della filosofia si concentra soprattutto sulla “technè”, sulla prassi: abbiamo serenamente rinunciato a conoscere le cose, se non in maniera fallace e parziale; però, una volta accettata tale fallacia, ci resta un enorme campo da gioco in gran parte inesplorato a nostra disposizione. Non possiamo avere alcuna vera conoscenza delle cose, ma possiamo dominarle e manipolarle a nostro vantaggio.

    Oggi, la domanda non può più essere, socraticamente, “ti estì?” (cos’è questo?), né ha più senso porsi quesiti platonici o aristotelici come “è buono, è giusto, è vero?”

    Bensì dobbiamo chiederci: “Che cosa ci serve? Per che cosa ci serve? Come possiamo servircene al meglio?”

  • licenziamentodelpoeta

    Berlicche, no no, hai ragione tu: io proprio non sapevo più che cosa dirti. Che devo farci, se penso che tu sia una persona malata? Posso continuare a ripetertelo, se credi. Ne trai qualche giovamento? La mia opinione, a questo punto, la conosci, sono certo che non la condividi, e anzi mi fa piacere: se tu ed io fossimo in accordo su qualche cosa, proverei un senso di disagio

    La ragione per cui adesso ti rispondo tout-court, come dici, è perché mi stai facendo delle domande.

    > Non esiste la Verità, ma cerchi di piegare gli altri alla tua verità

    Questo non mi pare: semmai, cerco di piegare le circostanze ad adeguarsi ai miei desideri (leggi anche #60, in questo stesso thread) che è una cosa che, te lo assicuro, produce vantaggi concreti (quando ha successo, eh)

    > ammetti di non potere cambiare il mondo, ma sei convinto di poterci riuscire

    In modo limitato e parziale, e senza certezze per il domani

    > irridi Platone e Spinoza come obsoleti, e ti rifai a Lucrezio.

    Embé? Vorresti anche tu dire, come Stefano prima

    “Il fatto, anzi, che Rorty vada a nozze con Protagora, è tutto un programma: due millenni di filosofia buttata nel cesso”?

    Si potrebbe replicare allora:

    “Il fatto che Ratzinger vada a nozze con sant’Agostino, è tutto un programma: due millenni di storia del pensiero buttata nel cesso”

  • licenziamentodelpoeta

    xBerlicche: aggiungerei una osservazione ulteriore, che forse potresti anche condividere, chi può dirlo?

    Il fatto che la tua forma mentis sia folle, vista da me (e che con ogni probabilità la mia lo sia vista da te), e che ce lo stiamo dicendo, non è un insulto reciproco: ma un riflesso della reciproca percezione dei mondi in cui viviamo. A ciascuno il mondo dell’altro sembra atroce e inospitale: se io dovessi vivere come vivi tu – cercando di emendarmi e migliorarmi, nella convinzione di una perenne insufficienza dei miei sforzi -, probabilmente mi suiciderei: mi sembra una prospettiva di orrore così grande da non poter essere affrontata. Se tu dovessi vivere come vivo io, non so cosa faresti: probabilmente staresti perlomeno molto male. Un mondo senza certezze, senza perdono, di completa solitudine esistenziale, in cui non è possibile una completa comunicazione di noi stessi neanche alle persone che più amiamo, ti parrebbe orrendo e inospitale quanto a me sembra mite, sereno, riposante.

  • licenziamentodelpoeta

    Berlicche, no no, hai ragione tu: io proprio non sapevo più che cosa dirti. Che devo farci, se penso che tu sia una persona malata? Posso continuare a ripetertelo, se credi. Ne trai qualche giovamento? La mia opinione, a questo punto, la conosci, sono certo che non la condividi, e anzi mi fa piacere: se tu ed io fossimo in accordo su qualche cosa, proverei un senso di disagio

    La ragione per cui adesso ti rispondo tout-court, come dici, è perché mi stai facendo delle domande.

    > Non esiste la Verità, ma cerchi di piegare gli altri alla tua verità

    Questo non mi pare: semmai, cerco di piegare le circostanze ad adeguarsi ai miei desideri (leggi anche #60, in questo stesso thread) che è una cosa che, te lo assicuro, produce vantaggi concreti (quando ha successo, eh)

    > ammetti di non potere cambiare il mondo, ma sei convinto di poterci riuscire

    In modo limitato e parziale, e senza certezze per il domani

    > irridi Platone e Spinoza come obsoleti, e ti rifai a Lucrezio.

    Embé? Vorresti anche tu dire, come Stefano prima

    “Il fatto, anzi, che Rorty vada a nozze con Protagora, è tutto un programma: due millenni di filosofia buttata nel cesso”?

    Si potrebbe replicare allora:

    “Il fatto che Ratzinger vada a nozze con sant’Agostino, è tutto un programma: due millenni di storia del pensiero buttata nel cesso”

  • licenziamentodelpoeta

    xBerlicche: aggiungerei una osservazione ulteriore, che forse potresti anche condividere, chi può dirlo?

    Il fatto che la tua forma mentis sia folle, vista da me (e che con ogni probabilità la mia lo sia vista da te), e che ce lo stiamo dicendo, non è un insulto reciproco: ma un riflesso della reciproca percezione dei mondi in cui viviamo. A ciascuno il mondo dell’altro sembra atroce e inospitale: se io dovessi vivere come vivi tu – cercando di emendarmi e migliorarmi, nella convinzione di una perenne insufficienza dei miei sforzi -, probabilmente mi suiciderei: mi sembra una prospettiva di orrore così grande da non poter essere affrontata. Se tu dovessi vivere come vivo io, non so cosa faresti: probabilmente staresti perlomeno molto male. Un mondo senza certezze, senza perdono, di completa solitudine esistenziale, in cui non è possibile una completa comunicazione di noi stessi neanche alle persone che più amiamo, ti parrebbe orrendo e inospitale quanto a me sembra mite, sereno, riposante.

  • OsteriaVolante

    Geniale!! Ahahahahaha

    L’oste

  • maturin

    Perbacco! Nessuno ha ancora scoperto la citazione? Beh… Rullo di tamburi…. Vado? E sia:
    “Canto di Natale” di Dickens!

  • maturin

    – Chi siete voi?

    – Domandami chi fui.

    – Bene, chi foste? – disse Scrooge alzando la voce. – Siete un tantino pedante, mi pare, per essere un’ombra.

    – In vita, fui il tuo socio, Giacobbe Marley.

    – Potreste… sedere? – domandò Scrooge guardandolo dubbioso.

    – Posso.

    – Sedete, dunque. –

    Scrooge domandò la cosa, per vedere se uno spettro così diafano fosse in grado di pigliare una seggiola; nel caso che no, lo avrebbe costretto ad una spiegazione imbarazzante. Ma lo spettro gli sedette in faccia, dall’altra parte del caminetto, come se non avesse mai fatto altro.

    – Tu non credi in me – disse poi.

    – No – rispose Scrooge.

    – Che altra prova vorresti oltre quella dei sensi?

    – Non lo so.

    – Perché dubiti dei tuoi sensi?

    – Perché un nonnulla basta a turbarli. Un lieve disturbo di stomaco ci muta il bianco in nero. Voi potreste essere un pezzetto di carne mal digerito, uno schizzo di senapa, una briciola di formaggio, un frammento di patata mal cotta. Chiunque siate, c’è in voi più della marmitta che della marmotta! –

    Scrooge non si dilettava molto di questi giochetti di parole, né in cuor suo si sentiva adesso corrivo alla celia. Fatto sta che ch’ei si studiava di esser faceto come per distrarsi e per domare il terrore; perché veramente la voce dello Spettro lo faceva rabbrividire fino al midollo delle ossa.

  • OsteriaVolante

    Geniale!! Ahahahahaha

    L’oste

  • vincenzillo

    A parte i problemi mentali, che ognuno di noi c’ha i suoi, la discussione sul filosofo e la filosofia è intrigante. licenziamento dice: “Oggi, la domanda non può più essere, socraticamente, “ti estì?” (cos’è questo?), né ha più senso porsi quesiti platonici o aristotelici come “è buono, è giusto, è vero?””.
    Secondo me invece è venuto il momento di tornare a farlo. E il motivo è che quelle domande costituiscono l’identità dell’uomo occidentale. Certo, pensare di tornare a risposte e sistemi “chiusi”, “statici”, come quelli che sognava Platone (senza poi davvero riuscirci fino in fondo) è pura utopia. Certo, a farlo non sarà chi crede nel relativismo-soggettivismo-pragmatismo-assoluto. Ma non si può e non si deve tradire del tutto noi stessi. Si può invece provare a cercare qualcosa di diverso, una cosa che potremmo chiamare “verità dinamica”. Un concetto del divino che si fa natura e storia, secondo la grande lezione del cristianesimo, di alcuni romantici o di Hegel. Una metafisica inedita, che non ricalchi semplicemente quella di Aristotele e Tommaso messa in crisi dalla scienza galileiana-newtoniana, ma che riparta proprio da lì, da quella crisi. Il come e il quando, chi vivrà vedrà.

  • nihilalieno

    Caro Claudio
    spiacente, ho capito fin dal primo rigo che era letteratura. Tu non annunceresti MAI la chiusura del tuo blog in quel modo lì. E poi dicono che in internet non si conoscono mai le persone fino in fondo!
    Però devo dire che … non sei niente male come emulo di TP. Ho appena finito di rileggere Apocalips Now e devo dire che il tuo Malacoda assomiglia proprio a qualcuno… 🙂

  • maturin

    Perbacco! Nessuno ha ancora scoperto la citazione? Beh… Rullo di tamburi…. Vado? E sia:
    “Canto di Natale” di Dickens!

  • maturin

    – Chi siete voi?

    – Domandami chi fui.

    – Bene, chi foste? – disse Scrooge alzando la voce. – Siete un tantino pedante, mi pare, per essere un’ombra.

    – In vita, fui il tuo socio, Giacobbe Marley.

    – Potreste… sedere? – domandò Scrooge guardandolo dubbioso.

    – Posso.

    – Sedete, dunque. –

    Scrooge domandò la cosa, per vedere se uno spettro così diafano fosse in grado di pigliare una seggiola; nel caso che no, lo avrebbe costretto ad una spiegazione imbarazzante. Ma lo spettro gli sedette in faccia, dall’altra parte del caminetto, come se non avesse mai fatto altro.

    – Tu non credi in me – disse poi.

    – No – rispose Scrooge.

    – Che altra prova vorresti oltre quella dei sensi?

    – Non lo so.

    – Perché dubiti dei tuoi sensi?

    – Perché un nonnulla basta a turbarli. Un lieve disturbo di stomaco ci muta il bianco in nero. Voi potreste essere un pezzetto di carne mal digerito, uno schizzo di senapa, una briciola di formaggio, un frammento di patata mal cotta. Chiunque siate, c’è in voi più della marmitta che della marmotta! –

    Scrooge non si dilettava molto di questi giochetti di parole, né in cuor suo si sentiva adesso corrivo alla celia. Fatto sta che ch’ei si studiava di esser faceto come per distrarsi e per domare il terrore; perché veramente la voce dello Spettro lo faceva rabbrividire fino al midollo delle ossa.

  • vincenzillo

    A parte i problemi mentali, che ognuno di noi c’ha i suoi, la discussione sul filosofo e la filosofia è intrigante. licenziamento dice: “Oggi, la domanda non può più essere, socraticamente, “ti estì?” (cos’è questo?), né ha più senso porsi quesiti platonici o aristotelici come “è buono, è giusto, è vero?””.
    Secondo me invece è venuto il momento di tornare a farlo. E il motivo è che quelle domande costituiscono l’identità dell’uomo occidentale. Certo, pensare di tornare a risposte e sistemi “chiusi”, “statici”, come quelli che sognava Platone (senza poi davvero riuscirci fino in fondo) è pura utopia. Certo, a farlo non sarà chi crede nel relativismo-soggettivismo-pragmatismo-assoluto. Ma non si può e non si deve tradire del tutto noi stessi. Si può invece provare a cercare qualcosa di diverso, una cosa che potremmo chiamare “verità dinamica”. Un concetto del divino che si fa natura e storia, secondo la grande lezione del cristianesimo, di alcuni romantici o di Hegel. Una metafisica inedita, che non ricalchi semplicemente quella di Aristotele e Tommaso messa in crisi dalla scienza galileiana-newtoniana, ma che riparta proprio da lì, da quella crisi. Il come e il quando, chi vivrà vedrà.

  • nihilalieno

    Caro Claudio
    spiacente, ho capito fin dal primo rigo che era letteratura. Tu non annunceresti MAI la chiusura del tuo blog in quel modo lì. E poi dicono che in internet non si conoscono mai le persone fino in fondo!
    Però devo dire che … non sei niente male come emulo di TP. Ho appena finito di rileggere Apocalips Now e devo dire che il tuo Malacoda assomiglia proprio a qualcuno…🙂

  • AnnaV

    Mi stava venendo un colpo!

    Però… sei bravissimo!

  • utente anonimo

    > Un concetto del divino che si fa natura e storia, secondo la grande lezione del cristianesimo

    Il problema, per l’appunto, è che il divino si è già fatto natura e storia, circa 2009 anni fa.

    Voglio dire: quella attuata dalla filosofia moderna non è una rivoluzione, ma una involuzione (involuzione strettamente lagata alla riforma protestante, non a caso). Un allontanarsi dalla Verità, per così dire.

    Certo, noi viviamo nel mondo e al fine di vivere “meglio” ci interessiamo a quel che ci sta intorno in quanto “utilizzabile”.

    Ma questa è una strategia rinunciataria, da “mercante” potremmo dire.

    Lo scopo del filosofo è e rimane l’indagine dell’Essere in sé e per sé. D’altra parte è l’unica indagine che valga la pena fare, l’unica in grado di rendere una vita “buona”.

    Stefano

  • AnnaV

    Mi stava venendo un colpo!

    Però… sei bravissimo!

  • anonimo

    > Un concetto del divino che si fa natura e storia, secondo la grande lezione del cristianesimo

    Il problema, per l’appunto, è che il divino si è già fatto natura e storia, circa 2009 anni fa.

    Voglio dire: quella attuata dalla filosofia moderna non è una rivoluzione, ma una involuzione (involuzione strettamente lagata alla riforma protestante, non a caso). Un allontanarsi dalla Verità, per così dire.

    Certo, noi viviamo nel mondo e al fine di vivere “meglio” ci interessiamo a quel che ci sta intorno in quanto “utilizzabile”.

    Ma questa è una strategia rinunciataria, da “mercante” potremmo dire.

    Lo scopo del filosofo è e rimane l’indagine dell’Essere in sé e per sé. D’altra parte è l’unica indagine che valga la pena fare, l’unica in grado di rendere una vita “buona”.

    Stefano

  • berlic

    Maturin, avrei giurato che fosse Orazio nell’Amleto, ma o Dickens cita o io sto confondendo fantasma con fantasma.

    Licenziamento, se esista o meno la Verità è una domanda che non ti poni se qualcuno ti dice che la tua macchina perde olio. Prima ti assicuri se sia la verità; dopo, e solo dopo, ti chiedi come usare questa conoscenza, che se non è la verità non ti serve a niente.

    La realtà ci parla; la conoscenza arriva dal contatto con la realtà. Tu cerchi di piegare le circostanze ad adeguarsi ai tuoi desideri, ma puoi trattenere il fiato fino a diventare blu senza riuscire a farti crescere un solo capello. Questo vuol dire che le circostanze, come del resto ammetti, sono oltre il tuo controllo. Ciò non dovrebbe portare a delle conclusioni?

    Circa i filosofi, poi, credo che un tratto della realtà sia che è sempre inclusiva. Io non butto via niente, nè Lucrezio nè Protagora, Hegel o Nietzsche. E’ proprio questa la differenza. Se dovessi buttare via qualcosa vorrebbe dire che escludo una fetta della realtà, e che quindi sto ragionando in base ad una ideologia. Per questo io sono disposto a prendere in considerazione le tue idee, mentre tu rifiuti le mie.
    Non penso che tu sia folle, perchè la tua posizione è uguale a quella che avevo io un tempo. Se ne sono uscito è perchè ho visto gente che viveva molto meglio di me; gente a cui non faceva problema lo sbagliare perchè c’è qualcuno che ti rialza, come la madre con il bambino.
    Il bambino sa che non può nulla: confida, e questa è la sua forza e la sua felicità. Se c’è una follia di cui tutti talvolta cadiamo preda è quella di vedere il meglio e rinunciarvi per orgoglio e ostinazione. Qualcuno lo chiama inferno.

  • berlic

    Maturin, avrei giurato che fosse Orazio nell’Amleto, ma o Dickens cita o io sto confondendo fantasma con fantasma.

    Licenziamento, se esista o meno la Verità è una domanda che non ti poni se qualcuno ti dice che la tua macchina perde olio. Prima ti assicuri se sia la verità; dopo, e solo dopo, ti chiedi come usare questa conoscenza, che se non è la verità non ti serve a niente.

    La realtà ci parla; la conoscenza arriva dal contatto con la realtà. Tu cerchi di piegare le circostanze ad adeguarsi ai tuoi desideri, ma puoi trattenere il fiato fino a diventare blu senza riuscire a farti crescere un solo capello. Questo vuol dire che le circostanze, come del resto ammetti, sono oltre il tuo controllo. Ciò non dovrebbe portare a delle conclusioni?

    Circa i filosofi, poi, credo che un tratto della realtà sia che è sempre inclusiva. Io non butto via niente, nè Lucrezio nè Protagora, Hegel o Nietzsche. E’ proprio questa la differenza. Se dovessi buttare via qualcosa vorrebbe dire che escludo una fetta della realtà, e che quindi sto ragionando in base ad una ideologia. Per questo io sono disposto a prendere in considerazione le tue idee, mentre tu rifiuti le mie.
    Non penso che tu sia folle, perchè la tua posizione è uguale a quella che avevo io un tempo. Se ne sono uscito è perchè ho visto gente che viveva molto meglio di me; gente a cui non faceva problema lo sbagliare perchè c’è qualcuno che ti rialza, come la madre con il bambino.
    Il bambino sa che non può nulla: confida, e questa è la sua forza e la sua felicità. Se c’è una follia di cui tutti talvolta cadiamo preda è quella di vedere il meglio e rinunciarvi per orgoglio e ostinazione. Qualcuno lo chiama inferno.

  • licenziamentodelpoeta

    > se esista o meno la Verità è una domanda che non ti poni se qualcuno ti dice che la tua macchina perde olio

    Hume (e dopo di lui, Stanley o Evans…) ti direbbero che uno dei connotati della inconoscibilità della realtà è proprio che si presentano, nella esperienza quotidiana di chiunque, diversi gradi di inconoscibilità. I fenomeni sui quali si riesce a ottenere una maggiore univocità di percezioni (la macchina che perde olio) sono epifenomeni e dunque vengono percepiti attraverso una porzione modesta delle nostre facoltà sensoriali: per questo si può raggiungere una certa univocità di posizioni.

    > la tua posizione è uguale a quella che avevo io un tempo

    Non credo. Per te “sbagliare” era un problema, che io invece non mi pongo affatto

    > Il bambino sa che non può nulla: confida, e questa è la sua forza e la sua felicità

    e’ per questo che i bambini sono terribili: per fortuna, col tempo evolvono e diventano persone😉

  • AnnaV

    Dialogo tra la mia coscienza e me medesimo[..] Dialogo tra la mia coscienza e me medesimo Lui: Claudio. Io: Mmf. Claudio, svegliati. Eh? Cosa? Che c’è? Chi sei tu? Sono la tua coscienza. Ma va’. Tu non sei la mia coscienza, sei solo un pezzo di patata mal dige [..]

  • AnnaV

    Dialogo tra la mia coscienza e me medesimo[..] Dialogo tra la mia coscienza e me medesimo Lui: Claudio. Io: Mmf. Claudio, svegliati. Eh? Cosa? Che c’è? Chi sei tu? Sono la tua coscienza. Ma va’. Tu non sei la mia coscienza, sei solo un pezzo di patata mal dige [..]

  • licenziamentodelpoeta

    > se esista o meno la Verità è una domanda che non ti poni se qualcuno ti dice che la tua macchina perde olio

    Hume (e dopo di lui, Stanley o Evans…) ti direbbero che uno dei connotati della inconoscibilità della realtà è proprio che si presentano, nella esperienza quotidiana di chiunque, diversi gradi di inconoscibilità. I fenomeni sui quali si riesce a ottenere una maggiore univocità di percezioni (la macchina che perde olio) sono epifenomeni e dunque vengono percepiti attraverso una porzione modesta delle nostre facoltà sensoriali: per questo si può raggiungere una certa univocità di posizioni.

    > la tua posizione è uguale a quella che avevo io un tempo

    Non credo. Per te “sbagliare” era un problema, che io invece non mi pongo affatto

    > Il bambino sa che non può nulla: confida, e questa è la sua forza e la sua felicità

    e’ per questo che i bambini sono terribili: per fortuna, col tempo evolvono e diventano persone😉

  • AnnaV

    Dialogo tra la mia coscienza e me medesimo[..] Dialogo tra la mia coscienza e me medesimo Lui: Claudio. Io: Mmf. Claudio, svegliati. Eh? Cosa? Che c’è? Chi sei tu? Sono la tua coscienza. Ma va’. Tu non sei la mia coscienza, sei solo un pezzo di patata mal dige [..]

  • ClaudioLXXXI

    #50
    Lycopodium, mi informerò della cosa e vedrò di parlarne.

    Ma non ti pare che dalle parti di messainlatino.it la generalità degli utenti abbia ecceduto nel commentare la faccenda? Ho capito che lì hanno il dente avvelenato contro la CEI e la generalità dei vescovi italiani, ma bollare Avvenire come uno sciapo giornaletto cattoprogressista antipapale mi pare completamente fuori dalla realtà.

    #58
    Cara Marta, tutte le cose che mi rinfaccia “la mia coscienza”… non sono letteratura, sono realtà! *_*

    #65
    La citazione: complimenti a Maturin che ha indovinato, tanto più perchè io ho citato a memoria e ho fatto una crasi tra il pezzetto di carne mal digerito e il frammento di patata mal cotta –> pezzo di patata mal digerito.
    E notare come simpaticamente “la mia coscienza” riflette la citazione di Dickens, solo che non riesce a pronunciare la parola “natale”…
    (ma questo solo perchè Malacoda è proprio inetto come demone, i diavolacci abili la pronunciano spesso la parola Natale, magari preceduta da Babbo ;-D)

    #67
    Nihil, vuoi dire “Buona Apocalisse a tutti”? Devo ancora leggerlo…!

  • ClaudioLXXXI

    #66
    Vincenzillo, se ho capito bene quel che intendi, si tratta proprio di ciò che la Chiesa e i cattolici fanno ogni giorno.
    Poi certo, non accade che Repubblica titoli in prima pagina “clamoroso: i cattolici non solo credono ma anche pensano!”, ma ce ne faremo una ragione.

    @Licenziamento,
    la corrente vulgata relativista dice proprio che la verità non esiste. Perlomeno, io non riuscirei a contare sulle dita di mani e piedi e le volte che l’ho sentito dire (in modo decisamente convinto).
    Poi tu magari dall’alto della tua cultura vorrai replicare la distinzione di Gorgia sui tre gradi del nichilismo (nulla è, e se fosse non potrei saperlo, e se potessi saperlo non potrei parlarne), ma nella vulgata corrente il terzo grado si confonde molto facilmente con il primo, anzi coincide nella misura in cui “non importa”.
    E’ appena il caso di notare che una visione della vita improntata all’utilitarismo supremo apre le porte a ogni possibilità spiacevole, ogni abominio, ogni Mengele, ogni disgraziato che spaccandoti la testa ne avrebbe da guadagnare uno iota. Tu vuoi vivere in un mondo così? Bravo.

  • ClaudioLXXXI

    #50
    Lycopodium, mi informerò della cosa e vedrò di parlarne.

    Ma non ti pare che dalle parti di messainlatino.it la generalità degli utenti abbia ecceduto nel commentare la faccenda? Ho capito che lì hanno il dente avvelenato contro la CEI e la generalità dei vescovi italiani, ma bollare Avvenire come uno sciapo giornaletto cattoprogressista antipapale mi pare completamente fuori dalla realtà.

    #58
    Cara Marta, tutte le cose che mi rinfaccia “la mia coscienza”… non sono letteratura, sono realtà! *_*

    #65
    La citazione: complimenti a Maturin che ha indovinato, tanto più perchè io ho citato a memoria e ho fatto una crasi tra il pezzetto di carne mal digerito e il frammento di patata mal cotta –> pezzo di patata mal digerito.
    E notare come simpaticamente “la mia coscienza” riflette la citazione di Dickens, solo che non riesce a pronunciare la parola “natale”…
    (ma questo solo perchè Malacoda è proprio inetto come demone, i diavolacci abili la pronunciano spesso la parola Natale, magari preceduta da Babbo ;-D)

    #67
    Nihil, vuoi dire “Buona Apocalisse a tutti”? Devo ancora leggerlo…!

  • licenziamentodelpoeta

    Claudio, non credo che esista quella che tu chiami “corrente vulgata relativista”. Mi spingo a dire che il relativismo è in larga parte una invenzione di quelli che lo avversano, e avevano bisogno di mettere sotto un unico cappello teste molto diverse. Tant’è che sovente la parola “relativismo” è usata per attaccare dottrine filosofiche (il pragmatismo, il pragmaticismo, il “pensiero debole”…) e in altri per indicare metodologie e discipline (la dialettica della destrutturazione, la semiotica, etc.). Come mettere insieme pere e cacciaviti, insomma.

    > E’ appena il caso di notare che una visione della vita improntata all’utilitarismo supremo apre le porte a ogni possibilità spiacevole

    Ah, la famosa dottrina del piano inclinato! A me sembra che le “possibilità spiacevoli”, nella vita, non manchino mai; che gli abomini ci siano pure quelli; che “ogni disgraziato che spaccandomi la testa ne avrebbe da guadagnare uno iota” non esiti, anche oggi, a tentare di farmi la pelle. Magari usa mezzi più sottili di una pietra scagliata, ma ci prova lo stesso.

    Quindi il mondo, per me, è già come tu lo descrivi: sei tu che sei convinto di no. E che io voglia viverci o meno, è domanda del tutto accademica: per me il mondo non può essere diverso. Anche quelli che tu chiameresti atti di bontà e carità spassionate per me (Onfray docet) sono atti di egoismo e basta (“io voglio sentirmi gratificato sentendomi buono, perciò faccio qualcosa di buono per gli altri”). Non ho mai conosciuto così tanti superbi come nelle associazioni di volontariato, sia cattoliche che laiche.

    Gli Hitler ci saranno sempre, e sempre qualcuno di essi troverà la strada per il potere, perché le loro promesse sono seducenti (credere di far parte di una razza superiore è tanto consolatorio, esattamente come credere in un aldilà dove i propri sforzi saranno premiati). E
    poi nella violenza organizzata, resa coreografica come lo fu quella nazista, c’è una bellezza alta, sublime (da leggere, sul tema, “Un terribile amore per la guerra” di James Hillman). Ciascuno di noi può diventare il Max Aue protagonista di “Le benevole”, il raffinato intellettuale che aderisce al nazismo e, tra una disquisizione su Hegel e l’altra, contribuisce a suon di fucilazioni a trasformare l’Ucraina in un cimitero. Ma per fermare il nazismo non serve preoccuparsi del “piano inclinato”, serve lo sbarco in Normandia. E i nazisti non erano affatto relativisti, in nessun senso possibile del termine: erano seguaci – quelli che erano consapevoli dell’impalcatura ideologica del nazismo e non si limitavano a gridare “Sieg Heil” ai raduni – di una dottrina in parte funzionalista, in parte positivista, che ragionava in termini di assoluti e proponeva un ferreo determinismo biologico.

  • ClaudioLXXXI

    #66
    Vincenzillo, se ho capito bene quel che intendi, si tratta proprio di ciò che la Chiesa e i cattolici fanno ogni giorno.
    Poi certo, non accade che Repubblica titoli in prima pagina “clamoroso: i cattolici non solo credono ma anche pensano!”, ma ce ne faremo una ragione.

    @Licenziamento,
    la corrente vulgata relativista dice proprio che la verità non esiste. Perlomeno, io non riuscirei a contare sulle dita di mani e piedi e le volte che l’ho sentito dire (in modo decisamente convinto).
    Poi tu magari dall’alto della tua cultura vorrai replicare la distinzione di Gorgia sui tre gradi del nichilismo (nulla è, e se fosse non potrei saperlo, e se potessi saperlo non potrei parlarne), ma nella vulgata corrente il terzo grado si confonde molto facilmente con il primo, anzi coincide nella misura in cui “non importa”.
    E’ appena il caso di notare che una visione della vita improntata all’utilitarismo supremo apre le porte a ogni possibilità spiacevole, ogni abominio, ogni Mengele, ogni disgraziato che spaccandoti la testa ne avrebbe da guadagnare uno iota. Tu vuoi vivere in un mondo così? Bravo.

  • licenziamentodelpoeta

    Claudio, non credo che esista quella che tu chiami “corrente vulgata relativista”. Mi spingo a dire che il relativismo è in larga parte una invenzione di quelli che lo avversano, e avevano bisogno di mettere sotto un unico cappello teste molto diverse. Tant’è che sovente la parola “relativismo” è usata per attaccare dottrine filosofiche (il pragmatismo, il pragmaticismo, il “pensiero debole”…) e in altri per indicare metodologie e discipline (la dialettica della destrutturazione, la semiotica, etc.). Come mettere insieme pere e cacciaviti, insomma.

    > E’ appena il caso di notare che una visione della vita improntata all’utilitarismo supremo apre le porte a ogni possibilità spiacevole

    Ah, la famosa dottrina del piano inclinato! A me sembra che le “possibilità spiacevoli”, nella vita, non manchino mai; che gli abomini ci siano pure quelli; che “ogni disgraziato che spaccandomi la testa ne avrebbe da guadagnare uno iota” non esiti, anche oggi, a tentare di farmi la pelle. Magari usa mezzi più sottili di una pietra scagliata, ma ci prova lo stesso.

    Quindi il mondo, per me, è già come tu lo descrivi: sei tu che sei convinto di no. E che io voglia viverci o meno, è domanda del tutto accademica: per me il mondo non può essere diverso. Anche quelli che tu chiameresti atti di bontà e carità spassionate per me (Onfray docet) sono atti di egoismo e basta (“io voglio sentirmi gratificato sentendomi buono, perciò faccio qualcosa di buono per gli altri”). Non ho mai conosciuto così tanti superbi come nelle associazioni di volontariato, sia cattoliche che laiche.

    Gli Hitler ci saranno sempre, e sempre qualcuno di essi troverà la strada per il potere, perché le loro promesse sono seducenti (credere di far parte di una razza superiore è tanto consolatorio, esattamente come credere in un aldilà dove i propri sforzi saranno premiati). E
    poi nella violenza organizzata, resa coreografica come lo fu quella nazista, c’è una bellezza alta, sublime (da leggere, sul tema, “Un terribile amore per la guerra” di James Hillman). Ciascuno di noi può diventare il Max Aue protagonista di “Le benevole”, il raffinato intellettuale che aderisce al nazismo e, tra una disquisizione su Hegel e l’altra, contribuisce a suon di fucilazioni a trasformare l’Ucraina in un cimitero. Ma per fermare il nazismo non serve preoccuparsi del “piano inclinato”, serve lo sbarco in Normandia. E i nazisti non erano affatto relativisti, in nessun senso possibile del termine: erano seguaci – quelli che erano consapevoli dell’impalcatura ideologica del nazismo e non si limitavano a gridare “Sieg Heil” ai raduni – di una dottrina in parte funzionalista, in parte positivista, che ragionava in termini di assoluti e proponeva un ferreo determinismo biologico.

  • vincenzillo

    claudio, oggi come oggi, in un mondo caotico in cui domande e risposte si moltiplicano, si rincorrono, si accavallano, si annullano tra loro, il cristianesimo resta la migliore risposta alle domande giuste.

    licenziamento, di grazia, mi diresti se, secondo te, il nazismo andava fermato? E, se sì, mi spiegheresti per quale motivo?

  • licenziamentodelpoeta

    Secondo me sì, andava fermato. E motivi ce n’erano parecchi, a cominciare dal fatto che il regime nazista era di per se stesso incapace, per dirla con Santayana, di passare dalla fase dell’aggressività a quella della stabilizzazione. Non poteva saziarsi delle proprie conquiste e avrebbe continuato ad annettere territori e ridurli in sudditanza finché non fosse stato fermato. Il nazismo è il culmine malato della cosiddetta epopea romantica: si tratta di una ideologia per cui un intero popolo si considera impegnato a tempo pieno in una perenne missione storica.

  • vincenzillo

    claudio, oggi come oggi, in un mondo caotico in cui domande e risposte si moltiplicano, si rincorrono, si accavallano, si annullano tra loro, il cristianesimo resta la migliore risposta alle domande giuste.

    licenziamento, di grazia, mi diresti se, secondo te, il nazismo andava fermato? E, se sì, mi spiegheresti per quale motivo?

  • licenziamentodelpoeta

    Secondo me sì, andava fermato. E motivi ce n’erano parecchi, a cominciare dal fatto che il regime nazista era di per se stesso incapace, per dirla con Santayana, di passare dalla fase dell’aggressività a quella della stabilizzazione. Non poteva saziarsi delle proprie conquiste e avrebbe continuato ad annettere territori e ridurli in sudditanza finché non fosse stato fermato. Il nazismo è il culmine malato della cosiddetta epopea romantica: si tratta di una ideologia per cui un intero popolo si considera impegnato a tempo pieno in una perenne missione storica.

  • berlic

    xLicenziamento: mi dici, esattamente, dove finisce l’epifenomeno e dove inizia l’inconoscibile? Qual’è la modalità nostra di conoscenza che non implica un impatto con il reale? E per quale motivo dovremmo presupporre che gli uni e gli altri abbiano dinamiche differenti?

    Una domanda? Se per te “sbagliare” non è un problema, perchè insulti gli altri quando hanno opinioni differenti dalle tue? A meno che anche contraddirti non ti faccia problema.

    Ancora una domanda: alla luce della tua visione del mondo sopra esposta, cosa te ne frega che il regime nazista avrebbe continuato ad annettere territori? E perchè uno dovrebbe rischiare la pelle sulle spiaggie normanne? Tu, lo avresti fatto?

  • berlic

    xLicenziamento: mi dici, esattamente, dove finisce l’epifenomeno e dove inizia l’inconoscibile? Qual’è la modalità nostra di conoscenza che non implica un impatto con il reale? E per quale motivo dovremmo presupporre che gli uni e gli altri abbiano dinamiche differenti?

    Una domanda? Se per te “sbagliare” non è un problema, perchè insulti gli altri quando hanno opinioni differenti dalle tue? A meno che anche contraddirti non ti faccia problema.

    Ancora una domanda: alla luce della tua visione del mondo sopra esposta, cosa te ne frega che il regime nazista avrebbe continuato ad annettere territori? E perchè uno dovrebbe rischiare la pelle sulle spiaggie normanne? Tu, lo avresti fatto?

  • licenziamentodelpoeta

    > mi dici, esattamente, dove finisce l’epifenomeno e dove inizia l’inconoscibile?

    Non ne ho la minima idea. D’altronde, che inconoscibile sarebbe, se si lasciasse delimitare con tanta facilità?

    > Qual è la modalità nostra di conoscenza che non implica un impatto con il reale?

    Non è detto che il reale esista, noi non possiamo saperlo. Il fatto che conveniamo su alcuni epifenomeni comunque non eroga certezze di sorta

    > Se per te “sbagliare” non è un problema, perchè insulti gli altri quando hanno opinioni differenti dalle tue?

    Per me, dirti che IMHO sei mentalmente disturbato non è un insulto, ma una semplice opinione. Se ti senti offeso, è un problema tuo

    > cosa te ne frega che il regime nazista avrebbe continuato ad annettere territori?

    Perché, io risiedo nell’iperuranio? Quelli che non si saziano mai prima o poi verranno a fare il culo anche a me, è solo questione di tempo

    > E perchè uno dovrebbe rischiare la pelle sulle spiaggie normanne?

    Di solito, perché gli viene ordinato di farlo

    > Tu, lo avresti fatto?

    Io sì. Portare le armi è un dovere verso la propria comunità, che va difesa dalle aggressioni esterne – cfr. Victor Davis Hanson, “L’arte occidentale della guerra”. Chi rifiuta di portare le armi, nella mia opinione, non merita il titolo di cittadino. Sono anche andato militare da volontario, figurati. E ti dirò che non essere stato mai in guerra mi dispiace molto. Fin dal Risorgimento, la mia famiglia ha contribuito col sangue alla nascita di questa nazione. Siamo sempre stati patrioti, anche se ai tempi del Risorgimento ne valeva la pena molto più di adesso, chiaramente. Oggi questo Paese non vale più nulla e non ha più nulla della sua grandezza, è buono per essere scaricato nel cesso, ed è già un po’ che sto pensando di andarmene con la mia famiglia

  • Swann77

    Forse sbaglio a reinserirmi in questo discorso quando ha preso tutt’altra piega. Ma gli eventi di questi giorni si susseguono ad un ritmo incalzante. Oggi le dimissioni di Boffo. Non è certo il primo direttore di giornale a finire sotto il tiro del probo Presidente del Consiglio. E’ riuscito a farne fuori un altro, mentre “Il Giornale” di Feltri, ancora oggi, pubblicava una copertina a mio parere vergognosa, in cui si usava, come al solito, una foto a tutta pagina che era questa volta di Boffo, ritratto in una posa ammiccante ed un pò femminea. Sottintesi volgari, proscrizione, uso di non detti omofobi e razzisti, con un fine ben preciso: l’eliminazione dell’ennesimo avversario politico.

  • licenziamentodelpoeta

    > mi dici, esattamente, dove finisce l’epifenomeno e dove inizia l’inconoscibile?

    Non ne ho la minima idea. D’altronde, che inconoscibile sarebbe, se si lasciasse delimitare con tanta facilità?

    > Qual è la modalità nostra di conoscenza che non implica un impatto con il reale?

    Non è detto che il reale esista, noi non possiamo saperlo. Il fatto che conveniamo su alcuni epifenomeni comunque non eroga certezze di sorta

    > Se per te “sbagliare” non è un problema, perchè insulti gli altri quando hanno opinioni differenti dalle tue?

    Per me, dirti che IMHO sei mentalmente disturbato non è un insulto, ma una semplice opinione. Se ti senti offeso, è un problema tuo

    > cosa te ne frega che il regime nazista avrebbe continuato ad annettere territori?

    Perché, io risiedo nell’iperuranio? Quelli che non si saziano mai prima o poi verranno a fare il culo anche a me, è solo questione di tempo

    > E perchè uno dovrebbe rischiare la pelle sulle spiaggie normanne?

    Di solito, perché gli viene ordinato di farlo

    > Tu, lo avresti fatto?

    Io sì. Portare le armi è un dovere verso la propria comunità, che va difesa dalle aggressioni esterne – cfr. Victor Davis Hanson, “L’arte occidentale della guerra”. Chi rifiuta di portare le armi, nella mia opinione, non merita il titolo di cittadino. Sono anche andato militare da volontario, figurati. E ti dirò che non essere stato mai in guerra mi dispiace molto. Fin dal Risorgimento, la mia famiglia ha contribuito col sangue alla nascita di questa nazione. Siamo sempre stati patrioti, anche se ai tempi del Risorgimento ne valeva la pena molto più di adesso, chiaramente. Oggi questo Paese non vale più nulla e non ha più nulla della sua grandezza, è buono per essere scaricato nel cesso, ed è già un po’ che sto pensando di andarmene con la mia famiglia

  • Swann77

    Forse sbaglio a reinserirmi in questo discorso quando ha preso tutt’altra piega. Ma gli eventi di questi giorni si susseguono ad un ritmo incalzante. Oggi le dimissioni di Boffo. Non è certo il primo direttore di giornale a finire sotto il tiro del probo Presidente del Consiglio. E’ riuscito a farne fuori un altro, mentre “Il Giornale” di Feltri, ancora oggi, pubblicava una copertina a mio parere vergognosa, in cui si usava, come al solito, una foto a tutta pagina che era questa volta di Boffo, ritratto in una posa ammiccante ed un pò femminea. Sottintesi volgari, proscrizione, uso di non detti omofobi e razzisti, con un fine ben preciso: l’eliminazione dell’ennesimo avversario politico.

  • Amadigi

    Scusate ma non riesco a scrivere qualcosa di serio. Mi hai fatto morire dal ridere. Grande!

  • Amadigi

    “trovo abbastanza comica l’affermazione che io, ai tuoi conoscenti, apparirei “molto peggiore di quanto io stesso ritiengo di essere’. Che ne sai, di come ritengo di essere io? Sul mio blog mi sono definito pubblicamente ‘pigro, viziato, indolente, perfido’, e ho asserito di possedere ‘un enorme coefficiente di grettezza’ – e se non ci credi, leggiti questo post”

    Chiedo scusa per l’intromissione, ma se iniziamo con i ragionamenti illogici assistere ai litigi non è divertente.
    Se io avessi la certezza che certi miei conoscenti reputassero Tizio peggiore di quanto lui stesso si reputa, vuol dire che, se invece Tizio si reputasse peggiore di quanto lo reputano i conoscenti ai quali mi riferivo, Tizio, nel caso fosse ateo, non avrebbe motivo di non buttarsi giù da un burrone.

  • Amadigi

    Scusate ma non riesco a scrivere qualcosa di serio. Mi hai fatto morire dal ridere. Grande!

  • Amadigi

    “trovo abbastanza comica l’affermazione che io, ai tuoi conoscenti, apparirei “molto peggiore di quanto io stesso ritiengo di essere’. Che ne sai, di come ritengo di essere io? Sul mio blog mi sono definito pubblicamente ‘pigro, viziato, indolente, perfido’, e ho asserito di possedere ‘un enorme coefficiente di grettezza’ – e se non ci credi, leggiti questo post”

    Chiedo scusa per l’intromissione, ma se iniziamo con i ragionamenti illogici assistere ai litigi non è divertente.
    Se io avessi la certezza che certi miei conoscenti reputassero Tizio peggiore di quanto lui stesso si reputa, vuol dire che, se invece Tizio si reputasse peggiore di quanto lo reputano i conoscenti ai quali mi riferivo, Tizio, nel caso fosse ateo, non avrebbe motivo di non buttarsi giù da un burrone.

  • utente anonimo

    Caro Claudio, ti ringrazio del riscontro.
    Il mio link è di argomento liturgico, quindi non direttamente legato alle polemiche odierne. La mia posizione di critica non è sic et simpliciter “tridentina”, né posso condividere molte posizioni estreme ed estremiste che “dalle parti di messainlatino.it” allignano (e di cui anche tu hai fatto esperienza).
    Quanto alla CEI, la cosa strana e stridente è forse che mentre su argomenti “etici” sta “a destra” e su temi “sociali” sta “a sinistra” (e mi vanno ultra bene l’una e l’altra posizione), in liturgia ha “appaltato tutto” a esperti ed espertissimi, tutti di tendenza ultraprogressista, in ovvio contrasto con la linea di papa Benedetto.

    lycopodium

  • anonimo

    Caro Claudio, ti ringrazio del riscontro.
    Il mio link è di argomento liturgico, quindi non direttamente legato alle polemiche odierne. La mia posizione di critica non è sic et simpliciter “tridentina”, né posso condividere molte posizioni estreme ed estremiste che “dalle parti di messainlatino.it” allignano (e di cui anche tu hai fatto esperienza).
    Quanto alla CEI, la cosa strana e stridente è forse che mentre su argomenti “etici” sta “a destra” e su temi “sociali” sta “a sinistra” (e mi vanno ultra bene l’una e l’altra posizione), in liturgia ha “appaltato tutto” a esperti ed espertissimi, tutti di tendenza ultraprogressista, in ovvio contrasto con la linea di papa Benedetto.

    lycopodium

  • noradlf

    Ehi, mi hai fatto morire dal ridere.
    Ho trovato il post tramite Anna Vercors. Quando ho visto che citavi il mio libro preferito e non cercavi di farlo passare per roba tua ho deciso di leggere tutto.
    Continua a scrivere, bisogna che qualcuno usi le parole per quello che sono e non per ingannare!
    Buon lavoro.
    Umberta

  • noradlf

    Ehi, mi hai fatto morire dal ridere.
    Ho trovato il post tramite Anna Vercors. Quando ho visto che citavi il mio libro preferito e non cercavi di farlo passare per roba tua ho deciso di leggere tutto.
    Continua a scrivere, bisogna che qualcuno usi le parole per quello che sono e non per ingannare!
    Buon lavoro.
    Umberta

  • Trumpkin

    Delizioso, ben costruito e riflessivo.
    Unico appunto, a Malacoda qualcuno ha spiegato che il prossimo Puro sarà il Prediletto del suo Capo?

  • Trumpkin

    Delizioso, ben costruito e riflessivo.
    Unico appunto, a Malacoda qualcuno ha spiegato che il prossimo Puro sarà il Prediletto del suo Capo?

  • ClaudioLXXXI

    #75
    Anche quelli che tu chiameresti atti di bontà e carità spassionate per me (Onfray docet) sono atti di egoismo e basta (“io voglio sentirmi gratificato sentendomi buono, perciò faccio qualcosa di buono per gli altri”).

    Coincidenza, ho letto il tuo commento subito dopo aver visto la puntata della quinta stagione di House “il bene più grande”. Quella dove devono curare una ex ricercatrice di cancro che era vicina tanto così a scoprire la cura per un cancro, e poi ha mollato tutto perchè non si sentiva felice e preferiva dedicarsi solo a sè stessa e ai suoi hobbies, e questo scatena nel team una serie di riflessioni sulla felicità e l’egoismo e l’altruismo e la professione medica, riflessioni a cui naturalmente House mette fine dicendo “le persone agiscono sempre nel proprio auto-interesse” e stop.
    Il che in una certa prospettiva è vero. Per fare un esempio scemo, se dò un’elemosina, il vantaggio economico che perdo è ampiamente compensato dal vantaggio spirituale che ne ricavo. Non per niente Gesù Cristo ci dice il centuplo quaggiù.

    Ma se la vuoi vedere in questa prospettiva, allora devi distinguere tra gli atti di egoismo che arrecano vantaggio soltanto a te (e magari arrecano invece danno agli altri) e gli atti di egoismo che portano vantaggio anche agli altri. Questi ultimi non sono atti di egoismo e basta. Anche House agisce anzitutto per egoismo perchè lui cura la gente per risolvere puzzle e dare senso alla sua vita, però il suo egoismo ha il non trascurabile effetto secondario di salvare la vita agli altri (che poi House non è così egoista e bastardo come vuole sembrare, ma questo è altro discorso).

    Se invece non si fa questa importante differenza, allora ciò che dite tu e Onfray sa tanto di razionalizzazione, di auto-giustificazione per sopprimere i propri sensi di colpa. “Vabbè sono un bastardo egoista che frega gli altri e se ne fotte, però anche Madre Teresa faceva quello che faceva per sentirsi gratificata, perciò siamo tutti sullo stesso piano e io mi sento ok”. E no, proprio per niente.

    Su tutto il resto mi sembra che la nostra differenza di vedute sia inconciliabile e andremmo a ripetere cose già dette…

  • ClaudioLXXXI

    #80
    Non mi sono piaciute le dimissioni di Boffo. A prescindere da quello che ha fatto o non ha fatto, mi suonano come una resa alla retorica del “non criticarci se non sei puro”.
    Comunque dopo questi fatti il livello del giornalismo italiano è sceso di un’ulteriore tacca. Non credevo fosse possibile, mi sbagliavo.

    #84
    Grazie🙂

    #85
    Malacoda ha tanta buona volontà (“buona” dal suo punto di vista), ma è troppo cretino per fare ragionamenti così avanzati…😉

  • ClaudioLXXXI

    #75
    Anche quelli che tu chiameresti atti di bontà e carità spassionate per me (Onfray docet) sono atti di egoismo e basta (“io voglio sentirmi gratificato sentendomi buono, perciò faccio qualcosa di buono per gli altri”).

    Coincidenza, ho letto il tuo commento subito dopo aver visto la puntata della quinta stagione di House “il bene più grande”. Quella dove devono curare una ex ricercatrice di cancro che era vicina tanto così a scoprire la cura per un cancro, e poi ha mollato tutto perchè non si sentiva felice e preferiva dedicarsi solo a sè stessa e ai suoi hobbies, e questo scatena nel team una serie di riflessioni sulla felicità e l’egoismo e l’altruismo e la professione medica, riflessioni a cui naturalmente House mette fine dicendo “le persone agiscono sempre nel proprio auto-interesse” e stop.
    Il che in una certa prospettiva è vero. Per fare un esempio scemo, se dò un’elemosina, il vantaggio economico che perdo è ampiamente compensato dal vantaggio spirituale che ne ricavo. Non per niente Gesù Cristo ci dice il centuplo quaggiù.

    Ma se la vuoi vedere in questa prospettiva, allora devi distinguere tra gli atti di egoismo che arrecano vantaggio soltanto a te (e magari arrecano invece danno agli altri) e gli atti di egoismo che portano vantaggio anche agli altri. Questi ultimi non sono atti di egoismo e basta. Anche House agisce anzitutto per egoismo perchè lui cura la gente per risolvere puzzle e dare senso alla sua vita, però il suo egoismo ha il non trascurabile effetto secondario di salvare la vita agli altri (che poi House non è così egoista e bastardo come vuole sembrare, ma questo è altro discorso).

    Se invece non si fa questa importante differenza, allora ciò che dite tu e Onfray sa tanto di razionalizzazione, di auto-giustificazione per sopprimere i propri sensi di colpa. “Vabbè sono un bastardo egoista che frega gli altri e se ne fotte, però anche Madre Teresa faceva quello che faceva per sentirsi gratificata, perciò siamo tutti sullo stesso piano e io mi sento ok”. E no, proprio per niente.

    Su tutto il resto mi sembra che la nostra differenza di vedute sia inconciliabile e andremmo a ripetere cose già dette…

  • ClaudioLXXXI

    #80
    Non mi sono piaciute le dimissioni di Boffo. A prescindere da quello che ha fatto o non ha fatto, mi suonano come una resa alla retorica del “non criticarci se non sei puro”.
    Comunque dopo questi fatti il livello del giornalismo italiano è sceso di un’ulteriore tacca. Non credevo fosse possibile, mi sbagliavo.

    #84
    Grazie🙂

    #85
    Malacoda ha tanta buona volontà (“buona” dal suo punto di vista), ma è troppo cretino per fare ragionamenti così avanzati…😉

  • Swann77

    Claudio,
    tu dici che il giornalismo ha vissuto un’ennesima pagina nera. Vero. Ma non ti sembra che a viverla sia soprattutto questo Presidente del Consiglio, che impone comportamenti a giornalisti compiacenti?
    Non credi che sia venuto il momento di accorgersi del pericolo ch corre il mondo cattolico, di vedersi lusingato finchè serve, per poi subire trattamenti come quello ora riservatogli?

  • Swann77

    Claudio,
    tu dici che il giornalismo ha vissuto un’ennesima pagina nera. Vero. Ma non ti sembra che a viverla sia soprattutto questo Presidente del Consiglio, che impone comportamenti a giornalisti compiacenti?
    Non credi che sia venuto il momento di accorgersi del pericolo ch corre il mondo cattolico, di vedersi lusingato finchè serve, per poi subire trattamenti come quello ora riservatogli?

  • licenziamentodelpoeta

    Claudio, se il rapporto tra il vantaggio nostro e quello altrui fosse così trasparente, e così evidente in termini di proporzionalità come tu sembri affermare, avresti ragione. Ma così non è.

    Anzitutto, visto che parli delle missionarie della carità, io – avendo letto il libro che Hitchens ha dedicato loro – qualche dubbio sulla bontà delle loro azioni me lo sono fatto venire, anzi più di qualcuno. Ma non divaghiamo.

    Tu sembri affrontare il rapporto tra “noi” e “gli altri” come se fosse una dicotomia, ma così non è.

    Esiste la possibilità che una azione da noi commessa rappresenti un vantaggio, oltreché per noi stessi, per uno o più nuclei di terzi; e che altri nuclei di terzi, al tempo stesso, ne siano svantaggiati. La maggior parte dei nostri comportamenti, delle nostre decisioni, rientra in questa casistica.

    Non è un caso che lo script della puntata di House, per estremizzare le cose e semplificare la drammaturgia, abbia polarizzato gli elementi nella scelta della paziente: da una parte la cura del cancro (una cosa da cui si avvantaggerebbe, teoricamente, l’intera umanità) e dall’altra una cosa squisitamente egoistica come gli hobbies e gli interessi personali.

    Così è tutto più chiaro, più cristallino, più semplice. La vita è molto diversa.

    Uno dei compiti che ricadono su di me, nel mio lavoro, è stabilire se i contratti a termine delle persone che lavorano nel dipartimento che io dirigo debbono essere rinnovati, oppure no. Ebbene: io raccomando sempre alle risorse umane che siano rinnovati, tutti. Anche quelli di gente che so essere poco o per nulla competente, o che mi è antipatica. Credo che il lavoro sia un diritto e che una cosa come i “contratti a termine” non dovrebbe esistere affatto, perciò faccio questo tipo di scelta. I motivi di allontanamento dal posto di lavoro, per me, sono quelli previsti dalle leggi che regolano i contratti nazionali di lavoro dipendente, e basta: non ritengo corretto liberarsi di un lavoratore perché è poco produttivo, o antipatico, o scarsamente competente; e penso che i vari pacchetti Treu e Biagi, che hanno creato un gran numero di lavoratori precari e atipici, siano né più né meno degli atti criminali.

    Naturalmente le persone che lavorano da noi e hanno un contratto a termine sono avvantaggiate di questa mia scelta, e ne guadagnano. Però magari questa mia scelta è uno svantaggio per altra gente, forse anche più competente abile e motivata di quella che c’è da noi, che non può accedere a quei posti perché restano occupati da persone meno competenti abili e motivate.

    Quindi io faccio una scelta, che è un vantaggio per certuni e uno svantaggio per altri, in conseguenza della mia etica personale, in base alla quale il lavoro è un diritto, mentre la meritocrazia è un valore solo ai piani alti della società, laddove a quelli bassi è un disvalore in quanto produce competizione, stress, darwinismo sociale. Un altro al mio posto, magari, farebbe una scelta diversa. E so che dietro questa mia scelta c’è, per dirla con Onfray, l’egoismo: perché mi piace pensare a me stesso come una persona rispettosa dei miei principi etici, anche se non ne traggo alcun vantaggio materiale.

  • licenziamentodelpoeta

    Claudio, se il rapporto tra il vantaggio nostro e quello altrui fosse così trasparente, e così evidente in termini di proporzionalità come tu sembri affermare, avresti ragione. Ma così non è.

    Anzitutto, visto che parli delle missionarie della carità, io – avendo letto il libro che Hitchens ha dedicato loro – qualche dubbio sulla bontà delle loro azioni me lo sono fatto venire, anzi più di qualcuno. Ma non divaghiamo.

    Tu sembri affrontare il rapporto tra “noi” e “gli altri” come se fosse una dicotomia, ma così non è.

    Esiste la possibilità che una azione da noi commessa rappresenti un vantaggio, oltreché per noi stessi, per uno o più nuclei di terzi; e che altri nuclei di terzi, al tempo stesso, ne siano svantaggiati. La maggior parte dei nostri comportamenti, delle nostre decisioni, rientra in questa casistica.

    Non è un caso che lo script della puntata di House, per estremizzare le cose e semplificare la drammaturgia, abbia polarizzato gli elementi nella scelta della paziente: da una parte la cura del cancro (una cosa da cui si avvantaggerebbe, teoricamente, l’intera umanità) e dall’altra una cosa squisitamente egoistica come gli hobbies e gli interessi personali.

    Così è tutto più chiaro, più cristallino, più semplice. La vita è molto diversa.

    Uno dei compiti che ricadono su di me, nel mio lavoro, è stabilire se i contratti a termine delle persone che lavorano nel dipartimento che io dirigo debbono essere rinnovati, oppure no. Ebbene: io raccomando sempre alle risorse umane che siano rinnovati, tutti. Anche quelli di gente che so essere poco o per nulla competente, o che mi è antipatica. Credo che il lavoro sia un diritto e che una cosa come i “contratti a termine” non dovrebbe esistere affatto, perciò faccio questo tipo di scelta. I motivi di allontanamento dal posto di lavoro, per me, sono quelli previsti dalle leggi che regolano i contratti nazionali di lavoro dipendente, e basta: non ritengo corretto liberarsi di un lavoratore perché è poco produttivo, o antipatico, o scarsamente competente; e penso che i vari pacchetti Treu e Biagi, che hanno creato un gran numero di lavoratori precari e atipici, siano né più né meno degli atti criminali.

    Naturalmente le persone che lavorano da noi e hanno un contratto a termine sono avvantaggiate di questa mia scelta, e ne guadagnano. Però magari questa mia scelta è uno svantaggio per altra gente, forse anche più competente abile e motivata di quella che c’è da noi, che non può accedere a quei posti perché restano occupati da persone meno competenti abili e motivate.

    Quindi io faccio una scelta, che è un vantaggio per certuni e uno svantaggio per altri, in conseguenza della mia etica personale, in base alla quale il lavoro è un diritto, mentre la meritocrazia è un valore solo ai piani alti della società, laddove a quelli bassi è un disvalore in quanto produce competizione, stress, darwinismo sociale. Un altro al mio posto, magari, farebbe una scelta diversa. E so che dietro questa mia scelta c’è, per dirla con Onfray, l’egoismo: perché mi piace pensare a me stesso come una persona rispettosa dei miei principi etici, anche se non ne traggo alcun vantaggio materiale.

  • berlic

    xLicenziamento: In definitiva, dalle tue risposte si deduce che le tue critiche alle mie risposte sono infondate e irrazionali, perchè non sai motivarne i fondamenti. Non possiamo sapere se il reale esiste? Però il nostro comportamento lo presuppone. Chi è incerto che il reale esista e si comporta di conseguenza di solito è indicato con quelle medesime parole che mi rivolgevi. Filosoficamente, è affascinante; praticamente, è una truffa in cui guadagna solo chi ci scrive sopra. Sarebbe interessante, ad esempio, prima di seguire il metodo di Onfray, sapere se Onfray stesso sia felice veramente.

  • berlic

    xLicenziamento: In definitiva, dalle tue risposte si deduce che le tue critiche alle mie risposte sono infondate e irrazionali, perchè non sai motivarne i fondamenti. Non possiamo sapere se il reale esiste? Però il nostro comportamento lo presuppone. Chi è incerto che il reale esista e si comporta di conseguenza di solito è indicato con quelle medesime parole che mi rivolgevi. Filosoficamente, è affascinante; praticamente, è una truffa in cui guadagna solo chi ci scrive sopra. Sarebbe interessante, ad esempio, prima di seguire il metodo di Onfray, sapere se Onfray stesso sia felice veramente.

  • licenziamentodelpoeta

    @berlicche, quando mai io avrei criticato le tue risposte? Sei tu che ti sei inserito in questo thread, facendomi delle domande e sollecitando risposte da me. Io ti ho già detto come ti considero: secondo te avrebbe senso, da parte mia, andare in giro a sollecitare risposte da persone che reputo dissennate?

    Anche parlare di felicità come se fosse cosa oggettiva e riscontrabile mi sembra poi, peraltro, insensato e delirante. La domanda “Cos’è la felicità?” è esattamente il tipo di domanda che si può fare a mille persone e ottenere mille risposte diverse. Peraltro, essere felici potrà essere obiettivo tuo, ma non è detto che lo sia degli altri. Lasciamo a ciascuno l’arbitrio di coltivare gli scopi che ritiene più consoni a se stesso: anche il dolore e l’infelicità, se crede.

  • licenziamentodelpoeta

    Ah, già che ci siamo, per quanto riguarda la “realtà”

    > Non possiamo sapere se il reale esiste? Però il nostro comportamento lo presuppone

    Il nostro comportamento presuppone che i nostri sensi ci consentano di relazionarci con un contesto di cui ciascuno ha una percezione individuale. Io ti ho fatto osservare che le percezioni riguardanti questo contesto sulle quali esiste un accordo siano, secondo alcuni studiosi, più che altro epifenomeniche. Possiamo essere d’accordo sul fatto che la macchina perda olio, meno già se dobbiamo stabilire se Pino sia simpatico o antipatico. Che poi tu scelga di chiamare “reale” l’intero apparato di fenomeni percepibili cui ci relazioniamo, presumendo che una univocità di percezioni sia possibile, questi sono fatti tuoi. C’è tanta gente che non la pensa affatto come te. Libero tu di vivere come se il reale esistesse; liberi noialtri di coltivare il dubbio come stile di vita.

    C’è una tale vertiginosa bellezza, nel dubbio senza certezze, nel non riconoscere mai nulla per vero, che non saprei nemmeno spiegartela a parole. Provo con quelle di uno dei più grandi maestri della letteratura postmoderna, Chuck Palahniuk:

    “La brutta notizia è che non abbiamo nessun controllo. La buona notizia è che non possiamo fare nessun errore.”

  • licenziamentodelpoeta

    @berlicche, quando mai io avrei criticato le tue risposte? Sei tu che ti sei inserito in questo thread, facendomi delle domande e sollecitando risposte da me. Io ti ho già detto come ti considero: secondo te avrebbe senso, da parte mia, andare in giro a sollecitare risposte da persone che reputo dissennate?

    Anche parlare di felicità come se fosse cosa oggettiva e riscontrabile mi sembra poi, peraltro, insensato e delirante. La domanda “Cos’è la felicità?” è esattamente il tipo di domanda che si può fare a mille persone e ottenere mille risposte diverse. Peraltro, essere felici potrà essere obiettivo tuo, ma non è detto che lo sia degli altri. Lasciamo a ciascuno l’arbitrio di coltivare gli scopi che ritiene più consoni a se stesso: anche il dolore e l’infelicità, se crede.

  • licenziamentodelpoeta

    Ah, già che ci siamo, per quanto riguarda la “realtà”

    > Non possiamo sapere se il reale esiste? Però il nostro comportamento lo presuppone

    Il nostro comportamento presuppone che i nostri sensi ci consentano di relazionarci con un contesto di cui ciascuno ha una percezione individuale. Io ti ho fatto osservare che le percezioni riguardanti questo contesto sulle quali esiste un accordo siano, secondo alcuni studiosi, più che altro epifenomeniche. Possiamo essere d’accordo sul fatto che la macchina perda olio, meno già se dobbiamo stabilire se Pino sia simpatico o antipatico. Che poi tu scelga di chiamare “reale” l’intero apparato di fenomeni percepibili cui ci relazioniamo, presumendo che una univocità di percezioni sia possibile, questi sono fatti tuoi. C’è tanta gente che non la pensa affatto come te. Libero tu di vivere come se il reale esistesse; liberi noialtri di coltivare il dubbio come stile di vita.

    C’è una tale vertiginosa bellezza, nel dubbio senza certezze, nel non riconoscere mai nulla per vero, che non saprei nemmeno spiegartela a parole. Provo con quelle di uno dei più grandi maestri della letteratura postmoderna, Chuck Palahniuk:

    “La brutta notizia è che non abbiamo nessun controllo. La buona notizia è che non possiamo fare nessun errore.”

  • Amadigi

    “Cos’è la felicità?”

    Non è forse chimica? Credo che qualcuno sia già in grado di misurarla.

  • Amadigi

    “Cos’è la felicità?”

    Non è forse chimica? Credo che qualcuno sia già in grado di misurarla.

  • utente anonimo

    Ma non è un contraddittorio parlare di “vertiginosa bellezza” nel non riconoscere mai nulla per vero? Come si fa a ritenere il dubbio così bello, se poi in realtà non lo si può fare, dal momento che anche la presunta infinita bellezza del dubbio è di dubbia bellezza? Mah…

  • anonimo

    Ma non è un contraddittorio parlare di “vertiginosa bellezza” nel non riconoscere mai nulla per vero? Come si fa a ritenere il dubbio così bello, se poi in realtà non lo si può fare, dal momento che anche la presunta infinita bellezza del dubbio è di dubbia bellezza? Mah…

  • berlic

    In effetti, Licenziamento, sei libero di non volere nessuna certezza, di vedere gli altri felici e non domandarti perchè lo siano, decidere la tua vita seguendo le tue idee (o meglio, le idee di altri) e non la realtà. Trova la cosa inumana, perchè l’uomo vive di certezze, cerca la felicità, è nella realtà. Altrimenti è , per dirla con Eliot, “Living and partly living”. Ti lascio alla tua vertigine: si costruisce su terreno solido, non sulla sabbia e nebbia che tu esalti. Nessun errore, è vero: chi non fa non falla.
    Visto che ti piacciono tanto le citazioni, termino con una di G.B.Shaw:
    “l’Inferno non è uno stabilimento penale, ma uno stato che i peccatori morti scelgono per ragioni d’intima affinità, come i beati il Cielo.” Qualcosa simile alla loro vita sulla terra, insomma.

  • berlic

    In effetti, Licenziamento, sei libero di non volere nessuna certezza, di vedere gli altri felici e non domandarti perchè lo siano, decidere la tua vita seguendo le tue idee (o meglio, le idee di altri) e non la realtà. Trova la cosa inumana, perchè l’uomo vive di certezze, cerca la felicità, è nella realtà. Altrimenti è , per dirla con Eliot, “Living and partly living”. Ti lascio alla tua vertigine: si costruisce su terreno solido, non sulla sabbia e nebbia che tu esalti. Nessun errore, è vero: chi non fa non falla.
    Visto che ti piacciono tanto le citazioni, termino con una di G.B.Shaw:
    “l’Inferno non è uno stabilimento penale, ma uno stato che i peccatori morti scelgono per ragioni d’intima affinità, come i beati il Cielo.” Qualcosa simile alla loro vita sulla terra, insomma.

  • SorannaroS

    Prendete questa mia “classifica” col beneficio dell’inventario.
    Il mondo si divide tra coloro che:
    1)Predicano bene e razzolano bene: i Santi
    2)predicano bene e razzolano male: i comuni “umani”
    3)predicano male e razzolano bene: i nichilisti “virtuosi”(solitamente dotati di spiccate doti intellettuali)
    4)predicano male e razzolano male: i nichilisti consequenziali
    5)quelli che non predicano e sono – di fatto – al di là del bene e del male, in quanto privi di alcun criterio di giudizio…gli “inani” (le future generazioni?).
    E’ una classifica suscettibile di perfezionamento.

  • SorannaroS

    Prendete questa mia “classifica” col beneficio dell’inventario.
    Il mondo si divide tra coloro che:
    1)Predicano bene e razzolano bene: i Santi
    2)predicano bene e razzolano male: i comuni “umani”
    3)predicano male e razzolano bene: i nichilisti “virtuosi”(solitamente dotati di spiccate doti intellettuali)
    4)predicano male e razzolano male: i nichilisti consequenziali
    5)quelli che non predicano e sono – di fatto – al di là del bene e del male, in quanto privi di alcun criterio di giudizio…gli “inani” (le future generazioni?).
    E’ una classifica suscettibile di perfezionamento.

  • SorannaroS

    Mentre mi cuocevo un’appetitosa carbonara, ho pensato ad una “miglioria” del punto n.5): quelli che non predicano, ma razzolano soltanto…le generazioni future?

  • nihilalieno

    Esatto: buona apocalisse a tutti.
    E’ una splendida dichiarazione d’amore all’umanità, anche se capisce poco del Cielo, e c’è l’AntiCristo senza che si parli di Cristo (anche se… niente spoiler, ne parliamo quando l’hai finito!). Ma l’angelo e il diavolo, i 4 Cavalieri dell’Apocalisse, la strega e i Cacciatori di streghe… e soprattutto le suore sataniste, non te le puoi perdere!!! Troppo bello!!!

  • SorannaroS

    Mentre mi cuocevo un’appetitosa carbonara, ho pensato ad una “miglioria” del punto n.5): quelli che non predicano, ma razzolano soltanto…le generazioni future?

  • nihilalieno

    Esatto: buona apocalisse a tutti.
    E’ una splendida dichiarazione d’amore all’umanità, anche se capisce poco del Cielo, e c’è l’AntiCristo senza che si parli di Cristo (anche se… niente spoiler, ne parliamo quando l’hai finito!). Ma l’angelo e il diavolo, i 4 Cavalieri dell’Apocalisse, la strega e i Cacciatori di streghe… e soprattutto le suore sataniste, non te le puoi perdere!!! Troppo bello!!!

  • ClaudioLXXXI

    In ritardo, more solito…

    #88
    Penso che il giornalismo oggi sia messo male intrinsecamente, di suo. Berlusconi è un fattore contingente, non la causa. Sulla quasi totalità dei giornali trovo sempre più spesso distorsioni delle notizie, manipolazioni, insomma disinformazione. Sui giornali di destra e sui giornali di sinistra. Pro Berlusconi e contro Berlusconi.
    Su Avvenire non ne ho mai trovate (ovvero, se ci sono state devono essere state davvero poche per essermi sfuggite, visto che lo leggo con una certa regolarità), e questo a Boffo va ascritto come merito.

    Quanto alla spregiudicatezza di una parte politica, per me non è una sorpresa.
    Ma dall’altra parte è meglio o è peggio?

    #Licenziamento, ci siamo detti tutto il dicibile e nessuno si schioda dalle sue posizioni, non saprei proprio come continuare o aggiungere qualcosa a quel che ha detto Berlic.

    #96
    Mi sembra una classifica molto ben azzeccata, complimenti.
    Queli che non predicano, al punto 5, li chiamerei ignavi. Non hanno nessun ideale, neppure negativo. Per Dante erano i peggiori di tutti e forse aveva davvero ragione.

    #98
    Leggerò prima possibile!

  • ClaudioLXXXI

    In ritardo, more solito…

    #88
    Penso che il giornalismo oggi sia messo male intrinsecamente, di suo. Berlusconi è un fattore contingente, non la causa. Sulla quasi totalità dei giornali trovo sempre più spesso distorsioni delle notizie, manipolazioni, insomma disinformazione. Sui giornali di destra e sui giornali di sinistra. Pro Berlusconi e contro Berlusconi.
    Su Avvenire non ne ho mai trovate (ovvero, se ci sono state devono essere state davvero poche per essermi sfuggite, visto che lo leggo con una certa regolarità), e questo a Boffo va ascritto come merito.

    Quanto alla spregiudicatezza di una parte politica, per me non è una sorpresa.
    Ma dall’altra parte è meglio o è peggio?

    #Licenziamento, ci siamo detti tutto il dicibile e nessuno si schioda dalle sue posizioni, non saprei proprio come continuare o aggiungere qualcosa a quel che ha detto Berlic.

    #96
    Mi sembra una classifica molto ben azzeccata, complimenti.
    Queli che non predicano, al punto 5, li chiamerei ignavi. Non hanno nessun ideale, neppure negativo. Per Dante erano i peggiori di tutti e forse aveva davvero ragione.

    #98
    Leggerò prima possibile!

  • noradlf

    Questo mi fa sempre morire dal ridere. Sei davvero un genio. Auguri di buon anno e che Dio ti conceda quello che desideri.

  • noradlf

    Questo mi fa sempre morire dal ridere. Sei davvero un genio. Auguri di buon anno e che Dio ti conceda quello che desideri.

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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