L'antropologo

L’antropologo

 

 

Nel primo “Diario minimo” di Umberto Eco, una raccolta di vari divertissements letterari, c’è uno scritto molto spiritoso intitolato “Industria e repressione sessuale in una società padana” (qui se ne possono leggere alcuni brani). Si tratta della parodia di un saggio antropologico nel quale, con singolare inversione di ruoli, è il “civilizzato” polinesiano ad intraprendere un viaggio di studio presso i “primitivi” occidentali, per l’appunto gli abitanti della pianura padana, con l’intento di studiare e documentare i loro arretrati usi e costumi.

Sennonché, lo studioso usa nei confronti della cultura studiata la stessa inconscia saccenteria, il medesimo complesso di superiorità, l’uguale approccio politicamente corretto e tutto il connesso armamentario ideologico tipico di gran parte degli studi antropologici; con l’ovvia conseguenza che lo sventurato accademico incorre in cantonate esilaranti, come quando interpreta la natura delle partite di calcio come riti cannibalistici di massa, oppure come quando connette alla disastrosa manutenzione stradale e ai conseguenti incidenti mortali la funzione di sacrifici umani offerti dai capi del villaggio milanese alle divinità locali.

In effetti, sotto l’apparenza della parodia, l’autore vuole evidenziare alcuni caratteri paradossali dei nostri usi e costumi cosiddetti civili (tant’è che talvolta le intuizioni dell’antropologo, per quanto sgangherate, a pensarci bene hanno un inquietante fondo di verità); ma al tempo stesso il pezzo funziona come denuncia di un certo modo di guardare “gli altri” con le lenti del pregiudizio, della compiaciuta ed egocentrica certezza nella propria superiorità, e della sottintesa mancanza d’interesse nel capire veramente chi è l’altro. E i risultati di un simile approccio sono al tempo stesso ridicoli e tragici.

 

Lo scritto di cui sopra mi è venuto in mente leggendo i post di un personaggio che da qualche tempo si è imbarcato nell’impresa di “osservare antropologicamente” i blog cattolici impegnati in temi etici e politici, allo scopo di conoscerli per combatterli, e che ultimamente ha onorato anche me della sua attenzione (per chi volesse leggere di persona, qui).

La sua indagine sociale mi ricorda per certi versi quella parodia di antropologia, anche se il paragone gli è indubbiamente sfavorevole: perché non solo il nostro improvvisato antropologo ha una comprensione della fenomenologia cattolica paragonabile a quella di quel dotto polinesiano che studiava la vita milanese, ma per di più egli è tragicamente carente degli understatements e della sotterranea ironia che pervadeva la prosa di Eco. Purtroppo l’unica ironia che promana dai suoi post è l’ironia involontaria che nasce dall’accumularsi di insulti lanciati all’interlocutore che avesse la ventura di coglierlo in fallo, dalla ripetuta derisione carica di disprezzo verso il “selvaggio” oggetto di studio, dal continuo ricorso a paroloni roboanti e all’autorità veneranda di intellettuali tromboni, e dal suo continuo insistente pavoneggiarsi nell’esaltare la sua stessa propria superiorità e il suo compiaciuto snobismo culturale.

Tutto questo da un lato mette un po’ tristezza, perché è sempre sconfortante vedere quando in basso può cadere un essere umano (qualunque essere umano); ma d’altra parte dovrebbe consolare tutti noi “selvaggi”, perché se siamo insultati per i nostri discorsi vuol dire che danno fastidio, sono efficaci, e stiamo facendo quello che siamo chiamati a fare. Dopotutto, ci era forse stato promesso qualcosa di diverso?

(Mt 5, 11…)

 

Perciò, le ingiurie del nostro appassionato detrattore le considero medaglie al valore e come tali ne tengo gran conto, e così invito a fare tutti coloro che ne sono stati onorati.

E nel frattempo, come sempre accade, gli antropologi da strapazzo trovano già la propria punizione in re ipsa: nel proprio stesso intrinseco ed inesorabile essere tanto, tanto, tanto ridicoli.

 


57 responses to “L'antropologo

  • licenziamentodelpoeta

    http://licen[..] #2 Uno dei cattolici militanti integralisti (CMI), i cui testi sono stati oggetto di esame nella serie di post dedicata alle abitudini dei CMI medesimi, offre qui il suo commento (ovviamente negativo) ai post. State bene. [..]

  • reginadistracci

     Bellissimo post. Tuttavia, il tizio in questione non ha dei "pregiudizi" verso i cattolici. Chi ha dei "pregiudizi", infatti, non sa di averli. In un certo senso è scusabile. Il don Ferrante in questione, invece, non guarda i suoi nemici cattolici attraverso le lenti di scusabili e comprensibili pregiudizi: calunnia i cattolici, consapevolmente. Li calunnia e li ridicolizza con un disprezzo che tradisce una origine… estranea. E stiamo attenti, perché ridicolizzare gli avversari è un’arma potentissima. Deridendo e ridicolizzando gli avversari, il don Ferrante post-moderno  riesce a distogliere l’attenzione dell’uditorio dagli argomenti troppo profondi degli avversari, con i quali egli non è assolutamente in grado di confrontarsi. E dopo la derisione, condita di riferimenti sessuali da scaricatore di porto (ovviamente giustificati con dotti argomenti freudiani: "tutti i comportamenti hanno una origine sessuale" ecectera),  il don Ferrante post-moderno sciorina con orgoglio tutti i titoli della sua biblioteca di Babele. In essa, vi troverai le migliori opere di tutte quelle mezze calzette post  moderne – come Michel Onfray  – delle quali fra qualche decennio nessuno si ricorderà più, così come oggi nessuno si ricorda degli autori prediletti dal manzoniano don Ferrante.

    P. S.  Navigando su internet, ho scoperto che i darwiniani calunniano e ridicolizzano gli anti-darwiniani come il tizio in questione calunnia e ridicolizza i cattolici. Se osano criticare il dogma darwiniano, fisici e  biologi con carriere universitarie stellari compromettono irrimediabilmente la loro carriera, e fanno il pieno di insulti in giro per internet. In questa maniera, i darwiniani hanno trasformato una semplice teoria scientifica  in un dogma indiscutibile. In effetti oggi la teoria di Darwin è diventata il dogma centrale di una vera e propria religione: la religione anti-teista (e in effetti, i darwiniani coincidono quasi sempre con i don Ferrante atei post-moderni che leggono Onfray e Odifreddi).  Ma  già cinquanta anni fa Albert Einstein giudicava "tramontata senza speranza" questa teoria, che non ha a suo sostegno una prova che è una (te lo posso dire dopo avere approfondito l’argomento). Analogamente, gli intellettuali comunisti hanno calunniato e ridicolizzato gli avversari per cinquant’anni, chiamandoli "fascisti" "piccolo borghesi ignoranti", "servi del capitale" eccetera. Finché un giorno il muro di Berlino è crollato. Anche il muro del dogma darwiniano prima o poi cadrà.

  • utente anonimo

    Insistere a parlare di darwinismo è un po’ come un soldato che si ostinasse a chiamare colubrina il suo fucile, magari modernissimo.
    Insomma, è meglio parlare di evoluzione, e non è una pignoleria: è che il termine evoluzione è molto più ampio, comprende addirittura la ricerca in corso (perchè i problemi li vedono anche gli evoluzionisti, non solo gli anti-evoluzionisti). Darwinismo indica invece, a rigore, una concezione ristretta e inchiodata, grosso modo, al 1859.
    Buona parte degli evoluzionisti sono atei, noi cristiani però dovremmo evitare il tranello di opporci conseguentemente all’evoluzione. Altrimenti, a errore metodologico, si aggiunge un altro errore metodologico. E si innalzano muri culturali di cui non sentivamo la mancanza.
    Mi ha incuriosito molto la citazione di Einstein: sapresti indicarmela in modo più preciso?
    Grazie
    Orsobruno

  • utente anonimo

    Reginadistracci, forse ti sarà sfuggito che il mio intervento si concludeva con una domanda per te.
    Dal momento che la questione mi interessa molto, gentilmente mi potresti rispondere?
    Grazie
    Orsobruno

  • utente anonimo

    Scusa orsobruno, ho  potuto accendere internet solo adesso e vado di frettissima. La citazione di Einstein l’ho trovata sia in un sito italiano "processo a darwin" (digita "processo a darwin" su google e lo trovi subito") sia in un articolo in inglese di un sostenitore americano dell’ID, ma adesso quell’articolo non riesco a recuperarlo. Purtroppo, nel sito "processo a Darwin" si sono dimenticati di mettere esattamente l’articolo di Einstin da cui è tratta tale citazione: colpa imperdonabile. Ma il fatto che tale citazione fosse riportata anche nell’articolo in inglese, mi fa pensare che Einstein ciò lo abbia detto veramente. Ma ovviamente i darwiniani hanno fatto di tutto perché venisse dimenticata la critica di Einstein.

    Reginadistracci sloggata

  • utente anonimo

    Grazie, Reginadistracci!
    Orsobruno

  • utente anonimo

    @ Claudio

    Ciao Claudio, scusami per l’argomento OT

    Forse lo conosci già… Hai letto il libro "La donna al tempo delle cattedrali" della famosa storica Régine Pernoud, autorevole studiosa del Medioevo che è stata conservatrice del Museo di Reims e degli archivi nazionali di Parigi al Museo della Storia di Francia ?

    Nel suddetto libro, Régine Pernoud dimostra con dovizia di particolari l’emancipazione delle donne nell’epoca medievale. Le donne potevano accedere al potere decisionale politico e amministrativo, ovvero: l’esercizio del potere in prima persona, anche quello diplomatico e militare quando necessario… (altro che le attuali quote rosa)

    L’emarginazione della donna inizia con l’Umanesimo

    FigliolProdigo sloggato

  • utente anonimo

    LdP è solo un troll che scrive sul suo blog.

    El Cid

  • ClaudioLXXXI

    #7

    Ne ho sentito parlare (mi pare lo citasse Messori in non ricordo quale suo libro) ma non l’ho mai letto. Lo aggiungerà alla lista della bibliografia da segnalare al nostro improvvisato antropologo, anche se per lui sarà inutile perchè, se i fatti confutano le sue tesi, ignora i fatti…

  • cinas

    mah. io non condivido l’approccio di Ldp.

    nel senso che trovo quasi sempre stupido l’approccio insultante, oltre che inutile.

    le persone che considero spostate proprio non le considero – tipicamente una qui sopra – e se voglio  capire come pensano "gli altri  da te " normali è giusto essere perlomeno educati.

    ciò detto, trovo che ldp abbia notevolissimi strumenti culturali e che abbia un raro rigore logico. 
    certamente non gli interessa confrontarsi, ma soltanto capire i meccanismi logici di voi teisti.

    questo a me pare molto limitante, anche se quando leggo post e commenti come quello di berlicche in cui afferma che l’Incarnazione è un dato come la seconda guerra mondiale  –  "Non l’ho vista personalmente, ma non riesco a trovare una diversa spiegazione per i fatti.

    " – inizio a pensare che ogni dialogo sia perfettamente inutile.

  • licenziamentodelpoeta

    cinas: se fossero evidenti, nella società in cui vivi, i prodromi di una grave epidemia, a te interesserebbe capire come stroncare l’epidemia, o confrontarti con l’epidemia?

    Lo dico senza polemica, solo per farti capire quali sono per me i termini della questione.

  • cinas

    ldp. infatti, inizio davvero a spaventarmi.

  • licenziamentodelpoeta

    Io ho cominciato a spaventarmi dai tempi della Legge 40 (un po’) e a spaventarmi (di più) con la campagna antiabortista di Ferrara. Il resto è venuto da sé.

    Prima di allora non mi interessavo di quello che fanno i cattolici integralisti: mi limitavo a evitare di averci a che fare.

  • ClaudioLXXXI

    Non mi disturba l’essere paragonato alla peste bubbonica, come non mi tangono gli insulti vari di cui sono stato onorato.

    Ma Licenziamento, toglimi una curiosità: acclarato che le "nostre" idee sono obbrobbriose e dannose per la società, quali sono gli strumenti idonei per contenere l’epidemia? Fin dove è lecito spingersi? Il buon fine giustifica mezzi come, chessò: mentire consapevolmente, far circolare nell’opinione pubblica nozioni errate ma spacciate per corrette, financo violare la legge? Le sprangate spero siano ancora di là da venire…
    Io penso che un ateo onesto (mi auguro che cinas voglia considerarsi tale) dovrebbe disgustarsi all’idea di sporcarsi con questi mezzi sleali.

  • licenziamentodelpoeta

    Per me, occorre fare tutto ciò che è necessario per proteggere la società dalla minaccia integralista. L’oscurantismo religioso va arginato con ogni mezzo. La legge non può essere un feticcio quando è in gioco la libertà. Specie in questo momento, con un corpo legislativo composto in larga misura da baciapile.

    Io non ho mai condannato il ricorso alla violenza, purché con finalità strategiche di rilievo. Ho più volte detto sul mio blog e in pubblico, ben prima di queste discussioni, che le grandi conquiste politiche e sociali degli anni 70 in Italia si devono in buona parte al fatto che, a quei tempi, i rappresentanti delle istituzioni avevano paura.

  • licenziamentodelpoeta

    Per me, occorre fare tutto ciò che è necessario per proteggere la società dalla minaccia integralista. L’oscurantismo religioso va arginato con ogni mezzo. La legge non può essere un feticcio quando è in gioco la libertà. Specie in questo momento, con un corpo legislativo composto in larga misura da baciapile.

    Io non ho mai condannato il ricorso alla violenza, purché con finalità strategiche di rilievo. Ho più volte detto sul mio blog e in pubblico, ben prima di queste discussioni, che le grandi conquiste politiche e sociali degli anni 70 in Italia si devono in buona parte al fatto che, a quei tempi, i rappresentanti delle istituzioni avevano paura.

  • ClaudioLXXXI

    Ok, penso che tu sia stato molto chiaro.

  • cinas

    no, io non sono d’accordo.

    cioè: voi siete molto pericolosi. avete la Verità che vi guida, siete dogmatici e avete un capo di cui dite che quando parla seriamente è infallibile.
    siete gente senza pietà, sessuofoba e misogina,  e io credo che se Gesù, se fosse vivo, inorridirebbe a vedere cosa è nato delle sue parole.

    ma io rispetto la legge, tranne casi estremi.

  • utente anonimo

     Don Ferrante  ha scritto:
    "Io non ho mai condannato il ricorso alla violenza, purché con finalità strategiche di rilievo. Ho più volte detto sul mio blog e in pubblico, ben prima di queste discussioni, che le grandi conquiste politiche e sociali degli anni 70 in Italia si devono in buona parte al fatto che, a quei tempi, i rappresentanti delle istituzioni avevano paura".

    Più chiaro di così. Da Robespierre a Lenin alle br, gli anti-teisti legittimano il ricorso alla violenza contro gli avversari, ovviamente nel nome della libertà e della tolleranza. Violenza che inevitabilmente dal piano delle parola passa al piano dei fatti, producendo Vandee, fosse comuni e gulag.  Ecco che cosa è l’anti-teismo: pornografia e violenza, cunnilingus e bombe.

    Reginadistracci sloggata

    P. S. ho letto i risultati di vari sondaggi demoscopici condotti in Europa e negli Usa. Da questi sondaggi, risulta che nei paesi più decadenti e islamizzati (Gran Bretagna, Belgio e Olanda) ci sono più atei che in Italia e nelgi Usa. Ma anche in quei paesi gli atei sono pur sempre in minoranza. E sai quanti sono gli atei tout court negli Usa, il paese più avanzato del mondo? il 2%!!! Evidentemente, il progresso non va in direzione dell’ateismo. Gli atei ideologici alla Ldp sono solo una minoranza rumorosa che si finge maggioranza, avendo occupato tutti i posti di potere.

  • licenziamentodelpoeta

    cinas, intendiamoci: stavo enunciando un principio. La lotta armata stile Prima linea per me oggi è fuori tempo massimo, non otterrebbe nessun risultato di rilievo.

    Ogni epoca ha le sue soluzioni. Credo che oggi, per chi ha a cuore la libertà e i diritti dell’individuo, il migliore alleato sia l’Europa. Più la sovranità del Paese viene smantellata a pezzi e bocconi dalle istituzione europee, e più risultati portiamo a casa. 

    In un certo senso, ciò rivolge contro il nemico le sue stesse armi. Penso a come l’integralismo cattolico ha guadagnato, negli anni, le sue posizioni di potere contando sul fatto che il cittadino italiano è mediamente ignorante e del tutto anestetizzato. Ebbene: se le cose vanno come devono andare, nell’arco di una ventina d’anni l’Italia avrà rinunciato a porzioni così consistenti della propria sovranità che il clericalismo non avrà più appigli. Oltretutto, le istituzioni europee in gran parte non sono nemmeno elettive, e lo spirito che le anima è sufficiente tecnocratico da tranquillizzarci.

  • utente anonimo

    Dimenticavo:
    l’antiteismo  promuove la statolatria egheliana ossia dittatura ossia distruzione della democrazia.
    Carlo Magno dice: vox populi, vox Dei.
    I don Ferrante, invece, auspicano  che una burocrazia europea orwelliana (che sia orwelliana ossia simile all’Urss non lo dico io ma il dissidente russo Vladimir Bukovskij) distrugga la sovranità nazionale e la democrazia.
    La dittatura europea vorrebbe togliere al popolo la libertà di decidere il suo destino, imponendogli una correttezza politica e un buonismo filo-islamico del tutto suicida.
    Ma il popolo svizzero nel segreto dell’urna ha dato un bel calcio nel culo alla tecnocrazia massonica dell’Europa, che spera di distruggre la croce con la mezzaluna.
    Vox populi, vox Dei.
    Reginadistracci sloggata

  • cinas

    "pornografia e violenza, cunnilingus e bombe. "

    reginadistracci, scusa, c’è una ragione per inserire il cunnilingus in questo elenco, tralasciando la fellatio?  o è semplicemnte una questione retorica?
    tanto per sapere.

  • ClaudioLXXXI

    Bravissimo, Licenziamento. L’omicidio eversivo non è ingiusto, è solo attualmente inutile. Attualmente. E ti rallegri che il popolo italiano perda la propria sovranità e che i cittadini europei non possano eleggere abbastanza i propri governanti. Si vede che tieni proprio in grande considerazione la libertà.

  • licenziamentodelpoeta

    > Si vede che tieni proprio in grande considerazione la libertà.

    Dipende, come sempre, da ciò che si intende per libertà. Chi ti sembra tenga in maggior conto il diritto alla autodeterminazione dell’individuo, il Parlamento italiano o le istituzioni europee?

  • ClaudioLXXXI

    Certo, dipende da cosa intendi per libertà. Pensa a come fu ben tutelata l’autodeterminazione di quegli individui che si presero una pallottola negli anni 70, quando i rappresentanti delle istituzioni avevano paura.

  • licenziamentodelpoeta

    Claudio, a ciascuno le sue responsabilità.

    Essere rappresentanti delle istituzioni di uno Stato carente sul piano della democrazia implica dei rischi (tipo quello di beccarsi una pallottola da parte di gente incazzata che ha deciso di non starci più).

    Combattere quello Stato ne implica altri (tipo quello di finire in galera molto a lungo, o di beccarsi una pallottola in risposta).

    Ciascuno esercita la propria autodeterminazione decidendo con chi schierarsi, e cosa fare. Il fatto che alcuni si siano beccati una pallottola negli anni 70, è una riprova della loro autodeterminazione: avevano scelto di servire lo Stato italiano, ben sapendo che era un Paese in ritardo sul progresso civile e sui diritti dei cittadini. Potevano gettare la divisa o la toga alle ortiche, e mettere su una trattoria per camionisti in Umbria: in tal caso nessuno gli avrebbe sparato.

    Come al solito, comunque, non hai risposto alla domanda che mi interessava. Chi ti sembra tenga in maggior conto il diritto alla autodeterminazione dell’individuo, il Parlamento italiano o le istituzioni europee?

  • licenziamentodelpoeta

    Claudio, a ciascuno le sue responsabilità.

    Essere rappresentanti delle istituzioni di uno Stato carente sul piano della democrazia implica dei rischi (tipo quello di beccarsi una pallottola da parte di gente incazzata che ha deciso di non starci più).

    Combattere quello Stato ne implica altri (tipo quello di finire in galera molto a lungo, o di beccarsi una pallottola in risposta).

    Ciascuno esercita la propria autodeterminazione decidendo con chi schierarsi, e cosa fare. Il fatto che alcuni si siano beccati una pallottola negli anni 70, è una riprova della loro autodeterminazione: avevano scelto di servire lo Stato italiano, ben sapendo che era un Paese in ritardo sul progresso civile e sui diritti dei cittadini. Potevano gettare la divisa o la toga alle ortiche, e mettere su una trattoria per camionisti in Umbria: in tal caso nessuno gli avrebbe sparato.

    Come al solito, comunque, non hai risposto alla domanda che mi interessava. Chi ti sembra tenga in maggior conto il diritto alla autodeterminazione dell’individuo, il Parlamento italiano o le istituzioni europee?

  • ClaudioLXXXI

    Licenziamento, chi legge questo blog senza pregiudizi può farsi un’idea ben precisa di quanto io sia solito affrontare o evitare le altrui domande "scomode". E può farsela anche chi legge il tuo blog.

    Il deficit democratico delle istituzioni della Comunità Europea è un problema serio e discusso da anni, e si presta a strumentalizzazioni di diverso tipo. Alla tua domanda non posso dare una risposta netta perchè l’autodeterminazione della persona (preferisco questo termine piuttosto che individuo) è un argomento così vasto che bisognerebbe paragonare tutti i diversi ambiti delle legislazioni italiana ed europea, con tutti i relativi pro e contro, invece che soffermarsi sui "soliti argomenti" che di solito vengono tirati in ballo.
    Certo che se per te il diritto di morire è più importante del diritto di decidere effettivamente da chi essere governati, ribadisco, si vede che tieni proprio in grande considerazione la libertà.

    Per il resto, sto cercando di capire se le tue affermazioni sul terrorismo configurano una fattispecie di apologia di reato e se nell’eventualità io possa/debba informarne la polizia postale.

  • licenziamentodelpoeta

    Perché, ti sembra che oggi sia possibile al cittadino italiano decidere liberamente da chi essere governato?

    Per quanto riguarda la denuncia, ti ricordo che affinché sussista apologia di delitto deve esserci non solo la giustificazione della azione delittuosa.

    “Per  la sussistenza del reato di apologia di delitto non basta che l’agente si sia limitato ad esprimere un’opinione positiva o favorevole su un delitto o su chi lo ha commesso, ma si richiede una condotta consistente nella lode e nell’esaltazione suggestiva, fatte cioè con  espressioni e modalità tali da renderle idonee alla propaganda” (Cass. Pen. 10 Marzo 1981).

    Il che io ho esplicitamente negato nel commento n. 19, asserendo che oggi la lotta armata allo Stato sarebbe inutile, quando non controproducente.

    In ogni caso, non sono nuovo a battaglie legali. Ho fatto il giornalista di cronaca dal 1995 al 2003 e mi è capitato di accumulare un bel po’ di denunce. Per cui se pensi di impressionarmi, caschi male.

    Credo sia quantomeno educato avvisarti che, qualora tu sporgessi denuncia, la controdenuncia per calunnia sarebbe pressoché scontata.

  • vincenzillo

    licenziamento, "Ciascuno esercita la propria autodeterminazione decidendo con chi schierarsi, e cosa fare. Il fatto che alcuni si siano beccati una pallottola negli anni 70 è una riprova della loro autodeterminazione: avevano scelto di servire lo Stato italiano, ben sapendo che era un Paese in ritardo sul progresso civile e sui diritti dei cittadini. Potevano gettare la divisa o la toga alle ortiche, e mettere su una trattoria per camionisti in Umbria: in tal caso nessuno gli avrebbe sparato".
    Facciamo pure finta che questo discorso sia applicabile a degli esseri umani e non, piuttosto, a delle macchine razionali per giunta in possesso di tutte le informazioni del caso. Restano comunque fuori tutti quelli che non stavano da nessuna delle due parti. Tipo il povero macellaio e altri semplici cittadini ammazzati dai brigatisti. O anche quelle pallottole sono una "riprova della loro autodeterminazione"? O di colpevole carenza di consapevolezza sul reale stato di "ritardo sul progresso civile"? Se il macellaio ha scelto di non abbandonare la sua città, la sua famiglia, la sua attività e si è beccato le pallottole, è non solo colpa sua, ma perfino "riprova della sua autodeterminazione"?

  • licenziamentodelpoeta

    Concordo, Vincenzo, sul fatto che sono stati commessi numerosi eccessi e c’è stata scarsa attenzione, in molti casi, ai danni collaterali. Lungi da me assolvere dalle sue gravi colpe chi ha commesso spargimenti di sangue privi di qualsiasi significato.

    Ai tempi in cui mio nonno faceva la Resistenza, si sparava su chiunque fosse alle dipendenze del governo di Salò o dell’occupante nazista – fosse anche il portalettere o la guardia comunale – o si trovasse in rapporti "amichevoli" col governo di Salò e l’occupante nazista, fosse anche la signora che lavava la biancheria degli ufficiali tedeschi. Ma prima ci si accertava che quei rapporti fossero davvero in essere, almeno nelle Brigate badogliane in cui mio nonno militava.

    Le brigate Garibaldi e i GAP agivano a volte in maniera più dilettantesca e capitava che colpissero gente che non c’entrava. Comunque, nel carnaio della seconda guerra mondiale una quota considerevole di danni collaterali non si poteva evitare.

    I movimenti di lotta armata operanti in Italia negli anni 70, invece, non operavano in un contesto altrettanto caotico; e spesso hanno agito con un dilettantismo e una indiscrezionalità tali che, se i membri fossero stati inquadrati come truppe organizzate e non per bande, ne sarebbero finiti parecchi davanti al tribunale militare.

  • reginadistracci

    Zillo, mi fai venire in mente una vecchia vignetta di Bucchi su Repubblica:
    "Bisogna iniziare a dialogare con i terroristi riformisti".

  • ClaudioLXXXI

    Licenziamento, non spetta certo a me valutare se sussistono gli estremi dell’apologia di delitto, questo è compito dell’autorità costituita. Io mi limito a constatare che, su questo reato punito con la reclusione da uno a cinque anni ai sensi dell’art. 414 terzo comma del codice penale, ci sono varie sentenze di cassazione di interessante lettura:

    per la sussistenza dell’apologia di delitto non è necessaria né la rievocazione esaltatrice di un fatto criminoso, né la sua glorificazione, ma è sufficiente un giudizio favorevole che implichi l’approvazione convinta dell’episodio verificatosi, o l’adesione spirituale ad esso da parte del dichiarante. (Cass. Pen. Sez. 1 sent. 784 del 15-10-66) (un po’ remota, invero)
    per la configurabilità del delitto di cui all’art. 414 c.p. è sufficiente la formulazione di un giudizio favorevole del fatto delittuoso, trattandosi di figura di reato con evento di pericolo presunto. (Cass. Pen. Sez. 1 sent. 2997 del 27-10-94) (oh, questa è più recente)
    l’elemento psicologico del reato previsto nell’art. 414 comma terzo c.p. consiste solo nel dolo generico e non in quello specifico, cioè di manifestare pubblicamente l’esaltazione e l’approvazione di uno o più delitti, e quindi nella consapevolezza e volontà dei possibili effetti apologetici della propria condotta. È invece del tutto irrilevante non solo la ignoranza della obiettiva illiceità penale del fatto criminoso esaltato, ma anche il preciso fine di esaltare o approvare uno o più delitti affinché altri ne commettano di ulteriori, non essendo richiesta la qualificazione teleologica della condotta dell’agente. (Cass. Pen. Sez. 1 sent. 10804 del 18-11-75)

    Considerate le tue affermazioni precedenti sull’utilità della violenza e sulla minaccia oscurantista da arginare con ogni mezzo, e considerato che nello stesso lasso di tempo sul tuo blog tu e il tuo amico Fabrizio M. esaltavate la violenza intimidatoria perpetrata su studenti ciellini alla Statale e sulla loro libreria costretta a chiudere (quest’ultimo con frasi come “io ho due figli, entrambi alla statale di milano. e tutti e due mi hanno detto: papa’, la statale e’ in mano a questi ciellini di merda, perche’ ai tuoi tempi non li avete ammazzati da piccoli? sono ragazzi svegli, l’orgoglio del babbo” nonché “auguriamoci che questa chiusura imposta sia un segnale, e che si cominci a operare contro cl, dal basso con durezza, in tutte le universita’ del paese”), insomma si trae l’impressione che ravvisare un contesto apologetico potrebbe non essere un’interpretazione così aleatoria.
    Ma come ho detto, non spetta a me capire se ci sono gli estremi di reato: casomai è compito di un pubblico ministero e di un giudice.

    A proposito, il tuo “educato avviso” sulla controdenuncia per calunnia mi fa lo stesso effetto dei tuoi passati insulti, cioè nessuno: un uomo della tua cultura sicuramente sa che la calunnia è il delitto di chi, ex art. 368 codice penale, “incolpa di un reato taluno che egli sa innocente”. Io non affermo con sicumera la tua colpevolezza, ma mi limito ad ipotizzarla ed eventualmente informarne le autorità competenti affinché facciano ciò che riterranno opportuno; e per quanto concerne l’elemento soggettivo,
    per la sussistenza del delitto di calunnia è necessaria la dimostrazione che l’imputato abbia acquisito la certezza dell’innocenza dell’imputato. Di conseguenza non può essere addebitato tale delitto allorché sussistano elementi tali da far sorgere, nell’animo del denunciante, anche soltanto ragionevoli dubbi in ordine alla colpevolezza di colui nei cui confronti la denuncia è diretta (Cass. Pen. Sez. 6 sent. 13349 del 11-10-90).
    A questo punto giudicherai tu se valga la pena pagare le spese legali di una denuncia per calunnia dall’esito pressoché scontato.

  • ClaudioLXXXI

    Oh, ultima cosa. Avevo lasciato sul tuo blog, subito dopo questo commento del tuo amico fabrizio, il seguente commento:

    Delatori?
    Infami?

    Che bello l’uso di questa terminologia di stampo mafioso per designare dei ragazzi che hanno denunciato alle autorità competenti i pestaggi, l’intimidazione e il furto di prestazione subiti.
    Fa capire perfettamente che soggetto tu sia, f.m.; chiunque può rendersene conto.
    E ti serve davvero a poco correggere, in un sussulto di prudenza o ipocrisia, quel "chiusura imposta" in "autoimposta": parimenti, chiunque può vedere che il tuo modus operandi è la violenza e la brutalità.
    Poveri i figli tuoi, cresciuti nell’odio, chissà che brutta fine rischiano di fare.

    ClaudioLXXXI
    (che scrive questo commento per concludere la discussione e poi non interverrà più su questo blog, nel doveroso rispetto della legittima volontà del padrone di casa che – rimangiandosi le precedenti asserzioni sulla libertà di parola garantita a tutti😀 – ha escluso il suo account dal novero dei commentatori)

    State bene😀

    Naturalmente non mi è sfuggito che hai rimosso il commento, contraddicendo quanto dicevi precedentemente sulla tua politica di gestione “io non censuro nessuno” (rispondendo a Fabrizio che invocava la censura dei commenti che palesavano la sua crassa ignoranza su Caterina da Siena).
    Ma poco male, perché quelle pagine di commenti avevo già provveduto per tempo a salvarle sul mio hard disk, assieme a varie altre pagine del tuo blog molto interessanti, e in generale assieme ad ogni singola pagina del mio blog, questa compresa, che io ho l’abitudine di salvare regolarmente. Per ogni evenienza.
    Sul tuo blog non commenterò più, né da loggato (me ne hai tolto la possibilità…) né da anonimo, perchè rispetto la tua volontà e ciascuno è padrone in casa propria. Naturalmente poi ciascuno può anche trarre le proprie conclusioni sul comportamento di chi parla di libertà e poi oscura gli interlocutori avversi.

    Stai bene😀

  • licenziamentodelpoeta

    Il commento è stato rimosso, e tu sei stato bannato, perché ritengo che tu – avendo manifestato in una discussione pubblica sul tuo blog un intento come quello di rivolgerti alle autorità per sporgere denuncia nei miei confronti – abbia violato le tue prerogative di anfitrione e ti sia dimostrato ostile nei confronti non delle mie idee, ma della mia persona. Non sei stato bannato per il contenuto dei tuoi commenti, ma per il tuo comportamento.

    Anch’io non commenterò più qui, perché è evidente che – se i miei argomenti vengono attaccati non con altri argomenti, ma con le segnalazioni alla autorità giudiziaria – non sono il benvenuto. Per quanto riguarda le questioni legali, casomai dovessi avere tue notizie da quel fronte, rimetterò al mio avvocato la strategia da seguire.

  • berlic

    Ostile nei confronti di Licenziamento? Ma come hai osato, Claudio? Lui che è sempre così amichevole e aperto, non insulta mai, non apostrofa mai coloro con i quali discute con epiteti meno che gentili…

    Anche se, a dire la verità, sono le sue idee quelle che (peraltro per me molto giustamente) indichi come possibili apologie di reato; di cui si è assunto la responsabilità scrivendole.

    Cinas, reginadistracci tira in ballo quel termine perchè licenziamento, sul suo blog l’aveva a più riprese – no, non diciamo insultata perchè lui non insulta mai – diciamo "ripresa" usando un linguaggio simile, magari appena più scurrile. Noi cattolici, che com’è noto siamo sessuofobi e misogini anche quando siamo donne, in effetti un po’ di pietà l’abbiamo per chi si ostina a non capire. L’infallibilità del Papa, che ricordo ha precisi limiti, c’è perchè c’è Dio che garantisce; perchè lui comunque è uomo come tutti noi. La Verità, per noi, non è qualcosa di scritto, ma una persona che ha detto appunto "Io sono la Via, la Verità e la Vita". Anche tu hai i tuoi dogmi; solo che, a differenza dei nosri, non sono espressi ma solo borbottati.

  • reginadistracci

    Grazie Berlicche, almeno tu hai colto l’allusione agli insulti pornografici ricevuti sul mio blog.
    Ldp ha scritto:
    "  …tu – avendo manifestato in una discussione pubblica sul tuo blog un intento come quello di rivolgerti alle autorità per sporgere denuncia nei miei confronti – abbia violato le tue prerogative di anfitrione e ti sia dimostrato ostile nei confronti non delle mie idee, ma della mia persona.
    …i miei argomenti vengono attaccati non con altri argomenti, ma con le segnalazioni alla autorità giudiziaria ".
    Si tratta di una collaudata tecnica usata dagi anti-teisti, in primo luogo da Malvino (anche tu ne avevi accennato, Claudio, ne Il Vangelo secondo Malvo): si insultano e ridicolizzano gli avversari, si incita a fare violenza alle loro persone e poi, quando gli avversari rispondono agli attacchi, ci si atteggia a povere vittimucce dell’intolleranza cattolica. Ldp non ha mai risposto agli argomenti con altri argomenti, ma con parolacce, insulti, inviti a farsela leccare e infine, per farsi bello, citazioni di  mezze-calzette postmoderne o di numeri dell’Economist. Non pago di insulti e parolacce, invita a fare violenza sugli oscurantisti che gli tolgono una libertà astratta, intesa come libertà al di là del bene e de male "perché male e bene sono relativi anzi non esistono, è la condizione post-moderna baby, conta solo il contratto sociale".  Quando ldp invita implicitamente i suoi accoliti ad attaccare le nostre persone, Claudio  reagisce e ldp ha il coraggio di dire che Claudio "non risponde agli argomenti con altri argomenti ma attacca la mia persona".
     Io credo che sia giusto, in linea di principio, denunciare uno che giustifica la violenza contro i "nemici del popolo", siano essi cattolici o no. Per anni ho litigato con alcuni amici liberali "integralisti", che aìttribuiscono un valore assoluto alla libertà d’espressone. E invece no, anche Popper pensava che la libertà d’espressione avesse dei limiti. Le parole non sono mai solo parole. Sono fatti.   Le parole si trasformano sempre in fatti. Le parole di Toni Negri, negli anni 70, si sono trasformate in terrorismo. Hanno fatto benissimo ad arrestarlo. Adesso, non voglio dire che ldp diventa Toni Negri per una sola frase pronucniata su un blog. Ma certamente bisogna valutare se è giusto non dico denuncialo, ma almeno tenerlo sotto osservazione e, all’occorrenza, segnarlo a chi di dovere.
      E vorrei dire una cosa sulla Statale di Milano, dove mi sono laureata. I ciellini hanno sempre avuto vita difficile alla Statale. In certi periodi caldi, gli attacchi alla libreria Cusl erano la regola. Mi dicono che negli anni Settanta la regola erano i pestaggi. Ma nonostante gli attacchi, i ciellini non sono mai venuti meno. La ragione è semplice: perché i ciellini almeno propongono qualche cosa di affascinante per la vita. Gli altri, invece che cosa propongono? Può una cultura fondata sull’odio per i "nemici del popolo" di turno e sull’edonismo sessantottino più imbecille (perché siamo sempre lì: sesso, droga e rock’n roll)  riempire il desiderio infinito del cuore?

  • cinas

    berlic, sempre lì siamo.
    puoi dire quello che vuoi, ma io non mi inginocchio davanti a nessun uomo, come fai tu ,e non definisco nessuno infallibile, con o senza limiti.  e dogmi non ne ho, mi dispiace. non escludo proprio nulla.

    regina la considero completamente pazza e considero il suo blog una clamorosa offesa al cattolicesimo. come ho scritto da me, non mi stupirei se fosse scritto dall’UAAR.

  • reginadistracci

    Vedi Cinas, piccolo puffo intelettualmente insignificante, anche gli stalinisti chiamavano "pazi" tutti quelli che non accettavano le supreme verità del comunismo, e li rinchiudevano in manicomio o nei gulag. Quindi, essere definita "pazza" da piccolo puffo intelettualmente insignificante come te è un onore. Dicendo che il mio blog è "un insulto al cattolicesimo", usi un trucco retorico di bassa lega. E’ infatti un trucco accusare gli avversari di danneggiare la loro stessa causa.

  • cinas

    regina, io non voglio insultarti. solo che effettivamente penso quello che ho scritto e non sapevo come scriverlo meglio.
     poi, che sia piccolo, no, è proprio sbagliato, ma "puffo intellettualmente insignificante", beh, può essere una buona definizione.
    non farti tutto questo sangue amaro, regina, goditi un po’ la vita. ciao.

  • ClaudioLXXXI

    Per favore, vorrei invitare tutti i commentatori di questo blog ad evitare gli insulti. La violenza, compresa la violenza verbale, è l’argomento di chi non ha argomenti.

  • reginadistracci

    Claudio, dovrei moderare il linguaggio nei confronti di uno che mi dice pazza? Comincio a sentirmi offesa non da Cinas.

  • brucewayne

    Claudio, per quello che puo’ contare, RDS ha ragione.

    E ricorda…Breath in, Breath out, more Village!

  • berlic

    Cinas, fai una lunga serie di "non" e poi dici che "non" escludi nulla? Una cosa, almeno: la coerenza.
    Come ho scritto da me, io non mi inginocchio davanti a nessun uomo. Mi inginocchio solo davanti a chi mi ha creato, ed ha creato l’Universo; ma non come si inginocchia uno schiavo.

    "La mia potenza risplende abbastanza nelle sabbie del mare e nelle stelle del cielo.
    Non è contestata, è nota. Risplende abbastanza nella creazione inanimata.
    Risplende abbastanza nel governo, nell’avvenimento stesso dell’uomo.
    Ma nella mia creazione animata, dice Dio, ho voluto di meglio, ho voluto di più.
    Infinitamente di meglio, infinitamente di più. Perchè ho voluto questa libertà.
    Ho creato questa libertà stessa. Ci sono molti gradini nel mio trono.
    Quando una volta si è provato ad essere amati liberamente, le sottomissioni non hanno più nessun gusto.
    Quando si è provato ad essere amati da uomini liberi, il prosternarsi degli schiavi non vi dice più nulla.

    Quando si è visto San Luigi cadere in ginocchio, non si ha più voglia di vedere

    Quegli schiavi d’Oriente prostrati a terra."
    (Peguy, Il mistero dei santi Innocenti)
     

  • utente anonimo

    ma infatti Berlicche. Non escludo affatto di convertirmi. Magari sul letto di morte, che ne so.

    Ma scusa davanti al Papa non ci si inginocchia? si bacia soltanto l’anello? vabbè la sostanza non cambia.

    Regina mi scuso. Penso quello che ho scritto ma non avrei dovuto scriverlo.

    cinas sloggato

  • reginadistracci

    Non mi offende Cinas. Mi offendono quelli che non dicono nulla.

  • ClaudioLXXXI

    Regina, sono stato un po’ a pensare a cosa dirti. Mi spiace sapere che ti senti offesa dal mio richiamo, ma le regole della buona educazione su questo blog valgono per tutti, anche per quelli che sono "dalla mia parte" (anche perchè non mi piace ragionare in termini di fazioni, l’unica parte a cui tengo è quella della verità). Cinas è stato rude a darti della pazza, tu non sei stata un fiorellino di campo a dargli del puffo insignificante, ora non facciamo di questo breve e inutile scambio di epiteti una tragedia greca. Cerco di evitare che ci siano insulti perchè fanno perdere di vista il merito del discorso, non giovano a nessuno, fanno passare dalla parte del torto anche chi ha ragione e perciò sono l’arma preferita di chi se ne frega della ragione perchè crede solo alla forza bruta.
    Notare che il post concludeva proprio con la considerazione che se noi cristiani siamo ingiurati, è inutile scaldarci l’animo e partire in quarta con gli insulti di replica, anzi è controproducente e sbagliato.

  • berlic

    Cinas, tu sai cos’è quell’anello, e cosa significa? Non te lo domandi?
    Certo, puoi anche convertirti sul letto di morte. Però così ti perdi il bello di essere cristiani qui e ora. E, certamente, c’è da sperare che ci sia, un letto. 

  • utente anonimo

    Per il resto, sto cercando di capire se le tue affermazioni sul terrorismo configurano una fattispecie di apologia di reato e se nell’eventualità io possa/debba informarne la polizia postale.

    Claudio, porca miseria, questo no.
    Senti, mi dispiace ma non posso continuare a frequentare il tuo blog in queste condizioni.
    Chiarisco che non concordo con Ldp neanche su una virgola, ovvero non c’è nessuna epidemia integralista cattolica, la società va verso uno spappolamento sempre più irreversibile e se ci fosse un’epidemia integralista cattolica, probabilmente sarebbe un bene (e lo dico da comunista);
    d’altra parte, frasi come "La legge non può essere un feticcio quando è in gioco la libertà" non sono tipiche tanto degli "antiteisti" quanto di chiunque abbia fede in qualcosa che non sia il semplice status quo (non mi riconosco nella frase specifica ma per me "la legge" non è un valore, i miei valori sono altri e mi ritengo pienamente autorizzata a non riconoscere come legittime le istituzioni vigenti); il problema però non è tanto quanto vengono pronunciate da qualche poveraccio isolato tipo Ldp (ah, dimenticavo: trovo il suo discorso sulla burocrazia UE a dir poco osceno) o la sottoscritta, bensì quando vengono pronunciate da chi ha i mezzi effettivi per metterle in atto: ovvero allo stato attuale delle cose, questo tipo di ragionamento mi pare tipico soprattutto dell’impero genocida americano ("il paese più avanzato del mondo" con "solo il 2% di atei", oh già!) che lo usa per giustificare repressione interna, guerre d’invasione illegali, sostegni a colpi di stato, torture e quant’altro.
    Per cui, Claudio, ti pare giusto che voi o chiunque possiate dire "con i palestinesi non si dialoga, si usa ogni mezzo perché sono una piaga", oppure "per difendere la libertà in Afghanistan ogni mezzo è lecito, andiamoci giù pesante, pazienza per i civili morti", e io invece non possa dire "condivido e appoggio le azioni della resistenza afghana" o anche "le BR avevano degli elementi condivisibili", senza esser minacciata di denuncia, solo per  il fatto che di due posizioni contrapposte una delle due è sostenuta dalla legge, legge che è fatta necessariamente dal più forte?
    Non eri contro gli psicoreati?
    Non eri per la verità? La legge sta per forza dalla parte della verità?
    E anche se per assurdo così fosse, la legge sarebbe il modo giusto per imporre la verità (in materia d’opinioni)?
    Claudio, senza rancore, ma così mi sento automaticamente esclusa dalla partecipazione al tuo blog

    un saluto
    Erika

  • utente anonimo

    Con rispetto parlando, Erika:

    ma chi sei?
    chi ti ha mai visto qua?

    Io di te non mi ricordo…boh!

    -pimg

  • utente anonimo

    pimg,

    non è che volevo far passare la mia decisione come chissà quale grande perdita per il blog (tale non sarebbe neppure se fossi strapresente, ma è vero che commento anche poco), ma solo informarne per correttezza Claudio, che per quanto non sia mio amico intimo, stimo e conosco telematicamente da (credo) cinque o sei anni.

    Erika

  • utente anonimo

    Ciascuno esercita la propria autodeterminazione decidendo con chi schierarsi, e cosa fare. Il fatto che alcuni si siano beccati una pallottola negli anni 70, è una riprova della loro autodeterminazione: avevano scelto di servire lo Stato italiano, ben sapendo che era un Paese in ritardo sul progresso civile e sui diritti dei cittadini. Potevano gettare la divisa o la toga alle ortiche, e mettere su una trattoria per camionisti in Umbria: in tal caso nessuno gli avrebbe sparato.

    Ma vaffanculo, va!

  • ClaudioLXXXI

    Erika non ti allertare, non è che mi sono improvvisamente trasformato in un giuspositivista kelseniano. Fossimo in una situazione da Terzo Reich probabilmente sarei un dissidente illegale, definito "terrorista" dal potere costituito, pure io.
    Credo di aver già detto in precedenza parlando della pena di morte che il cattolico si può e a certe condizioni si deve rassegnare alla violenza come extrema ratio per difendere la giustizia.
    Sennonchè oggi non siamo certo in una situazione antidemocratica dittatoriale, perciò il discorso della violenza come extrema ratio non regge, per non parlare della menzogna politica e della disinformazione sistematica e di tutto il resto. Se uno ha qualcosa contro i ciellini li denuncia, li critica, gli fa opposizione politica, ma non è che siccome "c’è l’epidemia integralista" li può prendere a sprangate e fargli intimidazione di stile mafioso (perchè questo è successo alla Statale a Milano, con il plauso del nostro brillante apologeta dell’uso strategico ed efficiente della violenza).
    Non lo eravamo neanche negli anni ’70, ad onta della retorica brigatista. Poi sugli elementi condivisibili della lotta al SIM possiamo discutere, ma quelle pallottole non possono essere giustificate in nessun caso.
    La questione israelo-palestinese è invece una faccenda assai più ingarbugliata, non c’è una legalità democratica stabilita e valida erga omnes, c’è una guerra continua e sommersa che va avanti da generazioni.

  • ClaudioLXXXI

    Concludendo: dispiace di più a me se non commenti più, ci sono pure rimasto male anche quando hai abbandonato il tuo blog, al di là delle nostre divergenze su questo e quello ti considero un’interlocutrice preziosa e intelligente.

  • utente anonimo

    Caro Claudio

    sono contenta che tu mi abbia risposto.
    Però chiariamo.
    Io non volevo entrare nel merito delle BR né della questione palestinese, ma solo far presente che io sono fortissimamente contraria ad ogni legge che sanzioni reati d’opinione (legge Scelba compresa).
    Quelli che ho fatto erano solo esempi: sta di fatto che un dissenso per quanto profondo e irriducibile non dovrebbe secondo me spingere chicchessia a denunciare chi la pensa in modo contrario. Soprattutto (circa il caso in questione) chi è consapevole che la questione di quando e se la violenza sia legittima è talmente delicata, da non poter certo essere risolta per via giudiziaria, mezzo peraltro asimmetrico, che dà un vantaggio puramente contingente sulla controparte.
    Questo anche se uno trova che l’altro abbia una posizione aberrante.
    Se uno ha delle posizioni per me aberranti io ci discuto, mi ci incazzo, lo ignoro, ma non lo denuncio, nemmeno avendone la possibilità.
    Nemmeno se uno dice che i comunisti andrebbero presi a sprangate, lo denuncio, finché non comincia a farlo (e ne sento, che vorrebbero distribuire sprangate: tendenzialmente ai musulmani e agli zingari, però). Tra l’altro tu non volevi denunciare Ldp per questo ma per una sua affermazione circa il terrorismo rosso negli anni ’70.
    Ecco, io non ho problemi a scrivere in un blog col cui proprietario ho grosse divergenze (a meno che le divergenze siano al 100% e/o il proprietario sia un imbecille, ma solo perché lo riterrei una perdita di tempo, e ovviamente non è questo il caso), ma ho grossi problemi a scrivere in un blog il cui proprietario prende in considerazione denunce alla polizia postale per reati d’opinione, e, ripeto, non necessariamente perché io condivida l’opinione stessa, avrei problemi anche se avessi minacciato di denunciare qualcuno per apologia del fascismo.
    Che dialogo (o anche scontro) può esserci se uno degli interlocutori assume una posizione ricattatoria che peraltro può permettersi solo perché, contingentemente, la legge (fallibile, questo lo dovresti ammettere) è dalla sua parte?
    E lo stesso se la questione appare limpida, anzi, a maggior ragione: che motivo hai di voler denunciare uno solo perché dice emerite stronzate?
    Davvero, lascia stare il caso specifico, è un principio generico. Mi sento persona non grata in un posto in cui le questioni si affrontano in questi termini (certo, ci sta sempre che incontro uno che mi denuncia, ma se lo so prima, non è che lo vado a trovare per chiacchierarci)
    Spero si sia capito quel che volevo dire
    Sempre con stima

    Erika

  • utente anonimo

    Mmm forse è meglio se continuiamo, eventualmente, via mail?

    Erika

  • ClaudioLXXXI

    Però Erika la questione non è proprio in questi termini. C’è un fattore che non hai considerato: la sensibile differenza tra il reato d’opinione e l’incitamento alla violenza.
    Un conto è punire David Irving perchè dice che i campi di concentramento non esistevano e non c’è stato l’olocausto; un altro è punire i neonazisti che oggi urlano a morte il porco ebreo e alle parole fanno seguire i fatti. Oppure, un esempio più vicino alla nostra attualità, un conto è mettere in galera per reato di omofobia chi dice che l’omosessualità non è naturale, altra questione è punire chi inneggia pubblicamente al pestaggio dei non eterosessuali.
    C’è una linea rossa neanche tanto sottile tra il "le tue idee fanno schifo e fai schifo pure tu" e il "t’ammazzerei di botte se mi servisse".

    Insomma, adesso non ci sto a passare per quello che vuole mettere in galera chi non la pensa come lui. In tutti questi anni su internet ho parlato, discusso, litigato con gente di tutti i tipi, perfino quelli che vorrebbero proibire per legge il diritto dei cattolici di votare come credono, e anche se a volte sono stato troppo duro, non ho mai minacciato nessuno. Più su cinas al commento 17 ha fatto affermazioni pesanti, ma a lui mica gli ho detto ti denuncio, quella linea rossa mica l’ha superata.  Ldp sì che l’ha superata.

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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