Del pregare, ovvero chiedete e vi sarà dato… qualcos'altro

DEL PREGARE, OVVERO
CHIEDETE E VI SARÀ DATO … QUALCOS’ALTRO

 
Ciò che state per leggere origina da un commento abortito a questo post di Berlic, nel senso che avevo cominciato a scrivere un commento e poi l’ho interrotto e alla fine l’ho riciclato come post, e questo sarà uno di quei rari post dove devo per forza dire qualcosa di me come persona dietro il personaggio ClaudioLXXXI, che di solito non è una cosa che mi piace fare perché di blog egocentrici ce n’è fin troppi, però stavolta il personale è necessario perché parlo di un argomento in cui portare esempi concreti è fondamentale, altrimenti non si capisce. Parlo della preghiera, intesa proprio come “Dio per favore ti chiedo questo e quest’altro e anche quello”. Che forse è una delle più difficili da spiegare a chi non crede, perché si rischia di far passare l’idea della preghiera o come magia “prega e vedi che le cose succedono” o come auto-aiuto “prega che poi ti senti meglio”. In realtà non è né l’una né l’altra cosa, anche se si può confondere perché gli effetti possono essere gli stessi, per quanto la causa sia molto diversa.
 
 
Esempio personale n. 1.
Fino a un anno fa, se mi avessero chiesto qual era stata la preghiera della mia vita che più mi ricordavo, quella di cui più ero grato, avrei risposto “beh, quella per diritto commerciale”.
Scena: studenteuniversitario si sveglia alle 4 del mattino per strappare qualche ora in più di ripetizione finale prima di un esame importante, preparato su tre libri e quattro dispense. Sa che l’esame sarà grossomodo strutturato così: un paio di domande di apertura sull’imprenditore in generale, poi la metaforica coloscopia sulle società, e una o due domande di chiusura sulla parte miscellanea finale (assegni più altre cose).
Ed ecco che mentre rivede per ogni parte i punti deboli, quelle tipiche cose rimandate all’ultimo momento perché sono così difficili da ricordare che è meglio averle fresche all’esame,  Studenteuniversitario realizza improvvisamente che le “altre cose” della terza parte – un due-tre centinaia di pagine su argomenti vari che lui aveva catalogato alla voce “poco interessante” e messo da parte con l’appunto mentale “ah sì, devo studiare anche quelle cose, le inizio quando finisco questa”, “ah già, ci sono anche quelle cose, devo ricordarmi di guardarle”, e poi in qualche modo deve essersi perso il post-it immaginario perché l’esame è arrivato e lui – oh no, oh oh, OH NO – horrens referesco – lui quelle cose non le ha neanche guardate, ed è la mattina dell’esame.
Studenteuniversitarionelpanico comincia a leggere – non studiare, leggere – per capire di cosa stiamo parlando, e meno male che lui ha i superpoteri di lettura superveloce, e riesce a spararsi in mezz’ora una trentina di pagine sulla disciplina della concorrenza sleale ex artt. 2595 c.c. e segg., prima di capire che non può sperare di colmare l’abissale lacuna in tempo. E così, prima ancora di rendersene conto, si ritrova in ginocchio sul pavimento a pregare con inenarrabile intensità grossomodo così: “ok Dio, una volta hai detto chiedete e vi sarà dato, bene adesso sto chiedendo… per favore, per favore, per favore… se devono chiedermi qualcosa su quella maledetta terza parte, ebbene fai che sia la concorrenza sleale, cioè le uniche 30 pagine su 300 che so, perché altrimenti sono fottuto. Scusa se questa preghiera è un po’ misera ma vedi tu in che condizioni sto. Grazie. Ti prometto che… uh… che sarò un cattolico migliore, che farò [seguono vari buoni propositi che non ho mai mantenuto]. Amen”.
Dopodiché studenteuniversitario si rialza, continua a ripetere, smette di ripetere, si lava, si veste, va in facoltà, sostiene l’esame, regge la metaforica coloscopia su prima e seconda parte, e alla fine gli chiedono la concorrenza sleale, che si ricorda abbastanza bene perché l’ha letta poche ore prima (ovviamente il giorno dopo sarà un vago ricordo e il giorno dopo ancora sarà scomparsa dalla sua mente). Buon voto, stretta di mano e avanti il prossimo.
 
 
Ebbene, successivamente ho ripensato spesso a questo mio episodio, e di tanto in tanto mi è venuta la tentazione di citarlo in risposta a qualcuno che mi chiedeva “ma come fai essere sicuro che Dio esiste? Hai le prove da qualche parte?”; ma non l’ho mai usato come risposta, e penso di aver fatto bene.
Perché dire “so che Dio esiste perché la tale mia preghiera è stata esaudita”, in un certo modo, può essere pericoloso. Perché l’argomento non è probante (poteva essere solo una coincidenza, non stiamo parlando di situazioni al limite della statistica); perché non sempre meritiamo ciò che chiediamo (dopotutto mi ero cacciato in quella situazione per colpa mia, per non aver studiato quel che avrei dovuto studiare); perché a pensarla così si rischia di perdere la fede alla prima preghiera importante non esaudita; e poi, e soprattutto, perché noi non conosciamo ciò sarebbe potuto succedere, e raramente sappiamo se ciò che chiediamo è davvero ciò che è meglio per noi.
Oggi, per esempio, sono molto contento perché una mia preghiera non è stata esaudita.
 
 
Esempio personale n. 2.
Studenteuniversitario diventa prima laureatoincercadilavoro e poi giovaneprecario, e fa uno stage in un posto di lavoro che gli piace con la prospettiva di essere assunto. Vive a Roma e riesce a pagarsi l’affitto da solo, si è pure trovato la fidanzata, legge un sacco e tiene un blog, insomma è un buon momento. Diciamo che ha fatto cautamente dei piani ottimistici per il futuro.
Crisi economica, recessione, improvvisa sgradevole notizia: caro giovaneprecario, ci dispiace ma la situazione è lievemente cambiata, è possibile che a fine stage diventerai giovanedisoccupato. Ah.
Ed ecco che giovaneprecario comincia a pregare, con una regolarità degna di nota, grossomodo così: “ok Dio, una volta hai detto chiedete e vi sarà dato, bene adesso sto chiedendo… per favore, per favore, per favore… non voglio perdere il lavoro. Ehm, immagino che Tu te lo senta dire spesso. Bene, eccone un altro che Te lo chiede. Grazie. Ti prometto che… uh… che sarò un cattolico migliore, che farò [seguono vari buoni propositi che non ho mai mantenuto]. Amen.”
Giovaneprecario prega, prega, prega.
Dopodiché, sintetizzando in rapida successione: lo stage si conclude, giovaneprecario diventa giovanedisoccupatochenontrovalavoro e dietro forti insistenze dei suoi genitori, coactus tamen volui, decide di ingoiare il boccone amaro e lascia Roma per tornare ad abitare con la famiglia in provincia di Napoli e diventare giovanepraticanteavvocato, naturalmente non retribuito. La sua relazione affettiva si conclude, non ha quasi più tempo per leggere, affronta altri problemi di particolare natura che non saranno qui esposti e che lo portano a trasferire il blog “nelle catacombe”, ovvero renderlo privato.
Insomma, è stato proprio un brutto periodo, anzi pessimo, anzi il periodo peggiore che il vostro narratore si sia mai trovato ad affrontare; e quando pregava, pregava grossomodo così: “ok Dio, una volta hai detto chiedete e vi sarà dato, bene io ho chiesto… e non mi hai dato. Se tu non fossi Chi sei, ti direi ‘Mortacci tua’; comunque, non posso far altro che sperare che domani le cose vadano meglio di oggi, ed è questo che ti chiedo adesso. Ti prometto che… uh… ehm… forse è inutile che io faccia promesse come se dovessi garantire una controprestazione. Con Te non si possono fare contratti, l’avevo anche scritto da qualche parte sul blog, ma evidentemente me ne sono dimenticato. Proverò a fare [seguono vari buoni propositi che ho mantenuto], indipendentemente da quello che hai in mente per me. Amen.”
Per quasi due anni il vostro narratore sperava ogni giorno che le cose andassero meglio, e le cose andavano peggio.
E poi.
Niente di miracoloso, oh, nessuno sfavillante happy ending hollywoodiano (che manco li fanno più a Hollywood). Semplicemente il vostro narratore ha finito di essere giovanepraticanteavvocato, ha trovato un altro lavoro, anche migliore del primo, si è trasferito di molte centinaia di chilometri… e soprattutto ha incontrato lei, se ne è innamorato, ed esattamente un anno fa è riuscito  in qualche modo a convincerla a diventare la sua fidanzata.
 
E oggi può pregare così:
“ok Dio. Una volta hai detto chiedete e vi sarà dato, e una volta io ti ho chiesto… e tu non mi hai dato quello che ti avevo chiesto. Mi hai dato qualcos’altro, che mi ha portato a molta sofferenza e poi a molta più felicità. Sei peggio di un dentista. Comunque grazie, perché se fossi rimasto dov’ero sarei stato bene, magari anche molto bene, ma non avrei mai saputo che da qualche altra parte c’era un ancora meglio ad aspettarmi. Il futuro è quantisticamente impredicibile e ciascuno di noi ignora non solo cosa gli succederà, ma anche cosa gli sarebbe potuto succedere; solo Tu vedi la totalità dei compossibili e puoi davvero tirare le somme. Adesso ho capito cosa significa davvero pregare perché sia fatta la Tua volontà… perfino se non coincide con la nostra. Ti prometto di fare [questo, e questo, e ques’altro], e non so se manterrò questi buoni propositi, ma intanto ci provo. Grazie per Lucia e per tutto il resto.”
 
Amen.


30 responses to “Del pregare, ovvero chiedete e vi sarà dato… qualcos'altro

  • utente anonimo

    C'era una volta  una persona che, fra i suoi mille difetti, ne aveva uno speciale: vedeva il mondo in bianco e nero (il che, anche solo calcisticamente parlando, è un peccato che viene perdonato ancor meno di quello contro lo Spirito Santo)
    C'era una volta una sputasentenze di prima categoria che divideva in modo manicheo il mondo in buoni/cattivi, e naturalmente la stragrande maggioranza dei giovani rientrava nella seconda. Tutti incolti, teppisti, pelandroni o, nella migliore delle ipotesi, irrimediabili bamboccioni
    Poi la signora in questione conosce via Web un ventunenne che si rivela, attraverso quello che scrive, colto, intelligente, sensibile, educato, rispettoso, fermo, serio, e nello stesso tempo pieno di voglia di vivere e di conoscere, di divertirsi e di arricchirsi intellettualmente. Naturalmente la signora pensa che sia una persona di almeno quarant'anni che si spaccia per uno più giovane, magari proprio allo scopo di rimediare qualche ragazza.
    Ma presto deve ricredersi, ed il suo pregiudizio (che marcia sempre in parallelo all'orgoglio) comincia ad incrinarsi
    Passano all'incirca dieci anni, ed il ragazzo di cui sopra è diventato un uomo che ha tenuto fede a tutti i suoi principi, ha retto a scossoni che avrebbero mandato vita natural durante dallo psicanalista persone ben più scafate ed "adulte".
    Oggi quell'ex ragazzo ha ottenuto ciò che ha meritato: un lavoro spero soddisfacente, prospettive tutto sommato abbastanza serene per il futuro (per quanto di serenità possiamo tutti noi aspettarci). Come tutti, ha ancora i suoi problemi irrisolti, ma possiede equilibrio, intelligenza, e soprattutto sensibilità ed amore (agape, charitas) in misura più che sufficiente per affrontarli, comunque evolvano ed ovunque conducano.
    Mancava un'ultima cosa: l'amore di una persona "giusta". Ed è arrivato pure quello, perchè Lucia è bella anche esteriormente, ma è soprattutto bellissima "dentro", di quella bellezza che non sfiorisce con le rughe.
    S. Paolo dice qualcosa del genere: che quando preghiamo spesso non sappiamo cosa chiedere, ma è lo Spirito ad intercedere per noi, a condizione di riuscire a pregare – davvero – perchè "sia fatta la volontà di Dio". Il quale, essendo Amore, non può volere il nostro danno, anche se spesso ci conduce attraverso percorsi che ci appaiono totalmente incomprensibili, se non addirittura inaccettabili.
    Poi alla preghiera – superstizione – coincidenza – non ci credo nemmeno io più di tanto, … e tuttavia … potrei citare degli esempi in cui non dico di essere stata esaudita, magari in una situazione in cui non avrei meritato nulla di più che una sonora batosta, ma mi vengono in mente mille piccoli episodi, quotidiani, che NON POSSONO ESSERE TUTTE COINCIDENZE e che mi fanno solo riflettere sul fatto che Dio è presente ogni giorno nella nostra vita, e se riusciamo ad essere un po' meno presuntuosi ed un po' meno distratti, magari una volta su cento riusciamo a cogliere i piccoli, infinitesimali segnali che ci manda, e che sono tocchi talmente leggeri che basta un niente per ignorarli. E se così non fosse, dove andrebbe a finire il libero arbitrio?
    Io ringrazio Dio tutti i giorni perchè al mondo esistono persone come Claudio e Lucia. E adesso mi spiego anche il mio inguaribile rifiuto della matematica: l'intero è sempre superiore alla somma delle parti. Claudio è Claudio, Lucia è Lucia, due persone che possiedono più pregi che difetti, cosa già di per sè abbastanza rara.
    Ma Claudio&Lucia, insieme, sono una forza della natura.
    Non so che ne sarà della vostra storia, anche se vi auguro tutto il bene e la felicità possibili. Onestamente, ed in piena sincerità, non vi dico nemmeno che vi invidio, perchè potrà pur sembrarvi strano, ma di togliermi 25 anni dalle spalle non me ne frega più di tanto, e soprattutto non vorrei mai tornare ad essere la 30enne che ero – e qui non stiamo a scomodare Leopardi ed i suoi Dialoghi, se non non se ne viene più fuori. Ma invidio, e con tutto il cuore, i figli che forse un domani avrete.
    Vi abbraccio con affetto
    Sissi2002

  • cecilia2day

    Inizialmente mi veniva da scrivere: E' fantastico, e spero un giorno che capiti qualcosa di simile anche a me. Che, insomma, io trovi qualcuno o qualcuno trovi me.
    Poi mi son detta: Accidenti, no. Certo, mica rovini niente parlando delle TUE speranze, però caschi nel solito meccanismo per cui sappiamo benissimo che – più o meno – qualcunque circostanza potrebbe scatenarti pensieri sulla solitudine; e non riesci a farli passare in secondo piano.
    Poi ancora mi son detta: Ma chissenefrega. E' un modo di gestire il problema decisamente inefficace, anzi… ma so anche che facendo finta di niente non evito solo di lamentarmi, ma anche di affrontare il problema.

    E insomma, ecco qua.
    Sono scompagnata, non capisco (classicamente) se si tratta del corso naturale delle cose o se sto incasinando qualche circostanza fondamentale che mi permetterebbe di uscirne; e tuttavia al contempo sono sinceramente entusiasta per voi.
    Mi fate sperare che se là fuori qualcuno c'è, non può essere uno qualsiasi.
    Non DEVE essere uno qualsiasi, non per qualche pretesa di perfezione, ma perché "noi valiamo". E valiamo tanto, perché siamo amati per primi; anche se tendiamo a dimenticarcene e a volare basso.
    Insomma, grazie. Vi auguro ottime cose… e mi auguro di leggere qualche divertente resoconto di pseudo-litigi come quella della borsetta, eheh!🙂

  • diggiu

    Auguri, Claudio! Buon anniversario per te e la tua lei
    La preghiera è qualcosa che nasce spontanea verso Dio ma che non va mai persa, nemmeno quando non se ne vedono gli effetti. Il Signore, di solito, apre sempre una via, anche quando sembra non essereci. Il suo scrivere diritto nelle nostre vie storte, ci stupisce sempre. Tutte le  sofferenze, hanno un senso solo se portano ad un bene più grande.  Ne ho fatta esperienza nella mia non breve vita. E ringrazio sempre Colui che me le fatte provare. Un abbraccione e speriamo di rivederci. Sono sempre a disposizione come autista!

  • utente anonimo

    Auguri Claudio!
    Scusa se non te li ho fatti direttamente stamattina…
    Felice anniversario!

    (qualsiasi mio sforzo per pensare qualcosa di più originale non produrrebbe comunque niente di lontanamente paragonabile ai commenti precedenti, ma spero che i sentimenti contino…  )

    Rayer

  • Lucyette

    Backstage di questo post:

    Sabato pomeriggio, interno giorno: Claudio è a casa mia, e sta lavorando al computer. A un certo punto mi chiama: "Lucia? Ho un dubbio linguistico".
    "Dimmi!", gli rispondo.
    "Ecco, stavo scrivendo il post per il nostro anniversario, e mi domandavo… come si scrive, coloscopia?".

    Comunque, a proposito di preghiere non esaudite o esaudite nella maniera esattamente opposta alla richiesta iniziale, San Giovanni Battista De La Salle faceva questa osservazione. "Ecco come si comporta ordinariamente Dio: rovescia i progetti degli uomini in modo che avvenga il contrario di quanto si erano proposti, perché imparino a confidare solo in lui e ad abbandonarsi alla sua Provvidenza".
    A quanto pare, è proprio una strategia, allora!!😛

    P.S. Sissi, allora ci vediamo questa notte alle 2 sotto a quel ponte che tu sai, così ti diamo la somma che avevamo concordato in cambio del tuo commento… brava, hai fatto un buon lavoro!
    ;-P ;-P

  • berlic

    Eh-eh…più vado avanti più sono convinto che il "trucco" sia non nel chiedere, di per sé, ma nel chiedere che faccia Lui. Se ripenso al passato, chi combina i pasticci sono io. Lui da, e io non riconosco…o pretendo di fare da me.
    Comunque sono contento che l'outing abbia preso spunto da una risposta (mancata) ad un mio post… 

  • Lightswarrior

    <Auguri, messer Claudio e mademoiselle Lucy! Felice anniversario!😀

    @cinas: Dio non ha motivo alcuno per condederci quello che vogliamo solamente perché lo vogliamo, alrimenti più che Dio sarebbe un distributore automatico di bibite. "Ma come, perchè non mi dai la coca? Aspetta, ti inserisco altri venti cent… oh eccola!"; "Ma come, perché non mi rendi supermegaultrafighissimo? Aspetta, t'accendo un altro cero…". No, direi che non ci siamo.
    Dio è buono proprio perché sa che cosa è meglio per noi, e ci sospinge di conseguenza lungo quella srada. Mio zio da giovane era un ateo mangiapreti, militante di Lotta Continua, a confronto Adriano Sofri pareva un timido angioletto: se avesse continuato su quella strada, avrebbe fatto una finaccia, o in carcere per qualche attentato che sarebbe andato a commettere o impallinato dalla polizia in uno scontro a fuoco. Invece, Dio c'ha messo una pezza: si è covertito, è enrato in seminario ed è diventato uno dei preti più benvoluti qui a Livorno, dove ha sempre cercato di fare del bene a tutto e tutti, sin'anche alla fine (è mancato ad Agosto dell'anno scorso). Se avesse continuato a credere nel dio "rosso", tutto il bene che ne sarebbe derivato dalla sua vita non sarebbe mai sato fatto, e oggi molte persone (anche io e la mia famiglia) saremmo ben più povere in tutti i sensi.

  • nihilalieno

    Tanti auguri anche da me. Se riuscite a non finire in prigione spero vi sposiate presto e mettiate in cantiere un amico del cuore per il principino di Martayensid…

  • cinas

    scusami, ma trovo orribile questa concezione di un dio che concede se richiesto o adulato. che se non non pregato non salva e non guarisce.
    se dovessi credere in dio, mi piacerebbe credere in un dio buono.

  • cecilia2day

    Perdonami, Cinas (mi permetto di rivolgermi direttamente a te avendo notato che in questo blog vi è un alto livello di interazione, posso?), ma da dove hai tratto l'idea che Dio "concede se richiesto o adulato" e "se non pregato non salva e non guarisce"?
    Non è mica questo che è stato descritto. Anzi. Si sta proprio dicendo che Dio non è un potentino da quattro soldi, che ti fa avere ciò che desideri se però, e soltanto se, tu per primo accontenti lui mostrando una certa… tendenza alla leccaculaggine😉
    E non è detto che Dio non ascolti la tua preghiera. Non segue una regola per cui mai e poi mai dovrà corrispondere a ciò che chiedi – quella sarebbe crudeltà; piuttosto, salva e guarisce in modi spesso differenti da quelli che ti aspetti.
    Certo, finché non ci si abbandona nelle Sue mani e non lo si sperimenta direttamente, è ben arduo credere che sia possibile questa inversione fra ciò che desideriamo e ciò che ci fa bene realmente (vien da dire: come se noi non sapessimo cosa ci fa bene!), anche perché la nostra normalità è aspettarsi una controprova prima di mettersi in gioco. Prima la sicurezza, poi la partecipazione.
    Ma in questo caso funziona al contrario. La sicurezza la si acquista, non è una chimera, ma la si acquista per aver toccato con mano la differenza fra ciò che vogliamo e ciò che ci viene offerto, scoprendo quest'offerta migliore di quanto potessimo pensare.
    Appunto: lo si scopre solo vivendola.

  • ClaudioLXXXI

    Non mi aspettavo che questo post generasse tanta attenzione…
    (ok, un po' sì, ma non tanta!)

    #1 Sissi2002
    Ehr… a parte che sono super-imbarazzato da questa valanga di complimenti immeritati (una forza della natura? e che siamo, uno tsunami?), cioè ma tu veramente pensavi che io fossi un quarantenne che si spacciava più giovane per rimorchiare?!?

    #2 Cecilia2day
    Uh, Cecilia, io sono stato scompagnato per taaanto tempo e a un certo punto pensavo che lo sarei rimasto per tutta la vita. E invece sorpresa. E se è capitato a me, c'è speranza per tutti… auguri!

    #3 diggiu
    Grazie! Quello che scrivi è il riassunto del mio post, perciò se non lo avete letto perchè era troppo lungo,leggete quello che ha scritto diggiu e va bene così.

    #4 Rayer
    Non preoccuparti, grazie!

    #5 Lucyette
    Non è vero, non ti ho chiesto come si scrive coloscopia… lo so come si scrive! Ti ho chiesto se è più corretto dire coloscopia o colonscopia!
    Ma che figure mi fai fare!

    #6 Berlic
    Un motivo in più per continuare a fare post per ancora tanti, tanti anni!

    #7 nihil
    Mah, non c'è pericolo, sono solo io quello che rischia di finire dentro per rapina a mano armata, nel qual caso lei potrebbe sempre venirmi a trovare in visite coniugali…
    (per capire questo scambio di battute bisogna aver letto il commento di nihil sul post di Lucyette e sapere la storia che c'è dietro, che non dubito Lucia sarà felicissima di raccontare quanto prima – voi non avete idea del vaso di pandora che si è appena scoperchiato: mi sono già rassegnato al fatto che gli episodi più bislacchi della nostra relazione sentimentale diventino di dominio pubblico, e sono tanti)

    #8 cinas
    Figurati. Sono assolutamente d'accordo con te: anch'io trovo orribile una simile concezione di un dio sadico che si fa adulare. In un certo senso, anche io sono ateo – nei confronti di questo "dio" immaginario.
    Il Dio che credo aiuta anche chi non lo prega; e, come si evince dal post, spesso non aiuta chi lo prega, almeno non nel modo in cui quest'ultimo vuole essere aiutato…
    P.S. sono contento che proprio tu abbia commentato questo post, per motivi che saranno successivamente spiegati.

    #9 Lightswarrior
    Perbacco, che  bella storia. Perchè non la racconti nei dettagli?

  • Swann77

    Caro Claudio,
    mi ha fatto piacere leggere qualcosa della tua storia personale. Grazie di averla condivisa con noi.

    Quanto alla preghiera, mi sono venuti in mente due richiami: prima ho pensato a Paolo VI e alla sua espressione, durante le esequie di Aldo Moro: "Tu Signore non hai ascoltato la nostra supplica…". Quanta umanità nell'invocazione di quell'enorme Pontefice e quanta storia dolente dell'uomo rispetto ai disegni di Dio. Poi ho pensato alla preghiera di Kirk Kilgour, che certamente conoscerai. Si tratta del testo scritto da questo sportivo, poi costretto sulla sedia a rotelle da una grave patologia.
    E' breve e mi permetto di trascriverla qui, per chi l'avesse dimenticata:

    "Chiesi a Dio di essere forte
    per eseguire progetti grandiosi:
    Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
    Domandai a Dio che mi desse la salute
    per realizzare grandi imprese:
    Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
    Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
    mi ha fatto povero per non essere egoista.
    Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
    Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
    Domandai a Dio tutto per godere la vita:
    mi ha lasciato la vita
    perché potessi apprezzare tutto.
    Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
    ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
    e quasi contro la mia volontà.
    Le preghiere che non feci furono esaudite.
    Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
    nessuno possiede quello che ho io!"

  • vincenzillo

    Claudio, "Non mi aspettavo che questo post generasse tanta attenzione…"
    Eh, la preghiera "sta tornando", come dicono i modaioli.

    OT: oggi ti ho mandato una mail abbastanza urgente sul PVT.

  • Lightswarrior

    @Claudio: mi piacerebbe in effetti, ma il momento attuale è poco propizio: tra poco cadrà l'anniversario di un anno dalla morte, e per quel che ne so i suoi pseudo-amici (che negli ultimi anni di malattia si sono fatti vedere solo una volta atesta, e solo per "battere cassa"…) hanno intenzione di pubblicare un libretto di sue presunte memorie (mi piacerebbe sapere da dove le hanno prese: non teneva diari, ed i suoi appunti personali scrisse nel testamento che dovevano essere bruciati), quindi il mio post rischierebbe di risulare solo una delle voci che si siano assemblate al codazzo dei falsi amici. Aspetterò che la situazione si sedimenti, ed allora darò il mio contributo, ed avviamente t'avvertirò del fatto.

  • utente anonimo

    # 11
    Ebbene, sì. Era la spiegazione più logica che riuscissi a darmi. Senza peraltro intenderla in maniera totalmente negativa: non fosse altro che per il fatto che tra me ed il mio compagno che è stato e continua ad essere il grande amore della mia vita, ci passavano 19 anni, e quando ci siamo conosciuti io ne avevo 24.
    Lungi da me il difendere crimini come la pedofilia o bunga-bunga più o meno discutibili. Ma non escludo che in presenza anche di una forte differenza di età possa nascere, e durare, un sentimento anche molto forte, e serio, ed importante.
    Quindi, ammetto che sia stato il mio primo pensiero, ma invoco l'attenuante di non aver visto nella cosa "solo" la componente negativa.
    Con tutto ciò, il dubbio è durato pochissimo, e mi sono per l'ennesima volta rimproverata da sola per i miei soliti pregiudizi
    Un abbraccio
    Sissi2002

  • utente anonimo

    Nel libro Sunset Limited di C. McCarthy c'è uno scambio di frasi che ti riporto:

    – Se la vita che ti aspettavi non era questa, com’era invece?
    – Non lo so, non così. Perché, la sua vita è come l’aveva prevista?
    – Proprio per niente. Ho avuto quello che mi serviva invece di quello che volevo, e questa è grossomodo la più grande fortuna al mondo.

    Interessante, no?

    Grazie per la tua esperienza!

    Gio

  • ClaudioLXXXI

    Cecilia, Swann, Sissi, Gio, grazie a voi.

  • utente anonimo

    Ah, Claudio, penso che la preghiera "utilitaristica" abbia fatto parte di oguno di noi…

    Ricordo un episodio, simile a quello da te descritto: dove sostenere l'esame di diritto costituzionale. Bellissimo in alcuni punti, ma anche molto vasto (tre libri, di cui uno del Crisafulli: non so se rendo…), ma anche noioso: come tutte le cose giuridiche quando si scende troppo nello specifico (io non ho mai capito una cosa: ma perchè sono convinti che tutti quelli che fanno giurisprudenza debbano diventare avvocati affermati o magistrati illustrissimi? Vabè: mi rendo conto che ciò esula dal tema della discussione e che può essere oggetto di altro post…)

    Insomma: certi capitoli li avevo studiati molto superficialmente. Ma ce n'era uno, la liberaldemocrazia, che mi aveva appassionato tantissimo.

    E quando mi sono seduto davanti all'assistente ho pensato: "Dio, fà che mi chieda la liberaldemocrazia, ti pregooo!!!". E lei, immediatamente dopo: "Perfetto, mi parli della liberaldemocrazia, poi io le farò altre domande". E io dentro di me: "Ma andiamoooo!!!"
    Sicchè sono partito in quinta, perchè quel capitolo mi era proprio piaciuto, ho fatto anche i collegamenti con il libro incomprensibile di Crisafulli e alla fine ho anche concluso con la citazione dotta, sentita e commossa. "Perchè, dottoressa, parafrasando Tocqueville, una libertà senza limiti porta all'anarchia, una democrazia spinta all'eccesso si trasforma in tirannide. Di libertà si può anche morire, disse Crisafulli nella sua prolusione romana del 1977. Democrazia e libertà sono come marito e moglie che formano una coppia non riuscita, un matrimonio non riuscito". E la Tizia mi ha dato addirittura la lode, senza farmi passare dal prof!!

    Però, dismettendo la celia e tornando a ragionare seriamente: io non credo che questo sia il corretto rapporto che un credente dovrebbe avere con Dio. Difatti mi sento in colpa le volte che lo faccio. E' troppo comodo invocare Dio solo quando vogliamo qualcosa o desideriamo qualcuno o una qualche situazione si deve sistemare in modo a noi propizio.
    Ed è proprio da queste preghiere di comodo che traggo l'ennessimo indizio che io non sono proprio un bravo credente e che molto probabilmente non ho ben chiaro il rapporto che dovrebbe intercorrere tra l'essere umano, limitato e soggetto ad errore, e lui, perfetto e onnicomprensivo per eccellenza.
    Mi pare così vile, così meschino scomodare la sfera ultraterrena per desideri che in fondo attengono a cose così materiali, superflue, ridondanti. E in un certo senso ammiro gli atei convinti, che critico perchè mi pare assurdo ipotizzare il NULLA dopo questa vita, ma che apprezzo però per la loro coerenza granitica: hanno una convinzione e la portano avanti, indipendentemente dai problemi che la loro vita possa presentare.

  • utente anonimo

    p.s. Scusate l'anonimato. Sono Sparviero…ma questo Splinder non mi logga mai!!🙂

  • ClaudioLXXXI

    Ah, anche io per costituzionale ho dovuto (anzi, dovetti, è passato un bel po' di tempo) studiare un tomo del mitologico Vezio: come ti capisco!

    Sparviero, devi sapere che questo commento ha dato origine ad un'accesa discussione tra me e Lucia. Lei la pensa come te e ha anche usato la tua stessa parola, scomodare. A me invece sembra strano pensare che chiedere qualcosa  equivalga a "scomodare" uno che in fin dei conti dovrebbe essere, per sua stessa definizione, un Papà universale.

    Coincidenza, ho appena finito di leggere Dio è cattolico? di Cammilleri, e per quanto il libro non mi abbia entusiasmato (Cammilleri ha uno stile che non mi piace tantissimo), sono rimasto colpito da un punto in cui l'autore illustra la differenza tra cristianesimo ed ebraismo, citando un rabbino il quale dice che quando prega lui non esprime desideri per il futuro ma si limita a ringraziare Dio per il presente:

    Il cristiano si rivolge al Padre con atteggiamento filiale. Nel Vangelo è espressamente richiesto, questo atteggiamento da bambini; bambini che dipendono in tutto dal genitore. Il rabbino sottolinea più volte che Dio è il Signore, e non si può importunarlo più di tanto. Specialmente con richieste "frivole".
    Ora, il fondatore del cristianesimo esordisce nella vita pubblica proprio con un miracolo "frivolo", quello delle nozze di Cana, che consisté nel dare nell'altro vino ai festaioli che avevano già bevuto anche troppo.
    […] E' previsto che un bambino chieda al genitore anche le caramelle o un giocattolo. E siamo abituati a considerare senza cuore un padre che negasse al suo bambino le une o l'altro.
    Tuttavia, molto probabilmente il rabbino Small troverebbe "frivoli" sia le caramelle che i giocattoli.

  • ClaudioLXXXI

    (continua)

    Però, quando ho detto a Lucia che la sua concezione di preghiera in sostanza è una regressione all'ebraismo, perchè implica un Dio molto lontano e poco cattolico (che è il Dio che si fa vicino per antonomasia, l'Emmanauele-dio-con-noi), lei stranamente lei non mi è sembrata contentissima…

    Insomma, per me non c'è alcuna viltà a "chiedere", anche cose banali e materiali: proprio perchè parliamo di (ad) una divinità che per lei prima si è "scomodata" a scendere dall'ultraterreno al materiale, al banale, al piccolo e quotidiano.

  • berlic

    Uhm…anch'io, che so che risponde sempre, non chiedo quasi mai. Ma perché il miracolo – di qualsiasi fatta – non sostituisce il cammino. Il miracolo serve se fa cambiare, altrimenti è inutile. Quando si capisce questo tendi a non chiedere più niente perché sai già che è dato. La domanda, in qualche maniera. è già cammino.

    Poi, Lucyette è piemontese come me. Il piemontese, quando va da qualcuno, la prima cosa che chiede è "Disturbo?"

  • Lucyette

    MUAHAHAHAHAHA… Berlic, quanto hai ragione: dipende tutto dal fatto che sono piemontese!! E' vero!!

    Scherzi a parte… beh, sì. Anche io chiedo molto poco, praticamente mai.
    Quando chiedo, in genere chiedo cose che mi sembra possano ragionevolmente coincidere con gli interessi del Diretto Interessato: ad esempio ho pregato per riuscire a perdonare un paio di persone, ho pregato e prego molto per il destino di una congregazione che mi sta particolarmente a cuore (vocazioni ecc.), e cose simili.
    Però diciamo che non mi verrebbe proprio in mente, di pregare per ottenere cose tipo la buona riuscita di un esame.
    Non mi verrebbe proprio in mente per alcune ragioni (oltre a quelle di Berlic):

    1) nel caso specifico dell'esame, (o del lavoro in ufficio o cose simili), mi sembrerebbe proprio di avere un bel po' di faccia tosta, nel chiedere a un Altro di rimediare alle mie eventuali manchevolezze. Nel senso: se io non ho studiato, è colpa mia; mi prendo le mie responsabilità, e vada come deve andare.
    Mi è capitato, in momenti di particolare stanchezza, di chiedere cose tipo "ti prego, dammi la forza per mettere a frutto l'intelligenza che hai voluto darmi, perché sono talmente stanca che non riesco a concentrarmi ma ovviamente così non concludo niente"… però, diciamo, era un approccio diverso, non so se riesco a spiegarmi.
    Dire "okay, Dio: fammi prendere un bel voto all'esame", a me personalmente sembra quasi… come dire? Sfacciato?😛

    2) altre richieste, effettivamente, sembrano frivole anche ai miei occhi, confesso.
    Cammilleri, in altri libri che ho letto, cita spesso, come esempio positivo, alcuni grandi cattolici che invocano il loro angelo custode affinché lui li aiuti a trovare il parcheggio in centro (li cita davvero, eh, non sto scherzando).
    Ehm, a me non passerebbe neanche per l'anticamera del cervello.
    Ma non per il fatto Dio mi sembra un figuro lontano a cui non gliene importa niente se io giro come una cretina alla ricerca di un parcheggio: sono convinta anch'io che Dio sia un Papà universale… solo che certe richieste non le farei nemmeno al mio papà personale, per l'appunto.
    E' interessante quando Cammilleri tira in ballo le nozze di Cana: effettivamente, se alla mia festa di nozze a un certo punto finisce il vino, io sospiro e dico "vabbeh"; non è che chiamo mio padre e gli chiedo di scapicollarsi al supermercato a prenderne subito un'altra cassa perché mi serve.
    Posso chiedergli aiuto se si tratta di cose più serie; però, oggettivamente, un certo tipo di richieste sembrano frivole anche a me, confesso la mia regressione all'ebraismo.
    (Poi può capitare che mio padre, o il Padre nostro, decida di aiutarmi anche in queste piccolezze – sono convinta che è già successo molte volte – e allora lo ringrazio commossa… però diciamo che io, spontaneamente, non chiedo, per certe cose).

    3) ma soprattutto: quando Cammilleri parla del bambino che chiede un giocattolo ai suoi genitori, fa un esempio meraviglioso.
    Io non ho mai scritto una "letterina a Babbo Natale" in tutta la mia vita.
    Quando si avvicinava una festa, io non facevo un elenco di tutti i miei desiderata: era perfettamente inutile, perché i miei genitori mi conoscevano benissimo e sapevano già che cosa mi sarebbe piaciuto.
    Poteva capitare che mi regalassero proprio quella bambola che avevo visto in vetrina; oppure, poteva capitare che mi facessero dei regali completamente diversi da quelli che avrei richiesto io, (magari perché non sapevo nemmeno che esistesse quel giocattolo lì), ma che alla fin fine mi piacevano un sacco.
    Io non avevo bisogno di dire "ti chiedo questo e questo questo", perché i miei genitori mi conoscevano talmente bene, e mi amavano con così tanto amore, che potevo anche lasciargli carta bianca: avrebbero saputo comunque qual era il regalo più adatto a me.
    E penso di poter dire la stessa cosa di quell'altro Padre che c'è lassù in cielo.
    Ora come ora, io non Gli chiedo praticamente niente, limitandomi a dire "hai carta bianca: vedi un po' tu cosa fare". Sarà fortuna, ma fino ad ora ha sempre funzionato bene…😛

  • utente anonimo

    congratulazioni…
    per restare in tema di caramelle, in cammino di j.m.escrivà un pensiero esemplifica la fiducia dell'orante ai bambini che cercano le caramelle nelle tasche del padre…con un gesto che rivela familiarità fiduciosa e non avidità, con lo sguardo rivolto al volto paterno per arrestarsi al minimo segnale di disappunto… farsi santi è crescere nella fiducia, tra familiarità e timor di Dio…insomma auguri anche da ba

  • utente anonimo

    """
    "Chiesi a Dio di essere forte
    per eseguire progetti grandiosi:
    Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
    Domandai a Dio che mi desse la salute
    per realizzare grandi imprese:
    Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
    Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
    mi ha fatto povero per non essere egoista.
    Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
    Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
    Domandai a Dio tutto per godere la vita:
    mi ha lasciato la vita
    perché potessi apprezzare tutto.
    Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
    ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
    e quasi contro la mia volontà.
    Le preghiere che non feci furono esaudite.
    Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
    nessuno possiede quello che ho io!"
    """

    Evidente che il prossimo dono di Dio sarà di togliergli finanche l'idea di se stesso

  • cecilia2day

    Oh, quando uno è sveglio è sveglio.

  • utente anonimo

    Quindi la preghiera sarebbe un rivolgersi (a Dio o) a qualcun altro per ottenere dei vantaggi, giuste domande all' esame per esempio .

    Però non sempre riesce, a volte ci fanno altre domande, e ci bocciano per il nostro bene, perchè Lui sa che cosa è bene per noi.

    Se me ne stavo zitto e non chiedevo niente, non è che Lui mi avrebbe aiutato lo stesso?

    Qualcuno ha voglia di iniziare una ricerca su forma uso e significato della preghiera nelle varie tradizioni religiose?

    Mara nada

  • utente anonimo

    Brava Lucyette!!

    Mara nada

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