Un piccolo particolare

Nel libretto Elementi di politica di Benedetto Croce c’è un brano (pag. 51) dove l’autore mettere a paragone Machiavelli e Guicciardini:

 È risaputo che il Machiavelli scopre la necessità e l’autonomia della politica, della politica che è di là, o piuttosto di qua, dal bene e dal male morale, che ha le sue leggi a cui è vano ribellarsi […] Ma quel che di solito non viene osservato è l’acre amarezza con la quale il Machiavelli accompagna questa asserzione della politica e della sua intrinseca necessità. […]
La mancanza di quel sentimento amaro e pessimistico distingue dal Machiavelli il Guicciardini, che prova nient’altro che una sorta di disprezzo verso gli uomini nei quali ritrova tanto “poca bontà”, e si accomoda tranquillamente in questo mondo disistimato, mirando solo al vantaggio del proprio “particulare”. Se per questo suo “particulare” non avesse dovuto servire i pontefici medicei, avrebbe amato “più Martino Lutero che sé medesimo”, perché avrebbe sperato che il ribelle frate potesse disfare lo stato ecclesiastico e rovinare la “scellerata tirannide dei preti”. L’uomo del Guicciardini è d’altra tempra dall’uomo del Machiavelli.

Queste brevi righe mi hanno ricordato perché, studiando Guicciardini al liceo, provai per lui un’istintiva avversione.
Chi mi legge da tempo sa che, come ho già detto, all’epoca non ero granché cattolico, anzi ero abbastanza anticlericale (empirico). Avevo assorbito per osmosi tutti quei tipici luoghi comuni che potete immaginare e il giudizio di Guicciardini mi sembrava sostanzialmente condivisibile: l’Italia senza la Chiesa sarebbe stata molto meglio.
Ma da qui nasceva il mio disprezzo. Se egli avesse messo il suo talento politico al servizio di quell’ideale, chissà come sarebbe cambiata la storia: forse di niente, forse di poco, forse… chissà! Ma lui, della liberazione dell’Italia dalla schiavitù clericale, se ne era fregato e aveva pensato solo ai propri comodi, infiorettati dall’elegante definizione del particulare. Un conto era deplorare le infamie dei preti nel chiuso della propria stanza, nel proprio cervello, nei libri di storia da lasciare ai posteri (che lo rischiassero loro il collo in nome della laicità!); ma ben altro conto, nella vita reale, era inchinarsi ai papi corrotti, brigare per avere onori e prebende, curare gli interessi di quella medesima “scellerata tirannide”.
Insomma: Guicciardini ipocrita, vigliacco, egoista. Il prototipo di tutti quegli italiani profittatori e voltagabbana, fascisti fino al 25 aprile e antifascisti dal giorno dopo, sempre pronti a correre in soccorso del vincitore. Se tutti i Guicciardini d’Italia avessero dedicato le loro energie a qualcosa di più grande del loro io, non avremmo dovuto aspettare fino al XIX secolo per la fine della teocrazia. Se adesso viviamo in un paese libero e laico, non dobbiamo certo ringraziare loro.

Questo pensavo durante i miei studi liceali, grossomodo un decennio e mezzo fa.
(Gulp. Sono vecchio.)
Quante cose sono cambiate. Io sono cambiato, e ho cambiato idea su molte cose: prima mi è venuto il dubbio che forse mi stavo sbagliando, poi il dubbio, a forza di ragionarci su, è diventato certezza. La religione, la laicità, i meriti e i demeriti della Chiesa nella storia dell’Italia e del mondo… in alcuni casi ho completamente rovesciato il mio giudizio.
Tuttavia, io disprezzo ancora Guicciardini, e quasi per gli stessi motivi di prima.
Questo potrebbe stupirvi.
Non ce n’è ragione. Infatti, come scrive Clive Staples Lewis nelle Lettere di Berlicche:

Naturalmente, una guerra è divertente. Ma qual beneficio permanente ci può dare, a meno che noi non ne facciamo uso per portare anime al Nostro Padre di Laggiù? […] Quindi, pensiamo piuttosto al modo di usare che non al modo di godere di questa guerra europea. Poiché vi sono unite certe tendenze che, in se stesse, non sono per nulla favorevoli a noi. Possiamo sperare in un bel po’ di crudeltà e impurità. Ma, se non staremo più che attenti, dovremo vedere migliaia che in questa tribolazione si volgeranno al Nemico, mentre l’attenzione di decine di migliaia che non giungeranno a tanto, verrà tuttavia deviata dalla considerazione delle loro persone verso valori e cause che essi credono più alte del proprio io. So che il Nemico disapprova molte di queste cause. Ma è qui dove Egli manca di lealtà. Egli fa spesso bottino di esseri umani che hanno dato la vita per ideali che Egli pensa cattivi, per la ragione mostruosamente sofistica che gli esseri umani li credevano buoni e che agivano nel miglior modo che sapevano.

 Non si poteva spiegare meglio.
Ai fini della buona fede, non importa che l’ideale creduto da Guicciardini fosse sbagliato; importa che lui lo ritenesse giusto. Eppure per questo ideale, giusto o sbagliato che fosse, a quanto sappiamo non fu disposto a sacrificare niente, mirando solo al proprio vantaggio personale, quel piccolo “particulare” che era il suo stesso io, da tenere in considerazione più di ogni altra cosa.
Il paziente perfetto per Berlicche e Malacoda, dunque, perché  a loro piace tanto l’egoismo – la voracità dell’io. Anzi è l’unica cosa che conta. Perchè sappiamo bene cosa ne fanno, dopo, dell’io dei loro pazienti.
Cosa fa infatti l’allevatore accorto, se non ingrassare ben bene il maiale per poi mangiarne meglio?

 


12 responses to “Un piccolo particolare

  • Topenz

    Bentrovato! Anche tu qui.
    Ti linko sul mio blog. Segnati l’indirizzo: http://topenz.wordpress.com

  • ClaudioLXXXI

    P.S. cosa ne pensate del nuovo template? Era meglio quello di prima?

  • AlphaT

    C’è una osservazione interessante che mi fai fare ora.
    Guardacaso abbiamo qui il tipo che 1.cinicamente pensa solo al proprio egoismo, persino contro i propri ideali astratti. E che, allo stesso tempo, 2.ha ideali di “libertà” contrari a quelli della Chiesa, che pure ha costruito la civiltà di cui gode.
    Ora, persone ce ne sono di tutti i tipi. Ma, conoscendo le motivazioni di pancia abbastanza visibili di tanti che si battono per la vittoria della cultura oggi dominante… mi par proprio di poter dire che Guicciardini è un caso parecchio tipico.
    I laicisti sono di solito molto egoisti e dalla lingua biforcuta. I cristiani meno. Questo non può stupire se si considerano gli insegnamenti di Gesù.

  • Mara nada

    Guicciardini era al servizio del Papato,
    Macchiavelli della libera signoria….

  • Viviana del Lago

    Non male il nuovo template.
    Per quanto riguarda il post possiamo dire che chi cerca solo il proprio PARTiCULARE è perché vuole PARACULARE?

  • Denise Cecilia S.

    Il template è sicuramente più godibile di quello precedente.
    Essenziale quanto basta ma meno anonimo.

  • francesca

    Visto che ce lo chiedi, se si può fare, dovresti rimettere il link ai commenti in fondo al post, e non in alto. Perchè io prima leggo te, poi mi vien voglia di vedere se ci sono commenti e di leggerli, e però ora mi tocca tornare su e magari perdo l’attimo (son pigra, lo so ;-))
    Per il resto va benissimo.
    Grassie

  • ClaudioLXXXI

    # AlphaT, la tua ultima affermazione da un lato mi fa dire “è vero”, dall’altro “ma non proprio”… insomma.
    Diciamo che il cristiano ha delle riserve di Grazia, a cui può o non può attingere, che al laicista mancano. Però il laicista in buona fede può, di fatto, comportarsi molto meglio del cristiano che sa cosa dice Gesù ma non lo mette in pratica.
    Attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio.

    # Viviana: possiamo😀

    # Cecilia: il primo era più elegante ma la colonna centrale era strettissima, i post mi si allungavano a dismisura – e già li faccio lunghi di mio.
    Questo è appena uscito, mi piace ma ha alcuni difettucci che vorrei vedere corretti (l’uso automatico del grassetto, che vale per tutto salvo che per le lettere accentate, fa rabbrividire).

    # francesca, sto provando a capire come fare (è un problema serio, altrochè!) ma non ci riesco, è il template di suo che ha tolto il permalink alla fine. Cavolo.

  • nihilalieno

    Eppure anche Guicciardini può dire grandi verità… Io al Liceo ho imparato a memoria una sua frase (grossomodo): “io nella mia vita mi sono posto alcuni obiettivi, e delle volte li ho anche conseguiti: ma non ci ho mai trovato dentro quella soddisfazione che vi avevo immaginata”.

  • Denise Cecilia S.

    Oh, beh, il grassetto automatico è senz’altro obbrobrioso.
    Ma i template che possono fare al caso tuo abbondano, dato che non mi pare tu abbia particolari fisime estetiche… come me😉
    Vanno vagliati con calma, e con l’anteprima puoi anche navigare tra le pagine per capire meglio.

  • Berlicche

    Per il template: il carattere dei post affatica gli occhi, si legge poco. Per il permalink ti capisco assai: sul mio template non mette l’anno del post, e quando come me si hanno sette annate e passa ci si rischia di confondere un po’.

    Sul post: non so chi possa causare più danno, colui che pensa solo a se stesso o colui che pensa di fare adeguare gli altri a quello che lui stesso pensa. Il secolo scorso ci ha dato ampia mostra del secondo tipo, del primo abbiamo ampia mostra adesso.
    Ci vorrebbe più gente che pensa agli altri come vorrebbe fosse pensato per se stessa.

  • cuoredipizza

    «…La conversione è passare dal puntare l’occhio su di sé al puntare l’occhio su Cristo…»
    [don Giussani]

    Buona Quaresima, con tutto il cuore (di pizza)!

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