Due fratelli, tre libri

DUE FRATELLI, TRE LIBRI

 
     

 
Consigli per i regali di Natale.
Questo post probabilmente sembrerà una marchetta, perché parlo bene dei libri di un amico che è anche un blogger, perciò sono in conflitto d’interessi e la mia obiettività è contestabile. La politica di questo blog sui conflitti d’interesse è semplice: ve li dico subito, dopodiché se quello che dico sembra convincente fidatevi, altrimenti pazienza e peggio per voi che non sapete che vi perdete.
Bene, se ci credete, vi dico che i tre libri di Salvo Toscano sui fratelli Corsaro mi sono piaciuti davvero. Li ho letti tutti a razzo, soprattutto il secondo che qualche mese fa mi ha rallegrato il tragitto ferroviario da Palermo a Punta Raisi (quasi un’ora di ritardo) e poi il viaggio in aereo da Punta Raisi a un’altra città che non vi dico ma comunque ho finito il libro in volo e non ho neanche aspettato l’atterraggio per iniziare il terzo. A quel punto volevo recensirli subito, ma poi ho avuto da fare e li ho messi da parte, poi ho avuto un po’ di tempo libero ma ho perso l’occasione, poi non ho avuto più tempo libero, poi ho avuto di nuovo tempo libero ma avevo già deciso di rileggerli con calma. Ogni libro che si rispetti andrebbe letto almeno due volte, soprattutto se è un giallo: la seconda lettura è meglio della prima, perché non hai più l’ansia di scoprire l’assassino e fai più attenzione ai dettagli, disinneschi tutti i falsi indizi disseminati qua e là per mandarti fuori pista e farti pensare che il colpevole sia un altro (e io mi ci sono fatto fregare tutt’e e tre le volte), e soprattutto ti godi meglio tutto il contorno che esula dalla trama gialla e che però è fondamentale per far sì che il libro non sia semplicemente un meccanismo giallo alla whodunit ma invece sia veramente, completamente, un libro.
Questi sono veri libri. Questi, se mi credete, sono bei libri. E vi spiego perché.
 
Il dualismo anzitutto. La storia è sempre narrata in prima persona, ma la voce narrante passa continuamente dall’uno all’altro dei fratelli, Roberto e Fabrizio. Il dualismo è essenziale non solo per la trama gialla, perché i fratelli indagano separatamente e i punti oscuri dell’uno sono gli indizi dell’altro (e provaci lettore a mettere assieme il puzzle prima di loro), ma anche per la visione vorrei dire antropologica che esce fuori da questi libri, posto che i due sembrano diversissimi (sembrano): l’avvocato e il giornalista, il marito fedele e il femminaro scapestrato, il cattolico molto praticante e il gaudente molto impenitente. La Turandot contro Jimi Hendrix, Rossellini contro i fagioli di Trinità, immaginate voi. Una volta volevo chiedere all’autore se ha mai letto quello che Nietzsche ha scritto sull’apollineo e il dionisiaco, poi però mi sono ricordato che non l’ho letto neanche io e allora ho lasciato perdere e molto più banalmente gli ho chiesto in quale dei fratelli si riconoscesse di più. Ho dimenticato la risposta.
Una storia “funziona” se al momento giusto lo spettatore s’identifica in qualche modo nel protagonista, o almeno non lo sente troppo distante; metterne due opposti raddoppia la probabilità che la storia funzioni. Oppure la dimezza, perché uno o l’altro può destare le antipatie del lettore. Infatti le storie corali alla LOST sono le più gratificanti ma anche le più difficili. Ma una delle cose interessanti che ho scoperto con la rilettura è che in verità io, che al primo giro mi ero identificato in [vabbè non ve lo dico, indovinate], in realtà sotto sotto mi riconosco in entrambi, almeno a livello potenziale. Dev’essere probabilmente perché i “tipi” umani esistono solo nella letteratura naturalista-verista e imitazioni varie, mentre nel mondo reale in tutti noi si agita quasi di tutto. D’altra parte anche chi legge scopre man mano che ciascun fratello non è uno stereotipo stilizzato, e che non di rado sconfina nel territorio umano-esistenziale dell’altro.
 
Poi c’è la palermitanità, ammesso che il vocabolo esista. Questi libri grondano Palermo e sicilianità assortita da ogni pagina, forse perché l’autore non è nato propriamente in Val d’Aosta. A questo punto dovrei confessare con vergogna di non aver mai letto il commissario Montalbano, o forse non è una cosa di cui vergognarsi, insomma non sono abituato ai libri che ogni tre parole in italiano ne usano una in dialetto. Se anche voi non ci siete abituati, ho una splendida notizia: questi non sono quel genere di libri. Le parole dialettali usate dall’autore saranno forse una ogni dieci pagine e comunque se ne capisce sempre il significato dal contesto. Non c’è bisogno di armarsi di un vocabolario ed è ammesso anche chi non pratica il bilinguismo. La palermitanità non emerge tanto dal linguaggio ma piuttosto dai caratteri, le descrizioni di luoghi e situazioni, vorrei dire l’aria che si respira se ciò non mi facesse sembrare uno pseudofeticista che annusa i libri (cosa che non affermo di essere ma neanche nego).
E a proposito di sicilianità, bisogna pure dire che questi sono sì libri gialli ambientati a Palermo, ma le vicende non ruotano intorno alla mafia, anzi cosa nostra è abbastanza ininfluente nell’economia narrativa delle storie (tranne che nel terzo libro, più “politico” degli altri due, ma è comunque in secondo piano). Lo dico? Lo dico: ne sono contento. Lasciatemi spiegare prima di denunciarmi per lesa antimafiosità. Lungi da me pensare che si deve parlare poco della mafia perché l’immagine del paese nel mondo eccetera eccetera. Della mafia si può e si deve parlare. Però mi chiedo, da non siciliano, quanto sia attinente alla vera realtà di quei luoghi dipingere un quadro in cui nulla si muove e tutto si distrugge sempre e soltanto in base a ciò che vuole cosa nostra; se non sia insincero, più che controproducente, raffigurare la mafia come un’entità onnisciente onnipresente onnicomprensiva. Leggendo i libri di Salvo Toscano si scopre un mondo in cui la criminalità organizzata è un problema serio, e grazie tante, però non è che la gente a Palermo ruota attorno a e vive la propria vita in funzione di quello che fa cosa nostra, nel bene e nel male. A volte, pensate, capita perfino che qualcuno ammazzi qualcun altro per motivi che con la mafia non hanno nulla a che fare: che bello, proprio come nei paesi civili.
 
Voglio segnalare un’ultima cosa che mi è piaciuta dei libri e cioè la loro cattolicità, però non nel senso in cui si potrebbe normalmente intendere questa parola riferita a un libro, perché queste storie non esistono per illustrare una religione, ma un mondo; la religione fa capolino come parte di questo mondo, ma non ne è la sovrastruttura e nemmeno la chiave interpretativa obbligatoria. Si parva licet, sono libri più tolkeniani che clivestapleslewisiani, non so se rendo l’idea. In questo senso il più esplicito dei tre è L’enigma Barabba, che poi è anche il più bello – mio parere personale supportato dalla constatazione che il volume è esaurito in tutte le librerie, tant’è che ho potuto leggerlo solo perché l’autore stesso me ne ha regalato una copia – immagino che questo  aumenterà il legittimo sospetto di recensione marchetta, pazienza, la trasparenza innanzitutto – e riesce a costruire senza danbrownate una credibile trama gialla destreggiandosi tra teorie gnostiche sulla figura di Barabba e discussioni cristologiche assortite (bella la descrizione del rapporto tra i due sacerdoti, l’ortodosso e l’eterodosso, discordi e amici allo stesso tempo), il tutto senza appesantire e senza fare la facile morale al lettore. E il dualismo tra i fratelli funziona anche sotto questo aspetto, perché mentre Roberto Corsaro è apertamente cattolico (beh: ci prova), suo fratello Fabrizio invece è uno che, cito a memoria, “se entrassi in una chiesa sarei immediatamente risucchiato al centro della terra”. E però i due fratelli messi assieme formano davvero un eccellente binomio, non solo perché sotto sotto l’uno ha in sé un po’ del carattere dell’altro – in effetti più che apollo e dioniso viene in mente il classico disegno yin yang – ma perché questo distico letterario rende perfettamente, e se leggete capirete perché (ogni recensione positiva dovrebbe concludersi invitando il lettore a scucire i soldi e comprare il libro), il senso di quel folgorante aforisma di Oscar Wilde:
la Chiesa Cattolica è per i santi e per i peccatori, per le persone rispettabili è sufficiente la chiesa anglicana”.
 
Insomma, questi tre libri sono bei libri. Salvo, a quando il quarto?


16 responses to “Due fratelli, tre libri

  • holdenC

    segnalazione e auguri[..] Claudio parla dei miei libri su Libero arbitrio. Grazie, grazie, grazie: uno per ogni libro. Amici miei, vi auguro un buon Natale, godetevi le vostre famiglie. Un abbraccio urbi et orbi. [..]

  • Faber18

    Complimenti a Salvo e grazie Claudio per la segnalazione. Tantissimi auguri di Buon Natale!!!

  • mulongo

    ho letto solo l'ultimo… su anobii la mia breve recensione titolava così "Contano più gli intrecci che l'intreccio"…

    mi è piaciuto molto.

    Bravo Salvo.

  • OsteriaVolante

    Ciao Claudio,
    auguri di un Santo Natale!

  • utente anonimo

    Sei venuto in Sicilia e non mi hai detto niente?!
    Auguri di buon Natale e Claudio e complimenti all'autore dei libri.
    Sono curioso di poterli leggere…
    s.

  • Lucyette

    Ehm, questa cosa è un po' inquietante.
    Non la recensione, eh, che è molto ben fatta e invoglia alla lettura: è estremamente inquietante la cosa che non neghi di essere uno pseudofeticista che annusa i libri. No, perché giusto due giorni fa io ho passato i cinquanta minuti più lunghi della mia vita chiusa in una biblioteca con un inquietante figuro, sotto l'evidente effetto di sostanze stupefacenti, che ha un certo punto ha cominciato a tirar giù libri dagli scaffali e ad annusarli istericamente con grande entusiasmo e dimostrazioni di godimento fisico, incominciando a raccontarmi cose deliranti sull'aura che promana dalla materia secondo non so più quale filosofo del Circolo di Vienna, e che l'odore è l'aura del libro, ed è l'aura che promana, e che l'entità del libro sta tutta nel suo odore promanante, e altre cose di questo genere che non ho minimamente capito.

    (Le biblioteche attirano un sacco di pazzi, soprattutto quando fuori fa freddo, per chi non lo sapesse).

    Ecco, comunque questa cosa è per l'appunto molto inquietante: ti prego, dimmi che non sei uno pseudofeticista come quello

    Aehm, e soprattutto BUON NATALE, Claudio, a te e a tutti i tuoi cari!

  • Lucyette

    (L'inquietudine che mi attanaglia è tale da farmi commettere gesti inconsulti, tipo scrivere "ha" invece di "a" quando voglio dire "a un certo punto". Chiedo scusa per l'orrore! :-P)

  • ClaudioLXXXI

    auguri a tutti i lettori di questo blog di un felice e santo Natale per voi e per i vostri cari🙂

    PS era una trasferta palermitana per il matrimonio di un amico, toccata e fuga, la prossima volta mi tratterrò di più

    PPS Lucyette, quanti anni dimostrava questo inquietante figuro? come fai a essere sicura che non fossi proprio io?

  • Lucyette

    Beh, a un certo punto mi ha detto che anche lui aveva vissuto a Torino per un po' di tempo, io gli ho chiesto in che zona di Torino, e lui mi ha candidamente risposto "al Ferrante Aporti". Io mi auguro che tu non sappia che il Ferrante Aporti è il carcere minorile di Torino.

    Per caso, sei uno pseudofeticista fattone ex-carcerato? E ci hai sempre tenuta nascosta questa parte di te?

  • Lightswarrior

    Recensione interessante, vedrò di ricercare questi libri.

    PS: Buon Natale, messere! A lei ed anche ai suoi cari.

  • AnnaV

    Buon Natale carissimo Claudio!

  • utente anonimo

    Ciao Claudio, buon Natale, anche se in ritardo!
     

    Alessandro

  • thewindrose

      ehm … O.T.

    Carissimo Claudio,
    Sperando che tu abbia trascorso un Natale ricolmo della Pace e dell'Amore di Gesù Cristo,  ti comunico che  sulla pagina di Silenas  abbiamo finalmente segnalato il bonifico ricevuto ad ottobre,  puoi leggere  in fondo a questa pagina:
    http://www.silenas.org/il-nostro-grazie/

    mi confermi poi se è corretto l'importo?

    (scrivo in bella vista così faccio un pò di pubblicità  natalizia anche per silenas😉

    Ora attendiamo solo la tua (anche breve, meglio in inglese) letterina ad Ismaili   che puoi mandare per mail a:
    compagnodibanco@silenas.org

    Mi raccomando: i ragazzi del villaggio ci tengono quasi più del sostengo economico… non c'è molto tempo perchè Carla dovrebbe ripartire appena la sua mamma finisce il ciclo di chemio quindi verso metà gennaio…

    un caloroso abbraccio!!!!
    grazie ancora da Carla,
    dai ragazzi del villaggio e da tutti noi !!
    :-))

     

  • utente anonimo

    ricambio gli auguri
    auguri con West Wing: invidio il tuo inizio!

    paolo

  • nihilalieno

    Carissimo
    non ho tempo di leggere la recensione, ma siccome ti conosco li ho ordinati tutti e tre alla Feltrinelli … Buon anno!

  • utente anonimo

    L’ecumenismo ci fa sentire fratelli! Domando un parere su questa traduzione ecumenica della III° p.e., che vorremmo usare nella nostra Parrocchia, preghiera che per le accuse di eresia su MessaInLatino non ci è stata finora autorizzata.
    Ministrante

    Veramente sei santo, Signore, ti benedice tutta la creazione, Tu che, per mezzo del tuo figlio, Gesù e con la potenza dello Spirito, dai vita e santità a ogni cosa, e sempre e ovunque non manchi di accogliere in santa Assemblea tutti i popoli, Tu che sei sempre e ovunque presente, quando due o tre proclamano il tuo Nome in offerta spirituale. Ti preghiamo, dunque, perché questo pane e questo vino, che a Te portiamo come segni della nostra umile dedizione, per mezzo dello stesso Spirito, Tu li santifichi, perché diventino il corpo e sangue di Gesù, sacramenti del suo Amore, che ci ha chiamato a celebrare e condividere. Egli stesso, nella notte in cui fu tradito, ringraziando e benedicendo Te, prese il pane, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: PRENDETE E MANGIATENE TUTTI, QUESTO È IL MIO CORPO, SACRAMENTO DATO A VOI
    Allo stesso modo, dopo la santa Cena, ringraziando e benedicendo Te, prese il calice del vino e lo diede ai suoi discepoli dicendo: PRENDETE E BEVETENE TUTTI, QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE, SACRAMENTO DELLA NUOVA E ETERNA ALLEANZA, DATO A VOI E A TUTTI PER LA LIBERAZIONE E RISCATTO DAL MALE. MANGIATE E BEVETE IN MEMORIA DI ME.
    Mistero della fede. Annunciamo la tua morte, Signore, celebriamo la tua resurrezione, perché venga il Regno!
    Ora dunque, Signore, noi ricordiamo la passione liberatrice di Gesù, la sua mirabile resurrezione e il suo ritorno a Te, ma attendiamo anche la venuta del Regno e perciò ti dedichiamo questa nostra eucarestia di lode, offerta viva e santa al tuo Nome. Guarda, ti preghiamo, questa tua Assemblea in eucaristia e, riconoscendo in essa le stesse disposizioni di Gesù sulla croce, concedici che, nutriti del Pane della vita e del Vino della tua benedizione, sacramenti di Gesù stesso, da Te siamo trovati nell’unità dello Spirito. Lo stesso Spirito ci trasformi in eucaristia incessante per l’avvento del Regno, in comunione universale nel tuo Amore, in particolare con Maria, gli apostoli, i martiri e tutti i santi. Fa, Signore, che questa eucaristia sia germe di pace per la terra e per i viventi, in cui Tu stesso poni la tua compiacenza, sia germe di unità e pace per la chiesa, pellegrina nell’esodo e nel nascondimento, sia germe di fede e comunione nel tuo Amore con i nostri pastori (il papa, il nostro vescovo, le conferenze episcopali, i sacerdoti, i religiosi), con i diaconi, i ministranti, i tuoi servi nella pastorale, i laici e con tutto il mondo, che consideri tuo anche se non ti professa. Ascolta le speranze e le attese della famiglia umana, Tu che congiungi nel tuo Amore tutti quelli che sono lontani e dispersi. Ricordati infine dei nostri defunti e di tutti quelli che hanno lasciato questo mondo e fa che, come per tutti speriamo, tutti giungano al banchetto del cielo, in Gesù nostro Signore, nel quale Tu doni ogni bene. Per Gesù, con Gesù e in Gesù, nell’unità dello Spirito, a Te Padre buono, ogni benedizione per sempre fino a che venga il Regno. Amen.

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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