Chi vive solo per il presente non ha futuro

 

 

[avvertenza: questo post più avanti parla di pedofilia e del casino che sta succedendo in Belgio, però prima parla di altre cose che sembra che non c’entrino e invece c’entrano – anzi,in effetti, forse ne sono la spiegazione basilare]

 

 

Ormai non so se ridere o piangere quando leggo o sento dire che la Chiesa dovrebbe essere più moderna e aprirsi al mondo. Di solito chi dice queste frasi o è in buona fede, nel senso che ci elargisce quelli che lui considera davvero consigli utili alla sopravvivenza dell’istituzione, oppure è un lupo che si traveste da agnello: cioè qualcuno che desidera la fine del cattolicesimo, ma strategicamente non lo dice apertis verbis, e perciò subdolamente elargisce suggerimenti autodistruttivi rivolti a quelli che lo schietto gergo leninista chiama utili idioti.

Orbene, mentre per i secondi non provo alcun rispetto intellettuale – e meno che mai per quelli che operano all’interno dell’edificio cattolico per rovinarlo da dentro, coperti dal fumo che si è intrufolato nel tempio – per i primi sento tuttavia una forma basilare di gratitudine, appunto per la buona fede che intravedo in loro. Essi sono come colui che mi regala un frutto senza sapere che è avvelenato: rifiuto il dono, ma ancora apprezzo il gesto del donatore.

Ma perché il frutto è avvelenato? Perché tutte queste frasi fatte sull’equivocato aggiornamento sono nella migliore delle ipotesi come le buone intenzioni che ti portano all’inferno? Dopotutto il nostro consigliere in buona fede una spiegazione se la merita. E allora gli chiedo e vi chiedo: ma esattamente qual è questo mondo a cui la Chiesa dovrebbe aprirsi? Quello di oggi? Ma perché mai? E perché non invece quello di ieri o l’altro ieri o dopodomani?

 

La verità è che è troppo facile e troppo ingenuo configurare la dialettica tra la Chiesa e il mondo come se fosse l’equivalente epistemologico di una partita a basket 1 on 1, come il semplice tira e molla tra due interlocutori che dovrebbero trovare un compromesso. Da una parte c’è la Chiesa, cioè un’istituzione che proclama da circa 2000 anni la validità costante della verità unica ed eterna che ha ricevuto in deposito; ma quello che c’è dall’altra parte non è altrettanto univoco. Il mondo è una categoria eterogenea e mutevole, perché in effetti ciò che in questo senso designiamo come “mondo” non è che l’insieme disparato di tutti quei pensieri non cattolici che si avvicendano e si combattono e si rimpiazzano l’un l’altro. Ogni manifestazione transitoria del mondo ha sempre qualcosa da rimproverare alla Chiesa, qualcosa da farle accettare, un qualche strisciante o aperto tradimento dottrinale che vorrebbe chiederle o imporle; ma il fatto è che ogni volta si tratta di una cosa diversa.

Oggi il mondo, ovvero il suo epifenomeno predominante in Occidente, vuole fare accettare alla Chiesa cose come il relativismo e l’individualismo e il libertinismo sessuale. Ma quarant’anni fa il mondo le chiedeva comunismo, o almeno una specie di cristianesimo risciacquato nel socialismo. Ottant’anni fa le chiedeva anticomunismo e razzismo eugenetico e culto della forza in salsa nazifascista. Centocinquant’anni fa, un atteggiamento di non belligeranza verso la massoneria e le sue operazioni d’ingegneria politica. Duecento anni fa, convertirsi alla rivoluzione francese e/o soccombere. Quattrocento anni fa, sostegno incondizionato alle varie monarchie assolute dell’Antico Regime e alle loro ingiustizie sociali. Settecento anni fa … Mille anni fa … Millecinquecento anni fa … Duemila anni fa: adorare l’imperatore. Anche solo per finta, anche solo bruciando un granellino d’incenso, una mera formalità. Eppure la maggior parte dei cristiani di quel tempo rifiutò di scendere a compromessi, e allora il prezzo da pagare era ben peggiore del sarcasmo dei colleghi in ufficio o di una brutta copertina in prima pagina.

E domani? E dopodomani? Io non so cosa vorrà domani il mondo, ma l’unica cosa di cui sono sicuro è che sarà diverso da ciò che vuole oggi, così come questo è a sua volta diverso da quel che voleva ieri. Il mondo cambia spesso idea e ciò che oggi è moderno domani sarà anacronistico.

Ecco dunque perché il consiglio di aprirsi al mondo è così assurdo e così zappa-sui-piedi. Ecco perché “adulta non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo”. Ecco perché tutti quei cattolici che per ingenuo entusiasmo o calcolo politico o semplice quieto vivere hanno inseguito il mito di una pacificatoria consonanza con il loro hic et nunc sociopolitico– i teologi della liberazione, i preti operai, i cattolici che applaudirono le leggi razziali, i preti francesi rivoluzionari, eccetera eccetera – sono tutti stati rovinosamente travolti dal mutamento di paradigma quando quel mondo presente ha fatto ciò che, in effetti, fa sempre il presente: diventare passato.

 

*******

 

Ebbene: tutto questo oggi riceve dalla vicenda belga l’ennesima conferma spietata e terribile.

Ho già parlato prima della questione pedofilia e dei molti equivoci che vi gravitano attorno, e progetto di parlarne ancora in futuro con un post che dia prova, con dovizia di citazioni puntigliose e documentate (tanto per dimostrare ancora una volta che i veri *dogmatici* stanno altrove), di ciò che oggi le laiche anime belle scandalizzate dagli orrori in canonica tante volte dimenticano: la Chiesa non ha il copyright sulla corruzione di fanciulli. La tentata legittimazione morale della pedofilia è stata una fase ben precisa della rivoluzione sessuale, storicamente ricostruibile, e operata da una vasta sequela di personaggi (dal pioniere Alfred Kinsey a compatrioti come Mario Mieli e Aldo Busi) che sono tuttora icone rispettate e riverite dalle parti di quel mondo progressista che, mentre esalta il coraggio-contro-tutti-i­-tabù di quei bravi apologeti laici del coito con bambini, deplora sdegnato il coito con bambini compiuto dai preti e insabbiato dai vescovi.

Come e quando e per quali cause il sesso pedofilo sia stato abiurato dal mainstream del progressismo pansessualista e violentemente ricacciato nel sottobosco del “non si fa”, quando invece prima pareva fosse il prossimo tabù che le magnifiche sorti e progressive avrebbero ineluttabilmente infranto e sdoganato, è argomento per un’altra volta. Ciò che qui ora preme dire è che c’è stato un cattolicesimo innovatore, moderno e aperto al mondo, che dall’amplesso contronatura e passivo col mondo ha recepito – perché, diabolus simia Dei, il bene è diffusivo, ma l’eresia è osmotica –  anche una nuova e moderna e coraggiosa pastorale sulla pedofilia.

Poiché qui siamo cattolici e non *dogmatici*, servono fonti. E il sito messainlatino.it, qui e qui, le fornisce. La vicenda del testo di catechismo Roeach, il catechismo con il disegno della bambina nuda interessata alle esperienze sessuali,

è allucinante. Sempre perché qua la fede la basiamo sull’esperienza e non crediamo a scatola chiusa a nessuno, ho usato meno di un quarto d’ora per cercare altre fonti in internet a ulteriore conferma, fosse mai che questa storia se la sono inventata per screditare il modernista: e oltre alle molte pagine anglofone di glossa a questa, una veloce googlata sulle pagine dal Belgio per “Jef Bulckens Roeach” mi ha dato risultanti difficilmente controvertibili come il cv dell’autore o la pagina dell’Università Cattolica di Leuven in cui si fa pubblicità al catechismo incriminato. Peccato non sapere l’idioma belga.

 

(a proposito, cari lettori, ora siete fregati: semplicemente per aver visitato questa pagina, adesso avete anche voi nel pc il disegno di una bambina nuda. Se vi facessero in questo momento una perquisizione informatica e poi ci fosse una fuga di notizie, andatelo a far capire ai lettori superficiali e non sempre in buona fede cosa sono i files temporanei e che responsabilità avete voi nella loro archiviazione sul vostro computer. Fortuna che in Italia i giornali sono sempre corretti e non omettono mai particolari rilevanti e comunque non violano mai il segreto istruttorio processuale contemplato dalle laiche leggi statali – vabbè lasciamo perdere, è un altro discorso.)

 

E allora lo vedete come davvero, alla faccia di ogni vagheggiata palingenesi dei rapporti chiesa-mondo, nihil novi sub sole? Povero clericalprogressista: hai fatto tanta fatica per conformare la pastorale cattolica alla filopederastia dell’intellighenzia moderna, ed ecco che a tradimento la modernità ti cambia disinvoltamente idea e la pedofilia diventa l’orrore di tutti gli orrori, e però nel frattempo tu quelle cose le hai pur dette e scritte e fatte scrivere e peggio ancora hai lasciato che accadessero, e il mondo te ne verrà a chiedere conto – a te, cattolico, un po’ meno ad altri. Davvero ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere, guardando l’ennesimo mutamento di paradigma che travolge gli ennesimi barcaioli ondivaghi e naufraganti. Perché non si possono servire due padroni; perché i cristiani stanno nel mondo, ma non appartengono al mondo; perché noi cattolici dobbiamo sì amare il mondo, perfino amarlo appassionatamente, ma al tempo stesso dobbiamo essere guardinghi verso colui che ne è il Principe e verso coloro che con o senza consapevolezza se ne fanno strumento; perché non per caso ci è stato detto di essere semplici come le colombe ma anche prudenti come serpenti, proprio perché siamo mandati come pecore tra i lupi; perché la Chiesa non ha ragione di farsi venire i complessi d’inferiorità rispetto alle idee del secolo, in quanto essa vive nel tempo, ma viene da – e va verso – l’eternità.

 

Ed ecco allora perché, quando leggo o sento dire che la Chiesa dovrebbe essere più moderna e aprirsi al mondo, ormai non so se ridere o piangere. La verità è che spesso, a parte le eccezioni in buona fede, questi dispensatori di saggi consigli ci vogliono fregare, anzi diciamolo, ci vogliono proprio inc*****.
E quando dicono che dovremmo aprirci al mondo, intendono aprirci sul serio: da dietro.


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34 responses to “Chi vive solo per il presente non ha futuro

  • Baptisma

    Ho letto il tuo post e anche i link su messainlatino. Che impressione… Il Papa ha messo l'Irlanda a pane e acqua, mi sa che una severa dieta penitenziale vada urgentemente bandita per tutta l'Europa. Ci stiamo avvicinando ai 2000 anni dalla salvezza. Urgono robusti interventi di iniezioni di fede (altro che botox!). Durante i periodi più bui della storia della Chiesa Dio ha fatto nascere grandi santi che ci hanno aiutato. Imploriamolo di farlo ancora.

  • agapetos

    Mi sa che per evitare guai giudiziari svuoterò la cache internet, formatterò il disco rigido, getterò il computer in una vasca piena d'acido, brucerò i resti e ne spargerò le ceneri in un cratere vulcanico…

  • cinas

    ma certo che la Chiesa non  ha il copyright. però:   il Cardinale Hummes (prefetto della Congregazione per il clero, mica pizza e fichi) ah dichiarato: ''i casi di pedofilia a volte non arrivano nemmeno al 4% dei sacerdoti''.Ora. Se l’intervista è vera (credo di sì, su internet non c’è traccia di smentita e io ho trovato un’intervista dello stesso cardinale su un settimanale cattolico dove parlava – mesi prima – dell’un per cento) e se non mi sfugge qualcosa, la dichiarazione è incredibile. Cioè ci rendiamo conto di cosa vuol, dire il 4% (anzi facciamo il 3%) di casi di pedofilia? È una percentuale altissima, mostruosa. Applicandolo a livello nazionale , significherebbe che su circa 24 milioni di maschi adulti italiani ci sono più di 700.000 pedofili!  Anzi di uomini coinvolti in casi di pedofilia, che dovrebbero essere solo una parte di pedofili. Il problema è che questa vicenda della pedofilia ha soltanto reso evidente quel che i non cattolici pensano: e cioè che i cattolici non sono migliori dei non cattolici.sono squallidamente uguali, anche se credono di essere migliori.  

  • utente anonimo

    "anche se credono di essere migliori."Questa e' una balla.E in ogni caso una generalizzazione senza alcun senso.Che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che non hai capito nulla. Ma nulla nulla, eh.Ti e' stato detto centinai di volte che non e' cosi'. I cattolici NON si credono migliori di nessuno. E' una tua opinione. E' inutile che insisti, ripetendo una balla n volte non diventa vera.Sul merito hai ragione/ Lo scandalo della pedofilia nel clero e' un abominio terribile. La percentuale dovrebbe essere semplicemente dello 0%. Senza eccezioni.Il resto sono solo chiacchiere e vergogna.-reg

  • cinas

    reg, un'altro cattolico equilibrato e ragionevole. cerco di ragionare  e dimmi dove sbaglio.1) i cattolici non si credono migliori dei noncattolici2) quindi credono che cattolici e noncattolici siano uguali nei loro comportamenti, a meno che i comportamenti non qualifichino le persone (e sarebbe strano, no?)3) a questo punto,  mi chiedo, secondo te, che capisci le cose, qual è la differenza fra un cattolico e un cattolico, atteso che il loro comportamnto, mediamente, è uguale?

  • utente anonimo

    Cinas, sei solo un moralista.Fa veramente ridere sentire tu che affermi che i cattolici si credono migliori degli altri, quando indubbiamente quello che si ritiene migliore del suo prossimo sei proprio tu.Il tuo schemino da seconda elementare non mi interessa proprio, scusa.E' di una banalita' che fa crollare le braccia. Forse Claudio avra' la pazienza di rispiegarti per la milionesima volta quello che fai tanta fatica a capire, o meglio, quello che hai deciso di non capire.Saluti-reg

  • ClaudioLXXXI

    #1 BaptismaSì, che impressione. Io quando ho letto quei link non ci volevo credere, eppure pare proprio tutto vero.Comunque non dobbiamo dimenticare che è vero che la Chiesa è in crisi, ma è una crisi che non dura da quattro decenni o quattro secoli, ma da circa duemila anni. Si chiama "peccato", cambiano i dettagli ma l'essenza è la stessa, ed è una crisi che ci porteremo appresso fino alla fine del tempo (perchè la Chiesa arriverà fino alla fine del tempo, mentre lo stesso verosimilmente non si può dire per i partiti politici e gli imperi e le ideologie).#2 agapetosMa il server su internet ha comunque registrato il trasferimento di dati sul tuo IP… mi spiace, non c'è più nulla da fare. Ove mai qualche solerte tutore della legge e qualche giornalista da copia-e-incolla si mettessero d'accordo per rovinarti, ormai ne hanno i mezzi. Siamo tutti potenzialmente sputtanabili per pedofilia.Dai intercettaceti tutti, questa è la libertà!#3 e 5 Cinas, per curiosità, io proprio vorrei sapere chi caspita sono questi cattolici tronfi e smargiassi che tu hai personalmente conosciuto nella tua vita e che ti hanno dato a vedere di credersi così insopportabilmente migliori.Cioè m'immagino la scena, cinas se ne sta tranquillo alla scrivania del suo ufficio o al banchetto di scuola elementare o sul posto in treno o dove altro è, ed ecco che si avvicina il cattolico fomentato che gli si para davanti e senza provocazione urla:"AAHHOOOO!!! Io sono migliore di te, hai capito? Io cattolico, tu non cattolico, io migliore! A stronzooooo!!!!!"con annesso gesto dell'ombrello, magari.E' andata così o un po' diversamente?Povero cinas, traumatizzato per tutta la vita, te credo che poi ti stanno antipatici i cattolici, se hai incontrato gente circamenoquasi così…A parte gli scherzi.Una volta ho usato tutta una geometria particolare per spiegare la differenza tra un cattolico e un non cattolico, ma era una roba troppo complicata, lasciamola perdere. In due parole e per il punto che c'interessa adesso, semplicemente il cattolico è potenzialmente migliore: ha la possibilità di comportarsi meglio semplicemente perchè vede dov'è il meglio, lo vede con più chiarezza di altri, e questo non per merito suo ma per una cosa chiamata grazia.Ma che poi uno veda dove sta il meglio non vuol dire che abbia la forza o il coraggio o l'intelligenza o la volontà di perseguirlo. La grazia non violenta il libero arbitrio. Uno può essere cattolico e al tempo stesso un grandissimo stronzo. Lo so per certo, visto che io stesso qualche volta lo sono. Anche -reg, che non so chi sia però pare di capire che sia cattolico, quando risponde male si comporta da stronzo. Embè. Dov'è la novità.Io so chi sono e non mi faccio illusioni sulla mia personale dirittudine morale, nè vorrei che i lettori di questo blog mi percepissero come un'entità angelica e senza macchia, come si evinceva da quel dialogo con la mia coscienza. Sono strasicuro che in questo momento sul pianeta, per una mera questione statistica, ci sono svariati milioni di persone non cattoliche che sono migliori di me come esseri umani. Bene, brave. Ma quanto potrebbero essere migliori se fossero cattoliche!

  • ClaudioLXXXI

    Comunque, nemmanco a farlo apposta, oggi c'è un'intervista a don (?) Verzè sulla Stampa che esemplifica proprio il concetto. Lunga ma a suo modo istruttiva, anche spassosa (i pezzi di Claudio Sabelli Fioretti lo sono spesso).Lei è favorevole al sacerdozio femminile, al sacramento ai divorziati, alla procreazione assistita. Il solito disobbediente. “Disobbediente? La Chiesa le farà queste cose”. Le farà? “Ma certo. Il mondo, con la globalizzazione, diventerà una città sola. Ma la Chiesa, purtroppo, lo sta perdendo il mondo, perché non ha messo in atto il precetto del Signore: amatevi l’un l’altro come io vi ho amati”.Sigh.Se c'è un modo scientificamente sicuro di perdere il "mondo", ebbene è proprio quello di zerbinarglisi davanti e dirgli sì bravo adesso faccio come mi dici tu, faccio questo e questo e pure quest'altro, perchè ti voglio tanto bene.

  • anonimo

    "le laiche anime belle scandalizzate dagli orrori in canonica tante volte dimenticano: la Chiesa non ha il copyright sulla corruzione di fanciulli."Ma quanto ci vorrà ancora prima che prendiate atto del fatto che non sono i preti pedofili il principale problema, ma la copertura da parte delle gerarchie?

  • ClaudioLXXXI

    Uhm… signor censore, forse non hai letto il post, sicuramente non hai letto i link.

  • cinas

    Claudio, ho fatto lo scout in un gruppo cattolico – molto cattolico –  per otto anni. Globalmente, un po' antipatici, sì (ma anche io non è che fossi chissachè).Ma, a dire il vero, i cattolici più arroganti li ho trovati in rete (per qul che riguarda la rete: magari nella vita reale è tutto diverso).Comunque, tu hai capito quel che voglio dire: sembra abbastanza assodato che tra i preti ci sia una percentuale di pedofili molto superiore rispetto agli altri. Questo toglie, di fatto,  molta molta credibilità alla proposta cristiana. Non mi sembra un'affermazione assurda.Nella vita quotidiana; se io vedessi i cattolici che si comportano "meglio", che seguono il Vangelo ("non opporti al malvagio" ad esempio, sai che è un mio refrain) bè, qualche dubbio, forse, potrebbe nascere. Invece così non è. (Ovviamente, non affermo – prima che reg o altri cattolici pervasi di carità cristiana si alterino – che i cattolici siano peggiori: sono uguali, ugualissimi.(il tutto, chiaramente, nella medi).

  • UnPiccoloUomo

    @ Cinasse io vedessi i cattolici che si comportano "meglio", che seguono il Vangelo bè, qualche dubbio, forse, potrebbe nascere. Invece così non è. Se non li vedi, non necessariamente vuol dire che non esistono.Secondo me i migliori si nascondono, probabilmente perché hanno proprio impartato dallo stile del loro Dio absconditus.Neanche la Chiesa li vede; ne nota solo qualcuno, ma sempre troppo tardi. Sono quelli che ora chiama santi e beati. Ecco: se vuoi potresti cominciare da lì, leggendo qualche biografia, a notare qualche miglior cristiano del passato, come allenamento per cercare di vederne di vivi oggi. Credo che comunque sarà difficile, per me, per te, per tutti noi finché restiamo qui, al centro del mondo. Se vogliamo vederli davvero, questi cattolici migliori, bisogna andare in periferia.Saluti

  • piccic

    Claudio, ho fatto lo scout in un gruppo cattolico – molto cattolico –  per otto anni. Globalmente, un po' antipatici, sì (ma anche io non è che fossi chissachè).Ma, a dire il vero, i cattolici più arroganti li ho trovati in rete (per qul che riguarda la rete: magari nella vita reale è tutto diverso).Ciao Cinas,forse questo è molto importante. Ciascuno vive il suo avvicinamento o allontanamento dall'amore di Dio in maniera diversa.Io non ho mai frequentato a livello di amicizie la mia parrocchia, né alcun gruppo di associazionismo diocesano. E capisco che se lo avessi fatto, le cose sarebbero andate diversamente. Non necessariamente meglio o peggio, ma diversamente.Perdonami, poi, ma la rete per me non fa testo. In rete chiunque *parla*, mica scrive. E parla e urla come se lo facesse al bar, e con la stessa completa assenza di sostanza, o significato. Almeno il 90% della gente.Quindi ritengo poco probabile che si possa toccare l'amore di Cristo attraverso uno scambio di battute in "meta-scrittura", che in realtà è un parlato quasi sempre irriflessivo. La santità la tocchi con mano. E quando la tocchi con mano ti cambia.Agli occhi di Dio non esiste un aggettivo dequalificante per l'uomo, nemmeno per chi può avere commesso le più terribili abiezioni. Agli occhi di Dio, che devono diventare i nostri occhi, ogni uomo è come un bambino da proteggere (concetto formulato da Madre Teresa di Calcutta).E questo spiega perché c'è così poca fretta di dare in pasto alla giustizia umana anime che sarebbero forse perse per sempre.Abbiamo un prete omicida nella nostra diocesi. Ogni giorno, quando me ne ricordo, soffro per le mie negligenze nell'amare, e sento il bisogno di rispondere pienamente a quanto Gesù mi domanda, ora. Altroché prenderlo nel didietro, qui c'è ben di più in gioco. Quindi è ora che spenga e vada a fare quanto posso per rispondere a quello che Dio mi chiede.Aggiungo tra i personaggi citati da Cinas l'editore di Stampa Alternativa. Che, per carità, è bravissimo perché sta ristampando tutto Jacovitti, e da lui ho preso un bellissimo libro sugli Psychic TV. Ma che negli anni 1990 inaugurò la sua collana "Eretica" con un testo coraggioso e "provocatorio", ovvero "Diario di un pedofilo". Che, inutile dirlo, è sparito dagli scaffali delle (orgogliose) librerie Feltrinelli come non fosse mai esistito.E rimpiazzato in tempi recenti da saggistica profonda e circostanziata come il ben più rassicurante Vittorino Andreoli.È solo un esempio: che l'autore non se ne abbia a male… 🙂

  • utente anonimo

    Caro Claudio,siccome mi capita di apprezzare i tuoi post e anche la qualita' delle discussioni che ne seguono, mi permetto di esprimere insoddisfazione per quest'ultimo.Dovrei dire che sono d'accordo con l'anonimo # 9 che tu hai, secondo me, un po' troppo frettolosamente respinto (il vero problema mi pare la protezione data ai colpevoli di questi peccati e tanto piu' dal momento che la Chiesa li ha sempre riconosciuti e condannati come tali), ma vorrei concentrarmi brevemente sulla questione dell'aprirsi al mondo.Non e' che sia un'espressione che mi piace usare e quindi non la difendo in se stessa, ma, piu' in generale, mi sembra che tu ponga troppa enfasi sulla Verita': in fondo, il magistero esiste anche perche' gran parte della Chiesa e' composta di fedeli che devono fare i conti con il "mondo" tutti i giorni e hanno bisogno di consigli su come adattare la Verita' alle esigenze sempre mutevoli delle loro situazioni personali.Dal punto di vista della Chiesa, questo e' il problema piu' difficile da affrontare: come dare consigli senza annacquare o farsi assorbire dal mondo? Va ad onore del cristianesimo il fatto di aver sempre affrontato la sfida con coraggio e, da parte nostra, dovremmo anche essere in grado di giudicare con equanimita' i casi in cui questo sforzo si e' tradotto in errori, anche colossali come nel caso belga di cui tu parli e che fa giustamente tanta sensazione.Tuttavia, si tratta di un caso e mi sembra che converrai anche tu sul fatto che questa non e' mai diventata la voce ufficiale o predominante all'interno della Chiesa.D'altra parte, mi sembra che il punto critico della tua trattazione sia quello in cui rievochi casi passati di "adeguazione al mondo" che avrebbero sortito effetti negativi.  Non mi sembra che sia onesto il filotto retorico che allinea pedofili, preti operai, teologi della liberazione, cattolici razzisti, preti sostenitori della rivoluzione francese e idolatri dell'antichita' come se fossero  tutti parte di una genealogia singola. Mi pare un giochino polemico un poco al di sotto del livello di altri tuoi post: sai bene anche tu, solo per fare un esempio, che fior di cristiani nell'antichita' pensavano che sacrificare senza credere negli dei pagani non fosse poi un gran male o pensavano che ci si dovessere presentare volontariamente alle commissioni romane per essere mandati a morte. Entrambe le opzioni sono poi state condannate, ma e' questo un buon motivo per definirli calabraghe accusandoli di essersi adeguati al mondo? O peggio per accostarli a chi ha giustificato la pedofilia o la discriminazione razziale?Saluti,GB 

  • ClaudioLXXXI

    #11cinas, è assai interessante questa tua confessione di lontano scoutismo cattolico. Ne hai verosimilmente avuto un'esperienza negativa, altrimenti ora staremmo probabilmente facendo una discussione diversa, chissà se per colpa loro o per colpa tua. Forse non sono stati abbastanza cattolici, o forse lo sono stati, per i tuoi gusti, decisamente troppo.Anche in questo argomento – l'importanza del comportamento concreto dei credenti – ritrovo quella legge dell'et-et che governa tutta la vita della Chiesa. Noi cattolici dobbiamo essere consapevoli dell'importanza delle nostre opere, non solo perchè la fede senza opere è morta, ma anche perchè le opere sono proprio la cartina di tornasole da cui chi non ha fede (il "mondo") giudicherà noi e giudicherà il messaggio cristiano. Eppure al tempo stesso non dobbiamo farci illusioni, perchè – come dicevo nel post – il "mondo" avrà sempre qualcosa e il suo contrario da rimproverarci: troppo di destra, troppo di sinistra, troppo individualisti, troppo comunitari, troppo cattolici, troppo poco cattolici.Tu stesso cinas ti lamenti di non vedere abbastanza gente che segue il Vangelo (= la *tua* interpretazione del vangelo, quella che per inciso e guardacaso porterebbe all'estinzione per sterminio nel giro di qualche generazione), poi però, quando ci sono le elezioni, quante polemiche perchè questi cattolici vogliono votare come vogliono loro piuttosto che come vuole Repubblica…Ma poi, non ti viene mai il dubbio che se non vedi cattolici buoni è semplicemente perchè, come suggeriscono Piccolo Uomo e piccic,  non guardi nella direzione giusta? Pensi davvero che da internet si possa giudicare la complessità di un popolo? Chi ha dato all'occidente ospedali e università? Sei mai stato, per dirne una, al Cottolengo?E comunque cinas, trovo molto divertente e significativo il fatto che debba essere io a dire a te che una stupidaggine non diventa vera soltanto perchè l'ha detta un cardinale. Hummes su quella cosa dei preti pedofili ha cannato chiaramente, come dicevamo anche nell'altra discussione, eppure tu continui a riportarne le asserzioni come se fosse chissà quale indiscutibile autorictas, mica pizza e fichi.Esiste un *dogmatismo* anticlericale che è assai più credulone di quello clericale, e si beve qualsiasi cosa purchè vada contro la Chiesa. Questa ne è l'ennesima conferma.

  • ClaudioLXXXI

    #14Caro GB, ho respinto frettolosamente il commento #9 dell'uticense perchè su quest'argomento – la responsabilità dei vescovi sciagurati e riluttanti a buttar fuori dal barile le mele marce – mi ero enormemente dilungato, anche con lui stesso, nella precedente e recente discussione sulla pedofilia. Quando in una conversazione mi pare che si stia girando in tondo, a cercare nuove perifrasi per ripetere sempre le stesse cose, preferisco evitare di sprecare il mio e il vostro tempo e chiudo lì.Su tutta la serie di personaggi da me allineati, è chiaro che non sono affatto una "genealogia", non sono (almeno non necessariamente) l'uno il discendente logico dell'altro; anzi spesso sono agli antipodi, come gli errori uguali e opposti di cui parlava Lewis. Anzi io credo che in effetti uno dei trucchi più efficaci del Nemico sia quello di fomentare nella Chiesa un particolare errore, una certa eresia, una unilateralità nell'interpretazione del messaggio cristiano, che poi produce così tante conseguenze negative e così tanto sdegno negli animi umani da suscitare per reazione l'errore opposto, l'eresia opposta, l'unilateralità opposta.Pensa se mettessimo nella stessa stanza, per dire, un teologo della liberazione e un teologo cinquecentesco che negava l'anima degli indios per compiacere le Maestà europee. Peggio che gatti in un sacco. Eppure questi due teologi sono diversi, perchè diverso è il "mondo" per il quale hanno tradito e annacquato la verità, ma sono al tempo stesso uguali nel senso che il loro medesimo errore è stato appunto quello di piegare la verità ai desiderata del potere mondano ad essi contemporaneo.Per dirla più metafisicamente: i principi del mondo cambiano, ma il Principe di questo mondo resta sempre lo stesso.

  • UnPiccoloUomo

    Vorrei aggiungere questa piccola riflessione (prima di tornare allo studio per il concorso).Certo non apparteniamo al mondo, ma con esso apparteniamo a Dio.Questa è anche la lezione teologica di San Francesco: la fratellanza col mondo. Perché Egli stesso ha detto di essere Dio dei viventi.Ciò per dire che come cristiani e cattolici non dobbiamo ritenerci custodi della Verità tramandata, da tenere come estratta dal mondo nella nostra particolare arca dell'alleanza, nelle nostre biblioteche. Facendo così torneremmo ad essere scribi e farisei, sepolcri imbiancati perché lontani dalla vita di ogni giorno e quindi dalla divinità. Piuttosto dobbiamo sentirci felici beneficiari di una Verità che ci è stata svelata ma che vive in mezzo a noi. Il nucleo della Tradizione non è nel catechismo, non nella nostra pur preziosa e bimillenaria teologia. Il cuore della Verità che sappiamo sta nei Sacramenti, che sono i legami costitutivi degli anelli della lunga catena di testimoni viventi che ci collega ininterrottamente a duemila anni fa. La Verità per noi sta ad esempio nell'acqua del battesimo, nella parola del perdono, nell'unione coniugale, nel servizio sacerdotale ai fratelli, e soprattutto nel Pane. Sono tutti elementi di vita e la loro sacralità passa per le mani di uomini viventi.Cristo, che è stato uomo, vive e cammina quotidianamente in mezzo agli uomini, non alle pergamene, ai libri (oppure nei blog) – insomma nei frutti dell'intelletto – proprio come ha fatto con il suo corpo duemila anni fa.Sono cresciuto in una famiglia cattolica praticante, che mi ha trasmesso la feda ma forse mi ha troppo protetto dal mondo – o forse è il mio carattere timido che mi ha tenuto lontano. Ho avuto solo amicizie individuali, gli unici miei "gruppi" sono stati i compagni di scuola e gli animatori della mia comunità cristiana. Mai al bar o in piazza senza un motivo. A volte mi sento un po' a disagio, quasi incapace di stare con umiltà, serenità ma anche con sincerità, in mezzo ai miei coscritti. A volte metto tristi strategiche maschere per nascondere e proteggere le mie preziose verità. Sto cercando di imparare a vivere la mia fede in mezzo alla mia casuale quotidianità: al lavoro, con gli amici. In questo gli avverbi giusti mi pare debbano essere semplicemente e umilmente, ovvero senza ostentazione o imposizione morale, ma con testimonianza.Certi tradizionalisti vogliono una fede manifestata stando a fianco del mondo. Che ci può giovare imparare Cristo, stamparlo nero su bianco e affiggerlo, ma non viverlo nemmeno un istante? Quanto può essere vera la nostra fede se non la viviamo in mezzo al mondo e ai fratelli? Non possiamo isolare la verità dal mondo. Certi progressisti invece pur di entrare nel mondo, rinunciano a Cristo. Non possiamo isolare la via e la vita dalla verità.La Chiesa deve abbracciare il mondo per vivere Cristo.La "Verità" vera infatti sta in mezzo alla "Via" e alla "Vita".SalutiPS:Mi sa che sono stato fumoso come al solito…E non voleva essere il mio commento un "pistolotto" come sembra…

  • cinas

    Claudio,1) non è stata l’esperienza negativa dei cattolici, quanto il fatto che io proprio non riesco a credere nell’esistenza di Dio (per il solito problema del male, sia di quello del’Uomo, sia di quello della Natura)2a) la mia interpretazione è – permettimi – quella letterale delle parole di Cristo. Sei tu che dici “ehhhh, ma non opporsi al malvagio, mica vuol dire non opporsi al malvagio. Vuol dire opporsi al malvagio quando fa male ad altri da te”.Che porti all’estinzione può darsi ma non credo che la durata dell’uomo sulla Terra fosse una preoccupazione di Gesù.2b) Insomma, chiariamoci. O i cattolici sono pochissimi – quelli buonissimi, difficili da trovare – o sono quelli che si dichiarano tali, diversi milioni e allora, mi dispiace, ma sono tanto tanto simili agli altri. E certo il Cottolengo ma allora i roghi degli eretici? I ghetti degli ebrei? Il sacco di Gerusalemme? La Chiesa ha fatto un sacco di cose giuste e un sacco di porcherie, come tante altre istituzioni (che bello, che io non debba difendere ad oltranza niente).3) Ti stupirà, Claudio, ma io sono fermamente convinto che i cardinali e il papa possano dire stupidaggini. Anzi, su taluni casi, che dicano soprattutto stupidaggini. Sul tema in questione, sono certo che tu abbia dei dati più puntuali e più precisi del Cardinale Hummes, però, sai, io sono meno informato.

  • energheia

    ragazzi..abbiate pazienza….io ce l ho messa tutta….ma avrò letto forse un 20 per certo di quello che avete scritto…tutto mooooooolto interessante..davvero!…..giusto un po il dopo della sintesi forse……..per i poveri di concentrazione come me…forse lo accennava già qualcuno…ma ritengo che ogni forma di staccamento e di denigrazione nel confronti di chiunque…Chiesa, Papa, Cattolici e non…..ecco, ritengo sia dato dall'allontamanento ragionato e dalla non conoscienza dell' Amore di Dio.in ogni caso vi linko…metti che la mia mente prenda una nuova strada evolutiva…

  • piccic

    Ci tengo molto a fare una precisazione, perché spesso capisco molto più le difficoltà di cinas che determinate riflessioni analitiche (filosofiche o teologiche) che rischiano di astrarsi, a cui non sono portato e per le quali purtroppo non sono neanche istruito.Claudio ha ragione quando accenna al fatto che io suggerivo ad un “carattere” dello sguardo, ma non intendevo dire che cinas "non guarda nella direzione giusta". Forse implicavo, per personale esperienza, che non si guarda abbastanza in tutte le direzioni, poiché tutto parte veramente dal cuore, e finché il cuore non si dilata, si vede pochissimo.Ma mi pongo anche un problema centrale, ovvero quello dell’essere stati amati, dell’essersi sentiti amati. Io non sono per niente sicuro che chi incontro abbia avuto tutto quanto ho avuto io, anzi. Nel momento in cui ho dovuto mettere in discussione la mia fede in un bene assoluto, l’unica cosa che ha "tenuto", in quei momenti, è stato l’amore che certe persone mi hanno portato. Hanno sofferto con me, non hanno disperato della mia disperazione, talvolta mi hanno dato tutto quanto era in loro potere in quel momento. Questo è il primo incontro, con il "samaritano", o con un fratello (o padre, o madre) che dimostra di amarti, talvolta anche se non sa nemmeno chi sei.Da qui, il resto si colloca su un piano inintelligibile, poiché la grazia lavora se il cuore si apre.Io sono il primo a non vedere Cristo in tanti cristiani, ed il dolore che provo, cinas, è almeno pari al tuo, ne sono certo.Eppure cinas, ti assicuro, che Gesù è presente anche in chi ci è di scandalo. È lì, "chiuso fuori", abbandonato e lasciato solo. Pare sterile volere amare così, senza concedere nulla all’atteggiamento che ci porta a giudicare l’altro. Eppure, i frutti che porta, poco visibili, sono quelli che costruiscono la nostra pietà.Fingi di farlo, o fallo, per una persona che ami più di ogni altra; è un punto di partenza. Smetti di osservare quello che non va e concentra tutte le tue forze in ciò che corrisponde al tuo ideale di bellezza.Se i risultati che vorresti sono interdetti, pensa che basta la buona volontà che tu stai mettendo nel rendere migliore quanto hai sotto le mani, e che c’è chi questa volontà la vede, e gli basta, e lo edifica.Siamo in piena apostasia: non pretendiamo troppo, nemmeno da dei cardinali. Siamo anche noi sacerdoti, in maniera diversa.E il Papa… se tu lo conoscessi. Non so come comunicartelo… 🙂

  • reginadistracci

    Post davvero eccellente. Ho sono un piccolo appunto da fare: non credo che la cultura dominate stia già liquidando l'idea sessantottina della "libertà sessuale dei bambini" con annesso diritto degli adulti a fare sesso con loro. Nessuno ha mai fatto caso che lo stesso Nicki Vendola  ogni tanto parla in maniera ambigua del "diritto del bambino all'autodeterminazione".Comunque, ecco un piccolo promemoria sul legame fra utopia comunista e utopia pansessuale sotto il segno di Reich e Kinsey:Mario Mielihttp://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=145

  • utente anonimo

    Una bella conferma al post nelle recenti parole di Messori: "Le mode ideologiche tramontano presto. La tradizione è eterna".@Regina: Paolo Granzotto, nelle sue risposte ai lettori sul Giornale, ha più volte messo bene in evidenza, ossia denunciato a chiare lettere, le posizioni di Vendola in materia di pedofilia.Ostap

  • personam

    # 8Hai colto nel segno. Credo che la Chiesa abbia ben poco da temere dai suoi nemici "storici", che riassumo brevemente (ed alquanto superficialmente) nell'ateismo, nel marxismo, nell'idealismo di tipo hegeliano o nietzschiano, nel positivismo, nel relativismoIl male della Chiesa di oggi sta soprattutto al suo interno. Sta certamente nei preti pedofili (di cui mi faccio un baffo e mezzo di conoscere e cavillare su percentuali vere o presunte, ce ne fossero anche solo lo 0,000000001% sarebbe comunque inaccettabile), sta nelle più o meno plateali collusioni col potere politico o con gli interessi economici. Sta in tutti gli errori del presente e del passato.D'altronde, la prima Chiesa era composta di 12 persone. Un quarto di esse arrivò a tradire, rinnegare, dubitare se non toccava con mano. Non male, come percentuale, senza contare che,a leggere i Vangeli, anche gli altri non ci fanno delle grandi figure: testardi, sordi, ostinati, vigliacchi.Eppure, su quei 12 campioni di umana debolezza, Cristo fondò la sua Chiesa. Non scelse la cultura degli scribi, la rigorosità dottrinale dei farisei, nè la loro condotta ineccepibile. Scelse addirittura come "testata d'angolo" colui che poco tempo prima aveva rimproverato "tu mi sei di scandalo"Mi accorgo che sto andando fuori tema. Quello che voglio dire, è che la Chiesa si è sempre ripresa dalle colpe e dagli errori dei suoi componenti, ancorchè di rango, Ha sempre lottato con successo contro i nemici esterni, ed ha sempre estirpato il male al suo interno, perchè esso andava a manifestarsi tramite le debolezza umane (cupidigia, lussuria, sete di potere) e quindi era relativamente facile individuarloOggi, il grande male della Chiesa sono personaggi come Verzè. Sono coloro che la minano al suo interno, senza assumere atteggiamenti riprovevoli dal punto di vista del costume o della legge.Se un prete ha un'amante adulta e conseziente, se la vedrà con la sua coscienza. Se abusa di un bambino, è un delinquente, con o senza tonaca. Lo stesso se evade il fisco o si presta ad intrallazzi economici. Diventa facile individuarlo, denunciarlo, perseguirlo.Ma se dall'alto di un comportamento moralmente ineccepibile mina alle fondamenta l'essenza stessa della Fede e della Tradizione, allora diventa il vero pericolo, perchè la persona comune gli presta credibilità, magari proprio perchè "si comporta meglio" degli altri.Il buonismo ad oltranza, il cattolicesimo cosiddetto "adulto", le derive liturgiche e dogmatiche, … ce n'è per sempre. E a me, personalmente, fanno una paura immensa, perchè si rivestono di una plausibilità e di un "politically correct" che è esattamente quello che va cercando il battezzato che vorrebbe tanto potersi costruire una religione su misura, e trova nel prete "progressista" una persona autorevole che avalla ed incoraggia questa sua umanissima tendenza"La tua parola sia sì-si, e no-no". Manca nella Chiesa – salvo rare eccezioni, e Dio ce le conservi a lungo – la capacità di continuare a dire "no" quando è necessario. Manca, come dice una mia amica, il coraggio di rischiare, di dichiarare apertamente che, se vuoi continuare a definirti e a dichiararti cattolico, ci sono "regole di ingaggio" dalle quali non puoi prescindereEsattamente come manca, la stessa capacità, nella famiglia e nella scuola. I risultati, poi, sono sotto gli occhi di tuttiAnna

  • holdenC

    personam, attenzione alle regole d'ingaggio. che quando le regole finiscono per essere il succo di tutto, Dio s'è bello che perduto. l'idolatria della religione a scapito di Dio e del prossimo, il culto della norma a scapito dell'amore, l'illusione del formalismo, è una malattia della chiesa più grave e subdola di quella, opposta, che claudio denuncia in questo blog. perchè è quel genere di malattia che il malato non riconosce, sentendosi sano, più sano degli altri.non per niente il Signore, quando c'era da strigliare qualcuno con durezza, se la prendeva proprio con chi commetteva questo peccato, il più enorme e pericoloso.

  • personam

    Holden, parlando di "regole di ingaggio" non intendevo riferirmi al puro formalismo, tanto meno a privilegiare la norma rispetto all'amore. Un sedicente cristiano che magari va a messa tutte le domeniche e poi sparla dei vicini, tradisce la moglie, preferisce buttare 200 euro in un paio di scarpe nuove piuttosto che adottare a distanza un bambino sfortunato, tutto è tranne che un autentico cristiano. E' il fariseo della parabola, versione 3° millennio.Ma vedi, questo è un enorme difetto che, giustamente, oltre ad indignare i cristiani autentici, indigna e scandalizza gli atei, gli agnostici, tutti coloro che non riescono a prestare credibilità ad una fede, quando poi vedono che chi afferma di praticarla è una contraddizione vivente.L'altro difetto, quello diametralmente opposto, è a parer mio più insidioso, più subdolo. Può coinvolgere persone che sono magari in perfetta buona fede (mentre sicuramente chi si dichiara cristiano e poi fa le corna al coniuge, sa benissimo di fare qualcosa di sbagliato o quanto meno di incoerente). E purtroppo questo tipo di "errore" viene ormai troppo spesso avallato da sacerdoti, anche di altissimo livello, per cui il battezzato in buona fede si sente più che a posto, dal momento che l'illustre Don X o Cardinale Y la pensa esattamente come lui.Regole di ingaggio? Provo a fare qualche esempio pratico, sperando di riuscire a farmi capire:se approvo il divorzio, non posso definirmi cattolicose approvo l'aborto, non posso definirmi cattolicose metto in discussione l'autorità del Magistero, non posso definirmi cattolicose considero accettabile la pena di morte, non posso definirmi cattolicose considero accettabili le più fantasiose ed improponibili derive liturgiche, non posso definirmi cattolico. Basta andarsi a rileggere i documenti conciliari per sapere esattamente cosa è corretto e cosa non lo èse penso che sia giusto abolire il celibato ecclesiastico, non posso definirmi cattolicose penso che le famiglie monosessuali debbano essere equiparate a quelle eterosessuali, soprattutto per quanto concerne l'adozione dei figli, non posso definirmi cattolicoE potrei continuareCon questo, lungi da me l'affermare che chi approva il divorzio, chi pensa che un prete dovrebbe potersi sposare, chi promuove leggi tipo PACS o similari, o anche solo chi trova normale che si celebri una messa utilizzando Pavesini ed aranciata al posto di pane e vino sia un criminale. Esiste l'insindacabile diritto di pensarla come si vuole. Ma ci sono posizioni inconciliabili tra di loroPer chiarire meglio, faccio un esempio tratto dalla politica, anche se il mio tutto vuole essere tranne che un discorso politico. Il diverso atteggiamento, di fronte alle scelte politiche del PD, di una Binetti e di una Bindi. Il PD ha il sacrosanto diritto di promuovere democraticamente le iniziative che ritiene opportune, ma quale delle due "onorevoli" si è comportata coerentemente con la fede religiosa che dichiara di professare?

  • holdenC

    non sono d'accordo. quelli a cui ti riferisci già solo per i grilli parlanti della super-ortodossia a senso unico, hanno sempre una vocina che gli ronza nell'orecchio a insinuare il dubbio.sono i girlli parlanti di cui sopra, ad essere ben più inguaiati, perchè loro SANNO. Senza sapere. E non c'è bisogno di fare le corna alla moglie o sparlare i vicini. Basta già solo giudicare gli altri, il primo peccato di quella categoria di "cristiani".due osservazioni:1) "se penso che sia giusto abolire il celibato ecclesiastico, non posso definirmi cattolico" Per mille anni la chiesa è fiorita di santi e martiri senza imporre il celibato ecclesiastico, ti assicuro.2) per rispondere alla tua domanda finale, il politico cattolico che vuole essere coerente certamente deve promnuovere i valori in cui crede. ma non può pensare di imporli tout court per norma a coloro che non credono."se approvo il divorzio, non posso definirmi cattolico", dici tu. e sono d'accordo (salvo in certi casi limite, tipo una moglie che viene corcata di legnate per anni dal marito, secondo me ha tuto il diritto, anche davanti a Dio, ti rifarsi una vita e di trovare amore altrove).ma questo si traduce in concreto in "se divorzio non posso definirmi cattolico" e non in "se non impongo a tutti, cattolici e non, l'impossibilità di divorziare, non posso definirmi cattolico".Questo è clericalsimo non cattolicesimo.quindi, andando al binomio da te evocato (anche il mio, ti assicuro, tutto vuole essere tranne che un discorso politico e nè della bindi nè della binetti ciliciata me ne frega nulla) la bindi ha portato avanti da ministro un disegno di legge (impasticciato, per carità) che non istituiva parafamiglie e non "equiparava famiglie monosessuali a quelle eterosessuali" e la gerarchia italiana ciecamente l'ha attaccata, mentre conferenze episcopali di altri paesi non hanno battuto ciglio per normative ben più spinte e assai meno compatibili col cattolicesimo approvate altrove.purtroppo grossi ambienti delle gerarchie ecclesiastiche in italia patiscono la tara di un consevatorismo reazionario di stampo ottocentesco e la mai sopita ambizione teocratica che alberga in certi eminenti porporati. e te lo dico da cattolico, nè adulto nè infante.

  • piccic

    l'illusione del formalismo, è una malattia della chiesa più grave e subdola di quella, opposta, che claudio denuncia in questo blog. perchè è quel genere di malattia che il malato non riconosce, sentendosi sano, più sano degli altri.Ciao Holden.Se la chiesa è fondata su Cristo ha degli anticorpi sui quali non si può prevalere, per quanto si diano da fare i vari "clericalismi" ed "anticlericalismi", persino in buona fede parziale.Questo è un dato, se ritieni per vero il magistero e la tua fede cerca fondamento in Cristo, basta ricercare in quanto dice questa garanzia.La cosa che hai messo in grassetto è vera su diversi piani, ma non implica necessariamente mala fede, ma una distorsione – spesso introdotta dal demonio – che fa inquietare e soffrire esageratamente quando si vedono determinati mali fuori di noi.Chi ama la legge, si preoccupa come dici di conoscerla per amarla ancor meglio, e se soffre per il male altrui va ancora più a fondo, e comprende l'economia della redenzione.Col tempo, siamo molto deboli… 🙂

  • ClaudioLXXXI

    # 21 Reginadistracci: grazie per il link interessante, mi tornerà utile. L'appunto che fai sulla cultura dominante è corretto: c'è ancora una buona dose di ambiguità sull'argomento.#22 Ostap: Messori nei suoi ultimi articoli sta esprimendo molto bene questo concetto, anche nel corriere di oggi commentando l'ultima intemerata di Gheddafi.# 23 anonimo: grazie per il link, ot ma interessantissimo. Difendo ancora il terzo film di Matrix come uno dei più sottovalutati del decennio.Personam, Holden, entrambi state dicendo che uno dei due sbagli – fariseismo VS eresia – è più subdolo e pericoloso dell'altro.Io penso semplicemente che entrambi sono subdoli e pericolosi, e che predicare contro l'uno non deve farci dimenticare o essere indulgenti verso l'altro.

  • cinas

    "se considero accettabile la pena di morte, non posso definirmi cattolico"ma davvero, Personam?ti ricordo che la Chiesa "non esclude" la pena di morte come da Catechismo Ufficiale . e cioè, in alcuni limitatitissimi  casi, la considera accettabile.vai a controllare, va e poi dimmi se ti consideri ancora cattolico.

  • ClaudioLXXXI

    Ciao piccic, sì sono tornato. 🙂

  • piccic

    Mi riferivo a Cinas… :-PAvevo già visto che eri tornato anche tu… 🙂

  • cinas

    sì, piccic. le vacanze sono un ricordo.

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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