XXX e i pregiudizi, ovvero

come ho acquisito la mia nomea pornografica
a causa dell’id quod plerumque accidit

Il presente post vuole essere nell’ordine:

  • una richiesta d’aiuto informatico;
  • il racconto di un piccolo fatto di vita quotidiana;
  • un tentativo di estrapolare principi gnoseologici da tale fatto.

 Allora, è successo che da un po’ di tempo sono spam.
Così, all’improvviso, mi sono accorto che non vedevo più i commenti che scrivevo sui blog altrui. Finivo, e finisco tuttora, nella sezione dove si accumulano i commenti classificati a priori come indesiderati: i troll ostinati, le offerte di lavoro retribuito a 1.000 € l’ora, i miracoli farmaco-tecnologici per ingrandire il pene, eccetera.
La cosa ha assunto dimensioni di sublime tragicomicità quando, dopo aver qui risposto a un mio commentatore, ho realizzato sgomento che IL MIO STESSO BLOG  mi aveva messo in spam.
Non so, potrebbe essere un record.
(disgraziato, dopo che
t’ho salvato dall’oblio, così mi ringrazi?)

 Ovviamente sono andato nella coda di commenti spam e mi sono approvato da solo il commento. Successivamente ho chiesto a coloro dai quali commento più frequentemente di despammizzarmi. Naturalmente, alcuni di essi hanno notato la mia richiesta giorni o settimane dopo che l’avevo fatta.
Sfortunatamente, non posso contattare di persona la totalità dei blogger dell’universo mondo intero per chiedere l’approvazione dei commenti.
Lucyette mi ha fornito l’indirizzo mail del suo amato Anthony, il quale mi ha segnalato questo form “akismet support” da compilare; sono già passate due settimane, ma non è cambiato niente. Forse sono in spam anche da loro. Boh.

 Insomma, qualcuno mi aiuti.
Cheddevofà???

Quanto alle possibili cause della mia caduta in disgrazia, è un enigma aperto. Non ho fatto niente di male, lo giuro sui capelli che non mi so contare.
Berlicche
mi ha suggerito un’ipotesi, l’unica che riesco a congetturare: colpa del nome. Il nickname. ClaudioLXXXI. Potrebbe essere finito nelle maglie dei filtri, a seguito di una modifica antispam particolarmente drastica, in quanto contenente la tripla ics nel nome­. XXX. Per chi non lo sapesse, è la sigla che indica i contenuti di un certo tipo.
Del tipo porno, per la precisione.
Se è andata così, il programma informatico vede l’XXX nel mio nome e, vuoi perché non conosce i numeri romani, vuoi perché non ha intuito, non gli viene in mente che sia da leggersi in congiunzione con quella L antecedente e quella I susseguente.
Il programma non sa che ClaudioLXXXI è un blogger cattolico che non affitta carne umana né offre materiale per pippe ma banalmente, dovendo a suo tempo scegliersi un nickname, optò per la semplice soluzione di unire il proprio nome di battesimo all’anno di nascita, espresso però in cifre romane per darsi un tocco di distinzione. Il programma non si pone minimamente il problema. Gli hanno detto “blocca i contenuti con la XXX” e lui esegue, da brava macchina senz’anima. Ci vuole un qualche umano che mi sblocchi.

Ora, è bene che sappiate che, nel mio piccolo block notes cerebrale in cui appuntavo la prima stesura di questo post, la moraletta conclusiva che ricavavo da quanto sopra era una specie di consolazione post-luddista per la perdurante superiorità dell’uomo sulla macchina. Il computer è un intelligente idiota, il fattore umano è ancora necessario, Beccati Questa Deep Thought, cose così. Possiamo stare tranquilli, finché i programmi commetteranno questi errori marchiani, HAL 9000  e Skynet sono ancora di là da venire.
Tuttavia, mentre scrivevo effettivamente il post, ho realizzato che le cose non sono così semplici.
Perché anche noi spesso ragioniamo così.
Si chiama pregiudizio.

Le parole sono importanti. Pregiudizio è una parola oggigiorno fortemente connotata in senso negativo, eppure, se ci pensiamo bene, non necessariamente i pregiudizi sono una brutta cosa. Anzi perlopiù i pregiudizi svolgono una funzione positiva, direi fondamentale: ci fanno risparmiare tempo.
State camminando per strada. Vedete un leone, arrivata da chissà dove, che vi viene incontro. Cosa fate?

  1. Scappate, perché i leoni sono animali feroci e voi avete una paura fottuta di essere divorati;
  2. Vi fermate e pensate “ordunque, tale mio pregiudizio negativo sui leoni come animali feroci è deplorevole ed indegno di un umano civilizzato del XXI secolo: questa bestia potrebbe essere affamata e volermi mangiare, ma potrebbe altresì essere addomesticata e non avere alcuna intenzione ostile; io non posso saperlo finché non lo verifico per diretta esperienza personale, perciò restiamo qui e vediamo che succede” → in bocca al lupo (leone).

L’esempio è volutamente paradossale ed estremo, ma se ne potrebbero fare ben altri di scottante rilevanza politica – del tipo: siete da soli, in un vagone della metropolitana a mezzanotte, con alcuni rom: quali sono i vostri sinceri sentimenti?
In realtà il pregiudizio di per sé è una componente essenziale della vita, non solo in ambienti o situazioni potenzialmente ostili dove la velocità d’azione può essere necessaria alla sopravvivenza, ma anche in moltissime altre circostanze. Comprerò il nuovo libro di Stephen King perché, avendone letti già altri 63 di cui la maggior parte molto belli, ho un pregiudizio positivo sulle sue opere: potrei provare a dire al libraio “io non voglio avere pregiudizi, lasciami prima leggere il libro, poi se lo giudico bello ti pago”, ma dubito che approverebbe questa gnoseologia. Mangio il cibo che ho comprato al supermercato perché ho il pregiudizio che sia commestibile, salgo sull’autobus perché ho il pregiudizio che l’autista sappia portarmi a destinazione, eccetera. Insomma la nostra vita è piena di pregiudizi, non possiamo fare un passo senza farne uso.
Dico letteralmente non possiamo fare un passo: che alzo il piede per appoggiarlo a terra e spostare il mio baricentro, ho il pregiudizio che il pavimento reggerà il mio peso. Finora non sono mai sprofondato. Provate a immaginare quanto sarebbe produttiva la vostra vita se doveste ogni volta, ogni singola volta, tastare con circospezione davanti a voi per giudicare se potete camminarci su.

Possiamo allora definire approssimativamente il pregiudizio come una forma di fiducia radicata nell’esperienza.
Ma, naturalmente, un pregiudizio può essere sbagliato.

Chi dei lettori avesse un’infarinatura di giurisprudenza potrebbe forse ricordarsi di una formula nota come “id quod plerumque accidit”. È una di quelle locuzioni latine che gli autori dei manuali di diritto amano usare per far vedere quanto sono giuridicamente fighi. La traduzione letterale è ciò che accade nella maggior parte dei casi, ed è un concetto piuttosto importante nel diritto, perché il diritto è una regola per ciò che accade e per regolare qualcosa devi conoscerlo, ma (la grande domanda gnoseologica) come si fa a conoscere? Come fa il diritto, occasionalmente personificato in un giudice, a sapere che Tizio è davvero debitore di Caio o che Sempronio ha davvero sparato a Mevio?
Beh, si presume. Cioè si risale da un fatto noto a un fatto ignoto, seguendo quella che di solito è la catena causale. Se solitamente A causa B, allora vedendo B (fatto noto) posso indurre che c’è stato A pur se non l’ho direttamente visto (fatto ignoto). Per esempio, se Caio possiede una promessa di pagamento scritta con la calligrafia di Tizio, posso desumere che Tizio sia debitore di Caio, perché di solito se si firma una promessa di pagamento è proprio perché si è debitore. Se si trovano tracce di polvere da sparo sulla mano di Sempronio e le sue impronte digitali sulla pistola che ha sparato a Mevio, Sempronio è in grossi guai.
Ovviamente, queste presunzioni sono ben lungi dall’infallibilità. Fondamentalmente tutta la faccenda si basa sul metodo induttivo e tale metodo ha i suoi limiti, come mostra la tragica storia del tacchino induttivista. Quello che succede di solito non è detto che sia quello che succede sempre (contingente ≠ necessario). La promessa di pagamento potrebbe essere un falso calligrafico, e Tizio può proporre querela di falso, oppure Tizio ha già pagato Caio, e può dimostrarlo esibendo una quietanza di pagamento posteriore alla promessa (altra presunzione). Sempronio potrebbe essere stato abilmente incastrato, potrebbe aver sparato con quella pistola in circostanze lecite e poi della pistola si sarebbe impossessato il vero assassino: uno scenario complottista, ma astrattamente possibile.
In un certo senso la legge è fatta di pre-giudizi, i quali poi dovranno eventualmente essere vagliati e confermati da un giudice: cioè diventeranno, appunto, giudizi.

Così come la tigre di cui sopra potrebbe essere addomesticata a mangiare solo pollame, il prossimo libro di King potrebbe essere una schifezza, l’autista dell’autobus potrebbe essere ubriaco, eccetera.

E per tornare al caso da cui siamo partiti – e se l’ipotesi sul malfunzionamento di wordpress è corretta – il programma vede i commenti scritti da un tizio che ha XXX nel nome e pensa (metaforicamente) “uh, eccone un altro: id quod plerumque accidit i commenti che contengono XXX sono porno, questi commenti contengono XXX, ergo questi commenti sono porno, perciò buttiamoli nello spam”.
Insomma, wordpress non fa che applicare il pregiudizio che gli hanno insegnato.

Ma allora, qual è la vera differenza tra un computer e un cervello umano?

E io che devo fare per non essere più spam?


45 responses to “XXX e i pregiudizi, ovvero

  • noradlf

    Prova a lasciarmi un saluto nel blog, così vedo se trovo qualche indizio.

  • Matteo Dellanoce

    Claudio, che dire!
    Meglio spam che comunisti! pregidizio, evidenza e “sti cazzi!” tutto insieme!
    Matteo
    PS Pregiudizio = evidenza ergo torniamo al precedente post!

  • the sexperimentlxxxi

    spam!

  • intelligenza artificiale

    esperimento riuscito.
    come puoi vedere, e’ passato un commento con ‘xxx’ e ‘sex’ nel nick e nella mail. il computer non e’ idiota, e’ talmente umano che ha deciso di averti in antipatia per ragioni piu’ sottili e ineffabili.

  • Lucyette

    Uhm.
    Noto or ora: non sei solo tu ad essere classificato come spam; è proprio il tuo blog a finire automaticamente nel cestino. In questo post hai linkato un mio articolo: a quel punto, il trackback dovrebbe apparire automaticamente nei commenti (al mio post). Embeh, non lo fa.
    O meglio: lo fa, ma finisce in spam pure lui (l’ho appena sbloccato).
    Quindi sembrerebbe dipendere dal blog, più che dal nickname…

  • ClaudioLXXXI

    Noradlf, fatto.

    Matteo, penso che tutto abbia a che fare con l’evidenza… visto che si comincia sempre dalla percezione sensibile (dell’evidente).

    intelligenza artificiale: oh.
    Ma allora cosa, cosa, COSA.

    Lucyette: argh.
    Povero bloggherello, mio. Perdonami se ti ho insultato. Stiamo sulla stessa barca.
    Non è che potresti intercedere in mio favore presso il tuo santo patrono di wordpress?

  • Giovanni

    Claudio cerco di aiutarti al tuo primo appello:
    chiaramente la chiave di tutto è questo A-kis-meth che si occupa di gestire spam eccetera. Se ci fosse una resa di posizione da parte dei blogger con cui sei in contatto, ovvero, se tutti quanti dicessero: ClaudioLXXXI è buono e giusto, oltre che una persona reale ed un’amabile conversatore con cui mi intrattengo nei commenti del mio blog, per favore sbloccatelo, sicuramente la richiesta verrebbe presa in considerazione.

    Intelligenza artificiale, il problema penso sia mettere la tripla x maiuscola.

    XXX

    ecco

  • AlphaT

    Il buffo è che io, leggendo in fretta, per un certo periodo non vedevo la terza X e leggevo 71… anzi, 70, non so dirti perchè. “Ah, vediamo cosa ha scritto Claudiosettanta…” A questo punto di approssimazione ci porta il leggere in fretta, lo scanning dell’era di internet…
    Quindi fatti chiamare Claudio LXX e sei a posto…

    In alternativa, se proprio ci tieni a quel nome, potresti trasformarlo in Claudio(C-XIX). Oppure ClaudioLXXV+VI…
    Claudio IXxIX? Eh! Eh!

    Per il discorso sui pregiudizi, sono un po’ dispiaciuto perchè contavo prima o poi di scriverci un pezzo, che esprimesse quello che hai scritto qui, ora sembrerebbe una copiatura…

  • nihilalieno

    Quando il leone è diventato una tigre?
    Se io incontrassi un leone, non giudicherei in base al pregiudizio “i leoni sono feroci” e neanche in base al dubbio metodico “magari è domestico…”. Osserverei bene postura, sguardo, baffi e orecchie. Questo perchè, pur avendo raramente a che fare con leoni, conosco bene il mondo animale. Perciò non uso un pregiudizio, perchè ho un giudizio migliore. Il pregiudizio è un appoggio temporaneo, diventa pericoloso solo quando ci si affeziona così tanto, da non guardare più la realtà, unica fonte di conoscenza.
    Come diceva Manzoni, quando si fa con le idee ciò che bisognerebbe fare con gli amici.
    A-kis-meth mi sembra una divinità capricciosa, ma se ti serve un sacrificio umano per ingraziartelo posso offrirti uno dei miei docenti… così migliori anche la qualità della scuola italiana (non sono del mio umore migliore, oggi).

  • vincenzillo

    sì, anche sul mio blog ho trovato un tuo commento spammato. te l’ho approvato, naturalmente, ma pensavo fosse un caso isolato. nella mia ignoranza, mi sento di convenire con te che la tripla xxx in effetti possa influire.

  • Viviana del Lago

    Akismet (sicuramente la sorella malvagia di Moloch) mi ha fatto venire i sorci verdi sul blog della mia scuola che gestisco io. Ad un certo punto ha deciso che ogni commento che arrivava era spam. Non c’è stato nulla da fare, le ho tentate tutte, mi sono rassegnata a controllare tutto lo spam alla ricerca dei commenti buoni da pubblicare.
    Io sono della filosofia che i computer non funzionano, bisogna assecondarli, come i matti.

  • ClaudioLXXXI

    Giovanni, ma certo!
    Geniale. Ora è tutto chiaro.
    Akismeth, superbo faraone egizio, vissuto nel periodo protodinastico tra Semerkhet e Sekhemkhet, è stato assunto da wordpress per giudicare i degni e gli indegni di commentare.
    In qualche modo devo averlo fatto arrabbiare. E mò so cavoli!
    Altro che la maledizione di Tutankhamon, che sotto sotto era un tenerone, ti teneva il broncio un paio di secoli ma poi gli passava. Questo Akismeth è uno tosto. Ma veramente tosto. Mi sa che la presa di posizione dei blogger non lo smolla di mezzo cubito. Forse forse il sacrificio umano suggerito dalla mia suora preferita…😀

    AlphaT, non sei il primo a dirmelo. Altri mi hanno scambiato per un cinquantenne, addirittura uno di 81 anni, e così via. A quanto pare sul web “dimostro” più anni di quanti ne abbia effettivamente. Chissà perché.
    Dispiaciuto? Così impari! Te lo vuoi aprire il blog?😉

    Nihil, è un leone transex, ha cambiato sesso. Nel senso che doveva essere una tigre, poi l’ho trasformato in leone per concordanza di genere con il lupo. Ma mi è rimasto un refuso da correggere.
    Il tuo commento è molto sensato e mi ha fatto notare una cosa che nel post non si capisce bene e che devo specificare: pregiudizio non significa automaticamente fiducia in qualcosa che non vediamo. Il pregiudizio è una forma immediata, istintiva, non ragionata, di fiducia. Fiducia basata sull’esperienza (propria o altrui), ma con poca o nessuna “mediazione” della ragione. Un appoggio temporaneo appunto, utile perché veloce, ma niente di più. E’ solo quando alla fiducia e all’esperienza si aggiunge la riflessione razionale (nel tuo esempio l’osservazione del leone) che il pre-giudizio diventa un vero giudizio, e la fiducia diventa ragionevole.
    Accolgo il suggerimento del sacrificio umano per placare Akismeth. Ormai non so che altro fare.
    PS dov’è che Manzoni diceva la cosa degli amici?

    vincenzillo , a ripensarci non saprei, qualcun altro ha commentato con le tre X. Ma forse il filtro scatta dopo ripetuti commenti che le contengono (nel mio caso, ovviamente, tutti quanti). Boh.

    Viviana allora non sono il solo… organizziamo assieme un sacrificio umano!

  • levminskij

    bhé, potresti far finta che si è sempre trattato di un refuso, una posposizione, e che il numero romano non era una data, ma una taglia. insomma non lxxx, ma xxxl. ti resterebbe da spiegare solo la i…..ma se akismeth è malvagio solo la metà di amikinontama, bhé, hai un problema.

  • nihilalieno

    Quando parla di donna Prassede, se non ricordo male (ricordi di 28 anni fa non controllati), dice che faceva con le idee quello che secondo alcuni bisogna fare con gli amici: ne aveva poche, ma a quelle poche era molto affezionata…🙂

  • Reginadistracci

    La differenza fra pregiudizio umano e pregiudizio della macchina è che la mente umana è abbastanza elastica per accettare una o più eccezioni (banalizzando il paradosso di Godel) al pregiudizio che nella meggioranza dei casi è vero, senza tuttavia rigettare il pregiudizio stesso, mentre la macchina no, non ammette che la realtà contenga un grado di complessità, di imprevedibilità e di mistero che mai e poi mai potrebbero rientare nei suoi schemi ossia pregiudizi. Notare come quelle malattie mentali di nome ideologie spingono gli uomini a ragionare esattamente come le macchine.

  • Reginadistracci

    Mi spiego meglio: bisogna avere la capacità di accogliere una o più eccezioni quando si presentano senza tuttavia mai rigettare il pregiudizio vero nella maggioranza dei casi. Di fronte ad un leone, accetto prima il pregiudizio e poi, semmai, accolgo l’eccezione. Innanzitutto scappo. Se poi, voltandomi quando sono a distanza di sicurezza, noto che il leone è stato raggiunto dal suo domatore, che lo comanda a bacchetta, allora posso rallentare il passo, rilassarmi e magari, se ne ho voglia, torno indietro a salutare il domatore. Ma se io all’inizio decidessi di non scappare pensando che in fondo esistono un 10% di probabilità che la bestia sia mansueta, avrei il 90% di probabilità di finire male. Analogamente, se askimet da oggi accettasse tutti i commenti comprendenti XXX solo perché esiste un Claudio-ottantuno che non spaccia pornografia pure avendo XXX nel nome, da domani la blogsfera sarebbe letteralmente sommersa di immondizie pornografiche. E lo dico a ragion veduta: nella mia bacheca alla voce statistiche fra i “termini più ricercati” sulle search engines trovo almeno due zozzerie al giorno (un giorno provo a mettere tutte le zozzerie memorizzate in “summaries” in un post e voglio vedere quante migliaia di contatti totalizzo in una sola volta…. no, non lo farò: sarei costratta a pubblicare termini pornografici). Comunque, l’unica possibilità di sblocacre la situazione è costruingere la maledetta macchina incapace di concepire il paradosso di Godel ad accettare l’eccezione Claudio ottantuno.

  • Emilia

    E se provassi a mettere un trattino fra una “x” e l’altra, cioé “L-X-X-I”?

  • Viviana del Lago

    Un sacrificio informatico semmai. Moloch gradisce bambini, Akismet preferisce pc… uauauaua
    Comunque, avviso – semiserio – ai naviganti: nel caso vi troviate davanti ad un leone ricordatevi: MAI, MAI, MAI SCAPPARE, vi prenderebbe per una gazzella e l’istinto del felino è quello di inseguire ciò che scappa. Casomai indietreggiate lentamente. Oppure, come insegnano nei parchi americani riguardo ai leoni di montagna, che sempre felini sono, FIGHT BACK! Ovvero contrattaccate: fatevi grossi, agitate le braccia ed emettete delle urla (insomma fate la voce grossa). (L’avete sentita in sottofondo la musica di Quark?)

    Quindi se un computer ti attacca: FIGHT BACK!

  • noradlf

    Non ho trovato indizi ma ecco la soluzione manuale finché Akismet non ti sblocca.

    WordPress, barra degli strumenti (a sinistra): menù Impostazioni -> Discussione
    Si apre una pagina con le varie opzioni di gestione dei commenti.
    Nella sezione “Moderazione commenti” si usa il box che segue la scritta “Quando un commento contiene una di queste parole, nel testo, nel nome, nella URL, nella e-mail o nell’IP, verrà posto nella coda di moderazione. […]”
    Nel box ho scritto il tuo nickname intero (ClaudioLXXXI) e la forma in cui compare nell’email (claudiolxxxi). Bisogna mandare a capo dopo ogni parola che si scrive.

    Il tuo commento successivo è stato inserito nella coda di moderazione, come volevo, mentre il precedente era finito dritto nello spam.

  • jesus christ superXXX

    XXX

  • ClaudioLXXXI

    Come al solito in ritardo…

    Levminskij, avevo lasciato un commento anche sul tuo post, quello sul “Nuovo” (congratulazioni: ma quanti figli hai?!?).
    Non molto, solo un “wow”, ma l’implacabile Akismeth me lo ha cassato.

    nihil, aaah, è vero… Donna Prassede!

    Reginadistracci, interessante la cosa del paradosso di Godel, e interessante il paragone con l’ideologia.
    La mente umana, quando incontra (fa l’esperienza di)un’eccezione alla regola finora accettata per pregiudizio, è capace di superare (con la ragione) la fase del pre-giudizio e arrivare al vero e proprio giudizio: o riconoscendo falsa la regola, oppure perfezionandola in una nuova formulazione che spiega anche l’eccezione, che non è la semplice contraddizione della regola, ma l’applicazione di una regola di ordine superiore (es. dalla regola “xxx = porno” alla regola “xxx = porno oppure Claudiolxxxi”).
    La mente artificiale, quando incontra qualcosa che contraddice la regola scritta nel programma, non è (ancora?) capace di elaborare un ragionamento autonomo che porti dal pre-giudizio al giudizio: va in crash. In un certo senso il computer è il massimo del fideismo, perché non può che “fidarsi” di ciò che è scritto nei suoi circuiti.
    La mente umana ideologizzata, quando incontra un’esperienza che contraddice la regola, la rimuove volontariamente perché non può / non vuole abbandonare il pregiudizio su cui ha fondato la propria identità.
    In effetti, l’ideologia spinge davvero a pensare come una macchina.

    Emilia, ci ho pensato, ma non so se dipende davvero dalle xxx. Comunque così il mio nickname sarebbe di ancor più difficile leggibilità.

    Viviana, io il mio computer a volte lo vorrei attaccare io di mia iniziativa (insomma: quando mi arrabbiare, iniziativa mica tanto!).
    Le tue istruzioni su come fronteggiare il leone sono molto chiare. Il problema è che il mio pregiudizio “scappa!” è molto radicato e questo mi rende difficile passare (ragionandoci su) al giudizio vero e proprio:-/

    noradlf: soluzione di ripiego, finché il potente Akismeth non si degna di esaudire le mie invocazioni!

  • Viviana del Lago

    E a questo proposito mi viene in mente un episodio accaduto l’estate scorsa a due campeggiatori nel Big Bend National Park in Texas. Anche noi eravamo lì, ma nel lodge. Siccome lì si possono incontrare i leoni di montagna, ovunque era disseminato di cartelli che spiegavano la procedura in caso di incontro con i suddetti felini (quello che ho spiegato nel commento precedente). Una sera i due sono andati al bagno, e svoltato un angolo, si sono trovati faccia a muso con un leone. Il bello è che tutti e tre (leone e due turisti) hanno “urlato” e sono fuggiti in direzioni opposte. Tutto secondo la procedura!🙂

    Ovviamente sono ben consapevole che tutto questo non c’entra niente con l’argomento del post.

  • Berlicche

    Ho avuto un flash. La differenza tra uomo e macchina è che l’uomo può creare. Ovvero, di fronte ad un problema non solubile la macchina si impalla, perché fa solo ciò che le dicono le istruzioni; l’uomo improvvisa qualcosa di nuovo. Se vogliamo è anche l’obiezione all’evoluzionismo: se l’universo è una macchina a stati finiti non portà riuscire ad elaborare qualcosa di nuovo, perché solo una intelligenza creatrice è in grado di farlo. Non posso trovare una soluzione che non ho se non dispongo dei mezzi per controlare e capire cosa faccio – cioè se vedo lungo.
    Sono stato abbastanza confuso e OT? Se sì, allora ho raggiunto il mio scopo (prova a cambiare nick sperimentalmente, Claudio…)

  • levminskij

    scusami claudio, non avevo notato la tua risposta a me. il tuo commento semplicemente non c’è. puff. nemmeno fra quelli in sospeso. in ogni caso, complimenti per il coraggio: per porsi come “alternativa” al porno ce ne vuole parecchio😀. di figli ne ho sei, l’ultimo, il sesto, è in “produzione”. se la quantità di punti esclamativi/interrogativi è misura dello stupore, forse è perché non hai letto chi sono😉

  • allegro demiurgo

    ‘”Se vogliamo è anche l’obiezione all’evoluzionismo: se l’universo è una macchina a stati finiti non portà riuscire ad elaborare qualcosa di nuovo, perché solo una intelligenza creatrice è in grado di farlo.”‘

    quattro basi di dna possono dare un numero enorme di stringhe di combinazione con ripetizione di lunghezza qualsiasi. cio’ che e’ nuovo e’ quel che rientra fra le combinazioni possibili ma che non si era ancora verificato prima e con questo cade la tua obiezione.

  • Berlicche

    Non voglio entrare nella solita discussione evoluzionista di cui mi frega poco, ma vorrei solo dire all’allegro demiurgo – se non è il solito Nada – che le basi non si combinano da sole. Immagino che i tuoi commenti tu li scriva mettendo lettere a caso, a forza di permutare qualcosa di intelligente esce fuori. Ma come farai a riconoscerlo in mezzo a tanta, tantissima fuffa? Il diabolico Akismeth ha algoritmi sofisticati che talvolta falliscono. Ma anche la ricerca euristica, se non c’è un qualcuno che da significato a quello che si cerca, non può esistere.

  • allegro demiurgo

    ‘”‘Ma anche la ricerca euristica, se non c’è un qualcuno che da significato a quello che si cerca, non può esistere.'”‘

    non deve esserci algoritmo di sorta, ne’ significato da dare a priori, le combinazioni che si verificano possono realizzare qualcosa che puo’ sopravvivere o meno, e questo qualcosa non e’ frutto di ricerca, ma di esplorazione. col senno di poi tu puoi vederci tutto il senso che ti pare, ma la varieta’ vien fuori senza un significato originario, avviene perche’ rientra fra le possibilita’.

    se giochi al lotto e vinci puoi anche credere che vi sia un significato e che dietro al meccanismo dell’urna vi sia un disegno, ma non stai dimostrando che il sistema d’estrazione necessita un ordine, stai esprimendo al piu’ il tuo bisogno di trovare significato rassicuranti e personali ”’ ho vinto proprio io! e’ un segno! ”’

  • Berlicche

    Perciò non è un segno che tu abbia risposto al commento, demiurgo. Non c’è intelligenza dietro la tua risposta, solo una casualità di lettere.

  • allegro demiurgo

    le tue repliche sono infantili.
    la grande variazione del dna permette la varieta’ degli organismi senza atti di creazione e la tua obiezione di prima si sbriciola. i discorsi sul significato sono del tutto fuori luogo.

    se poi devi per forza fare ironie sugli altri e’ solo perche’ sei un concentrato di disonesta’, ma questo e’ un altro discorso, piu’ di competenza degli psicologi comportamentali.

  • Mara nada

    “”” Ma anche la ricerca euristica, se non c’è un qualcuno che da significato a quello che si cerca, non può esistere.”””

    Vedi che evolvi Berlicche?
    Hai capito che i significati li da il ricercatore, non sono li..!!!

  • Berlicche

    x Triste demiurgo: Prendo atto che le mie repliche sono infantili. E’ degli adulti insultare il proprio interlocutore quando ci si trova in difficoltà?
    Comunque, o demiurgo, e chi ha creato il DNA? E come “conosce” il DNA quello che sta facendo? E, come ti ho fatto notare al commento precedente, perché la tua risposta è “intelligente e significativa” e la risposta del DNA no? Tu, come demiurgo, sei fuori dal giro del DNA?

    Una domanda: ma quindi la gestione della spam che tanto affligge Claudio è una funzione impersonale del DNA o esiste una intelligenza dietro?

  • Anonimo

    Cioè Berlicche stai sostenendo che c’è intelligenza nel mondo?
    Ma questo chi lo nega?
    Tu stesso scrivi con una qualche intelligenza.
    Ma anche la tua intelligenza certamente cesserà, ed anche la nostra intelligenza collettiva…
    Ma l’intelligenza c’è, relativamente ma c’è!

  • Anonimo

    Per ora c’è…

  • l'allegro dermiurgo

    “”E’ degli adulti insultare il proprio interlocutore quando ci si trova in difficoltà?””

    insulti e difficolta’ le mostri tu, caro mio, quando mi dai del triste, quando dici che scrivo cose a caso.

    “”chi ha creato il DNA?””

    domanda mal posta, ci sono un ‘chi’ e un ‘creato’ che falsano il tutto. come e’ venuto in essere il dna, questa e’ la domanda corretta e neutrale. le ricerche in questo campo ci sono (http://www.unimi.it/news/27050.htm).

    “”E, come ti ho fatto notare al commento precedente, perché la tua risposta è “intelligente e significativa” e la risposta del DNA no?””

    perche’ non procedo per tentativi casuali. il dna si’ e si vede benissimo.

    “”Una domanda: ma quindi la gestione della spam che tanto affligge Claudio è una funzione impersonale del DNA o esiste una intelligenza dietro?””

    domanda retorica. il dna non c’entra, i programmi antispam sono il frutto dell’abilita’ e delle conoscenze del programmatore, che puo’ sbagliare o tralasciare alcuni dettagli, ma non procede a caso.

    il dna non ha queste caratteristiche e non serve postulare un’intelligenza dietro.

    la variabilita’ del dna e’ insita nella sua struttura ed e’ questa variabilita’ che consente la novita’, novita’ nel senso che si producono cose che non sono apparse prima, ma che fanno parte dell’insieme dei numerosi stati, anche se sono di numero finito.
    dall’urna del lotto puo’ uscire la combinazione 123456789, e’ una novita’ quando appare la prima volta, ma non serve un atto creativo, gli stati finiti che l’urna puo’ sfornare includono questa sequenza. lo stesso vale per il dna e la tua obiezione antievolutiva, come detto prima, va in frantumi.

  • ClaudioLXXXI

    Berlicche, lascia perdere, è inutile.

    Comunque annuncio urbi et orbi che il potente Akismeth mi ha finalmente riabilitato. Posso di nuovo commentare. Proprio quando ero già pronto a sgozzare capre e deflorare vergini, naturalmente per una giusta causa…

  • l'allegro dermiurgo

    inutile sara’ la tua signora

  • levminskij

    vivi complimenti, un vero cavaliere. un estimatore del gentil sesso. uno strenuo difensore della dignità della donna. un esempio per tutti noi.

  • l'allegro demiurgo

    parli di paolo di tarso?

  • levminskij

    noto con piacere che hai preso lezioni di sarcasmo. bravo, una sana risata è il modo migliore per non lasciare che la giornata sia passata inutilmente. cerca però la prossima volta di formulare battute che abbiano una qualche pertinenza con l’argomento, altrimenti l’effetto ne risente

  • ClaudioLXXXI

    Per favore, evitiamo i flame…

  • l'allegro demiurgo

    anche tu levminskij parli di inutilita’. dev’essere un’ossessione da queste parti.

  • Berlicche

    Hai ragione, Claudio, è inutile. Tanto varrebbe parlare a un frammento di DNA molto sgarbato.

  • ClaudioLXXXI

    Allegro demiurgo, non so chi sei e non so il perchè della tua ostilità. Il tuo stile di scrittura e il tuo IP somigliano molto a quelli di un polemico ex commentatore che non commenta più, perlomeno con quel nome, ma naturalmente potrebbe essere una coincidenza. Comunque dico anche a te che se vuoi fare commenti critici ma costruttivi, sei il benvenuto; se invece ti interessa solo far proliferare flame, OT e altra roba da troll, rassegnati ad essere ignorato. A te la scelta.

  • ERalbadisole

    Che cos’e’ un ‘troll’ o un ‘flood’?

    Vorrei solo citare il mio primo e probabilmente anche l’ultimo, questo per via dell’editoria che prospera al di la’ della mia pelle.

    “Quando Dio non era solo” di Eugenio Ralbadisole. Book Sprint editore 2011.

    Complimenti per il blog, ringrazio, Ralbadisole.

  • ClaudioLXXXI

    Gentile sig. Ralbadisole, un troll è un commentatore che si diverte a far perdere tempo agli altri commentatori con interventi provocatorii.
    Io di regola ignoro tali molestatori; a meno che non facciano un flood, cioè letteralmente un diluvio di commenti che toglie spazio agli altri e uccide la discussione: nel qual caso li cancello, perchè rispettare la libertà non equivale ad autorizzare la prepotenza.

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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