Galileo

Galileo   

Da un’interessante discussione, sorta qui, colgo l’occasione per questo lunghissimo post.

Ho preso dallo scaffale il bel libro di Umberto Eco “L’isola del giorno prima” e mi sono divertito a rileggere tutti gli argomenti elencati da uno dei personaggi, argomenti puramente scientifici e abbastanza assennati (a giudicarli come sarebbe storicamente corretto fare con il senno di allora e non di poi), con cui si difendeva allora il sistema geocentrico. L’argomento delle eclissi: tutte le predizioni delle eclissi solari e lunari erano basate sul sistema geocentrico, e l’esattezza delle previsioni era un forte indizio a favore della validità del sistema su cui erano basate. Vari argomenti contro il moto rotatorio della Terra: se essa girasse su sé stessa, si diceva, le conseguenze sarebbero evidenti e tutti dovremmo accorgercene immediatamente. Un arciere vedrebbe la propria freccia ricadere a molte miglia di distanza dal tiratore; un peso lasciato cadere da una torre cadrebbe in obliquo e non in verticale; gli uccelli non potrebbero mai migrare, perché non riuscirebbero mai a tener testa al movimento terrestre; le nuvole dovrebbero apparirci sempre in movimento, mentre capita spesso di vederle immobili; la pioggia dovrebbe coprire estensioni smisurate, molto maggiori di quanto le rileviamo; gli uomini dovrebbero sentire ogni momento un vento potentissimo; e così via…

Uno dei meriti scientifici di Galileo sta proprio nell’aver trovato risposta a tutti questi problemi: la relatività galileiana da lui affermata dice proprio che, trovandosi all’interno di un sistema, non si può inferire dal moto degli oggetti al suo interno se il sistema stesso sia chiuso o in movimento. Il movimento di un grave che cade dalla torre, ad esempio, non è verticale ma è obliquo, poiché risulta dalla forza di gravità e dal moto rotatorio della Terra; siccome però l’osservatore subisce il moto rotatorio esattamente come l’oggetto osservato, appartenendo entrambi allo stesso sistema, a lui il movimento appare verticale. Tutto questo appare palese oggi, ma c’è da chiedersi quanto potesse esserlo nel 1600.

Non è finita; la relatività galileiana era una valida obiezione agli argomenti addotti dai tolemaici, ma non portava ancora al sistema eliocentrico come il solo possibile. E qui bisogna fare un po’ di chiarezza su Galileo. La “vulgata” conosciuta oggi dalla maggior parte delle persone è netta: Galileo aveva scoperto scientificamente che la Terra ruota attorno al Sole, la Chiesa l’ha condannato perché considerava eretica la cosa. In realtà le cose erano un po’ più complicate.

 

L’opposizione a Galileo non veniva solo da una parte della Chiesa che voleva attenersi al dettato letterale della Bibbia, “fermati o sole” eccetera eccetera, ma anche dall’establishment scientifico dell’epoca che era rigorosamente aristotelico e che Galileo con i suoi successi scientifici aveva più volte umiliato. Il caso Galileo non è tanto un caso di religione cattiva e oscurantista contro la scienza buona e illuminata, quanto un caso di teoria scientifica perdente che si difende da una nuova teoria scientifica emergente tirando in ballo la religione. Galileo aveva più volte dichiarato che non aveva nulla contro Aristotele, ma che non bisognava privilegiare le teorie aristoteliche anche quando cozzavano contro l’esperienza sensibile, e che se Aristotele avesse potuto sentire tutte le fesserie dette in suo nome sarebbe stato il primo a riderne di cuore. Nelle proprie lettere il grande scienziato individuava tutta una serie smisurata di scienziati a lui avversi perchè vedevano il proprio prestigio ridursi, capeggiati da tale Lodovico delle Colombe, e Galileo chiamava questi tizi “la lega del Pippione” (gioco di parole perché Pippione in toscano vuol dire sia piccione che coglione, e l’espressione è rimasta nel gergo comune). Fu proprio il “Pippione” a usare per la prima volta argomenti biblici per osteggiare il moto della Terra, in un suo manoscritto fatto circolare verso il 1611 allo scopo di costringere la Chiesa a prendere posizione.

Galileo replicò, con l’aiuto di due suoi allievi che erano preti (ma non erano tutti oscurantisti?), con le famose argomentazioni “la scienza insegna come vadano i cieli, la Bibbia insegna come si vada in cielo”. Non diceva nulla di scandaloso, perché le menti migliori della Chiesa hanno sempre saputo usare l’interpretazione non letterale, chi ne avesse voglia si legga le Confessioni di Sant’Agostino… la Bibbia non è stata scritta direttamente da Dio, ma da uomini sotto ispirazione divina, i quali avevano le idee scientifiche del tempo e le trasponevano in quello che scrivevano: dunque bisogna vagliare attentamente e saper distinguere il grano dalla pula.

Disgraziatamente la Chiesa commise un grave errore e si fece coinvolgere in questa diatriba che era partita come puramente scientifica: eseguì una perizia teologica e nel febbraio 1616 definì eretico l’eliocentrismo (forse perché, pare, si temeva una visione neopagana divinizzatrice del Sole) ed erronea la tesi del moto terrestre. Non ci si pronunciò sulla personale posizione di Galilei, che non fu né condannato né assolto, principalmente per l’opera mediatrice del cardinal Bellarmino che era un teologo molto fine e aveva capito il pericolo per la Chiesa se questa si fosse esposta troppo nella questione. Oltretutto bisogna tenere presente un punto molto importante, spesso sottovalutato: Galileo ha altissimi meriti scientifici che non si possono svilire, dal metodo sperimentale alla relatività galileiana, ma nel caso in questione non aveva scientificamente tutte le ragioni. La sua spiegazione dell’eliocentrismo si basava sul fenomeno delle maree, ma la scienza ne ha successivamente mostrato l’invalidità e gli astronomi gesuiti, pur non essendo all’altezza di Galileo, su questo particolare punto avevano ragione; ed essendo il fenomeno delle maree l’argomento principale con cui Galileo sosteneva l’eliocentrismo, tutta la sua costruzione teorica scricchiolava anche dal punto di vista scientifico, ferma restando la validità della sua critica all’aristotelismo imperante. Questo naturalmente non toglie che la Chiesa avesse sbagliato a entrare nella faccenda.

Purtroppo gli errori ecclesiali non si fermarono qui: nel 1632 Galileo pubblicò il Dialogo sui massimi sistemi, in cui metteva a confronto tre tesi scientifiche esposte da tre diversi personaggi; quello che difendeva l’eliocentrismo (tal Simplicio) faceva appunto la figura del sempliciotto, per non dire del cretino ignorante, ed inoltre ripeteva spesso cose già dette da Papa Urbano VIII, il quale si risentì molto. Oltretutto nel frontespizio dell’opera apparivano tre delfini, e lui la prese come un’allusione al suo (vero o presunto, comunque noto) nepotismo.

Morto Bellarmino che avrebbe forse potuto evitare il disastro, arrabbiato il Papa, nel 1633 ci fu un vero e proprio processo che andò per le lunghe e con alterne vicende si concluse con una formale condanna di Galileo. Risultato che non era scontato  e forse avrebbe potuto essere evitato, tant’è che tre dei giudici in segno di dissenso non furono presenti alla lettura della sentenza in aula. Gioia degli aristotelisti, il cui prestigio scientifico sarebbe comunque finito ben presto. Eppure si muoveva (ma non è certo che Galileo abbia realmente pronunciato la frase, potrebbe essere un’attribuzione posteriore dovuta alla mitizzazione illuministica della vicenda).

 

Successivamente sono cambiate molte cose, per fortuna. In primo luogo la Chiesa ha perso il potere temporale (grazie al cielo, aggiungo io da liberale) e dunque la tentazione di fare uso di strumenti non leciti si è ridotta di molto. In secondo luogo il suo approccio verso la scienza si è fatto molto più cauto, e ha fatto tesoro dell’esperienza evitando lo stesso sbaglio con il caso Darwin (e si potrebbero spendere altri fiumi di parole per spiegare che l’evoluzionismo è inconciliabile con il fissismo, non con il creazionismo). In terzo luogo è maturato in gran parte della Chiesa (non tutta, duole dirlo) un riconoscimento degli sbagli commessi nel corso della storia, culminato con la famosa riabilitazione di Galileo fatta da Giovanni Paolo II nel ’92.

Tutto questo molte persone non lo sanno, e pensano riduttivamente “Chiesa = tutti cattivi, scienza = tutti buoni”, ignorando che la scienza dominante all’epoca era aristotelica e aveva per prima osteggiato Galileo. Ma dalla vicenda galileiana si può trarre la lezione che la scienza non parla con una sola voce: tante volte si dice “la scienza dice, la scienza di oggi insegna” dimenticando che più che “la scienza” esistono semmai le teorie scientifiche, che spesso si contraddicono e si combattono (leggere Thomas Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche). La parola scienza significava in origine conoscenza, nel senso più ampio del termine, poi è passata a indicare un particolare tipo di conoscenza che si caratterizza per essere basata su dati sperimentabili (che a partire dall’empirismo anglosassone è vista appunto come l’unica “vera” conoscenza, contrapposta alle “fantasie”… soprattutto religiose) e costantemente rivedibile e revisionabile, implicitamente ipotetica in quanto basata sull’assunto “se le premesse x y z sono esatte, questo è vero”, disposta ad emendarsi nel momento in cui scoprono novità su x y z che prima erano sconosciute. Ed è quasi ironico che oggigiorno, in tempi di relativismo, si senta spesso dire che per questi motivi la scienza non ha verità assolute: l’ottimistico illuminismo settecentesco l’avrebbe considerata una specie di bestemmia, perché l’obiettivo finale di questo progresso continuo garantito da periodiche “revisioni” era proprio la Verità definitiva, non più falsificabile, ultima e razionale.

Ma è compatibile la scienza con la fede? Sì, dico io, perché operano su due piani diversi benché collegati. Non mi stancherò mai di ripetere che il Dio cristiano è perfettamente compatibile con il progresso scientifico perché è un umanista, ma così umanista che s’è fatto uomo. Una mentalità veramente laica (e intendo laico nel senso originale del termine, saper distinguere ciò che è dimostrabile per ragione da ciò che è credibile per fede) non ha problemi sull’argomento. Ci sono vari esempi di scienziati credenti, pensiamo a Pasteur che morì con il crocifisso in mano e disse “un po’ di scienza allontana da Dio, molta riconduce a Lui”. Mendel, padre della genetica, che era un religioso. Molti gesuiti astronomi che diedero il loro contributo all’osservazione dei cieli. Teilhard de Chardin, che ha proposto un’interessante visione cattolica dell’evoluzionismo. Miriam Stimson, una suora domenicana che contribuì notevolmente allo studio del DNA e delle cause genetiche del cancro. Insomma un elenco rilevante su cui talvolta si sorvola con leggerezza, nella convinzione diffusa che la religione è un peso morto che ostacola il progresso scientifico. Eppure l’ha detto Albert Einstein che “la scienza senza la religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca”.


8 responses to “Galileo

  • EugenioCazzidui

    Premesso che per me non ha senso dire che religione e scienza sono incompatibili, non vieni più sul mio blos? Abbiamo lasciato un discorso in sospeso…

  • utente anonimo

    Il senso del post credo che possa essere considerato parzialmente accetabile.
    Occorre però ricordare che non è assolutamente vero che tutta la scienza dell’epoca era aristotelica, lo era solo la parte gesuita. Keplero, la pensava esattamente come Galileo e Keplero sotto vari aspetti era anche molto più grande di Galileo.

    Inoltre vorrei ricordare che nel processo del ’33 Galileo venne abilmente incastrato dall’inquisizione con prove giudicate verosimilmente false dagli storici. Non ebbe un processo equo.
    Giusto solo per precisione.

  • ClaudioLXXXI

    Bene, mi accontento del “parzialmente accettabile”. Come inizio di dialogo credenti – non credenti, non c’è male.

  • utente anonimo

    Alcune osservazioni:

    “Occorre però ricordare che non è assolutamente vero che tutta la scienza dell’epoca era aristotelica, lo era solo la parte gesuita.”
    Assolutamente falso: a parte il fatto che bisognerebbe capire cosa si intende per “parte gesuita della scienza”, Tycho Brahe, che non era nemmeno un religioso, era un aristotelico convinto e riteneva falsa l’ipotesi di Copernico sul sistema solare, dimostrata vera da Galileo (Nicolò Copernico era persino canonico cattolico!).🙂
    Inoltre, i primi a criticare pubblicamente la presentazione di Galileo della teoria Copernicana furono alcuni padri domenicani, dal pulpito di Santa Maria Novella in Firenze, prima del 1615: di fatto Galileo fu denunciato al S.Uffizio dal Padre Domenicano Lorini il 7 febbraio 1615.

    Continuo nel post successivo.🙂

  • utente anonimo

    “Keplero, la pensava esattamente come Galileo e Keplero sotto vari aspetti era anche molto più grande di Galileo”
    Vago. A parte la covinzione sulla validità della teoria Copernicana, su cosa Galileo e Keplero la pensavano esattamente? E quali sono gli aspetti in cui Keplero era “molto più grande” di Galileo? Non si comprende il senso di queste affermazioni.🙂

    Continuo nel post successivo.🙂

  • utente anonimo

    “Inoltre vorrei ricordare che nel processo del ’33 Galileo venne abilmente incastrato dall’inquisizione con prove giudicate verosimilmente false dagli storici”
    Falso: Galileo fu chiamato in giudizio per discutere di otto affermazioni presentate nel “Dialogo sopra i massimi sistemi”, uscito nel 1632 (con approvazione ecclesiastica).
    Che Galileo avesse scritto quelle tesi era evidentemente chiaro: a Galileo veniva semplicemente contestata la loro rilevanza in materia di fede. Quali sono questi storici, e quali sono le “prove”
    verosimilmente false addotte per condannare Galileo, visto che il processo fu intentato per ciò che Galileo aveva scritto di proprio pugno?🙂

    Continuo nel post successivo (grazie per la pazienza).😀

  • utente anonimo

    “Non ebbe un processo equo”
    Vero. Nel processo dell’ inquisizione (che è la principale struttura di giudizio in tutto il mondo occidentale, laica e religiosa, almeno fino alla fine del ‘700) le figure dell’accusatore (il pubblico ministero) e del giudicante (il giudice) coincidono: è quindi difficile essere assolti, siccome chi ti contesta è anche chi ti giudica, quindi parte in causa a sua volta.🙂
    Senza alcuna malizia e giusto per essere precisi.😀

    Cordialmente,
    Daniele

    P.S. Tutto quello che ho scritto può essere verificato consultando le più disparate fonti, su Internet e non.🙂

  • ClaudioLXXXI

    Grazie mille per le precisazioni storiche, Daniele.

Ciao. Se vuoi commentare, accomodati. Non c'è bisogno di nome o e-mail, non c'è approvazione preventiva, no censura. Hai il libero arbitrio e io lo rispetto, anche se potresti usarlo male. Ricorda però che la libertà implica la responsabilità. Se sei un troll, ignorerò i tuoi commenti - a meno che tu non faccia un flood. Se pensi che quel che dico è sbagliato, fammelo notare. Attenzione però, perchè chiunque tu sia, se non sei d'accordo con me, proverò a convincerti del contrario. Qui il dialogo non sono belle chiacchiere per scambiarsi "secondo me" e sentirsi più buoni e tolleranti: qui il dialogo serve a cercare, trovare, amare la Verità.

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