LOST quinta stagione

 

(spoiler sulla quinta stagione di LOST, compreso il finale)

 

Sono già passati dieci mesi? Oh, finalmente l’attesa è finita. Stasera ricomincia LOST, grazie anche alla furbizia politica gentile disponibilità di Obama, e non sto più nella pelle: questa sarà l’ultima stagione, la conclusione della serie, il grande The End (?). L’evento merita un post.

 

A quanto pare le mie precedenti elucubrazioni sulla mitologia della serie si sono dimostrate al 90% sbagliate, ma chi se ne frega, l’evoluzione della storia ha se possibile addirittura superato le mie aspettative. Perché la rivoluzione cromatica (testo nero su sfondo bianco, cioè il contrario di com’è sempre stato) con cui si chiudeva The Incident, l’ultimo episodio della quinta stagione, non è semplicemente un fatto estetico. In LOST la forma è sostanza. Il rovesciamento tra bianco e nero ha un preciso significato simbolico, legato al finale col botto della puntata – quel candore abbacinante che ha riempito lo schermo e ha lasciato lo spettatore in ginocchio a urlare in balia di un cliffhanger angosciante a chiedersi se nella sesta stagione, per la discontinuità del continuum spazio-tempo-causale, tutto ciò che ha visto finora sarà cambiato – e alla lotta tra i due personaggi introdotti nell’inizio della puntata, i due avversari, l’uno vestito di bianco e l’altro di nero.

Anzi, rivediamoci il meraviglioso inizio di The Incident, naturalmente in lingua originale:

 

 

 

 

Ecco, questi pochi minuti sono pura tensione narrativa, sono puro LOST: nessun altro telefilm riesce a rivoluzionare completamente nel giro di pochi secondi quello che sapevi, quello che credevi di sapere, quello che pensavi di poter immaginare. Soddisfano un’attesa di lunghissima data e al tempo stesso fanno presagire un orizzonte narrativo completamente nuovo e inaspettato.

Jacob, finalmente. L’entità nascosta, il genius loci dell’Isola, il grande personaggio ignoto di cui sentiamo parlare da tanto tempo e di cui soltanto una volta (non) abbiamo sentito la voce nella misteriosa capanna nella giungla. Nell’epico finale di stagione l’abbiamo infine visto, abbiamo visto per intero la solenne Statua dal Piede a Quattro Dita su cui speculavamo da anni, e abbiamo scoperto che Jacob – ma chi è? che cosa è? – ha un avversario altrettanto misterioso, con cui tiene conciliabolo sulla spiaggia mentre la Black Rock, la nave destinata a finire collocata intatta nel bel mezzo della giungla, si avvicina all’Isola.

Jacob, vestito di bianco, ed Esaù il suo opponente (che i fan su internet hanno soprannominato “Esaù” per ragioni di tipo biblico-simbolico), vestito di nero, hanno un dialogo estremamente suggestivo e interessante. Il misterioso antagonista sembra disprezzare gli uomini e non volerli sull’Isola: They come, fight, they destroy, they corrupt; it always ends the same.” (Arrivano, combattono, distruggono, corrompono; finisce sempre allo stesso modo). Ma Jacob invece dimostra una prospettiva diversa: It only ends once; anything that happens before that, is just progress.” (Finisce solo una volta; tutto ciò che accade prima, è semplicemente progresso); si mostra più favorevole agli uomini e al loro libero arbitrio, alla loro capacità di migliorare nonostante tutti gli sbagli della storia, e pare propenso ad attirarli sull’Isola.

Il dissidio tra i due è altresì confermato dalla domanda retorica che l’antagonista pone tranquillamente a Jacob, il quale risponde altrettanto tranquillamente:

hai idea di quanto io desideri ardentemente ucciderti?”

“Sì.”

“Uno di questi giorni, presto o tardi, troverò una scappatoia, amico mio”.

 

Insomma, questi due avversari sembrano due esseri preternaturali: due entità antropomorfe che giocano tra di loro quella che sembra un’epica e ancestrale partita a backgammon, con regole prestabilite (es. non ci si può uccidere direttamente), l’Isola come posta in palio, il mondo come campo da gioco, e gli esseri umani come pedine.

Gli esseri umani come pedine: ma con approcci diversi. Laddove Jacob (che nei flashback della puntata scopriamo aver visitato in incognito e toccato tutti i protagonisti, anche nella loro infanzia, di modo che essi erano destinati ad andare sull’Isola…), conformemente alla idee espresse, sembra fare affidamento sulla scelta dei personaggi ed incoraggiarli, oppure compatirli per il loro ruolo tragico, il suo antagonista dimostra invece un approccio assai più manipolativo. E alla fine, quando scopriamo la verità sulla resurrezione di John Locke, quando vediamo qual è la scappatoia escogitata da questa arcana entità – che a questo punto possiamo supporre essere addirittura nientemeno che The Black Smoke Monster, il “Mostro di fumo nero” – per uccidere Jacob, non possiamo che restare attoniti nel capire che tutto ciò che abbiamo visto in questi cinque anni non è stato altro che una lunghissima, complicatissima, avvincente partita tra il Bianco e il Nero. Che è arrivata ad uno scacco, ma non è ancora finita.

 

 

(trattasi di un suggestivo promo spagnolo che ha fatto giustamente il giro della rete; l’idea di mostrare i personaggi del telefilm su una scacchiera è veramente ottima)

 

Così, alla soglia dell’ultima stagione, la serie ha dimostrato ancora una volta di sapersi rinnovare nella fedeltà a sé stessa. La cifra stilistica di LOST è la continua frattura tra fabula e intreccio, il mostrare dopo ciò che è venuto prima e viceversa, in un puzzle intricatissimo i cui tasselli sono distribuiti in ordine sparso e spetta all’intelligenza dello spettatore ricomporre l’ordine. Ciò che nelle prime tre stagioni furono i flashback, e nella quarta erano i flashforward, e nella quinta sono stati i “flash temporali”, ora nella sesta stagione saranno forse i “what if”: ciò che è successo se Juliet ha detonato la bomba atomica sotto la stazione Cigno, ciò che succede se il volo 815 atterra normalmente a Los Angeles. Una realtà separata?

(a proposito, chi è che trova la citazione?)

Ancora una volta il quadro si complica, si aggiunge un ulteriore livello narrativo, e le unità di spazio-tempo-azione sono ancor più deframmentate. Ma la fine della storia è ormai vicina, e la storia finisce solo una volta.

 

(e a proposito, nonostante io abbia cannato le mie precedenti elucubrazioni, voglio lanciarmi in un’altra teoria: il titolo dell’episodio conclusivo sarà proprio It Only Ends Once; non so perché, ma “ci sta” veramente bene)

 

(il Lost Supper, il poster promozionale della sesta stagione, con i personaggi in posa come nell’Ultima Cena di Leonardo; e naturalmente sono fioccate le interpretazioni sul significato delle posizioni dei personaggi in relazione al dipinto originale…)

 

 

 

P.S.

Oh, un’ultima cosa, last but not lost… cioè least.

Per la prima volta, credo, noi italiani aficionados delle serie americane abbiamo la possibilità di soddisfare la nostra passione in modo semplice ma irreprensibile, coniugando la nostra coscienza morale (quelli di noi che ne hanno una) e il rispetto della legge sui diritti d’autore. Come si spiega qui, Telecom mette a disposizione un sito da cui scaricare legalmente la puntata, già poche ore dopo che è andata in onda oltreoceano, in inglese con sottotitoli in italiano, al prezzo di 1,99 €.

Ci sono due ottimi motivi per aderire a un’iniziativa del genere. Innanzitutto perché è legale e si paga un prezzo equo, e perciò risolve i problemi del fedele spettatore di LOST, quello che non vuole aspettare che passino la serie in tv e non vuole aspettare l’uscita del cofanetto (che comunque comprerà), e che però un po’ si duole a scaricare da internet sia perché non è proprio legale (sì vabbé siamo a livello bagatellare però non è legale lo stesso) e sia perché non paga niente (e non è giusto usufruire gratis di qualcosa per cui qualcuno ha lavorato e merita di essere remunerato – che poi alla lunga è anche controproducente perché tante serie belle chiudono proprio in quanto non riescono a fare abbastanza ascolti televisivi, quando in realtà hanno un discreto seguito su internet di spettatori anche appassionati che però non sono paganti e perciò contano come il due di picche e alla fine assistono impotenti alla chiusura della serie).

Il secondo motivo, che poi deriva direttamente dal primo, è che bisogna dare un segnale e far vedere che l’iniziativa è buona e garantisce ritorni economici, perché questo è il futuro. Sono fermamente convinto che le serie televisive prima o poi si sganceranno dal medium tv, o almeno non sarà più questo il veicolo privilegiato, e saranno diffuse direttamente online. Non è altro che lo sbocco naturale di un processo ineluttabile nella crescita e maturazione del prodotto audiovisivo serializzato, meno episodi autoconclusivi e più trama orizzontale, e in questo processo evolutivo LOST ha rappresentato una fase profondamente significativa, forte anche del fenomeno della speculazione teoretica post-puntata (ovvero, dopo aver visto l’episodio il fedele spettatore va su internet a leggere teorie e discutere sui forum con altri spettatori). E insomma siccome prima o poi ci arriveremo, ma meglio prima che poi, è interesse di tutti gli appassionati che l’iniziativa abbia successo.

Perciò cari lettori appassionati di LOST e serie in genere, invece di farvi portare gratis la puntata dai vari quadrupedi e fiumiciattoli, fate un piccolo sforzo e pagateli questi 1,99 € a episodio. Ne vale la pena.

 

ΘΕΟΙ ΤΟΣΑ ΔΟΙΕΝ ΟΣΑ ΦΡΕΣΙ ΣΗΣΙ ΜΕΝΟΙΝΑΣ

ΘΕΟΙ ΔΕ ΤΟΙ ΟΛΒΙΑ ΔΟΙΕΝ

 

 


13 responses to “LOST quinta stagione

  • FedericoFasullo

    Ma un piccolo indizio per qualcuno che non mastica greco? ^_^
    Comunque un riassunto veramente ben fatto.
    Trepido.

  • brucewayne

    "Insomma, questi due avversari sembrano due esseri preternaturali: due entità antropomorfe che giocano tra di loro quella che sembra un’epica e ancestrale partita a backgammon, con regole prestabilite (es. non ci si può uccidere direttamente), l’Isola come posta in palio, il mondo come campo da gioco, e gli esseri umani come pedine. "

    http://it.wikipedia.org/wiki/La_citt%C3%A0_sostituita

  • brucewayne

    La musica del promo di cuatro (Radiohead) mi ha riportato alla mente un fillm estremamente sottovalutato, Vanilla Sky. Lo hai visto Claudio? Vorrei una tua opinione, visto che io lo adoro ma non piace a nessuno, per cui i dubbi sulla mia salute mentale avanzano, e un riscontro da un tipo quadrato come te non mi farebbe male….

  • berlic

    Come già dissi al precedente post su Lost , viene voglia di ripigliare a vederlo, ma chi ce la fa?

  • noradlf

    Io mi rifiuto di leggere, mi rifiuto, mi rifiuto. Ci rivediamo tra qualche mese.

  • ClaudioLXXXI

    FF #1
    😀 Sono le scritte sull’arazzo tessuto da Jacob. Citazioni da Omero: 
    "Possano gli Dei darti ciò che il tuo cuore desidera"
    "Possano gli Dei darti la felicità"

    Bruce #2-3

    Ecco un altro libro di PKD da leggere.
    Radiohead? Mi dici il titolo?
    Vanilla sky sottovalutato? E da chi? Io sapevo che è un film abbastanza apprezzato. A me è piaciuto molto, Tom Cruise recita benissimo (come quasi sempre, l’attore è bravo, poi vabbè è matto come un cavallo però è proprio bravo). Ho anche visto "Apri gli occhi" che è il film originale di Amenabar di cui Vanilla Sky è il remake americano. Amenabar, peccato per le sue idee zapateriane, ma come regista è bravissimo (consigliato anche il suo primo film, Tesis).

    Berlic #4

    Puoi fare come il mio amico a cui ho prestato i cofanetti DVD delle passate stagioni. Si tiene tutto da parte e quando sarà finita la serie vedrà tutto quanto di fila (anche perchè poi, quando ti prende, devi vederlo di fila…)

  • brucewayne

    Radiohead, Everything in its right place.

    Apri gli occhi l’ho visto anche io. Preferisco il remake hollywoodiano.

  • Crosta

    Claudio, mi dovrai fare un riassunto delle "puntate precedenti" perché io già non mi ricordo più un tubo!!!

  • profemate

    Io non l’ho mai visto e non ho nessuno che mi possa prestare il cofanetto di DVD. Però mi hai molto incuriosito… come faccio?

  • OsteriaVolante

    E andiamo!!!! Non ne potevo più di aspettare!!!! Sto girando tutto il web per vedermi la puntata appena trasmessa ma per ora ancora nulla…sigh

  • utente anonimo

    bentornati su Lost!

    ciao ciao

    Paolo

  • utente anonimo

    Mi domandavo: qual è il senso delle prime frasi che si scambiano Jacob e la Nemesi…. (o Esaù)?
    All’offerta del pesce arrostito, l’uomo in nero dice di aver già mangiato.

    Lenticchie?

  • ClaudioLXXXI

    😀
    questa andrebbe inserita tra le teorie su Lostpedia

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